Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 24 febbraio 2008
Appello di
Benedetto XVI all’Angelus per le popolazioni
dell’Ecuador, colpite da calamità. Poi l’invito a
tutti i fedeli ad incontrare Gesù per vincere
l’insoddisfazione del vivere
Solidarietà
alle popolazioni dell’Ecuador colpite da gravi calamità
naturali: l’appello del Papa all’Angelus, che nella
terza domenica di Quaresima si è soffermato
sull’incontro tra Gesù e la Samaritana, riproposto
nell’odierna liturgia. Il servizio di Roberta Gisotti.
“Uno dei testi più belli e profondi della Bibbia: il
dialogo tra Gesù e la Samaritana”, ha sottolineato
Benedetto XVI, invitando tutti a leggere e meditare
“personalmente” questa pagina del Vangelo di Giovanni,
per capirne la profondità, “immedesimandosi in quella
donna che, un giorno come tanti altri, andò ad attingere
l’acqua dal pozzo e vi trovò Gesù, seduto accanto,
‘stanco del viaggio’, nella calura del mezzogiorno”,
che le parlò di “un’ ‘acqua viva’ capace di
estinguere la sete” e “che zampilla per la vita
eterna’”.
“La sete di Cristo è una porta di accesso al
mistero di Dio, che si è fatto assetato per dissetarci,
così come si è fatto povero per arricchirci Sì, Dio ha
sete della nostra fede e del nostro amore”.
“La donna di Samaria invece rappresenta
l’insoddisfazione esistenziale di chi non ha trovato ciò
che cerca: ha avuto ‘cinque mariti’ ed ora convive con
un altro uomo; il suo andare e venire dal pozzo per
prendere acqua – ha spiegato il Santo Padre - esprime un
vivere ripetitivo e rassegnato”.
“Cari fratelli e sorelle, anche noi apriamo il
cuore all’ascolto fiducioso della parola di Dio per
incontrare, come la Samaritana, Gesù che ci rivela il suo
amore e ci dice: il Messia, il tuo salvatore “sono io,
che ti parlo”.
Dopo la recita dell’Angelus, il pensiero di Benedetto
XVI è andato alle popolazioni nelle zone costiere
dell’Ecuador, devastate dalle recenti inondazioni, che
hanno provocato gravissimi danni, e che si aggiungono a
quelli già causati dall’eruzione del vulcano Tungurahua.
“Mentre affido al Signore le vittime di tale
calamità, esprimo la mia personale vicinanza a quanti
stanno vivendo ore di angoscia e di tribolazione e invito
tutti ad una fraterna solidarietà, affinché le
popolazioni di quelle zone possano ritornare, quanto
prima, alla normalità della vita quotidiana”.
Il Santo Padre ha ricordato poi l’appuntamento di
sabato prossimo 1 marzo, nell’aula Paolo VI in Vaticano,
dove presiederà alle ore 17 la Veglia marina con i
giovani universitari di Roma, in collegamento
radiotelevisivo con studenti di diversi altri Paesi
d’Europa e d’America.
“Invocheremo l’intercessione di Maria Sedes
Sapientiae, affinché la speranza cristiana sostenga la
costruzione della civiltà dell’amore in questi due
Continenti e nel mondo intero. Cari amici universitari, vi
attendo numerosi!”
Nei saluti finali, un indirizzo particolare agli
abitanti della città di Quebec, in Canada, che festeggia
quest’anno i 400 anni di fondazione, e che ospiterà nel
prossimo giugno il 49mo Congresso eucaristico
internazionale.
LE PAROLE DEL PAPA ALLA RECITA
DELL’ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle,
in questa
terza Domenica di Quaresima la liturgia ripropone quest’anno
uno dei testi più belli e profondi della Bibbia: il
dialogo tra Gesù e la Samaritana (cfr Gv 4,5-42).
Sant’Agostino, del quale sto ampiamente parlando nelle
catechesi del mercoledì, era giustamente affascinato da
questo racconto, e ne fece un commento memorabile. È
impossibile rendere in una breve spiegazione la ricchezza
di questa pagina evangelica: occorre leggerla e meditarla
personalmente, immedesimandosi in quella donna che, un
giorno come tanti altri, andò ad attingere acqua dal
pozzo e vi trovò Gesù, seduto accanto, "stanco del
viaggio", nella calura del mezzogiorno. "Dammi
da bere", le disse, lasciandola molto stupita: era
infatti del tutto inconsueto che un giudeo rivolgesse la
parola a una donna samaritana, per di più sconosciuta. Ma
la meraviglia della donna era destinata ad aumentare: Gesù
parlò di un’"acqua viva" capace di estinguere
la sete e diventare in lei "sorgente di acqua che
zampilla per la vita eterna"; dimostrò inoltre di
conoscere la sua vita personale; rivelò che era giunta
l’ora di adorare l’unico vero Dio in spirito e verità;
e infine le confidò – cosa rarissima – di essere il
Messia.
Tutto
questo a partire dall’esperienza reale e sensibile della
sete. Il tema della sete attraversa tutto il Vangelo di
Giovanni: dall’incontro con la Samaritana, alla grande
profezia durante la festa delle Capanne (Gv
7,37-38), fino alla Croce, quando Gesù, prima di morire,
disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete" (Gv
19,28). La sete di Cristo è una porta di accesso al
mistero di Dio, che si è fatto assetato per dissetarci,
così come si è fatto povero per arricchirci (cfr 2
Cor 8,9). Sì, Dio ha sete della nostra fede e del
nostro amore. Come un padre buono e misericordioso
desidera per noi tutto il bene possibile e questo bene è
Lui stesso. La donna di Samaria invece rappresenta
l’insoddisfazione esistenziale di chi non ha trovato ciò
che cerca: ha avuto "cinque mariti" ed ora
convive con un altro uomo; il suo andare e venire dal
pozzo per prendere acqua esprime un vivere ripetitivo e
rassegnato. Tutto però cambiò per lei quel giorno,
grazie al colloquio con il Signore Gesù, che la sconvolse
a tal punto da indurla a lasciare la brocca dell’acqua e
a correre per dire alla gente del villaggio: "Venite
a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho
fatto. Che sia forse il Messia?" (Gv 4,28-29).
Cari
fratelli e sorelle, anche noi apriamo il cuore
all’ascolto fiducioso della parola di Dio per
incontrare, come la Samaritana, Gesù che ci rivela il suo
amore e ci dice: il Messia, il tuo salvatore "sono
io, che ti parlo" (Gv 4,26). Ci ottenga questo
dono Maria, prima e perfetta discepola del Verbo fatto
carne.
DOPO
L’ANGELUS
Recenti
inondazioni hanno devastato ampie zone costiere
dell'Ecuador, provocando gravissimi danni, che si
aggiungono a quelli già causati dall'eruzione del vulcano
Tungurahua. Mentre affido al Signore le vittime di tale
calamità, esprimo la mia personale vicinanza a quanti
stanno vivendo ore di angoscia e di tribolazione e invito
tutti ad una fraterna solidarietà, affinché le
popolazioni di quelle zone possano ritornare, quanto
prima, alla normalità della vita quotidiana.
Sabato
prossimo, 1° marzo, alle ore 17, nell’Aula Paolo VI
presiederò la veglia mariana dei giovani universitari di
Roma. Ad essa parteciperanno, in collegamento
radio-televisivo, anche studenti di altri Paesi
dell’Europa e delle Americhe. Invocheremo
l’intercessione di Maria Sedes Sapientiae,
affinché la speranza cristiana sostenga la costruzione
della civiltà dell’amore in questi due Continenti e nel
mondo intero. Cari amici universitari, vi attendo
numerosi!
Je salue
cordialement les pèlerins de langue française présents
à cette prière mariale, en particulier les membres de la
Fondation d’Auteuil Picardie et les jeunes du Collège
Charles Péguy, de Paris. En cette période du Carême,
comme la Samaritaine, nous sommes invités à nous
adresser à Jésus avec confiance, pour qu’il nous donne
l’eau qui fait vivre et qui purifie. Prenons le temps de
revenir à Lui, il est la véritable source près de
laquelle nous trouverons repos et force.
Je
voudrais encore saluer les habitants de la ville de Québec,
au Canada, qui fête cette année le quatre centième
anniversaire de sa fondation. En cette circonstance
importante, je suis heureux de m’associer par la prière
et par l’action de grâce au diocèse de Québec qui se
prépare aussi à accueillir le quarante-neuvième Congrès
eucharistique international.
I would
like to extend a cordial invitation to Catholics
throughout the world to support, by their prayers and
their presence, the 49th International
Eucharistic Congress to be celebrated in Quebec City from
15-22 June 2008.
I welcome
all the English-speaking pilgrims and visitors present at
today’s Angelus. As we continue our Lenten
journey may our resolve to follow closely the path of
Jesus be strengthened through prayer, forgiveness, fasting
and assistance to those in need. I trust your visit to
Rome will increase your understanding of the faith and
deepen your love of the universal Church. Upon all of you
and your dear ones, I gladly invoke the strength and peace
of Christ the Lord.
Einen
herzlichen Gruß richte ich an alle Brüder und Schwestern
deutscher Sprache. Besonders grüße ich heute die Pilger
und Musiker aus dem Pustertal. – Ohne Nahrung und Wasser
kann der Mensch nicht leben. Ebenso aber braucht er Liebe
und Zuwendung. In Jesus Christus schenkt Gott uns seine
Liebe. Er ist die Quelle des lebendigen Wassers, das uns
immer Frische und Kraft gibt in einer Welt, die durch die
Sünde dürr und trocken geworden ist. So wollen wir in
dieser Fastenzeit den Herrn wieder neu um das Wasser des
Lebens und die Frische des Glaubens bitten. Der Heilige
Geist geleite euch heute und durch die neue Woche.
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española, en
particular al los jóvenes de la diócesis de Vic, a los
grupos de las Parroquias de San José Obrero, de Cáceres,
y de la Inmaculada Concepción de Mahón, Menorca, junto
con la Cofradía de San Pedro Apóstol, así como a los
educadores y alumnos del Colegio diocesano Mater Dei de
Segorbe-Castellón. Invito a todos a dejar que Cristo
entre en nuestro corazón, como hizo la Samaritana de que
nos habla el Evangelio de hoy, y a la que Jesús iluminó
la vida y mostró el agua que apaga la sed más profunda.
Feliz domingo.
Pozdrawiam
wszystkich Polaków. W trzecią niedzielę
Wielkiego Postu wraz z Samarytanką spotykamy się
z Jezusem, który uczy, że prawdziwy kult dokonuje się
w Duchu i w prawdzie. Módlmy się, aby Duch Święty
przemieniał nasze życie, byśmy prawdziwie
chwalili Boga pełni wiary, nadziei i miłości.
Niech Bóg wam błogosławi.
[Saluto
tutti i polacchi. Nella terza domenica di Quaresima,
insieme alla Samaritana incontriamo Cristo che ci insegna
che il vero culto si compie nello spirito e nella verità.
Preghiamo affinché lo Spirito Santo trasformi la nostra
vita, perché veramente lodiamo Dio pieni di fede, di
speranza e di amore. Dio vi benedica!]
Saluto
con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i fedeli provenienti da Bronte e il gruppo di
Sbandieratori di Paternò, che si ispira alla spiritualità
di San Luigi Orione. A tutti auguro una buona domenica.