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ANGELUS
DEL 24 GENNAIO 2010 |
Radio
Vaticana, 24 gennaio 2010
L’unità
dei cristiani e la molteplicità dei carismi: al centro
delle parole del Papa all’Angelus
◊ La
preghiera per l’unità dei cristiani e la ricchezza dei
carismi all’interno della Chiesa sono stati i temi della
riflessione del Papa all’Angelus, recitato in piazza San
Pietro. Inoltre, un pensiero a San Francesco di Sales e al
sacerdote e martire catalano proclamato Beato ieri a
Barcellona. Il servizio di Fausta Speranza:
La Chiesa non è un organismo uniforme: il Papa
commentando la prima Lettera ai Corinzi, proposta
dall’odierna liturgia, invita tutti a riflettere sulla
specificità della Chiesa. San Paolo la paragona ad un
corpo umano che “è uno solo ma ha molte membra”. E
Benedetto XVI spiega che la Chiesa si presenta “come un
organismo ricco e vitale, non uniforme, frutto
dell’unico Spirito che conduce tutti ad unità
profonda”. “La chiesa – aggiunge il Papa – assume
le diversità senza abolirle e realizzando un insieme
armonioso”. La Chiesa “prolunga nella storia la
presenza del Signore risorto”. E’ qui la sua santità:
“E’ proprio in Cristo e nello Spirito che la
Chiesa è una e santa, cioè un’intima comunione che
trascende le capacità umane e le sostiene”.
Riflessioni che assumono particolare significato nella
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che si
concluderà domani ma che vivrà oggi pomeriggio la
tradizionale celebrazione dei Vespri nella Basilica di San
Paolo fuori le Mura, presieduta dal Papa con la
partecipazione dei Rappresentanti delle altre Chiese e
Comunità ecclesiali presenti a Roma. Occasione preziosa
di preghiera:
“Invocheremo da Dio il dono della piena unità di
tutti i discepoli di Cristo e, in particolare, secondo il
tema di quest’anno, rinnoveremo l’impegno di essere
insieme testimoni del Signore crocifisso e risorto (cfr Lc
24,48). La comunione dei cristiani, infatti, rende più
credibile ed efficace l’annuncio del Vangelo, come
affermò lo stesso Gesù pregando il Padre alla vigilia
della sua morte: “Che siano una sola cosa … perché il
mondo creda”.
Poi il Papa ricorda la figura di san Francesco di Sales,
la cui memoria liturgica ricorre oggi:
“Si dedicò con grande frutto alla predicazione e
alla formazione spirituale dei fedeli, insegnando che la
chiamata alla santità è per tutti e che ciascuno –
come dice san Paolo con il paragone del corpo – ha il
suo posto nella Chiesa”.
San Francesco di Sales è patrono dei giornalisti e della
stampa cattolica e dunque il Papa affida alla sua
spirituale assistenza il Messaggio per la Giornata
Mondiale delle Comunicazioni Sociali, presentato ieri
in Vaticano.
Dopo la preghiera mariana, un pensiero al sacerdote e
martire catalano Josè Samso I Elias, ucciso durante la
guerra civile, proclamato Beato ieri a Barcellona:
“Da vero testimone di Cristo, morì perdonando i
suoi persecutori. Per i sacerdoti, specialmente per i
parroci, egli costituisce un modello di dedizione alla
catechesi e alla carità verso i poveri”.
Nei saluti nelle varie lingue, “l’invito alla
preghiera per l’unità dei cristiani” e l’invito ad
“essere generosi con i doni che Dio ci fa”, ricordando
che “Dio vuole che lo serviamo nell’unità della
fede”. Poi i saluti in italiano:
“In particolare i ragazzi della Diocesi di Milano,
che a Pentecoste faranno la professione di fede, e quelli
della parrocchia di San Romano in Roma, che si preparano
alla Cresima; come pure i fedeli di Avellino, Gubbio e
Cecchina, e il gruppo della Banca di Piacenza. Rivolgo uno
speciale saluto alle famiglie del Movimento dell’Amore
Familiare e a quanti questa notte hanno vegliato nella
chiesa di San Gregorio VII pregando per soluzioni giuste e
pacifiche dei problemi dell’immigrazione. A tutti auguro
una buona domenica. Buona settimana”.
PAROLE
ALL'ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
Tra le
letture bibliche dell’odierna liturgia vi è il celebre
testo della Prima Lettera ai Corinzi in cui san
Paolo paragona la Chiesa al corpo umano. Così scrive
l’Apostolo: “Come il corpo è uno solo e ha molte
membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte,
sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi
tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in
un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti
siamo stati dissetati da un solo Spirito” (1 Cor
12,12-13). La Chiesa è concepita come il corpo, di cui
Cristo è il capo, e forma con Lui un tutt’uno. Tuttavia
ciò che all’Apostolo preme comunicare è l’idea
dell’unità nella molteplicità dei carismi, che sono i
doni dello Spirito Santo. Grazie ad essi, la Chiesa si
presenta come un organismo ricco e vitale, non uniforme,
frutto dell’unico Spirito che conduce tutti ad unità
profonda, assumendo le diversità senza abolirle e
realizzando un insieme armonioso. Essa prolunga nella
storia la presenza del Signore risorto, in particolare
mediante i Sacramenti, la Parola di Dio, i carismi e i
ministeri distribuiti nella comunità. Perciò, è proprio
in Cristo e nello Spirito che la Chiesa è una e santa,
cioè un’intima comunione che trascende le capacità
umane e le sostiene.
Mi piace
sottolineare questo aspetto mentre stiamo vivendo la
“Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”,
che si concluderà domani, festa della Conversione di San
Paolo. Secondo la tradizione, nel pomeriggio celebrerò i Vespri
nella Basilica
di San Paolo fuori le Mura, con la partecipazione dei
Rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali
presenti a Roma. Invocheremo da Dio il dono della piena
unità di tutti i discepoli di Cristo e, in particolare,
secondo il tema di quest’anno, rinnoveremo l’impegno
di essere insieme testimoni del Signore crocifisso e
risorto (cfr Lc 24,48). La comunione dei cristiani,
infatti, rende più credibile ed efficace l’annuncio del
Vangelo, come affermò lo stesso Gesù pregando il Padre
alla vigilia della sua morte: “Che siano una sola cosa
… perché il mondo creda” (Gv 17,21).
Infine,
cari amici, desidero ricordare la figura di san Francesco
di Sales, la cui memoria liturgica ricorre il 24 gennaio.
Nato in Savoia nel 1567, egli studiò il diritto a Padova
e a Parigi e, chiamato dal Signore, divenne sacerdote. Si
dedicò con grande frutto alla predicazione e alla
formazione spirituale dei fedeli, insegnando che la
chiamata alla santità è per tutti e che ciascuno –
come dice san Paolo con il paragone del corpo – ha il
suo posto nella Chiesa. San Francesco di Sales è patrono
dei giornalisti e della stampa cattolica. Alla sua
spirituale assistenza affido il Messaggio
per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali,
che firmo ogni anno in questa occasione e che ieri è
stato presentato in Vaticano.
La
Vergine Maria, Madre della Chiesa, ci ottenga di
progredire sempre nella comunione, per trasmettere la
bellezza di essere una cosa sola nell’unità del Padre e
del Figlio e dello Spirito Santo.

Dopo
l'Angelus:
Ieri, a
Barcellona, è stato proclamato Beato José Samsó i Elías,
sacerdote e martire catalano, ucciso durante la guerra
civile. Da vero testimone di Cristo, morì perdonando i
suoi persecutori. Per i sacerdoti, specialmente per i
parroci, egli costituisce un modello di dedizione alla
catechesi e alla carità verso i poveri.
En ce
dimanche de la Semaine de prière pour l’unité des chrétiens,
je salue avec joie les pèlerins francophones. Prenant la
comparaison du corps humain, saint Paul met en lumière la
solidarité qui doit exister entre tous les membres du
Corps du Christ, l’Église. Chacun est donc invité à
mettre en valeur les dons qu’il a reçus de l’Esprit
en vue de la construction de ce Corps. Dieu veut que nous
le servions dans l’unité de la foi. Demandons ardemment
au Christ de faire à son Église le don de cette unité!
Que la Vierge Marie aide chacun et chacune sur ce chemin!
Bon dimanche et bonne semaine à tous!
I am
pleased to welcome all the English-speaking pilgrims to
this Angelus. In today’s liturgy, Jesus tells us
plainly that he has been anointed “to preach good news
to the poor” (Lk 4:18). Indeed, it is the poor
whom God has chosen to be rich in faith and heirs of His
kingdom (cf. Jas 2:5). Dear brothers and sisters,
may those in need take courage from the Good News, and may
all of us be generous with God’s gifts to us (cf. Mk 4:24).
An diesem
Sonntag in der Weltgebetswoche für die Einheit der
Christen grüße ich die deutschsprachigen Pilger hier auf
dem Petersplatz. Durch die Taufe sind wir alle zu Gliedern
an dem einen Leib Christi geworden und dazu berufen, als
Gemeinschaft in der Welt gleichsam das Wirken seines
Geistes zu verkörpern. Die Menschen schauen auf uns
Christen, und sie erwarten zu Recht viel von uns. Christus
hat uns nämlich gesandt, seine frohe Botschaft zu verkünden
und durch unser Leben Zeugnis von seiner Liebe zu geben.
Gott stärke uns und alle, die an Christus glauben, auf
diesem Weg!
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española presentes
en esta oración mariana, en particular a los grupos de
las parroquias de San Lorenzo, de Burgos, San Juan, de
Barbalos, y San Martín, de Valladolid. Deseo recordar que
se celebró ayer en Mataró la beatificación del Siervo
de Dios Josep Samsó i Elias, sacerdote que destacó por
su caridad y su celo apostólico. En su martirio, entregó
generosamente su vida al Señor entre palabras y gestos de
perdón y misericordia. Que en este Año Sacerdotal, su
ejemplo sirva de estímulo a los presbíteros en el solícito
ejercicio de su ministerio pastoral y anime a los fieles a
dar en todo momento un testimonio valiente y convencido de
su fe. Que el nou Beat Josep Samsò i Elias us beneeixi
i us protegeixi. Feliç diumenge.Muchas gracias y
feliz domingo.
Pozdrawiam
serdecznie wszystkich Polaków. W Tygodniu Modlitw o Jedność
Chrześcijan, Chrystus Pan raz jeszcze modli się
za nas: „Aby wszyscy stanowili jedno” (J 17,21). I my
prośmy o ten upragniony Boży dar. Niech Kościół
i inne Wspólnoty zjednoczy duch wiary, cywilizacja życia,
pokoju i miłości. Pragnąc komunii wierzących,
budujmy naszą codzienność na Chrystusie i
Jego Ewangelii. Życzę wszystkim dobrej niedzieli.
[Saluto
cordialmente tutti i Polacchi. Nella Settimana di
preghiera per l’unità dei cristiani, Cristo Signore
ancora una volta prega per noi: “Perché tutti siano una
sola cosa” (Gv 17, 21). Preghiamo anche noi per ottenere
questo desiderato dono di Dio. La Chiesa e le altre
Comunità siano unite dallo spirito di fede, dalla civiltà
della vita, della pace e dell’amore. Nutrendo il
desiderio della comunione di coloro che credono,
edifichiamo la nostra quotidianità su Cristo e sul Suo
Vangelo. A tutti auguro una buona domenica.]
Infine
saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i ragazzi della Diocesi di Milano, che a
Pentecoste faranno la professione di fede, e quelli della
parrocchia di San Romano in Roma, che si preparano alla
Cresima; come pure i fedeli di Avellino, Gubbio e Cecchina,
e il gruppo della Banca di Piacenza. Rivolgo uno speciale
saluto alle famiglie del Movimento dell’Amore Familiare
e a quanti questa notte hanno vegliato nella chiesa di San
Gregorio VII pregando per soluzioni giuste e pacifiche dei
problemi dell’immigrazione. A tutti auguro una buona
domenica.
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