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° Israele: nell'Angelus del 24 luglio non si citano gli attacchi contro Israele>>>
- ANGELUS -
- Les Combes, Valle d'Aosta, 24 luglio 2005 -
Ascolta il vescovo Anfossi e le parole del Papa all'Angelus del 24 luglio
Fonte: Radio Vaticana, Domenica, 24.07.2005
DIO FERMI LA MANO ASSASSINA DEI TERRORISTI E CONVERTA I LORO CUORI A PENSIERI DI RICONCILIAZIONE E DI PACE: COSI’, BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS, A LES COMBES. IL PAPA TORNA INOLTRE A RIBADIRE IL FONDAMENTALE CONTRIBUTO DEI VALORI CRISTIANI ALLA COSTRUZIONE
DELL’EUROPA E RIVOLGE UN PENSIERO SPECIALE AI GIOVANI IN VISTA DELLA GMG DI COLONIA
- Servizio di Alessandro Gisotti -
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L’Onnipotente fermi la mano assassina dei terroristi e converta i loro cuori: è l’invocazione di Benedetto XVI all’Angelus domenicale a Les Combes. Il Papa ha espresso la sua vicinanza a quanti soffrono a causa dei terribili attentati, che in questi giorni hanno scosso tante parti del mondo. Il Pontefice ha inoltre ribadito la centralità dei valori cristiani per il Vecchio Continente ed ha rivolto un saluto particolare ai giovani, dando loro appuntamento all’imminente GMG di Colonia. Il
servizio di Alessandro Gisotti:
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Dio converta i cuori dei terroristi: all’Angelus, si leva alta l’invocazione di Benedetto XVI, che vede questi giorni di serenità e riposo in Valle d’Aosta turbati dagli “esecrandi attentati terroristici che hanno causato morte e distruzione” in Egitto, Turchia, Iraq e Gran Bretagna. Il Papa è vicino a quanti soffrono a causa della violenza. Le sue parole sono un accorato appello a scegliere la via della pace:
Mentre affidiamo alla divina bontà i defunti, i feriti e i loro cari, vittime di tali gesti che offendono Dio e l’uomo, invochiamo l’Onnipotente affinché fermi la mano assassina di coloro che, mossi da fanatismo e odio, li hanno commessi e ne converta i cuori a pensieri di riconciliazione e di pace.
Il Papa, a braccio, sottolinea inoltre come tutti soffriamo per la violenza di questi giorni, manifestazione della forza dell’odio nel mondo. Nel pianoro di Les Combes, gremito di fedeli, il pensiero del Pontefice va anche all’Europa. Benedetto XVI ricorda come in questi giorni di luglio ricorrano le feste di alcuni Santi, segno tangibile del “contributo che il cristianesimo ha dato e continua ad offrire alla costruzione dell’Europa”: San Giacomo le cui reliquie si venerano nel celebre santuario di Compostela, Santa Brigida di Svezia, Patrona d’Europa e con lei San Benedetto, altro grande Patrono
del Vecchio Continente e “patrono mio”, aggiunge il Papa, da quando sono stato eletto al Soglio di Pietro. E qui Benedetto XVI ritorna con il pensiero al 1982, allo storico pellegrinaggio del suo predecessore a Santiago de Compostela, dove – sottolinea – compì un solenne “Atto europeistico”. In quella occasione, ricorda il Pontefice, Giovanni Paolo II rivolse una vibrante esortazione all’Europa ad essere se stessa, a ravvivare le proprie radici:
Giovanni Paolo II lanciò allora il progetto di un’Europa consapevole della propria unità spirituale poggiante sul fondamento dei valori cristiani. Su questo tema egli tornò in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù del 1989, che si svolse proprio a Santiago de Compostela. Auspicò un’Europa senza frontiere, che non rinneghi le radici cristiane sulle quali è sorta e non rinunci all’autentico umanesimo del Vangelo di Cristo! Quanto attuale resta questo suo appello, alla luce degli eventi recenti del continente europeo!
E da quella GMG di 16 anni fa, Benedetto XVI volge dunque il pensiero all’imminente Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia. Ai giovani, il Santo Padre dedica una particolare riflessione:
Preghiamo perché le nuove generazioni, attingendo la loro linfa vitale da Cristo, sappiano essere nelle società europee fermento di un rinnovato umanesimo, nel quale fede e ragione cooperino in fecondo dialogo alla promozione dell’uomo e all’edificazione dell’autentica pace.
Dopo l’Angelus, il momento atteso dei saluti in più lingue ai pellegrini accorsi a Les Combes. Il Papa non manca di salutare i valdostani nel loro dialetto, il patois.Parole, queste, accolte con festosi applausi dai fedeli. Benedetto XVI dedica un pensiero in particolare ai membri di Comunione e Liberazione di Milano, di Torino e della Puglia; ai giovani di Ivrea, alla squadra di calcio “Reggina”, ai ragazzi dell’Azione Cattolica di Tortona e a quelli degli Oratori di Saronno, ai gruppi di Potenza e Chiavari.
L’Angelus ha offerto l’occasione al vescovo di Aosta, mons. Giuseppe Anfossi, di ringraziare il Santo Padre e rinnovargli l’invito a soggiornare in Valle d’Aosta anche l’estate dell’anno prossimo.
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Le parole di Benedetto XVI sul terrorismo hanno colpito profondamente i fedeli, raccolti a Les Combes per l’Angelus. Ecco la testimonianza dell’inviato di Avvenire, Salvatore Mazza, raggiunto telefonicamente in Valle d’Aosta da Alessandro Gisotti:
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R. – E’ stato un appello molto forte e, ancora una volta, molto sentito ed anche molto applaudito perchè ha veramente rivelato la preoccupazione ed l’angoscia con cui il Papa segue queste vicende.
D. – Il portavoce vaticano, Joaquin Navarro Valls, ha incontrato stamane i giornalisti che sono a Les Combes per seguire le vacanze del Pontefice. Sono emerse delle notizie interessanti?
R. – Il dottor Navarro ha prima parlato di come il Papa segue gli eventi del mondo. Poi ha anche parlato delle vacanze rivelando che cosa stia scrivendo Benedetto XVI in questi giorni. Ha detto che sta ultimando un libro che aveva iniziato a scrivere tre anni fa. Non ha detto quale sia l’argomento ed ha aggiunto: “lo scoprirete quando arriverà nelle librerie”, ed è possibile che nelle librerie arrivi anche molto presto. Ha poi parlato della sua prima Enciclica ed ovviamente di Colonia, come di altri due temi presenti in queste vacanze.
D. – A proposito di Colonia è stato grande l’entusiasmo dei giovani a Les Combes, un calore che Benedetto XVI è sembrato gradire molto forse anche pregustando proprio il clima della GMG di Colonia...
R. – Sì, ce ne erano tanti di giovani. C’era un gruppo di Ivrea che parteciperà alla GMG il prossimo agosto, accompagnato dal loro vescovo. C’erano tanti giovani di Comunione e Liberazione e l’entusiasmo che hanno dimostrato al Papa è veramente un po’ una prefigurazione di quello che potrà avvenire a Colonia.
D. – Nel messaggio prima della recita dell’Angelus, il Santo Padre a volte ha parlato a braccio ed ha anche scambiato qualche battuta con i fedeli. Poi alla fine si è soffermato molto con dei disabili che erano vicino al palco. Quindi una ricerca di contatto umano sia da parte di Benedetto XVI che da parte dei fedeli...
R. – Sì, diciamo che il Papa sta sempre più dimostrando, con il suo stile estremamente disponibile, quanto sia capace di avvicinare le persone.Oggi durante l’Angelus ha fatto varie aggiunte a braccio. Ad un certo punto – per esempio – parlando in tedesco, sentiti pochi applausi, si è fermato e in italiano ha detto: “Sono pochi ma ci sono”, oppure dopo, quando ha salutato gli spagnoli, ha affermato: “Voi riuscite sempre a farvi sentire”. Insomma è un Papa che si fa amare ed è amato. Oggi era stato predisposto un settore solo per i disabili ed il Pontefice è sceso
ed rimasto quasi 20 minuti a salutarli uno per uno, soffermandosi con loro ed anche questo è stato un momento molto bello.
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LE PAROLE DEL PAPA PRIMA DELL'ANGELUS
- FONTE VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari fratelli e sorelle!
Domani ricorre la festa dell’Apostolo San Giacomo, fratello di Giovanni, di cui si venerano le reliquie nel celebre santuario di Compostela, in Galizia, meta di innumerevoli pellegrini di ogni parte d’Europa. Ieri abbiamo ricordato Santa Brigida di Svezia, Patrona d’Europa. L’11 luglio scorso si è celebrato San Benedetto, altro grande Patrono del "vecchio continente". Guardando a questi Santi, viene spontaneo soffermarsi a riflettere sul contributo che il cristianesimo ha dato e continua ad offrire alla costruzione dell’Europa.
Vorrei farlo riandando col pensiero al pellegrinaggio che il Servo di Dio Giovanni Paolo II fece, nel 1982, a Santiago de Compostela, dove compì un solenne "Atto europeistico", nel corso del quale pronunciò queste memorabili parole: "Io, Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale, da Santiago ti rivolgo, o vecchia Europa, un grido pieno d’amore: Torna a te medesima, sii te stessa! Scopri le tue origini. Ravviva le tue radici. Rivivi quei valori autentici che hanno fatto gloriosa la tua storia e benefica la tua presenza tra gli altri continenti" (Insegnamenti, vol. V/3, 1982, p. 1260). Giovanni Paolo II lanciò allora il
progetto di un’Europa consapevole della propria unità spirituale poggiante sul fondamento dei valori cristiani. Su questo tema egli tornò in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù del 1989, che si svolse proprio a Santiago de Compostela. Auspicò un’Europa senza frontiere, che non rinneghi le radici cristiane sulle quali è sorta e non rinunci all’autentico umanesimo del Vangelo di Cristo! (cfr Insegnamenti, vol. XII/2, 1989, p. 328). Quanto attuale resta questo suo appello, alla luce degli eventi recenti del continente europeo!
Tra meno di un mese, anch’io mi recherò pellegrino in una storica Cattedrale europea, quella di Colonia, dove i giovani si sono dati appuntamento per la loro XX Giornata Mondiale. Preghiamo perché le nuove generazioni, attingendo la loro linfa vitale da Cristo, sappiano essere nelle società europee fermento di un rinnovato umanesimo, nel quale fede e ragione cooperino in fecondo dialogo alla promozione dell’uomo e all’edificazione dell’autentica pace. Lo chiediamo a Dio per intercessione di Maria Santissima, che veglia come Madre e Regina sul cammino di tutte le nazioni.
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