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ANGELUS  (24 SETTEMBRE 2006) 

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana, 24 settembre 2006

BENEDETTO XVI ALL’ANGELUS DA CASTEL GANDOLFO: CHI SEGUE CRISTO E’ ATTRATTO DALL’AMORE E DIVENTA UN ARTIGIANO DI PACE. IL RICORDO DEL PAPA PER SUOR LEONELLA SGORBATI, UCCISA IN SOMALIA  

La logica del cristianesimo contrasta con la mentalità umana, perché non si lascia sedurre da sogni di supremazia, ma serve la causa della pace, con umiltà e spirito di perdono. Davanti ad alcune migliaia di persone, radunate nel cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha condensato all’Angelus di questa mattina l’insegnamento spirituale della liturgia domenicale di oggi.

In particolare, parlando della testimonianza dei molti cristiani che hanno sacrificato la vita per il Vangelo, il Papa ha ricordato ancora una volta la figura di suor Leonella Sgorbati, la missionaria della Consolata uccisa martedì scorso a Mogadiscio, in Somalia. La cronaca dell’Angelus, nel servizio di Alessandro De Carolis.  

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Si può commettere un’azione sbagliata pur avendone l’intenzione opposta. E’ la natura umana ferita dal peccato dell’egoismo a fuorviare talvolta gesti e iniziative, cosa che non accade a chi ha scelto Cristo, ha deciso di amare come lui l’umanità, ha scelto lo stile del perdono, diventando con ciò “un artigiano di pace” Da un testo di duemila anni, il Vangelo, e dalla cronaca più recente, l’assassinio di una religiosa “che serviva i poveri”, Benedetto XVI ha tratto gli spunti di riflessione per l’Angelus di questa mattina. Il brano evangelico di oggi, ha spiegato il Papa, presenta gli Apostoli che non solo “non comprendono” ciò che Gesù di loro sulla sua prossima morte, ma preferiscono discutere su chi sia il “più grande” nella loro cerchia. Gesù allora, ha ricordato Benedetto XVI, interviene per spiegare “con pazienza la sua logica, la logica dell’amore che si fa servizio fino al dono di sé: 'Se uno vuol essere il primo sia l’ultimo e il servo di tutti'”:  

“Questa è la logica del cristianesimo, che risponde alla verità dell’uomo creato a immagine di Dio, ma al tempo stesso contrasta con il suo egoismo, conseguenza del peccato originale. Ogni persona umana è attratta dall’amore – che ultimamente è Dio stesso – ma spesso sbaglia nei modi concreti di amare, e così da una tendenza all’origine positiva, inquinata però dal peccato, possono derivare intenzioni e azioni cattive”.  

Il contrasto, ha proseguito il Papa citando la Lettera di San Giacomo letta oggi nelle Chiese, nasce dai sentimenti negativi che hanno radice nel cuore umano – gelosia, spirito di contesa – rispetto a ciò che ispira la sapienza divina, “pacifica, mite, arrendevole”, “senza parzialità, senza ipocrisia”:  

“Queste parole fanno pensare alla testimonianza di tanti cristiani che, con umiltà e nel silenzio, spendono la vita al servizio degli altri a causa del Signore Gesù, operando concretamente come servi dell’amore e perciò “artigiani” di pace. Ad alcuni è chiesta talora la suprema testimonianza del sangue, come è accaduto pochi giorni fa anche alla religiosa italiana Suor Leonella Sgorbati, caduta vittima della violenza. Questa suora, che da molti anni serviva i poveri e i piccoli in Somalia, è morta pronunciando la parola “perdono”: ecco la più autentica testimonianza cristiana, segno pacifico di contraddizione che dimostra la vittoria dell’amore sull’odio e sul male”.  

(Applausi)  

“Non c’è dubbio che seguire Cristo è difficile – ha concluso la sua riflessione il Papa - ma, come Egli dice, solo chi perde la propria vita per causa sua e del Vangelo la salverà, dando senso pieno alla propria esistenza”. Nel dopo Angelus, tra i festeggiamenti della folla radunata all’interno e all’esterno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, Benedetto XVI ha rivolto saluti e incoraggiamenti ai pellegrini in cinque lingue. In particolare, ai fedeli anglofoni il Pontefice ha chiesto preghiere per quanti vivono a contatto con il mare, in vista della Giornata mondiale dei Marittimi di giovedì prossimo. E un apprezzamento, Benedetto XVI lo ha rivolto anche ai 45 vescovi che partecipano in questi giorni al 25.mo Convegno ecumenico promosso dal Movimento dei Focolari:  

“Cari Fratelli, mi compiaccio dello speciale impegno che ponete al servizio della piena unità tra i cristiani ed auguro ogni bene per le Comunità diocesane a voi affidate”.

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LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS

- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -

Cari fratelli e sorelle,

nel Vangelo di questa Domenica, Gesù annuncia per la seconda volta ai discepoli la sua passione, morte e risurrezione (cfr Mc 9,30-31). L’evangelista Marco mette in risalto il forte contrasto tra la sua mentalità e quella dei dodici Apostoli, che non solo non comprendono le parole del Maestro e rifiutano nettamente l’idea che Egli vada incontro alla morte (cfr Mc 8,32), ma discutono su chi tra loro si debba considerare "il più grande" (cfr Mc 9,34). Gesù spiega ad essi con pazienza la sua logica, la logica dell’amore che si fa servizio fino al dono di sé: "Se uno vuol essere il primo sia l’ultimo e il servo di tutti" (Mc 9,35).

Questa è la logica del Cristianesimo, che risponde alla verità dell’uomo creato a immagine di Dio, ma al tempo stesso contrasta con il suo egoismo, conseguenza del peccato originale. Ogni persona umana è attratta dall’amore – che ultimamente è Dio stesso – ma spesso sbaglia nei modi concreti di amare, e così da una tendenza all’origine positiva, inquinata però dal peccato, possono derivare intenzioni e azioni cattive. Lo ricorda, nella liturgia odierna, anche la Lettera di san Giacomo: "Dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. La sapienza che viene dall’alto invece è anzitutto pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia". E l’Apostolo conclude: "Un frutto di giustizia viene seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace" (3,16-18). Queste parole fanno pensare alla testimonianza di tanti cristiani che, con umiltà e nel silenzio, spendono la vita al servizio degli altri a causa del Signore Gesù, operando concretamente come servi dell’amore e perciò "artigiani" di pace. Ad alcuni è chiesta talora la suprema testimonianza del sangue, come è accaduto pochi giorni fa anche alla religiosa italiana Suor Leonella Sgorbati, caduta vittima della violenza. Questa suora, che da molti anni serviva i poveri e i piccoli in Somalia, è morta pronunciando la parola "perdono": ecco la più autentica testimonianza cristiana, segno pacifico di contraddizione che dimostra la vittoria dell’amore sull’odio e sul male.

Non c’è dubbio che seguire Cristo è difficile, ma, come Egli dice, solo chi perde la propria vita per causa sua e del Vangelo la salverà (cfr Mc 8,35), dando senso pieno alla propria esistenza. Non esiste altra strada per essere suoi discepoli, non c’è altra strada per testimoniare il suo amore e tendere alla perfezione evangelica. Ci aiuti Maria, che quest’oggi invochiamo come Beata Vergine della Mercede, ad aprire sempre più il nostro cuore all’amore di Dio, mistero di gioia e di santità.

DOPO L’ANGELUS

Next Thursday is World Maritime Day and I would like to invite all of you to pray for the men and women involved in seafaring, and for their families. I thank the Lord for the work of the Apostleship of the Sea, which for many years has offered human and spiritual support to those who live this difficult and challenging way of life. I welcome particularly the recent initiatives taken by the International Maritime Organization to contribute to the fight against poverty and hunger. May Our Lady, Star of the Sea, look down in love upon seafarers and their families and upon all those who care for their human and spiritual needs.

Sono lieto di rivolgere il mio cordiale saluto al gruppo di Vescovi di vari Paesi che partecipano al Convegno ecumenico organizzato dal Movimento dei Focolari. Cari Fratelli, mi compiaccio dello speciale impegno che ponete al servizio della piena unità tra i cristiani ed auguro ogni bene per le Comunità diocesane a voi affidate.

Je vous adresse mes salutations cordiales, chers pèlerins francophones. L’Évangile nous invite aujourd’hui à être d’humbles serviteurs du Christ et de son message de salut. Puisse cette attitude spirituelle vous disposer à accueillir la grâce du Seigneur et vous ouvrir à la rencontre avec vos frères, pour leur annoncer la Bonne Nouvelle et vivre avec eux une vie fraternelle. Avec ma Bénédiction apostolique.

To the English-speaking visitors here today, including the group of pilgrims associated with the Acton Institute in America, I extend cordial greetings. I pray that you may receive many graces during your stay, and that you return home strengthened in faith, hope, and love. I invoke God’s blessings of joy and peace upon all of you, and upon your families and loved ones at home.

Einen frohen Gruß richte ich an die Pilger deutscher Sprache hier in Castel Gandolfo und an alle, die via Radio und Fernsehen mit uns verbunden sind. „Wer der Erste sein will, soll der Diener aller sein", sagt Jesus den Aposteln im heutigen Evangelium. Ein Jünger Christi zu sein bedeutet für die anderen da zu sein; das Gute zu tun, ohne eine Gegenleistung dafür zu erwarten. Als getaufte Christen wollen wir uns immer wieder neu darum bemühen. Der Herr gebe uns die Kraft dazu, damit wir den Menschen seine Liebe bezeugen. Gott segne euch und alle, die euch teuer sind.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española aquí presentes, especialmente a los miembros de las Academias del Ejército de Chile y al grupo de Barquisimeto, Venezuela, acompañado de su Arzobispo, Mons. Tulio Manuel Chirivella Varela, así como a los que participan a través de los medios de comunicación en esta oración mariana. Que el Señor, por la intercesión maternal de la Virgen María, que hoy festejamos bajo la advocación de Nuestra Señora de la Merced, os colme de sus dones. ¡Feliz domingo!

Pozdrawiam Polaków z Polski i z zagranicy. Dzisiejsza liturgia przypomina słowa Jezusa: „Kto przyjmuje jedno z tych dzieci w imię moje, mnie przyjmuje". Maryi, Matce Bożej, zawierzamy wszystkich, którzy troszczą się o dzieci, a zwłaszcza rodziny zastępcze i rodzinne domy dziecka. Niech Bóg wam wszystkim błogosławi.

[Saluto i polacchi provenienti dalla Polonia e dall’estero. La liturgia odierna ci ricorda le parole di Gesù: "Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me". A Maria, Madre di Dio, affidiamo tutti coloro che hanno cura dei bambini, e singolarmente le famiglie adottive e le case-famiglia. Dio benedica tutti voi.]

Saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da Monasterolo e Palizzi, come pure le associazioni "Insieme per crescere" e "Nuovi Castelli Romani". A tutti auguro una buona domenica.

 

 

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