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ANGELUS
(25 FEBBRAIO 2007) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
25 febbraio 2007
Il
Papa all’Angelus invita i fedeli, in questa Quaresima, a
guardare a Cristo, morto in croce per noi, e a lasciarci
guardare dai suoi occhi misericordiosi
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Guardare
il Dio dell’amore, morto in croce per noi, e nello
stesso tempo lasciarsi guardare dal suo sguardo
misericordioso. E’ il programma che, oggi
all’Angelus in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha
proposto ai fedeli in questa 1a Domenica di
Quaresima. Numerosi i pellegrini, nonostante la
giornata nuvolosa. Il servizio di Sergio Centofanti:
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Il
Papa invita i fedeli a vivere questa Quaresima con un
rinnovato “slancio interiore per rispondere con
generosità e gioia alla chiamata del Signore”, che è
morto in croce per noi. Si tratta di risvegliare “la
volontà di preghiera, di conversione e di penitenza”,
vincendo le seduzioni del “Tentatore” per
intraprendere nella quotidianità “il cammino di una
nuova libertà di fronte alla schiavitù del peccato e
della morte”. Ma per seguire “questo cammino di
liberazione” – afferma il Papa, ricordando il suo
Messaggio per la Quaresima – occorre rivivere
l’esperienza di San Giovanni, il discepolo prediletto,
che “insieme con Maria, la Madre di Gesù, ed altre
donne sul Calvario, fu testimone oculare del colpo di
lancia” che, trapassando il costato di Cristo, ne fece
uscire “sangue ed acqua”:
“Quel gesto compiuto da un anonimo soldato romano,
destinato a perdersi nell’oblio, rimase impresso negli
occhi e nel cuore dell’Apostolo, che lo ripropose nel
suo Vangelo. Lungo i secoli quante conversioni sono
avvenute proprio grazie all’eloquente messaggio di
amore, che riceve colui che volge lo sguardo a Gesù
Crocifisso!”
Il Papa ricorda come nella sua Enciclica Deus caritas
est abbia voluto sottolineare che, “solo volgendo lo
sguardo a Gesù, morto in Croce per noi, può essere
conosciuta e contemplata questa verità fondamentale,
“Dio è amore”:
“A partire da questo sguardo … il cristiano
trova la strada del suo vivere e del suo amare (Deus
caritas est, 12). Contemplando con gli occhi della fede il
Crocifisso, possiamo comprendere in profondità che cos’è
il peccato, quanto tragica sia la sua gravità e, al tempo
stesso, quanto incommensurabile sia la potenza del perdono
e della misericordia del Signore”.
“Durante questi giorni di Quaresima”, dunque – ha
aggiunto il Papa - “non distogliamo il cuore da questo
mistero di profonda umanità e di alta spiritualità”:
“Guardando Cristo, sentiamoci al tempo stesso
guardati da Lui. Colui che noi stessi abbiamo trafitto con
le nostre colpe non si stanca di riversare sul mondo un
torrente inesauribile di amore misericordioso. Possa
l’umanità comprendere che soltanto da questa fonte è
possibile attingere l’energia spirituale indispensabile
per costruire quella pace e quella felicità che ogni
essere umano va cercando senza sosta”.
Il Papa, infine, affida il cammino quaresimale “alla
Vergine Maria, che fu trafitta nell’anima presso la
Croce del Figlio” perchè “ci aiuti a lasciare tutto
ciò che ci distoglie dall’ascolto di Cristo e della sua
parola di salvezza”. E a Lei affida anche la settimana
di esercizi spirituali, che avrà inizio oggi pomeriggio,
in Vaticano, e a cui il Papa prenderà parte insieme con i
collaboratori della Curia Romana:
“Cari fratelli e sorelle, vi domando di
accompagnarci con la vostra preghiera, che ricambierò
volentieri nel raccoglimento del ritiro, invocando la
potenza divina su ciascuno di voi, sulle vostre famiglie e
sulle vostre comunità”.
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BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Cari
fratelli e sorelle,
quest’anno
il Messaggio per la Quaresima prende spunto da un versetto
del Vangelo di Giovanni, che a sua volta si rifà ad una
profezia messianica di Zaccaria: "Volgeranno lo
sguardo a colui che hanno trafitto" (Gv
19,37). Il discepolo prediletto, presente insieme con
Maria, la Madre di Gesù, ed altre donne sul Calvario, fu
testimone oculare del colpo di lancia che trapassò il
costato di Cristo, facendone uscire sangue ed acqua (cfr Gv
19,31-34). Quel gesto compiuto da un anonimo soldato
romano, destinato a perdersi nell’oblio, rimase impresso
negli occhi e nel cuore dell’apostolo, che lo ripropose
nel suo Vangelo. Lungo i secoli quante conversioni sono
avvenute proprio grazie all’eloquente messaggio di amore
che riceve colui che volge lo sguardo a Gesù crocifisso!
Entriamo,
dunque, nel tempo quaresimale con lo "sguardo"
fisso al costato di Gesù. Nella Lettera enciclica Deus
caritas est (cfr n. 12) ho voluto sottolineare che,
solo volgendo lo sguardo a Gesù morto in croce per noi,
può essere conosciuta e contemplata questa verità
fondamentale: "Dio è amore" (1 Gv
4,8.16). "A partire da questo sguardo – ho scritto
– il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo
amare" (Deus caritas est, 12). Contemplando
con gli occhi della fede il Crocifisso, possiamo
comprendere in profondità che cos’è il peccato, quanto
tragica sia la sua gravità e, al tempo stesso, quanto
incommensurabile sia la potenza del perdono e della
misericordia del Signore. Durante questi giorni di
Quaresima non distogliamo il cuore da questo mistero di
profonda umanità e di alta spiritualità. Guardando
Cristo, sentiamoci al tempo stesso guardati da Lui. Colui
che noi stessi abbiamo trafitto con le nostre colpe non si
stanca di riversare sul mondo un torrente inesauribile di
amore misericordioso. Possa l’umanità comprendere che
soltanto da questa fonte è possibile attingere
l’energia spirituale indispensabile per costruire quella
pace e quella felicità che ogni essere umano va cercando
senza sosta.
Chiediamo
alla Vergine Maria, che fu trafitta nell’anima presso la
croce del Figlio, di ottenerci il dono di una fede salda.
Guidandoci nel cammino quaresimale, ci aiuti a lasciare
tutto ciò che ci distoglie dall’ascolto di Cristo e
della sua parola di salvezza. A Lei affido, in
particolare, la settimana di Esercizi Spirituali, che avrà
inizio oggi pomeriggio, qui in Vaticano, ed a cui prenderò
parte insieme con i miei collaboratori della Curia Romana.
Cari fratelli e sorelle, vi domando di accompagnarci con
la vostra preghiera, che ricambierò volentieri nel
raccoglimento del ritiro, invocando la potenza divina su
ciascuno di voi, sulle vostre famiglie e sulle vostre
comunità.
DOPO
L’ANGELUS
Je vous
salue, chers pèlerins de langue française, en
particulier les personnes venues du diocèse de Fréjus-Toulon
avec Mgr Rey, leur évêque, ainsi que le groupe de
confirmands de Lausanne, Lutry et Cully, en Suisse. L’Évangile
de ce premier dimanche de Carême nous montre Jésus
mettant en déroute le Tentateur, ouvrant ainsi à ses
disciples le chemin d’une liberté nouvelle face à l’esclavage
du péché et de la mort. Ce chemin de libération, Jésus
nous propose encore aujourd’hui de le suivre par l’accueil
confiant de sa Parole dans notre vie quotidienne. Bon Carême
à tous ! Avec ma Bénédiction apostolique.
I am
happy to greet all the English-speaking pilgrims and
visitors present for this Angelus, particularly the group
of Missionaries of Faith from Samoa. Today, the First
Sunday of Lent, we are invited to contemplate Jesus as an
example of how to conduct our daily struggle against
temptation. May this time of purification prepare our
hearts to celebrate the saving mysteries of the death and
resurrection of Christ. I wish you all a pleasant stay in
Rome, and a blessed Sunday!
An diesem
ersten Fastensonntag begrüße ich alle deutschsprachigen
Pilger und Besucher. Die österliche Bußzeit ist eine
Einladung zur Umkehr und zum Gebet, damit wir in der
Erkenntnis Christi voranschreiten und zu Ostern die
Geheimnisse unserer Erlösung in rechter Weise feiern können.
Heute abend werde ich mit den Mitarbeitern der Römischen
Kurie die jährlichen Exerzitien beginnen und bitte auch
dafür um euer besonderes Gebet. Der Herr begleite euch
mit seinem reichen Segen.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, en
especial a los alumnos de los Institutos de As Pontes de
García Rodríguez y de Ferrol; a los fieles de distintas
parroquias de Córdoba, Puente Genil y Arcos de la
Frontera; a la Hermandad de Nuestro Padre Jesús, de
Marchena; así como, al grupo de militares españoles del
Ejército del Aire. Que la Virgen María nos acompañe en
nuestro camino de conversión cuaresmal para que, la
escucha de la Palabra de Dios y la gracia divina, nos
ayuden a vencer las tentaciones, y nuestra vida sea
testimonio del amor de Cristo. ¡Feliz domingo!
Saúdo
também os peregrinos de língua portuguesa,
principalmente os brasileiros de Campinas, e quantos se
unem a nós nesta prece mariana do Angelus. Que a
vossa fé possa refletir, neste início da Quaresma, a
humildade de Cristo que, por Sua Paixão, Morte e
Ressurreição, abriu-nos o caminho da nossa Páscoa
eterna. A todos dou de coração a minha Bênção Apostólica.
Pozdrawiam
serdecznie Polaków. Wielki Post zachęca nas, byśmy
skierowali wzrok na Chrystusa ukrzyżowanego, konającego
na Kalwarii: „Będą patrzeć na Tego, którego
przebili" (J 19,37). Niech to spojrzenie budzi w nas
pragnienie modlitwy, nawrócenia i pokuty, wszak przed
obliczem Najświętszego Boga nikt nie jest bez
winy. Życzę wszystkim głębokiej
refleksji wielkopostnej i odnowy ducha. Wszystkim
serdecznie błogosławię.
[Saluto
cordialmente tutti i Polacchi. La Quaresima ci invita a
rivolgere il nostro sguardo al Cristo Crocifisso, morente
sul Calvario: "Volgeranno lo sguardo a Colui che
hanno trafitto" (Gv 19,37). Questo sguardo risvegli
in noi la volontà di preghiera, di conversione e di
penitenza perché davanti a Dio, il solo santo, nessuno è
senza colpa. Auguro a tutti che l’intensa riflessione
quaresimale porti al rinnovamento dello spirito. A tutti
voi giunga la mia affettuosa benedizione.]
Saluto
con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare il Rettore e la comunità del Seminario Minore
di Padova. Cari seminaristi, la visita alle tombe degli
apostoli Pietro e Paolo rafforzi in ciascuno di voi lo
slancio interiore per rispondere con generosità e gioia
alla chiamata del Signore. Saluto inoltre i fedeli
provenienti da Afragòla e dalla Diocesi di Padova, e gli
alunni dell’Istituto Alberghiero di Castelfranco Veneto.
A tutti auguro una buona domenica e una Quaresima ricca di
frutti spirituali.
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