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ANGELUS
DEL 25 GENNAIO 2009 |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 25 gennaio 2009
San
Paolo, modello di conversione, nell’incontro con Cristo
che ribalta la vita: cosi Benedetto XVI all’Angelus
L’incontro
con Cristo che ribalta completamente la vita: ne ha
parlato stamane Benedetto XVI all’Angelus, nella festa
della “Conversione di San Paolo". Dopo la preghiera
mariana il Papa si è soffermato sull’odierna Giornata
mondiale dei malati di lebbra e sul Capodanno lunare nei
Paesi asiatici. Poi l’incontro gioioso con i ragazzi
dell’Azione cattolica giunti a Piazza San Pietro con la
“carovana della pace”. Il servizio di Roberta
Gisotti:
L’esperienza dell’Apostolo delle genti “può
essere modello di ogni autentica conversione cristiana”:
così il Papa, che oggi nel pomeriggio presiederà nella
Basilica di San Paolo fuori le Mura, un incontro di
preghiera - che ha affidato a Maria - in chiusura della
Settimana per l’unità dei cristiani. Un evento
ecumenico che assume particolare rilievo nell’Anno
Paolino. San Paolo – ha detto il Santo Padre - ci indica
infatti “l’atteggiamento spirituale per poter
progredire nella via della comunione.”
“Certo, noi cristiani non abbiamo ancora
conseguito la mèta della piena unità, ma se ci lasciamo
continuamente convertire dal Signore Gesù, vi giungeremo
sicuramente”.
Ha richiamato il Papa dal Vangelo odierno la prima
predicazione di Gesù in Galilea: “Il tempo è compiuto
e il regno di Dio è vicino”, che ci riporta alla
conversione di Paolo sulla via di Damasco
“nell’incontro col Cristo risorto; fu questo incontro
a cambiargli radicalmente l’esistenza”. “Saulo
comprese – ha osservato il Papa - che la sua salvezza
non dipendeva dalle opere buone compiute secondo la legge,
ma dal fatto che Gesù era morto anche per lui – il
persecutore – ed era risorto”. Convertirsi significa
quindi anche per ciascuno di noi, credere che Gesù “ha
dato se stesso” per noi, morendo sulla croce e, risorto
vive con noi e in noi.
"Affidandomi alla potenza del suo perdono,
lasciandomi prendere per mano da Lui, posso uscire dalle
sabbie mobili dell’orgoglio e del peccato, della
menzogna e della tristezza, dell’egoismo e di ogni falsa
sicurezza, per conoscere e vivere la ricchezza del suo
amore”.
Dopo la recita dell’Angelus, il pensiero di Benedetto
XVI è corso nell’odierna Giornata mondiale dei malati
di lebbra a quanti soffrono e sono emarginati a causa di
questa malattia, testimoniando loro la vicinanza della
Chiesa.
“Mi rallegro che le Nazioni Unite, con una recente
Dichiarazione dell’Alto Commissariato per i Diritti
Umani, abbiano sollecitato gli Stati alla tutela dei
malati di lebbra e dei loro familiari”.
Poi gli auguri a tutti i popoli dell’Asia orientale
che si preparano a celebrare il capodanno lunare “di
vivere questa festa nella gioia”, perché la gioia –
ha sottolineato il Papa - “è l’espressione
dell’essere in armonia con se stessi: e ciò può
derivare solo dall’essere in armonia con Dio e con la
sua creazione”.
“Che la gioia sia sempre viva nel cuore di tutti i
cittadini di quelle Nazioni, a me tanto care, e si irradi
sul mondo!”.
Quindi il saluto affettuoso del Santo Padre ai bambini
e ragazzi dell’Azione cattolica e delle parrocchie
romane che hanno dato vita alla tradizionale “Carovana
della Pace” per le vie della città e giungendo a piazza
San Pietro, accompagnati dal cardinale Vicario, Agostino
Vallini. Ed è stata quest’anno Miriam una bambina di 11
anni a leggere il loro messaggio di pace, accanto al Papa,
dallo studio del Palazzo apostolico.
“Siamo venuti fin qui percorrendo le strade
della nostra città, con il cuore pieno di gioia e insieme
a te vogliamo gridare a tutti la nostra voglia di pace”.
Benedetto XVI ha cosi ricambiato:
“Cari ragazzi, con l’aiuto di Gesù siate sempre
costruttori di pace a casa, a scuola, nello sport e
dappertutto. Grazie ancora!”.
Ancora dopo i saluti nelle varie lingue, in particolare
rivolto ai pellegrini di lingua inglese, ha richiamato il
recente messaggio per la Giornata delle comunicazioni
sociali sottolineando che “un saggio uso delle
tecnologie informatiche può contribuire a formare comunità
capaci di promuovere la ricerca della verità, del buono e
del bello”.
Infine il volo su Piazza San Pietro di due colombe,
simbolo di Pace, consegnate dal piccolo Marco Valerio, al
Papa, che le ha liberate.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Domenica, 25 gennaio 2009
Cari
fratelli e sorelle!
Nel
Vangelo di questa Domenica risuonano le parole della prima
predicazione di Gesù in Galilea: "Il tempo è
compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e
credete nel Vangelo" (Mc 1,15). E proprio
oggi, 25 gennaio, si fa memoria della "Conversione di
san Paolo". Una coincidenza felice – specialmente
in questo Anno Paolino – grazie alla quale possiamo
comprendere il vero significato della conversione
evangelica – metànoia – guardando
all’esperienza dell’Apostolo. Per la verità, nel caso
di Paolo, alcuni preferiscono non usare il termine
conversione, perché – dicono - egli era già credente,
anzi ebreo fervente, e perciò non passò dalla non-fede
alla fede, dagli idoli a Dio, né dovette abbandonare la
fede ebraica per aderire a Cristo. In realtà,
l’esperienza dell’Apostolo può essere modello di ogni
autentica conversione cristiana.
Quella di
Paolo maturò nell’incontro col Cristo risorto; fu
questo incontro a cambiargli radicalmente l’esistenza.
Sulla via di Damasco accadde per lui quello che Gesù
chiede nel Vangelo di oggi: Saulo si è convertito perché,
grazie alla luce divina, "ha creduto nel
Vangelo". In questo consiste la sua e la nostra
conversione: nel credere in Gesù morto e risorto e
nell’aprirsi all’illuminazione della sua grazia
divina. In quel momento Saulo comprese che la sua salvezza
non dipendeva dalle opere buone compiute secondo la legge,
ma dal fatto che Gesù era morto anche per lui – il
persecutore – ed era, ed è, risorto. Questa verità,
che grazie al Battesimo illumina l’esistenza di ogni
cristiano, ribalta completamente il nostro modo di vivere.
Convertirsi significa, anche per ciascuno di noi, credere
che Gesù "ha dato se stesso per me", morendo
sulla croce (cfr Gal 2,20) e, risorto, vive con me
e in me. Affidandomi alla potenza del suo perdono,
lasciandomi prendere per mano da Lui, posso uscire dalle
sabbie mobili dell’orgoglio e del peccato, della
menzogna e della tristezza, dell’egoismo e di ogni falsa
sicurezza, per conoscere e vivere la ricchezza del suo
amore.
Cari
amici, l’invito alla conversione, avvalorato dalla
testimonianza di san Paolo, risuona oggi, a conclusione
della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani,
particolarmente importante anche sul piano ecumenico.
L’Apostolo ci indica l’atteggiamento spirituale
adeguato per poter progredire nella via della comunione.
"Non ho certo raggiunto la mèta – egli scrive ai
Filippesi –, non sono arrivato alla perfezione; ma mi
sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono
stato conquistato da Cristo Gesù" (Fil 3,12).
Certo, noi cristiani non abbiamo ancora conseguito la mèta
della piena unità, ma se ci lasciamo continuamente
convertire dal Signore Gesù, vi giungeremo sicuramente.
La Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa una e santa, ci
ottenga il dono di una vera conversione, perché quanto
prima si realizzi l’anelito di Cristo: "Ut unum
sint". A Lei affidiamo l’incontro di preghiera
che presiederò questo pomeriggio nella Basilica
di San Paolo fuori le Mura, ed a cui parteciperanno,
come ogni anno, i rappresentanti delle Chiese e Comunità
ecclesiali presenti a Roma.

Dopo
l'Angelus:
Ricorre
oggi la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra, iniziata
55 anni fa da Raoul Follereau. La Chiesa, sulle orme di
Gesù, ha sempre un’attenzione particolare per le
persone segnate da questa malattia, come testimonia anche
il messaggio
diffuso qualche giorno fa dal Pontificio Consiglio della
Pastorale della Salute. Mi rallegro che le Nazioni
Unite, con una recente Dichiarazione dell’Alto
Commissariato per i Diritti Umani, abbiano sollecitato gli
Stati alla tutela dei malati di lebbra e dei loro
familiari. Da parte mia, assicuro ad essi la mia preghiera
e rinnovo l’incoraggiamento a quanti lottano con loro
per la piena guarigione e un buon inserimento sociale.
I popoli
di vari Paesi dell’Asia Orientale si preparano a
celebrare il capodanno lunare. Auguro a loro di vivere
questa festa nella gioia. La gioia è l’espressione
dell’essere in armonia con se stessi: e ciò può
derivare solo dall’essere in armonia con Dio e con la
sua creazione. Che la gioia sia sempre viva nel cuore di
tutti i cittadini di quelle Nazioni, a me tanto care, e si
irradi sul mondo!
Ed ora
saluto con grande affetto i bambini e i ragazzi
dell’Azione Cattolica di Roma e di alcune parrocchie e
scuole della città, che hanno dato vita alla tradizionale
"Carovana della Pace". Saluto il Cardinale
Vicario che li ha accompagnati. Cari ragazzi, vi ringrazio
per la vostra fedeltà all’impegno per la pace, un
impegno fatto non tanto di parole, ma di scelte e di
gesti, come dirà un vostro rappresentante, Miriam, che
viene dall'Eritrea, ma adesso è romana e parlerà a voi.
Ora lascio il posto a lei. .
Dopo
il messaggio letto dalla ragazza dell'ACR, il Papa ha
ripreso la parola per salutare i vari gruppi linguistici.
Grazie
Miriam per queste parole.
Cari
ragazzi, con l’aiuto di Gesù siate sempre costruttori
di pace a casa, a scuola, nello sport e dappertutto.
Grazie ancora!
Avec la fête
de la conversion de saint Paul, chers frères et sœurs
francophones, se termine la Semaine de Prière pour l’Unité
des Chrétiens. Depuis sa rencontre bouleversante avec le
Christ sur le chemin de Damas, saint Paul est devenu pour
nous le modèle parfait du disciple. Soyons comme lui des
témoins intrépides de l’amour invincible du Seigneur.
Il me plaît de saluer, aujourd’hui, l’Union
Internationale des Associations Raoul Follereau qui
continue son œuvre de charité auprès des lépreux en
luttant contre cette maladie et toutes les formes de
pauvreté. Avec ma Bénédiction Apostolique.
I am
pleased to greet all the English-speaking pilgrims
gathered for this Angelus. Today the Church celebrates the
Feast of the Conversion of Saint Paul. In this year
dedicated to the Apostle of all Nations, and in this Week
of Prayer for Christian Unity, let us implore the Lord to
help us achieve the full unity of his Body once more!
Today I
also wish to mention this year’s Message for World
Communications Day which was released on the eve of the
Feast of Saint Francis de Sales, Patron Saint of
Journalists. The Message concerns the new technologies
which have made the internet a resource of utmost
importance, especially for the so-called "digital
generation". Undoubtedly, wise use of communications
technology enables communities to be formed in ways that
promote the search for the true, the good and the
beautiful, transcending geographical boundaries and ethnic
divisions. To this end, the Vatican has launched a new
initiative which will make information and news from the
Holy See more readily accessible on the world wide web. It
is my hope that this initiative will enrich a wide range
of people – including those who have yet to find a
response to their spiritual yearning – through the
knowledge and love of Jesus Christ whose message of Good
News the Church bears to the ends of the earth (cf. Mt 28:20)!
Mit
Freude grüße ich die Pilger und Besucher deutscher
Sprache. Die Kirche feiert am 25. Januar das Fest der
Bekehrung des Apostels Paulus. Im Paulusjahr wollen wir
dieses Gedenken auch am heutigen Sonntag begehen. Die
Begegnung des glaubenseifrigen Juden Saulus mit dem
auferstandenen Christus wird ihm zur Lebenswende. Paulus läßt
die Erkenntnis des lebendigen Herrn nicht kalt, sondern
macht ihn zum feurigen Boten des Evangeliums. Auch in uns
will Christus durch sein Wort das Feuer seiner Liebe
entfachen. Er will uns zu Aposteln des Heils in der Welt
machen. Der Heilige Geist leite euch dabei und schenke
euch wirkliche, bleibende Freude.
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española, en
particular a los fieles de las parroquias de San Bartolomé,
San Andrés y Nuestra Señora de los Ángeles, de Murcia,
presentes en esta oración mariana. La invitación a la
conversión y a la fe en el Evangelio, que Jesús proclamó
al comienzo de su ministerio público, no ha perdido su
actualidad y nos recuerda que también nosotros estamos
llamados a dejar todo lo que sea contrario a nuestra
condición de discípulos del Señor y a identificarnos
cada vez más con sus sentimientos. Que a ello nos ayude
el ejemplo del Apóstol san Pablo, que acogió con
docilidad la Palabra de Cristo y la puso en práctica con
fidelidad y coherencia. Feliz domingo.
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Obchodzimy dziś
wspomnienie nawrócenia św. Pawła Apostoła.
W tym dniu szczególnie przemawia do nas wezwanie
Chrystusa: „Czas się wypełnił i bliskie
jest królestwo Boże. Nawracajcie się i wierzcie
w Ewangelię" (Mk 1, 15). Na drodze
realizacji tego wezwania niech towarzyszy wszystkim Boża
łaska i błogosławieństwo.
[Un
cordiale saluto rivolgo ai polacchi. Commemoriamo oggi la
conversione di San Paolo Apostolo. In questo giorno
particolarmente eloquente è per noi l’appello di
Cristo: "Il tempo è compiuto e il regno di Dio è
vicino; convertitevi e credete al vangelo" (Mc 1,15).
Sul cammino della realizzazione di quest’invito
accompagni tutti la grazia e la benedizione di Dio.]
Saluto i
pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli
provenienti da Pistoia e da Scandicci. A tutti auguro una
buona domenica.
Ed ora
liberiamo le colombe della pace portate dai ragazzi di
Roma.
©
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