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ANGELUS (25 giugno 2006)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana, 25.06.2006

IL SACRO CUORE DI GESÙ, RADICE DELLA SANTITA’ DEI SACERDOTI E DELLE FAMIGLIE ALL’ANGELUS, BENEDETTO XVI RICORDA LE FESTIVITA’ LITURGICHE, LEVANDO UN APPELLO ALLA PRUDENZA IN STRADA PER CHI PARTE IN VACANZA E UNA PREGHIERA DI CORDOGLIO PER LA TRAGEDIA SUL LAVORO LUNGO LA CATANIA-SIRACUSA  

Una domenica “circondata da solennità liturgiche significative”. Con queste parole, Benedetto XVI ha introdotto il suo pensiero prima della recita dell’Angelus di questa mattina. Il Papa ha parlato della festa del Sacro Cuore e della giornata di preghiera per la Santificazione dei sacerdoti, ricordando inoltre la prossima solennità dei Santi Pietro e Paolo. 

E ricco di appelli e pensieri particolari è stato anche il dopo-Angelus, con Benedetto XVI che ha pregato per le vittime della tragedia sul cantiere autostradale della Catania-Siracusa, invitando nel contempo chi si appresta a partire per le vacanze alla prudenza in auto, come segno di rispetto per la vita umana. La cronaca nel servizio di Alessandro De Carolis:  

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Un Angelus ricco di spunti, non solo spirituali, perché l’essere cristiani impegna nel rispetto di una festa religiosa così come nel muoversi lungo la strada, secondo le regole che tutelano la sicurezza propria e altrui. Davanti ai circa 30 mila fedeli radunati in Piazza San Pietro, nonostante il gran caldo, Benedetto XVI ha avuto parole a 360 gradi tanto per il particolare periodo liturgico, denso di momenti celebrativi, quanto per le circostanze sociali – dagli studenti alla prova degli esami alle prime partenze per le ferie – che chiedono incoraggiamento e attenzione. Prima di intonare l’Angelus, il Pontefice si è anzitutto soffermato sulla festa del Sacro Cuore di Gesù di venerdì scorso, una devozione popolare – ha detto - che si “unisce felicemente alla profondità teologica”. Una festa cara alle famiglie, che usavano e talora in alcuni Paesi usano ancora consacrarsi al Sacro Cuore, ma soprattutto una festa che mette in risalto la vita del clero:  

“La solennità del Sacro Cuore di Gesù è anche la Giornata Mondiale di Preghiera per la Santificazione dei Sacerdoti: colgo l’occasione per invitare tutti voi, cari fratelli e sorelle, a pregare sempre per i sacerdoti, affinché possano essere validi testimoni dell’amore di Cristo”.

Il Papa ha poi ricordato le altre feste liturgiche che fanno corona alla domenica odierna: la Natività di Giovanni il Battista, ricordata ieri, e la grande solennità dei Santi Pietro e Paolo di giovedì prossimo. Il motto del Battista riferito a Gesù – “Egli deve crescere e io invece diminuire” è un’espressione - ha affermato il Pontefice - “programmatica per ogni cristiano”. In modo altissimo, lo è stata nella vita di Simon Pietro e di Paolo di Tarso:

 “Lasciare che l’‘io’ di Cristo prenda il posto del nostro ‘io’ è stato in modo esemplare l’anelito degli Apostoli Pietro e Paolo, che la Chiesa venera con solennità il prossimo 29 giugno. San Paolo ha scritto di sé: ‘Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me’. Prima di loro e prima di ogni altro Santo, a vivere questa realtà è stata Maria Santissima, che ha conservato le parole del suo Figlio Gesù nel suo cuore”.

 L’applauso al termine della preghiera mariana si è subito sciolto nelle parole di Benedetto XVI, che ha avuto un pensiero di cordoglio per il drammatico incidente sul lavoro di ieri, lungo l’autostrada Catania-Siracusa, dove il crollo di un ponteggio ha provocato la morte di un operaio e il ferimento di altri 13:  

“Profondamente addolorato per il grave incidente avvenuto nel cantiere dell’autostrada Catania-Siracusa, porgo le mie condoglianze ai familiari della vittima, per la quale elevo al Signore una speciale preghiera di suffragio e, mentre esprimo la mia spirituale vicinanza ai feriti ed ai loro parenti, auspico che una sempre maggiore attenzione alle condizioni di sicurezza nel lavoro possa evitare il ripetersi di simili drammatici eventi”.  

Ma domenica di oggi offre anche un altro spunto ecclesiale importante, con la celebrazione della Giornata della Carità del Papa. Un’antichissima tradizione in questo periodo dell’anno, che vede le offerte dei fedeli raccolte e devolute per il cosiddetto Obolo di San Pietro e destinate dal Pontefice ad opere di assistenza umanitaria e di promozione sociale in tutto il mondo:  

“Ringrazio di cuore la Comunità ecclesiale italiana per le preghiere e il sostegno che offre al mio ministero di Successore di Pietro, chiamato a servire l’intero popolo di Dio”.

Dal sostegno dei fedeli alla missione del Papa, al pensiero dello stesso Benedetto XVI verso quei tanti giovani giunti al traguardo finale degli studi. Ma anche un appello spontaneo, in tempi di esodi vacanzieri, alla mai troppo invocata prudenza in strada:  

“Un saluto affettuoso rivolgo agli studenti che in questi giorni completano gli esami ed assicuro loro un ricordo nella preghiera. Saluto anche coloro che all’inizio dell’estate si mettono in viaggio per un periodo di vacanza. Al tempo stesso desidero rinnovare l’appello al senso di responsabilità nella circolazione stradale, ricordando che tenere un corretto comportamento nella guida è un modo concreto di rispettare la vita propria e quella degli altri”.

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LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS

- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -

Cari fratelli e sorelle!

L’odierna domenica, la dodicesima del Tempo Ordinario, si trova come "circondata" da solennità liturgiche significative. Venerdì scorso abbiamo celebrato il Sacro Cuore di Gesù, ricorrenza che unisce felicemente la devozione popolare alla profondità teologica. Era tradizionale – e in alcuni Paesi lo è ancora – la consacrazione al Sacro Cuore delle famiglie, che ne conservavano un’immagine nella loro casa. Le radici di questa devozione affondano nel mistero dell’Incarnazione; è proprio attraverso il Cuore di Gesù che in modo sublime si è manifestato l’Amore di Dio verso l’umanità. Per questo l’autentico culto del Sacro Cuore conserva tutta la sua validità e attrae specialmente le anime assetate della misericordia di Dio, che vi trovano la fonte inesauribile da cui attingere l’acqua della Vita, capace di irrigare i deserti dell’anima e di far rifiorire la speranza. La solennità del Sacro Cuore di Gesù è anche la Giornata Mondiale di Preghiera per la Santificazione dei Sacerdoti: colgo l’occasione per invitare tutti voi, cari fratelli e sorelle, a pregare sempre per i sacerdoti, affinché possano essere validi testimoni dell’amore di Cristo.

Ieri la liturgia ci ha fatto celebrare la Natività di San Giovanni Battista, l’unico Santo di cui si commemora la nascita, perché segnò l’inizio del compimento delle promesse divine: Giovanni è quel "profeta", identificato con Elia, che era destinato a precedere immediatamente il Messia per preparare il popolo d’Israele alla sua venuta (cfr Mt 11,14; 17,10-13). La sua festa ci ricorda che la nostra vita è tutta e sempre "relativa" a Cristo e si realizza accogliendo Lui, Parola, Luce e Sposo, di cui noi siamo voci, lucerne e amici (cfr Gv 1,1.23; 1,7-8; 3,29). "Egli deve crescere e io invece diminuire" (Gv 3,30): questa espressione del Battista è programmatica per ogni cristiano.

Lasciare che l’"io" di Cristo prenda il posto del nostro "io" è stato in modo esemplare l’anelito degli Apostoli Pietro e Paolo, che la Chiesa venera con solennità il prossimo 29 giugno. San Paolo ha scritto di sé: "Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Gal 2,20). Prima di loro e prima di ogni altro Santo, a vivere questa realtà è stata Maria Santissima, che ha conservato le parole del suo Figlio Gesù nel suo cuore. Ieri abbiamo contemplato questo suo Cuore immacolato, Cuore di Madre, che continua a vegliare con tenera sollecitudine su tutti noi. La sua intercessione ci ottenga di essere sempre fedeli alla vocazione cristiana.

DOPO L’ANGELUS

Profondamente addolorato per il grave incidente avvenuto nel cantiere dell’autostrada Catania-Siracusa, porgo le mie condoglianze ai familiari della vittima, per la quale elevo al Signore una speciale preghiera di suffragio e, mentre esprimo la mia spirituale vicinanza ai feriti ed ai loro parenti, auspico che una sempre maggiore attenzione alle condizioni di sicurezza nel lavoro possa evitare il ripetersi di simili drammatici eventi.

Oggi, domenica che precede la solennità dei Santi Pietro a Paolo, si tiene in Italia la Giornata per la carità del Papa. Ringrazio di cuore la Comunità ecclesiale italiana per le preghiere e il sostegno che offre al mio ministero di Successore di Pietro, chiamato a servire l’intero Popolo di Dio.

 

 

 

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