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Radio Vaticana,
25 marzo 2007
L’Annunciazione
e il valore del martirio cristiano: al
centro delle riflessioni del Papa all’Angelus
Il
“mistero stupendo di fede” dell’Annunciazione e il
valore del martirio cristiano di testimoni della fede che
non cercano la morte ma la
vivono come “supremo atto d’amore a Dio ed ai
fratelli”: al centro delle riflessioni del Papa
all’Angelus. Ricordando che la prossima domenica è la
Domenica delle Palme e che ricorrerà la XXII Giornata
Mondiale della Gioventù, Benedetto XVI ha dato
appuntamento ai giovani della Diocesi di Roma per la
Liturgia penitenziale che presiederà nel pomeriggio di
giovedì prossimo nella Basilica di San Pietro. Il
servizio di Fausta Speranza:
**********
“L’Annunciazione
è anche una festa cristologica - spiega il Papa – perché
celebra un mistero centrale di Cristo: la sua
Incarnazione”. E’ “uno stupendo mistero della
fede” – aggiunge -
e “un avvenimento umile, nascosto – nessuno lo
vide, nessuno lo conobbe, se non Maria –, ma al tempo
stesso decisivo per la storia dell’umanità”. Il Papa
ne parla ricordando che la solennità dell’Annunciazione
ricorre il 25 marzo ma quest’anno dal momento che
coincide con una Domenica di Quaresima verrà
celebrata domani. Ma il Papa si sofferma sul valore del sì
di Maria che peraltro contempliamo nella recita
dell’Angelus:
“Eccomi,
sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua
Parola”. La risposta di Maria all’Angelo si prolunga
nella Chiesa, chiamata a rendere presente Cristo nella
storia, offrendo la propria disponibilità perché Dio
possa continuare a visitare l’umanità con la sua
misericordia.”
In
realtà, - aggiunge - il “sì” di Maria è il riflesso
perfetto di quello di Cristo stesso
quando entrò nel mondo, come scrive la Lettera
agli Ebrei interpretando il Salmo 39: “Ecco, io vengo
– poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per
compiere, o Dio, la tua volontà”.
E
Benedetto XVI sottolinea che il “sì” di Gesù e di
Maria si rinnova così nel “sì” dei santi,
specialmente dei martiri, che vengono
uccisi a causa del Vangelo. Ricorda così che ieri,
nell’anniversario dell’assassinio di mons. Oscar Romero,
arcivescovo di San Salvador, si è celebrata la Giornata
di preghiera e digiuno per i missionari martiri: vescovi,
sacerdoti, religiosi, religiose e
laici stroncati nel compimento della loro missione
di evangelizzazione e promozione umana. I missionari
martiri – afferma il Papa - sono “speranza per il mondo”
ma poi ben spiega il valore cristiano del martirio:
“Il
martirio cristiano si giustifica soltanto come supremo
atto d’amore a Dio ed ai fratelli”.
I
martiri – dice il Papa – “testimoniano che l’amore
di Cristo è più forte della violenza e dell’odio”.
“Non
hanno cercato il martirio, ma sono stati pronti a dare la
vita per rimanere fedeli al Vangelo”.
Dopo
la recita della preghiera mariana, il Papa rivolge il
pensiero alla prossima Domenica che con la liturgia delle
Palme inizierà la Settimana Santa.
In
tale circostanza - ricorda il Papa - ricorrerà la XXII
Giornata Mondiale della Gioventù, che quest’anno ha per
tema il comandamento di Gesù: “Come io
vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri”.
Per prepararci a questo appuntamento e alla celebrazione
della Pasqua, Benedetto XVI invita i giovani della diocesi
di Roma ad una Liturgia penitenziale, che presiederà nel
pomeriggio di giovedì 29 marzo, nella Basilica di San
Pietro. "Coloro che lo desidereranno - annuncia il
Papa - avranno la possibilità di accostarsi al Sacramento
della Confessione, vero incontro con l’amore di Dio, di
cui ogni uomo ha bisogno per vivere nella gioia e nella
pace".
Tra
i saluti nelle varie lingue, in inglese un incoraggiamento
ai membri della International Federation
for Family Development;
in polacco un invito a prendere Maria come “modello di
totale abbandono a Dio nella fede”; in slovacco un
pensiero al beato vescovo e martire Pavol
Gojdic, a 80 anni dalla sua
ordinazione episcopale a Roma. In italiano un
pensiero in particolare ai fedeli provenienti da Verona, Frosinone,
Maddaloni, Catanzaro e
Catania; i giovani di Merlengo
venuti per prepararsi alla Dedicazione della chiesa
parrocchiale, le coppie di fidanzati di Altamura,
i ragazzi del Decanato di Rho
che faranno la professione di fede e gli alunni della
Scuola Primaria di Guasila. Ma
anche ai bambini della Scuola delle Maestre Pie Filippini
a Berat, Albania, presenti con
i loro genitori.
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BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Cari
fratelli e sorelle!
Il 25
marzo ricorre la solennità dell’Annunciazione della
Beata Vergine Maria. Quest’anno essa coincide con una
Domenica di Quaresima e perciò verrà celebrata domani.
Vorrei comunque ora soffermarmi su questo stupendo mistero
della fede, che contempliamo ogni giorno nella recita
dell’Angelus. L’Annunciazione, narrata
all’inizio del Vangelo di san Luca, è un avvenimento
umile, nascosto – nessuno lo vide, nessuno lo conobbe,
se non Maria –, ma al tempo stesso decisivo per la
storia dell’umanità. Quando la Vergine disse il suo
"sì" all’annuncio dell’Angelo, Gesù fu
concepito e con Lui incominciò la nuova era della storia,
che sarebbe stata poi sancita nella Pasqua come
"nuova ed eterna Alleanza". In realtà, il
"sì" di Maria è il riflesso perfetto di quello
di Cristo stesso quando entrò nel mondo, come scrive la
Lettera agli Ebrei interpretando il Salmo 39: "Ecco,
io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del
libro – per compiere, o Dio, la tua volontà" (Eb
10,7). L’obbedienza del Figlio si rispecchia
nell’obbedienza della Madre e così, per l’incontro di
questi due "sì", Dio ha potuto assumere un
volto di uomo. Ecco perché l’Annunciazione è anche una
festa cristologica, perché celebra un mistero centrale di
Cristo: la sua Incarnazione.
"Eccomi,
sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua
Parola". La risposta di Maria all’Angelo si
prolunga nella Chiesa, chiamata a rendere presente Cristo
nella storia, offrendo la propria disponibilità perché
Dio possa continuare a visitare l’umanità con la sua
misericordia. Il "sì" di Gesù e di Maria si
rinnova così nel "sì" dei santi, specialmente
dei martiri, che vengono uccisi a causa del Vangelo. Lo
sottolineo ricordando che ieri, 24 marzo, anniversario
dell’assassinio di Mons. Oscar Romero, Arcivescovo di
San Salvador, si è celebrata la Giornata di preghiera e
digiuno per i missionari martiri: vescovi, sacerdoti,
religiosi, religiose e laici stroncati nel compimento
della loro missione di evangelizzazione e promozione
umana. Essi, i missionari martiri, come dice il tema di
quest’anno, sono "speranza per il mondo",
perché testimoniano che l’amore di Cristo è più forte
della violenza e dell’odio. Non hanno cercato il
martirio, ma sono stati pronti a dare la vita per rimanere
fedeli al Vangelo. Il martirio cristiano si giustifica
soltanto come supremo atto d’amore a Dio ed ai fratelli.
In questo
tempo quaresimale più frequentemente contempliamo la
Madonna che sul Calvario sigilla il "sì"
pronunziato a Nazaret. Unita a Gesù, il Testimone
dell’amore del Padre, Maria ha vissuto il martirio
dell’anima. Invochiamo con fiducia la sua intercessione,
perché la Chiesa, fedele alla sua missione, dia al mondo
intero testimonianza coraggiosa dell’amore di Dio.
DOPO
L’ANGELUS
Domenica
prossima celebreremo la solenne e suggestiva Liturgia
della Domenica delle Palme, con cui inizia la Settimana
Santa. In tale circostanza ricorrerà la XXII Giornata
Mondiale della Gioventù, che quest’anno ha per tema il
comandamento di Gesù: "Come io vi ho amato, così
amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv
13,34). Per prepararci a questo appuntamento e alla
celebrazione della Pasqua, invito i giovani della Diocesi
di Roma ad una Liturgia penitenziale, che presiederò nel
pomeriggio di giovedì 29 marzo, nella Basilica di San
Pietro. Coloro che lo desidereranno avranno la possibilità
di accostarsi al Sacramento della Confessione, vero
incontro con l’amore di Dio, di cui ogni uomo ha bisogno
per vivere nella gioia e nella pace.
Je vous
adresse un salut cordial, chers pèlerins francophones,
notamment à vous les jeunes de Saint Jean de Passy, qui
êtes venus faire votre profession de foi sur la tombe de
Pierre. Puissiez-vous être affermis dans votre amour du
Christ et de l’Église, pour être les témoins de son
amour, un amour qui pardonne pour ouvrir un avenir nouveau,
dans la liberté intérieure et la vérité. Que la Vierge
Marie, dont nous fêterons demain l’Annonciation, la
disponibilité totale à l’œuvre de Dieu en elle, vous
soutienne dans votre démarche chrétienne. Je vous
accorde à tous ma Bénédiction apostolique.
I welcome
all the English-speaking pilgrims and visitors present at
today’s Angelus. In particular I greet the members of
the International Federation for Family Development and I
encourage them in the vital work of promoting the rights
and responsibilities of the family. May our Lenten journey
continue to be marked by forgiveness and the resolve to
transform sin and desolation into the life and joy of
Easter. Upon all of you and your loved ones, I invoke the
strength and peace of Christ our Lord!
Von
Herzen heiße ich die deutschsprachigen Pilger und
Besucher willkommen. Morgen feiert die Kirche das Hochfest
der „Verkündigung des Herrn". Dieses Fest birgt
drei Kernmomente des Heilsmysteriums, die wir jedes Mal
betrachten, wenn wir den „Engel des Herrn" beten:
Ein himmlischer Bote verkündet der Jungfrau Maria die
Botschaft Gottes. Maria stellt sich ganz in den Dienst
dessen, den sie als ihren Herrn erkennt. Und das ewige
Wort Gottes wird Mensch. – Bitten wir die selige
Jungfrau, daß auch wir uns in dieser Fastenzeit für den
Anruf Gottes öffnen, damit Christus unter uns wohnen und
wirken kann. Der Herr segne und behüte euch und eure
Familien!
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española. Queridos
hermanos: mañana celebraremos la fiesta de la Encarnación
del Hijo de Dios. Próximos ya a la Pascua, acudamos con
fe a la Virgen María para que abra nuestros corazones a
la contemplación del amor con el que Cristo se entregó
por todos nosotros, y nos ayude a dar siempre testimonio
del valor inmenso de la vida humana. ¡Feliz domingo!
Srdečne
pozdravujem grécko-katolíckych pútnikov zo Slovenska.
Bratia a sestry, spolu s vami ďakujem Bohu za
blaženého biskupa a mučeníka Pavla Gojdiča,
ktorý pred osemdesiatimi rokmi prijal biskupsku vysviacku
v rímskej Bazilike svätého Klementa. Príklad jeho
hrdinského života nech vás posilní vo vernosti Bohu a Cirkvi.
Prajem vám požehnaný pobyt v Ríme. S láskou
vás žehnám. Sláva Isusu Christu!
[Saluto
cordialmente i pellegrini greco-cattolici provenienti
dalla Slovacchia. Fratelli e sorelle, vorrei insieme a voi
ringraziare Dio per il beato Vescovo e Martire Pavol Gojdič,
il quale ottant’anni fa ricevette l’ordinazione
episcopale nella Basilica romana di San Clemente.
L’esempio della sua vita eroica vi incoraggi nella
fedeltà a Dio e alla Chiesa. Vi auguro un buon soggiorno
a Roma. Vi benedico con affetto. Sia lodato Gesù Cristo!]
Pozdrawiam
pielgrzymów z Polski. Jutro będziemy obchodzić
wspomnienie zwiastowania. Dzięki fiat Maryi i
działaniu Ducha Świętego dokonała się
tajemnica wcielenia Bożego Syna. Niech Maryja będzie
dla nas wzorem całkowitego oddania Bogu w wierze. Jak
Ona otwierajmy nasze życie na obecność
Chrystusa. Niech Bóg wam błogosławi.
[Saluto
i pellegrini provenienti dalla Polonia. Domani celebreremo
la solennità dell’Annunciazione. Grazie al fiat
di Maria e all’opera dello Spirito Santo si è
realizzato il mistero dell’incarnazione del Figlio di
Dio. Maria sia per noi un modello di totale abbandono a
Dio nella fede. Come Lei, apriamo la nostra vita alla
presenza di Cristo. Dio vi benedica.]
Saluto
infine i pellegrini di lingua italiana, in particolare i
fedeli provenienti da Verona, Frosinone, Maddaloni,
Catanzaro e Catania; i giovani di Merlengo venuti per
prepararsi alla Dedicazione della chiesa parrocchiale, le
coppie di fidanzati di Altamura, i ragazzi del Decanato di
Rho che faranno la professione di fede e gli alunni della
Scuola Primaria di Guasila. Con affetto saluto anche i
bambini della Scuola delle Maestre Pie Filippini a Berat,
Albania, presenti con i loro genitori. A tutti auguro una
buona domenica.
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