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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 26 agosto 2007
Il Papa
all'Angelus: non ci sono privilegiati sulla via della
salvezza. Non basta pensare di essere cristiani. Tutti
dobbiamo passare per la porta stretta dell'umiltà e del
servizio ai fratelli
Tutti
possono salvarsi, ma tutti dovranno passare per la porta
stretta dell’umiltà e della mitezza. E’ quanto ha
affermato oggi il Papa durante l’Angelus a Castel
Gandolfo. Commentando il Vangelo odierno Benedetto XVI ha
ricordato che non basta pensare di essere amici di Cristo
per entrare nella vita eterna: non saremo infatti
giudicati in base a presunti privilegi, ma secondo le
nostre opere. Il servizio di Sergio Centofanti.
Il Papa definisce la Parola di Cristo che ci propone
l’odierna liturgia con due aggettivi: “illuminante e
al tempo stesso sconcertante”. Un tale chiede a Gesù:
“Signore, sono pochi quelli che si salvano?”. E Gesù
risponde: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta,
perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci
riusciranno”. Ma che significa questa “porta
stretta”? – si chiede il Papa - e perché molti non
riescono ad entrarvi? Si tratta forse di un passaggio
riservato solo ad alcuni eletti?:
“In effetti, questo modo di ragionare degli
interlocutori di Gesù, a ben vedere è sempre attuale: è
sempre in agguato la tentazione di interpretare la pratica
religiosa come fonte di privilegi o di sicurezze. In realtà,
il messaggio di Cristo va proprio in senso opposto: tutti
possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è ‘stretta’.
Non ci sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è
aperto a tutti, ma è ‘stretto’ perché è esigente,
richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio
egoismo”.
Ancora una volta – ha aggiunto il Papa – “il
Vangelo ci invita a considerare il futuro che ci attende e
al quale ci dobbiamo preparare durante il nostro
pellegrinaggio sulla terra”:
“La salvezza, che Gesù ha operato con la sua
morte e risurrezione, è universale. Egli è l’unico
Redentore e invita tutti al banchetto della vita
immortale. Ma ad un’unica e uguale condizione: quella di
sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé,
come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al
servizio dei fratelli”.
“Unica e universale, dunque – ha proseguito il
Pontefice - è questa condizione per entrare nella vita
celeste”. Nell’ultimo giorno – afferma Gesù - non
è in base a presunti privilegi che saremo giudicati, ma
secondo le nostre opere. “Gli ‘operatori di iniquità’
si troveranno esclusi, mentre saranno accolti quanti
avranno compiuto il bene e cercato la giustizia, a costo
di sacrifici”:
“Non basterà pertanto dichiararsi ‘amici’ di
Cristo vantando falsi meriti: ‘Abbiamo mangiato e bevuto
in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze’
(Lc 13,26). La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo
di vivere: si esprime con la bontà del cuore, con
l’umiltà, la mitezza e la misericordia, l’amore per
la giustizia e la verità, l’impegno sincero ed onesto
per la pace e la riconciliazione. Questa, potremmo dire,
è la ‘carta d’identità’ che ci qualifica come suoi
autentici ‘amici’; questo è il ‘passaporto’ che
ci permetterà di entrare nella vita eterna”.
Il Papa, ricordando poi che in Polonia oggi si
festeggia la Beata Vergine di Częstochowa, ha
invocato la Madre di Dio perché ci guidi “nelle nostre
scelte quotidiane, sulla strada che conduce alla ‘porta
del Cielo’”.
Ha poi salutato una delegazione di rappresentanti
musulmani, ortodossi, luterani e cattolici provenienti dal
Kazakistan auspicando che attraverso “la comprensione ed
il rispetto reciproci fra le comunità religiose” si
possa “superare la diffidenza e promuovere la via della
pace che sgorga dalla verità”.
Quindi, ha rivolto il suo saluto ad un gruppo di
pellegrini britannici giunti a Roma in bicicletta dalla
Cattedrale di Canterbury dopo oltre due settimane di
viaggio lungo la tradizionale Via Francigena.
Infine, si è affacciato sulla piazza di Catel Gandolfo
per benedire i pellegrini che non hanno trovato postro nel
cortile del Palazzo Apostolico, augurando a tutti una
buona domenica e una buona settimana "nonostante il
grande caldo di agosto".
ANGELUS
Palazzo
Apostolico, Castel Gandolfo
Domenica, 26 agosto 2007
Cari
fratelli e sorelle!
Anche
l’odierna liturgia ci propone una parola di Cristo
illuminante e al tempo stesso sconcertante. Durante la sua
ultima salita verso Gerusalemme, un tale gli chiede:
"Signore, sono pochi quelli che si salvano?". E
Gesù risponde: "Sforzatevi di entrare per la porta
stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi,
ma non ci riusciranno" (Lc 13,23-24). Che
significa questa "porta stretta"? Perché molti
non riescono ad entrarvi? Si tratta forse di un passaggio
riservato solo ad alcuni eletti? In effetti, questo modo
di ragionare degli interlocutori di Gesù, a ben vedere è
sempre attuale: è sempre in agguato la tentazione di
interpretare la pratica religiosa come fonte di privilegi
o di sicurezze. In realtà, il messaggio di Cristo va
proprio in senso opposto: tutti possono entrare nella
vita, ma per tutti la porta è "stretta". Non ci
sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è aperto
a tutti, ma è "stretto" perché è esigente,
richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio
egoismo.
Ancora
una volta, come nelle scorse domeniche, il Vangelo ci
invita a considerare il futuro che ci attende e al quale
ci dobbiamo preparare durante il nostro pellegrinaggio
sulla terra. La salvezza, che Gesù ha operato con la sua
morte e risurrezione, è universale. Egli è l’unico
Redentore e invita tutti al banchetto della vita
immortale. Ma ad un’unica e uguale condizione: quella di
sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé,
come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al
servizio dei fratelli. Unica e universale, dunque, è
questa condizione per entrare nella vita celeste.
Nell’ultimo giorno – ricorda ancora Gesù nel Vangelo
- non è in base a presunti privilegi che saremo
giudicati, ma secondo le nostre opere. Gli "operatori
di iniquità" si troveranno esclusi, mentre saranno
accolti quanti avranno compiuto il bene e cercato la
giustizia, a costo di sacrifici. Non basterà pertanto
dichiararsi "amici" di Cristo vantando falsi
meriti: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e
tu hai insegnato nelle nostre piazze" (Lc
13,26). La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo di
vivere: si esprime con la bontà del cuore, con l’umiltà,
la mitezza e la misericordia, l’amore per la giustizia e
la verità, l’impegno sincero ed onesto per la pace e la
riconciliazione. Questa, potremmo dire, è la "carta
d’identità" che ci qualifica come suoi autentici
"amici"; questo è il "passaporto" che
ci permetterà di entrare nella vita eterna.
Cari
fratelli e sorelle, se vogliamo anche noi passare per la
porta stretta, dobbiamo impegnarci ad essere piccoli, cioè
umili di cuore come Gesù. Come Maria, sua e nostra Madre.
Lei per prima, dietro il Figlio, ha percorso la via della
Croce ed è stata assunta nella gloria del Cielo, come
abbiamo ricordato qualche giorno fa. Il popolo cristiano
la invoca quale Ianua Caeli, Porta del Cielo.
Chiediamole di guidarci, nelle nostre scelte quotidiane,
sulla strada che conduce alla "porta del Cielo".

Dopo
l'Angelus:
Je vous
salue cordialement, chers pèlerins de langue française.
La porte du Royaume est étroite, dit aujourd’hui Jésus
dans l’Évangile, et pourtant elle s’ouvre pour
accueillir des hommes de toutes nations et de toutes
langues, venus de l’Orient et de l’Occident, du nord
et du midi. Que l’Esprit Saint affermisse dans le cœur
de tous les chrétiens la certitude que la joie et les
exigences de l’Évangile s’adressent à tout être
humain. Avec ma Bénédiction apostolique.
I am
happy to greet all the English-speaking pilgrims and
visitors. May your stay at Castelgandolfo and Rome renew
your love of the universal Church. I welcome the new
seminarians of the Pontifical North American College, and
pray that their formative years in Rome will help them to
grow in wisdom and pastoral charity. Among you I welcome
the participants in the cycling pilgrimage from Canterbury
Cathedral to Rome. You have cycled the traditional Via
Francigena, following in the footsteps of so many men
and women of faith on their way to the tombs of Peter and
Paul. I pray that your visit will be a time of spiritual
and ecumenical enrichment. May Christ keep you and your
families in his love.
To the
Muslim, Orthodox, Lutheran and Catholic religious leaders
from Kazakhstan, present at today’s Angelus, I
wish to extend warm greetings. Your gathering in Assisi
and in Padua, together with your meetings in the Vatican,
are a sure sign of the hope that mutual understanding and
respect between religious communities can overcome
distrust and promote the way of peace which springs from
truth. Be assured of my prayers for the success of your
visit and may your efforts bear much fruit for the noble
land of Kazakhstan and beyond!
Ein
herzliches Grüß Gott sage ich gerne den Gästen aus den
Ländern deutscher Sprache. Gott will, daß alle Menschen
gerettet werden. In Jesus Christus schenkt er uns die
Befreiung vom Bösen und das Heil. Es kommt aber zugleich
auch auf uns an. „Bemüht euch mit allen Kräften",
sagt uns der Herr im heutigen Evangelium. Öffnen wir
unser Herz der Botschaft des Heils und folgen wir in Treue
Jesus Christus, der unser Leben ist. Euch allen wünsche
ich einen gesegneten Sonntag und eine gute Woche.
Saludo
con afecto a los fieles de lengua española. En particular
al grupo "Amigos del Santuario Mariano de la Vall de
Núria". Pidamos por intercesión de la Virgen María,
nuestra Madre, que llene nuestros corazones de amor a
Cristo, único Salvador del hombre, para que podamos
perseverar con alegría en una auténtica vida cristiana y
dar un testimonio coherente de nuestra fe. ¡Feliz domingo!
Pozdrawiam
wszystkich Polaków. Dziś Kościół w Polsce
obchodzi uroczystość Matki Boskiej Częstochowskiej.
Jednoczę się w modlitwie z biskupami i wiernymi
zgromadzonymi na Jasnej Górze. Łaskawej opiece Maryi
polecam obecne i przyszłe losy waszego narodu. Niech
Bóg wam błogosławi.
[Saluto
tutti i polacchi. Oggi la Chiesa in Polonia celebra la
solennità della Beata Vergine Maria di Częstochowa.
Mi unisco nella preghiera ai Vescovi e ai fedeli radunati
a Jasna Gora. Alla materna protezione di Maria affido le
sorti presenti e future della vostra nazione. Dio vi
benedica.]
Saluto
infine i pellegrini di lingua italiana, in particolare i
ragazzi della diocesi di Vicenza che si stanno preparando
al sacramento della Confermazione e quelli di Bedizzole
che l’hanno da poco ricevuto. Saluto inoltre i fedeli
provenienti da Rovellasca, Ceglie Messapica, Adelfia e
Giussano, come pure il gruppo di famiglie di Provaggio di
Iseo e gli scout dell’AGESCI di Augusta. A tutti auguro
una buona domenica.
©
Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana
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