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ANGELUS
DEL 26 DICEMBRE 2009 |
Il
Papa all’Angelus: il martirio di Santo Stefano esempio
di amore che non si arrende alla violenza. Sostegno ai
cristiani che soffrono per la fede
◊ Il
martirio di Santo Stefano, che la Chiesa ricorda e celebra
nella liturgia di oggi, testimonia il senso più profondo
del Natale: l’affermazione di una “civiltà
dell’amore” più forte del male e della violenza. Con
questo pensiero, Benedetto XVI ha accompagnato questa
mattina la recita dell’Angelus, durante la quale ha
avuto parole di incoraggiamento per quei “tanti
credenti” che, ha detto, nel mondo soffrono a causa
della fede. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Vivere senza senso - quasi un’esistenza “morta” -
o vivere per Cristo sapendo con "certezza",
anche se la fede costasse la morte, di aver scelto “la
parte migliore della vita”. Due rive opposte, sulle
quali il Papa colloca, da un lato, una parte della gente
dei nostri tempi e dall’altro la figura del martire per
eccellenza, il diacono Stefano. Il suo sacrificio, ha
affermato Benedetto XVI all’Angelus, ci aiuta a capire
meglio il Natale, la “meravigliosa grandezza” della
nascita di Gesù:
“Colui che vagisce nella mangiatoia, infatti, è
il Figlio di Dio fatto uomo, che ci chiede di testimoniare
con coraggio il suo Vangelo, come ha fatto Santo Stefano
il quale, pieno di Spirito Santo, non ha esitato a dare la
vita per amore del suo Signore. Egli, come il suo Maestro,
muore perdonando i propri persecutori e ci fa comprendere
come l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine
ad una nuova civiltà, la civiltà dell’amore, che non
si arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le
barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande
famiglia dei figli di Dio”.
Stefano, ha detto il Papa alle molte persone radunatesi
in Piazza San Pietro nonostante la pioggia, è un
“modello” di cristiano perché, in quanto diacono, si
apre all’accoglienza dei poveri, che resta -ha ripetuto
il Pontefice – “una delle vie privilegiate per vivere
il Vangelo e testimoniare agli uomini in modo credibile il
Regno di Dio che viene”:
“La testimonianza di Stefano, come quella dei
martiri cristiani, indica ai nostri contemporanei spesso
distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria
fiducia per dar senso alla vita. Il martire, infatti, è
colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e,
nulla anteponendo all’amore di Cristo, sa di aver scelto
la parte migliore”.
Ancora, ha osservato Benedetto XVI, la Festa di Santo
Stefano “ci ricorda anche i tanti credenti, che in varie
parti del mondo, sono sottoposti a prove e sofferenze a
causa della loro fede”. “Impegniamoci - ha esortato il
Papa - a sostenerli con la preghiera e a non venir mai
meno alla nostra vocazione cristiana". Dopo la recita
dell'Angelus, il Pontefice ha salutato i fedeli in sei
lingue, concludendo con queste parole in lingua italiana:
“Auguro che la sosta di questi giorni presso il
presepio per ammirare Maria e Giuseppe accanto al Bambino,
possa suscitare in tutti un rinnovato impegno di amore
vicendevole e di reciproca comprensione, affinché
all’interno delle famiglie e dell’intera Nazione si
viva quel clima di intesa e di comunione che tanto giova
al bene comune. Buona festa a voi tutti!”.
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle,
con
l’animo ancora colmo di stupore e inondato dalla luce
che promana dalla Grotta di Betlemme, dove con Maria
Giuseppe e i pastori abbiamo adorato il nostro Salvatore,
oggi facciamo memoria del diacono Santo Stefano, il primo
martire cristiano. Il suo esempio ci aiuta a penetrare
maggiormente il mistero del Natale e ci testimonia la
meravigliosa grandezza della nascita di quel Bambino nel
quale si manifesta la grazia di Dio, apportatrice di
salvezza per gli uomini (cfr Tt 2,11). Colui che
vagisce nella mangiatoia, infatti, è il Figlio di Dio
fatto uomo, che ci chiede di testimoniare con coraggio il
suo Vangelo, come ha fatto Santo Stefano il quale, pieno
di Spirito Santo, non ha esitato a dare la vita per amore
del suo Signore. Egli, come il suo Maestro, muore
perdonando i propri persecutori e ci fa comprendere come
l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine ad
una nuova civiltà, la civiltà dell’amore, che non si
arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le
barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande
famiglia dei figli di Dio.
Stefano
è anche il primo diacono della Chiesa, che facendosi
servo dei poveri per amore di Cristo, entra
progressivamente in piena sintonia con Lui e lo segue fino
al dono supremo di sé. La testimonianza di Stefano, come
quella dei martiri cristiani, indica ai nostri
contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi
debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita.
Il martire, infatti, è colui che muore con la certezza di
sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo all’amore di
Cristo, sa di aver scelto la parte migliore.
Configurandosi pienamente alla morte di Cristo, è
consapevole di essere germe fecondo di vita e di aprire
nel mondo sentieri di pace e di speranza. Oggi,
presentandoci il diacono Santo Stefano come modello, la
Chiesa ci indica, altresì, nell’accoglienza e
nell’amore verso i poveri, una delle vie privilegiate
per vivere il Vangelo e testimoniare agli uomini in modo
credibile il Regno di Dio che viene.
La Festa
di santo Stefano ci ricorda anche i tanti credenti, che in
varie parti del mondo, sono sottoposti a prove e
sofferenze a causa della loro fede. Affidandoli alla sua
celeste protezione, impegniamoci a sostenerli con la
preghiera e a non venir mai meno alla nostra vocazione
cristiana, ponendo sempre al centro della nostra vita Gesù
Cristo, che in questi giorni contempliamo nella semplicità
e nell’umiltà del presepe. Invochiamo per questo
l'intercessione di Maria, Madre del Redentore e Regina dei
Martiri, con la preghiera dell'Angelus.

Dopo
l'Angelus:
En ce
lendemain de la solennité de Noël, je suis heureux d’accueillir
les pèlerins rassemblés pour la prière de l’Angélus.
Aujourd’hui l’Église nous présente la figure de
Saint-Étienne, le premier des martyrs, modèle du témoin
qui a donné sa vie pour le Christ. Comme lui, aujourd’hui
encore à travers le monde, nombreux sont les hommes et
les femmes qui acceptent de servir le Christ et son Évangile
avec générosité, parfois jusqu’au don de leur vie.
Que la Vierge Marie, Reine des martyrs, conforte les
disciples de Jésus dans la foi et dans la fidélité!
Avec ma Bénédiction Apostolique!
As we
continue our celebration of this joyful Christmas season,
I warmly greet all the English-speaking visitors and
pilgrims gathered here in Saint Peter’s Square. Together
with Christians across the globe, we rejoice at the birth
of our Saviour, Prince of Peace and light of the world.
Today we honour the Church’s first martyr, Saint
Stephen, who was fearless in bearing witness to Christ and
who shed his blood for love of him. We pray for those
Christians who suffer persecution today. And we commend to
the intercession of their heavenly patron, Saint Stephen,
all deacons and altar servers. May God bless all of you!
Am Fest
des heiligen Märtyrers Stephanus grüße ich von Herzen
alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Jesus „kam
in sein Eigentum, doch die Seinen nahmen ihn nicht auf“
(Joh 1,11), haben wir im Evangelium des
Weihnachtstags gelesen. Der Märtyrer Stephanus teilt das
Schicksal seines Herrn: Bedrängnis und Not gehören seit
der ersten Stunde zum Leben der Christen. Bitten wir
Maria, die Mutter Jesu und die Mutter der Kirche, daß sie
all jenen beistehe, die auch heute unter schwersten
Bedingungen Zeugnis für ihren Glauben ablegen. – Euch
allen wünsche ich eine gesegnete Weihnachtszeit!
Saludo
con afecto a los fieles de lengua española presentes en
esta oración mariana. En esta fiesta de San Esteban, que
no vaciló en derramar su sangre para confesar su fe y
amor a Cristo Jesús, nacido en Belén, supliquemos
fervientemente en nuestra oración que nunca falten en la
Iglesia hombres y mujeres sabios, audaces y sencillos, que
den testimonio del Evangelio de la salvación allá donde
se encuentren, para que, con la fuerza de la caridad y la
luz de la verdad, se construya una sociedad cada vez más
fraterna, justa y en paz. Santa y feliz Navidad a todos.
Muchas gracias.
Serdecznie
pozdrawiam Polaków. Dziś wspominamy świętego
Szczepana, pierwszego męczennika. Mądrość
płynąca z wiary i odwaga, jaka rodzi się z
miłości Chrystusa, zaprowadziły go na
śmierć. Jednak wizja otwartego nieba już
wtedy zwiastowała mu chwałę
zmartwychwstania. Oby i nam w codziennym życiu nie
brakowało mądrości i odwagi, wiary i miłości,
które znajdują swoje zwieńczenie w chwale Pana.
Wszystkim z serca błogosławię.
[Saluto
cordialmente i polacchi. Oggi commemoriamo santo Stefano,
il primo martire. La saggezza che scaturisce dalla fede e
il coraggio che nasce dall’amore di Cristo lo hanno
condotto alla morte. La visione del cielo aperto,
tuttavia, già allora gli ha preannunciato la gloria della
risurrezione. Anche a noi non manchi nella vita quotidiana
la saggezza e il coraggio, la fede e l’amore, che
trovano il loro compimento nella gloria del Signore. Tutti
benedico di cuore.]
Rivolgo
infine il mio cordiale saluto a voi, pellegrini di lingua
italiana, ed auguro che la sosta di questi giorni presso
il presepio per ammirare Maria e Giuseppe accanto al
Bambino, possa suscitare in tutti un rinnovato impegno di
amore vicendevole e di reciproca comprensione, affinchè
all’interno delle famiglie e dell’intera Nazione si
viva quel clima di intesa e di comunione che tanto giova
al bene comune.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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