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ANGELUS
DEL 26 DICEMBRE 2010 |
Il Papa
all'Angelus: imitare la santa Famiglia per superare
nell'amore le difficoltà. Appello di pace dopo le nuove
violenze anticristiane
◊ Il
Papa, all’Angelus oggi in Piazza San Pietro, ha invitato
ad accogliere come “modello di vita” la santa
Famiglia, che oggi la Chiesa festeggia, per superare
nell’amore prove e preoccupazioni. Ha quindi
sottolineato quanto sia importante che ogni bambino,
venendo al mondo, sia accolto dall’amore del padre e
della madre. Infine, ha lanciato un nuovo appello di pace
dopo le violenze anticristiane in Nigeria e nelle
Filippine. Il servizio di Sergio Centofanti:
Il Papa invita a contemplare la scena della santa
Famiglia nella Grotta di Betlemme: “il piccolo Gesù
appare al centro dell’affetto e delle premure dei suoi
genitori”. Maria e Giuseppe custodiscono nei loro cuori
il mistero della nascita del Figlio di Dio:
“Eppure, la nascita di ogni bambino porta con sé
qualcosa di questo mistero! Lo sanno bene i genitori che
lo ricevono come un dono e che, spesso, così ne parlano.
A tutti noi è capitato di sentir dire a un papà e a una
mamma: ‘Questo bambino è un dono, un miracolo!’”.
“In effetti – ha affermato il Papa - gli esseri
umani vivono la procreazione non come mero atto
riproduttivo, ma ne percepiscono la ricchezza, intuiscono
che ogni creatura umana che si affaccia sulla terra è il
‘segno’ per eccellenza del Creatore e Padre che è nei
cieli”:
“Quant’è importante, allora, che ogni bambino,
venendo al mondo, sia accolto dal calore di una famiglia!
Non importano le comodità esteriori: Gesù è nato in una
stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma
l’amore di Maria e di Giuseppe gli ha fatto sentire la
tenerezza e la bellezza di essere amati. Di questo hanno
bisogno i bambini: dell’amore del padre e della madre.
E’ questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita,
permette la scoperta del senso della vita”.
Benedetto XVI ricorda che la santa Famiglia di Nazareth
ha attraversato molte prove, come la fuga in Egitto, ma
che, confidando nella divina Provvidenza, ha assicurato a
Gesù “un’infanzia serena e una solida educazione”.
La santa Famiglia – aggiunge - “è certamente
singolare e irripetibile, ma al tempo stesso è ‘modello
di vita’ per ogni famiglia” che su questo esempio è
chiamata ad affrontare problemi e preoccupazioni “con
profondo amore e reciproca comprensione”:
“Affidiamo pertanto alla Madonna e a san Giuseppe
tutte le famiglie, affinché non si scoraggino di fronte
alle prove e alle difficoltà, ma coltivino sempre
l’amore coniugale e si dedichino con fiducia al servizio
della vita e dell’educazione”.
Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa ricorda con
tristezza le violenze che hanno continuato a colpire anche
in questi giorni di festa i cristiani come
“l’attentato in una chiesa cattolica nelle Filippine,
mentre si celebravano i riti del giorno di Natale” e
“l’attacco a chiese cristiane in Nigeria”. Ma “la
terra – ha sottolineato - si è macchiata ancora di
sangue in altre parti del mondo come in Pakistan”:
“Desidero esprimere il mio sentito cordoglio per
le vittime di queste assurde violenze, e ripeto ancora una
volta l’appello ad abbandonare la via dell’odio per
trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle
care popolazioni sicurezza e serenità. In questo giorno
in cui celebriamo la Santa Famiglia, che visse la
drammatica esperienza di dover fuggire in Egitto per la
furia omicida di Erode, ricordiamo anche tutti coloro –
in particolare le famiglie - che sono costretti ad
abbandonare le proprie case a causa della guerra, della
violenza e dell’intolleranza. Vi invito, quindi, ad
unirvi a me nella preghiera per chiedere con forza al
Signore che tocchi il cuore degli uomini e porti speranza,
riconciliazione e pace”.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Festa di Santo
Stefano Protomartire
Piazza San Pietro
Domenica, 26 dicembre 2010
Cari
fratelli e sorelle!
Il Vangelo
secondo Luca racconta che i pastori di Betlemme, dopo
aver ricevuto dall’angelo l’annuncio della nascita del
Messia, “andarono, senza indugio, e trovarono Maria e
Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia”
(2,16). Ai primi testimoni oculari della nascita di Gesù
si presentò, dunque, la scena di una famiglia: madre,
padre e figlio neonato. Per questo la Liturgia ci fa
celebrare, nella prima domenica dopo il Natale, la festa
della santa Famiglia. Quest’anno essa ricorre proprio
all’indomani del Natale e, prevalendo su quella di santo
Stefano, ci invita a contemplare questa “icona” in cui
il piccolo Gesù appare al centro dell’affetto e delle
premure dei suoi genitori. Nella povera grotta di Betlemme
– scrivono i Padri della Chiesa – rifulge una luce
vivissima, riflesso del profondo mistero che avvolge quel
Bambino, e che Maria e Giuseppe custodiscono nei loro
cuori e lasciano trasparire nei loro sguardi, nei gesti,
soprattutto nei loro silenzi. Essi, infatti, conservano
nell’intimo le parole dell’annuncio dell’angelo a
Maria: “colui che nascerà sarà chiamato Figlio di
Dio” (Lc 1,35).
Eppure,
la nascita di ogni bambino porta con sé qualcosa di
questo mistero! Lo sanno bene i genitori che lo ricevono
come un dono e che, spesso, così ne parlano. A tutti noi
è capitato di sentir dire a un papà e a una mamma:
“Questo bambino è un dono, un miracolo!”. In effetti,
gli esseri umani vivono la procreazione non come mero atto
riproduttivo, ma ne percepiscono la ricchezza, intuiscono
che ogni creatura umana che si affaccia sulla terra è il
“segno” per eccellenza del Creatore e Padre che è nei
cieli. Quant’è importante, allora, che ogni bambino,
venendo al mondo, sia accolto dal calore di una famiglia!
Non importano le comodità esteriori: Gesù è nato in una
stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma
l’amore di Maria e di Giuseppe gli ha fatto sentire la
tenerezza e la bellezza di essere amati. Di questo hanno
bisogno i bambini: dell’amore del padre e della madre.
E’ questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita,
permette la scoperta del senso della vita. La santa
Famiglia di Nazareth ha attraversato molte prove, come
quella – ricordata nel Vangelo secondo Matteo –
della “strage degli innocenti”, che costrinse Giuseppe
e Maria ed emigrare in Egitto (cfr 2,13-23). Ma,
confidando nella divina Provvidenza, essi trovarono la
loro stabilità e assicurarono a Gesù un’infanzia
serena e una solida educazione.
Cari
amici, la santa Famiglia è certamente singolare e
irripetibile, ma al tempo stesso è “modello di vita”
per ogni famiglia, perché Gesù, vero uomo, ha voluto
nascere in una famiglia umana, e così facendo l’ha
benedetta e consacrata. Affidiamo pertanto alla Madonna e
a san Giuseppe tutte le famiglie, affinché non si
scoraggino di fronte alle prove e alle difficoltà, ma
coltivino sempre l’amore coniugale e si dedichino con
fiducia al servizio della vita e dell’educazione.
APPELLO
In questo
tempo del Santo Natale, il desiderio e l’invocazione del
dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il
nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza,
specialmente contro i discepoli di Cristo. Ho appreso con
grande tristezza l’attentato in una chiesa cattolica
nelle Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno
di Natale, come pure l’attacco a chiese cristiane in
Nigeria. La terra si è macchiata ancora di sangue in
altre parti del mondo come in Pakistan. Desidero esprimere
il mio sentito cordoglio per le vittime di queste assurde
violenze, e ripeto ancora una volta l’appello ad
abbandonare la via dell’odio per trovare soluzioni
pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni
sicurezza e serenità. In questo giorno in cui celebriamo
la Santa Famiglia, che visse la drammatica esperienza di
dover fuggire in Egitto per la furia omicida di Erode,
ricordiamo anche tutti coloro – in particolare le
famiglie - che sono costretti ad abbandonare le proprie
case a causa della guerra, della violenza e
dell’intolleranza. Vi invito, quindi, ad unirvi a me
nella preghiera per chiedere con forza al Signore che
tocchi il cuore degli uomini e porti speranza,
riconciliazione e pace.
* * *
Dopo
l'Angelus
Je salue
cordialement les pèlerins de langue française! Célébrant
aujourd’hui la fête de la Sainte Famille, nous nous
rappelons que chaque famille humaine doit être le reflet
de la beauté de l’amour divin et au fondement d’une
civilisation de l’amour. Rendons grâce à Dieu pour nos
familles, demandons-Lui de les bénir et de les garder
toujours unies par les liens de son amour! Bonne fête à
tous!
I am
pleased to greet all the English-speaking pilgrims and
visitors present for this Angelus prayer on the
Feast of the Holy Family. Reflecting on the love of Jesus,
Mary and Joseph for one another, we see that Nazareth is a
kind of school where we may begin to discover the life of
Christ and to understand his Gospel. May the peace of the
Holy Family always be in your homes and fill you with
gladness. Upon you and your loved ones, I invoke God’s
abundant blessings!
Einen
weihnachtlichen Gruß richte ich an die Pilger und
Besucher deutscher Sprache. Heute feiert die Kirche das
Fest der Heiligen Familie. Das Wort Gottes ist Mensch
geworden und in einer Familie aufgewachsen, die ihm in den
Stürmen der Zeit Schutz und Heimat gegeben hat. Jesus
Christus segne auch unsere Familien und lasse den Glanz
seiner göttlichen Liebe in ihnen aufscheinen. Euch und
euern Lieben wünsche ich eine gnadenreiche Weihnachtszeit.
Saludo
cordialmente a los fieles de lengua española que
participan en esta oración mariana. En la fiesta de la
Sagrada Familia, contemplamos el misterio del Hijo de Dios
que vino al mundo rodeado del afecto de María y de José.
Invito a las familias cristianas a mirar con confianza el
hogar de Nazaret, cuyo ejemplo de vida y comunión nos
alienta a afrontar las preocupaciones y necesidades domésticas
con profundo amor y recíproca comprensión. A vosotros y
a vuestras familias os reitero mi cordial felicitación en
estas fiestas de Navidad. Que Dios os bendiga siempre.
Pozdrawiam
Polaków. Dziś, w niedzielę Świętej
Rodziny, proszę Boga, aby wiara, nadzieja i miłość
były fundamentem stałości polskich rodzin.
Małżeńska miłość mężczyzny
i kobiety niech owocuje nowym życiem i duchowym
wzrastaniem przyszłych pokoleń. Niech Bóg wam błogosławi!
[Saluto
i polacchi. Oggi, nella domenica della Santa Famiglia,
chiedo a Dio che la fede, la speranza e l’amore siano il
fondamento della saldezza delle famiglie polacche.
L’amore coniugale dell’uomo e della donna fruttifichi
di nuova vita e di crescita spirituale nelle future
generazioni. Dio vi benedica!]
Rivolgo
infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua
italiana. Auguro a tutti di vivere in serenità e armonia
questi giorni, condividendo la gioia profonda che
scaturisce dalla Nascita di Cristo. Buona domenica!
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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