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ANGELUS
(26 NOVEMBRE 2006) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
26 novembre 2006
ALL’ANGELUS,
BENEDETTO XVI ESPRIME LA PROPRIA STIMA E AMICIZIA PER IL
POPOLO TURCO,A DUE GIORNI DAL SUO VIAGGIO APOSTOLICO NEL
PAESE. LA RIFLESSIONE SPIRITUALE DEDICATA ALLA
SOLENNITA’ DI CRISTO RE, CHE
CHIUDE L’ANNO LITURGICO
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Un
saluto “cordiale al popolo turco”, accompagnato
da sentimenti di “stima e sincera amicizia”.
All’Angelus di questa mattina, in Piazza San
Pietro, il pensiero di Benedetto XVI è andato
all’imminente viaggio apostolico in Turchia, che
inizierà martedì prossimo. Un viaggio che il Papa
ha posto sotto la protezione dei suoi predecessori,
nel giorno in cui la liturgia - con l’ultima
solennità di Cristo Re dell’Universo - riflette
sull’avvento di Gesù alla fine dei tempi, mentre
si prepara a celebrarne il primo: il Natale.
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La
via per giungere al Regno di Dio, ha detto il Papa, si
fonda sulla libertà dell’uomo di accogliere la verità
e l’amore di Cristo “senza scorciatoie”. La cronaca
dell’Angelus nel servizio di Alessandro De Carolis.
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Tra poco meno di 48 ore, alle 13 ora locale di
martedì 28 novembre, l’aereo papale atterrerà, secondo
programma, all’aeroporto di Ankara ma, come di consueto
in queste circostanze, Benedetto XVI ha chiamato a
raccolta la Chiesa per chiedere preghiere e vicinanza
spirituale in vista di questa importante tappa del suo
Pontificato: tappa ecclesiale, ecumenica e interreligiosa:
“Fin
d’ora desidero inviare un saluto cordiale al caro Popolo
turco, ricco di storia e di cultura; a tale Popolo e ai
suoi rappresentanti esprimo sentimenti di stima e di
sincera amicizia. Con viva emozione attendo di incontrare
la piccola Comunità cattolica, che mi è sempre presente
nel cuore, e di unirmi fraternamente alla Chiesa
Ortodossa, in occasione della festa dell’apostolo
sant’Andrea. Con fiducia mi pongo sulle orme dei miei
venerati predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II; ed
invoco la celeste protezione del beato Giovanni XXIII, che
fu per dieci anni Delegato Apostolico in Turchia e nutrì
per quella Nazione affetto e stima. A tutti voi domando di
accompagnarmi con la preghiera, perché questo
pellegrinaggio possa portare tutti i frutti che Dio
desidera”.
In precedenza, prima della recita dell’Angelus,
Benedetto XVI si era soffermato sul significato
dell’ultima domenica prima dell’Avvento. E lì, nel
“drammatico interrogatorio” davanti a Pilato – ha
ricordato il Papa – che Gesù rivela la natura della sua
regalità. Un Re che intende sì liberare gli uomini dalla
schiavitù, ma quella del peccato e “riconciliarli con
Dio”. Di fronte a Pilato, Cristo afferma di essere
venuto nel mondo “per rendere testimonianza alla verità”.
Ma quale verità, si è domandato Benedetto XVI:
“L’intera
sua esistenza rivela che Dio è amore: è questa dunque la
verità a cui Egli ha reso piena testimonianza con il
sacrificio della sua stessa vita sul Calvario. La Croce è
il “trono” dal quale ha manifestato la sublime regalità
di Dio Amore: offrendosi in espiazione del peccato del
mondo, Egli ha sconfitto il dominio del “principe di
questo mondo” e ha instaurato definitivamente il Regno
di Dio”.
Se l’esistenza di Gesù è amore, la strada che
il cristiano è chiamato a percorrere non può che essere
la stessa. Benedetto XVI lo ha ribadito con chiarezza:
“La
via per giungere a questa meta è lunga e non ammette
scorciatoie: occorre infatti che ogni persona liberamente
accolga la verità dell’amore di Dio. Egli è Amore e
Verità, e sia l’amore che la verità non si impongono
mai: bussano alla porta del cuore e della mente e, dove
possono entrare, apportano pace e gioia. Questo è il modo
di regnare di Dio; questo il suo progetto di salvezza, un
“mistero” nel senso biblico del termine, cioè un
disegno che si rivela a poco a poco nella storia”.
Dopo i saluti in cinque lingue, Benedetto XVI si è
soffermato su due appuntamenti molti sentiti per la loro
finalità: la Giornata italiana per la ricerca sul cancro
e più ancora la Giornata mondiale contro l’AIDS del
primo dicembre prossimo:
“Auspico
vivamente che tale circostanza favorisca un’accresciuta
responsabilità nella cura della malattia, insieme
all’impegno di evitare ogni discriminazione nei
confronti di quanti ne sono colpiti. Mentre invoco sui
malati e sulle loro famiglie il conforto del Signore,
incoraggio le molteplici iniziative che la Chiesa sostiene
in tale campo”.
E
un apprezzamento particolare, il Papa lo ha manifestato ai
musicisti e cantori che partecipano al XXVIII Congresso
Nazionale di Musica Sacra, promosso dall’Associazione
Italiana Santa Cecilia. “Cari amici – ha detto - sono
lieto che abbiate commemorato, a 50 anni dalla morte, il
grande Maestro Lorenzo Perosi, che è stato direttore
della Cappella Sistina e ha lasciato opere musicali di
altissima ispirazione religiosa. Vi auguro di essere
autentici evangelizzatori con l’espressione della
bellezza e dell’armonia della vostra arte musicale”.
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BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Domenica, 26 novembre 2006
Cari
fratelli e sorelle!
In
quest’ultima domenica dell’anno liturgico celebriamo
la solennità di Cristo Re dell’Universo. Il Vangelo
odierno ci ripropone una parte del drammatico
interrogatorio a cui Ponzio Pilato sottopose Gesù, quando
gli fu consegnato con l’accusa di aver usurpato il
titolo di "re dei Giudei". Alle domande del
governatore romano, Gesù rispose affermando di essere sì
re, ma non di questo mondo (cfr Gv 18,36). Egli non
è venuto a dominare su popoli e territori, ma a liberare
gli uomini dalla schiavitù del peccato e riconciliarli
con Dio. Ed aggiunse: "Per questo io sono nato e per
questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza
alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia
voce" (Gv 18,37).
Ma qual
è la "verità" che Cristo è venuto a
testimoniare nel mondo? L’intera sua esistenza rivela
che Dio è amore: è questa dunque la verità a cui Egli
ha reso piena testimonianza con il sacrificio della sua
stessa vita sul Calvario. La Croce è il "trono"
dal quale ha manifestato la sublime regalità di Dio
Amore: offrendosi in espiazione del peccato del mondo,
Egli ha sconfitto il dominio del "principe di questo
mondo" (Gv 12,31) e ha instaurato
definitivamente il Regno di Dio. Regno che si manifesterà
in pienezza alla fine dei tempi, dopo che tutti i nemici,
e per ultimo la morte, saranno stati sottomessi (cfr 1
Cor 15,25-26). Allora il Figlio consegnerà il Regno
al Padre e finalmente Dio sarà "tutto in tutti"
(1 Cor 15,28). La via per giungere a questa meta è
lunga e non ammette scorciatoie: occorre infatti che ogni
persona liberamente accolga la verità dell’amore di
Dio. Egli è Amore e Verità, e sia l’amore che la verità
non si impongono mai: bussano alla porta del cuore e della
mente e, dove possono entrare, apportano pace e gioia.
Questo è il modo di regnare di Dio; questo il suo
progetto di salvezza, un "mistero" nel senso
biblico del termine, cioè un disegno che si rivela a poco
a poco nella storia.
Alla
regalità di Cristo è stata associata in modo
singolarissimo la Vergine Maria. A Lei, umile ragazza di
Nazaret, Dio chiese di diventare Madre del Messia, e Maria
corrispose a questa chiamata con tutta se stessa, unendo
il suo "sì" incondizionato a quello del Figlio
Gesù e facendosi con Lui obbediente fino al sacrificio.
Per questo Dio l’ha esaltata al di sopra di ogni
creatura e Cristo l’ha coronata Regina del Cielo e della
terra. Alla sua intercessione affidiamo la Chiesa e
l’intera umanità, affinché l’amore di Dio possa
regnare in tutti i cuori e si compia il suo disegno di
giustizia e di pace.
DOPO
L’ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle, come sapete, nei prossimi giorni mi
recherò in visita in Turchia. Fin d’ora desidero
inviare un saluto cordiale al caro Popolo turco, ricco di
storia e di cultura; a tale Popolo e ai suoi
rappresentanti esprimo sentimenti di stima e di sincera
amicizia. Con viva emozione attendo di incontrare la
piccola Comunità cattolica, che mi è sempre presente nel
cuore, e di unirmi fraternamente alla Chiesa Ortodossa, in
occasione della festa dell’apostolo sant’Andrea. Con
fiducia mi pongo sulle orme dei miei venerati predecessori
Paolo VI e Giovanni Paolo II; ed invoco la celeste
protezione del beato Giovanni XXIII, che fu per dieci anni
Delegato Apostolico in Turchia e nutrì per quella Nazione
affetto e stima. A tutti voi domando di accompagnarmi con
la preghiera, perché questo pellegrinaggio possa portare
tutti i frutti che Dio desidera.
Ricorre
il 1° dicembre prossimo la Giornata Mondiale contro
l’AIDS. Auspico vivamente che tale circostanza favorisca
un’accresciuta responsabilità nella cura della
malattia, insieme all’impegno di evitare ogni
discriminazione nei confronti di quanti ne sono colpiti.
Mentre invoco sui malati e sulle loro famiglie il conforto
del Signore, incoraggio le molteplici iniziative che la
Chiesa sostiene in tale campo.
Je
souhaite la bienvenue aux pèlerins de langue française,
en ce dernier dimanche de l’année liturgique, et je
salue en particulier les membres de la Conférence
Olivaint. Que le Christ Jésus soit toujours au cœur de
votre vie de croyants, lui que nous fêtons spécialement
aujourd’hui comme l’Alpha et l’Omega, Celui qui est,
qui était et qui vient! Que son amour vous éclaire et
vous inspire ! Bon séjour à Rome.
I offer a
warm welcome to all the English-speaking pilgrims and
visitors gathered for this Angelus prayer. On this
Solemnity of Christ the King, let us pray for the spread
of the Gospel, the triumph of God’s reconciling love and
the coming of his eternal Kingdom of holiness, justice and
peace. May Christ’s peace always reign in your hearts!
Mit
Freude begrüße ich die deutschsprachigen Pilger und
Besucher hier auf dem Petersplatz. Heute feiern wir den
Christkönigssonntag. Gott hat seinem geliebten Sohn alle
Gewalt gegeben im Himmel und auf Erden, damit er sein
Reich der Liebe und der Gerechtigkeit in den Herzen der
Menschen und in der Welt errichte. Streben auch wir danach,
unser Leben ganz in seinen Dienst zu stellen. – In
dieser Woche bitte ich besonders um euer Gebet für meine
bevorstehende Apostolische Reise in die Türkei. Euch
allen wünsche ich einen gesegneten Sonntag.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española. Queridos
hermanos, al contemplar hoy a Jesucristo, Rey del
Universo, pidamos a la Virgen María que nuestra vida,
iluminada con la verdad de Cristo, sea testimonio de
santidad y de gracia, haciendo realidad su reino de
justicia, de amor y de paz. ¡Feliz Domingo!
Pozdrawiam
serdecznie wszystkich Polaków. W mojej modlitwie,
łączę się dzisiaj szczególnie z
rodzinami górników, którzy zginęli w katastrofie w
kopalni Halemba, w Rudzie Śląskiej. Proszę,
by Chrystus, Król Wszechświata przyjął
zmarłych do swej chwały w niebie, a ich rodziny
i was wszystkich umocnił pokojem i nadzieją.
Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.
[Saluto
cordialmente tutti i Polacchi. Oggi, in modo particolare,
mi unisco nella preghiera alle famiglie dei minatori che
sono morti nella catastrofe della miniera Halemba a Ruda
Śląska. Prego Cristo, Re dell’Universo,
affinché accolga i defunti nella sua gloria, sostenga le
loro famiglie e rafforzi voi tutti con la sua pace e con
la sua speranza. Sia lodato Gesù Cristo.]
Saluto i
pellegrini di lingua italiana, in particolare i numerosi
direttori di coro, musicisti e cantori che partecipano al
XXVIII Congresso Nazionale di Musica Sacra, promosso
dall’Associazione Italiana Santa Cecilia. Cari amici,
sono lieto che abbiate commemorato, a 50 anni dalla morte,
il grande Maestro Lorenzo Perosi, che è stato Direttore
della Cappella Sistina e ha lasciato opere musicali di
altissima ispirazione religiosa. Vi auguro di essere
autentici evangelizzatori con l’espressione della
bellezza e dell’armonia della vostra arte musicale.
Saluto inoltre i fedeli provenienti da Trieste, da Udine e
dalle parrocchie romane della Natività, del Santissimo
Corpo e Sangue di Cristo e di San Leonardo Murialdo.
Infine, in occasione della Giornata italiana per la
ricerca sul cancro, desidero esprimere il mio
incoraggiamento alle associazioni e ai ricercatori
impegnati a combattere questa malattia. A tutti auguro una
buona domenica.
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