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Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
27 agosto 2006
IL
PAPA ALL’ANGELUS INVITA I GENITORI ANGUSTIATI PER I
FIGLI CHE SI PERDONO SU STRADE SBAGLIATE A TROVARE
CONFORTO NELL’ESEMPIO DI SANTA MONICA E DI SUO FIGLIO
SANT’AGOSTINO
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Santa Monica e
suo figlio Sant’Agostino “possono essere di grande
conforto ed aiuto per tante famiglie anche del nostro
tempo”. Così il Papa prima della recita dell’Angelus,
nel cortile del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo,
ricordando la testimonianza di queste due figure
esemplari, di cui
la Chiesa
celebra, oggi e domani, la memoria liturgica. Il servizio
di Roberta Gisotti:
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Una mamma e un figlio, che hanno segnato la storia
della Chiesa. Benedetto XVI ne ha ripercorso le vite:
Monica, nata da famiglia cristiana a Tagaste
nell’attuale Algeria, sposa e madre “esemplare”,
seppe aiutare il marito a scoprire la fede in Cristo, e
rimasta precocemente vedova dedicarsi “con coraggio alla
cura dei tre figli, tra i quali Agostino che inizialmente
la fece soffrire con il suo temperamento piuttosto
ribelle”. Come dirà poi lo stesso Agostino, - ha
ricordato il Papa - sua madre lo generò due volte; la
seconda richiese un lungo travaglio spirituale, fatto di
preghiera e di lacrime, ma coronato alla fine dalla gioia
di vederlo non solo abbracciare la fede” ma anche porsi
“interamente al servizio di Cristo”.
“Quante difficoltà anche oggi nei rapporti
familiari e quante mamme sono
angustiate perché i figli s’avviano su strade
sbagliate!
“Monica, donna saggia e
solida nella fede”, invita - ha esortato il Papa
- queste
mamme “a non scoraggiarsi, ma a perseverare nella
missione di spose e di madri, mantenendo ferma la fiducia
in Dio e aggrappandosi con perseveranza alla preghiera”.
“Quanto a Sant’Agostino – ha aggiunto
Benedetto XVI - la sua esistenza fu un’appassionata
ricerca della verità. Alla fine, non senza un lungo
tormento interiore, scoprì in Cristo il senso ultimo e
pieno della propria vita e dell’intera storia umana”.
“Ottenga
sant’Agostino il dono di un sincero e profondo incontro
con Cristo a tutti quei giovani che, assetati di felicità,
la cercano percorrendo sentieri sbagliati e si perdono in
vicoli ciechi”.
Monica
e Agostino invitano a rivolgerci “con fiducia a Maria,
sede della Sapienza”, alla quale il Santo Padre ha
affidato quest’oggi i genitori cristiani
e la gioventù.
Dopo
la preghiera mariana Benedetto XVI ha anticipato i temi
della prossima Giornata - che
la Chiesa
in Italia celebrerà il primo settembre – dedicata alla
salvaguardia del Creato, “grande dono di Dio esposto a
seri rischi da scelte e stili di vita che possono
degradarlo”, compromettendo soprattutto “l’esistenza
dei poveri sulla Terra”.
“In
dialogo con i cristiani delle diverse confessioni occorre
impegnarsi ad avere
cura del creato, senza dilapidarne le risorse e
condividendole in maniera solidale”.
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LE
PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS
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FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
fratelli e sorelle,
ricordiamo
oggi santa Monica e domani ricorderemo il figlio sant’Agostino:
le loro testimonianze possono essere di grande conforto ed
aiuto per tante famiglie anche del nostro tempo. Monica,
nata a Tagaste nell’attuale Tunisia da una famiglia
cristiana, visse in modo esemplare la sua missione di
sposa e di madre, aiutando il marito Patrizio a scoprire
la bellezza della fede in Cristo e la forza dell’amore
evangelico, capace di vincere il male col bene. Dopo la
morte di lui, avvenuta precocemente, Monica si dedicò con
coraggio alla cura dei tre figli, tra i quali Agostino che
inizialmente la fece soffrire con il suo temperamento
piuttosto ribelle. Come dirà poi lo stesso Agostino, sua
madre lo generò due volte; la seconda richiese un lungo
travaglio spirituale, fatto di preghiera e di lacrime, ma
coronato alla fine dalla gioia di vederlo non solo
abbracciare la fede e ricevere il Battesimo, ma anche
dedicarsi interamente al servizio di Cristo. Quante
difficoltà anche oggi nei rapporti familiari e quante
mamme sono angustiate perché i figli s’avviano su
strade sbagliate! Monica, donna saggia e solida nella
fede, le invita a non scoraggiarsi, ma a perseverare nella
missione di spose e di madri, mantenendo ferma la fiducia
in Dio e aggrappandosi con perseveranza alla preghiera.
Quanto ad
Agostino, tutta la sua esistenza fu un’appassionata
ricerca della verità. Alla fine, non senza un lungo
tormento interiore, scoprì in Cristo il senso ultimo e
pieno della propria vita e dell’intera storia umana.
Nell’adolescenza, attratto dalla bellezza terrena,
"si gettò" su di essa – come egli stesso
confida (cfr Confess. 10,27-38) – in maniera
egoistica e possessiva con comportamenti che crearono non
poco dolore alla sua pia madre. Ma attraverso un percorso
faticoso, grazie anche alle preghiere di lei, Agostino si
aprì sempre più alla pienezza della verità e
dell’amore, fino alla conversione, avvenuta a Milano
sotto la guida del vescovo sant’Ambrogio. Egli rimarrà
così modello del cammino verso Dio, suprema Verità e
sommo Bene. "Tardi ti ho amato – egli scrive nel
noto libro delle Confessioni –, bellezza tanto
antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ecco: tu stavi
dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo ... Eri con
me e io non ero con te … Mi hai chiamato, hai gridato,
hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai
folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità" (ibid.).
Ottenga sant’Agostino il dono di un sincero e profondo
incontro con Cristo a tutti quei giovani che, assetati di
felicità, la cercano percorrendo sentieri sbagliati e si
perdono in vicoli ciechi.
Santa
Monica e sant’Agostino ci invitano a rivolgerci con
fiducia a Maria, sede della Sapienza. A Lei affidiamo i
genitori cristiani, perché come Monica, accompagnino con
l’esempio e con la preghiera il cammino dei figli. Alla
Vergine Madre di Dio raccomandiamo la gioventù affinché,
come Agostino, tenda sempre verso la pienezza della Verità
e dell’Amore, che è Cristo: Egli solo può saziare i
desideri profondi del cuore umano.
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