Articoli di Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana >>

 
 
Web www.ratzingerbenedettoxvi.com PageRankTop.com

Contatti


ANGELUS (27 FEBBRAIO 2006)

Radio Vaticana, 27.02.2006

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

DIO CHIEDERA’ CONTO A CHI SPARGE IN SUO NOME IL SANGUE DEL FRATELLO: ALL’ANGELUS, BENEDETTO XVI CONDANNA GLI ATTI DI VIOLENZA IN NOME DELLA RELIGIONE. E NELLA DOMENICA CHE PRECEDE L’INIZIO DELLA QUARESIMA, IL PAPA ESORTA I FEDELI A VIVERE QUESTO TEMPO FORTE CON SPIRITO NUOVO  

         I fedeli affrontino il tempo quaresimale con lo spirito nuovo di chi ha trovato in Gesù il senso della vita: è l’esortazione di Benedetto XVI all’Angelus domenicale, ascoltato da migliaia di fedeli, che hanno riempito una piazza San Pietro riscaldata da un tiepido sole. Ma il Papa ha anche levato un vibrante appello per la riconciliazione e la pace, in particolare in Iraq e Nigeria, ribadendo con forza che mai il nome di Dio può essere usato per giustificare la violenza. Il servizio di Alessandro Gisotti:  

**********

Mai più guerre in nome di Dio: nella domenica che precede, con il Mercoledì delle Ceneri, l’inizio del periodo quaresimale, Benedetto XVI ha levato una vibrante invocazione per la pace nel mondo. Il Papa ha ricordato le violenze in Iraq e gli attacchi alle moschee. Azioni, ha affermato, che “seminano lutti, alimentano l’odio ed ostacolano gravemente la già difficile opera di ricostruzione del Paese”. Non ha mancato poi di rivolgere il pensiero alla Nigeria, scossa dagli scontri tra cristiani e musulmani, con molte vittime e distruzione di chiese e moschee. Quindi, ha ribadito che mai va usata la religione per giustificare la violenza:  

I frutti della fede in Dio non sono devastanti antagonismi, ma spirito di fraternità e di collaborazione per il bene comune. Dio, Creatore e Padre di tutti, chiederà conto ancor più severamente a chi sparge in suo nome il sangue del fratello. Che tutti, per intercessione della Vergine Santa, si ritrovino in Lui, che è la vera pace!         

Il Papa ha espresso “ferma condanna per la violazione dei luoghi di culto”, affidando al Signore i defunti e coloro che li piangono. Ha poi invitato “tutti a più intensa preghiera e penitenza, nel sacro tempo di Quaresima, affinché il Signore allontani” la minaccia dei conflitti. Proprio al significato del periodo quaresimale per i cristiani, il Papa ha dedicato la maggior parte delle sue riflessioni prima della recita dell’Angelus. Prendendo spunto dall’odierno brano evangelico sul tema del digiuno, ha sottolineato come la Quaresima costituisca “un grande memoriale della passione del Signore”. Ha così indicato ai fedeli lo spirito con il quale si debba vivere questo tempo forte, che ci prepara alla Pasqua di Risurrezione:

Il tempo di Quaresima non va affrontato con spirito “vecchio”, quasi fosse un’incombenza pesante e fastidiosa, ma con lo spirito nuovo di chi ha trovato in Gesù e nel suo mistero pasquale il senso della vita, e avverte che tutto ormai deve riferirsi a Lui.  

Era questo, ha proseguito, “l’atteggiamento dell’apostolo Paolo, che affermava di essersi lasciato tutto alle spalle per poter conoscere Cristo” Nell’itinerario quaresimale, è stata infine l’invocazione del Papa, “ci sia guida e maestra Maria Santissima” che “quando Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme per subirvi la Passione, lo seguì con fede totale”. Dopo l’Angelus, il Papa ha salutato “con particolare affetto” la comunità giovanile del Seminario vescovile di Treviso. “Seguendo l’esempio di san Pio X, che fu Padre spirituale nel vostro Seminario – ha detto il Pontefice – vi incoraggio a donare con gioia la vostra vita a Gesù e ai fratelli”

**********

 LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS

- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -

Cari fratelli e sorelle!

Il Vangelo di Marco, che costituisce il filo conduttore delle celebrazioni domenicali di questo anno liturgico, offre un itinerario catecumenale, che guida il discepolo a riconoscere in Gesù il Figlio di Dio. Per una felice coincidenza, il brano odierno tocca il tema del digiuno: come sapete, mercoledì prossimo inizierà il tempo quaresimale con il Rito delle Ceneri e il digiuno penitenziale. La pagina evangelica risulta perciò particolarmente appropriata. Vi si racconta infatti che, mentre Gesù si trova a tavola in casa di Levi, il pubblicano, i farisei e i seguaci di Giovanni Battista gli domandano perché i suoi discepoli non stanno digiunando come loro. Gesù risponde che gli invitati a nozze non possono digiunare mentre lo sposo è con loro; digiuneranno quando lo sposo sarà loro tolto (cfr Mc 2,18-20). Così dicendo, Cristo rivela la sua identità di Messia, Sposo d’Israele, venuto per le nozze con il suo popolo. Quelli che lo riconoscono e lo accolgono con fede sono in festa. Egli però dovrà essere rifiutato e ucciso proprio dai suoi: in quel momento, durante la sua passione e la sua morte, verrà l’ora del lutto e del digiuno.

Come dicevo, l’episodio evangelico anticipa il significato della Quaresima. Questa, infatti, nel suo insieme costituisce un grande memoriale della passione del Signore, in preparazione alla Pasqua di Risurrezione. Durante questo periodo ci si astiene dal cantare l’alleluia e si è invitati a praticare forme opportune di rinuncia penitenziale. Il tempo di Quaresima non va affrontato con spirito "vecchio", quasi fosse un’incombenza pesante e fastidiosa, ma con lo spirito nuovo di chi ha trovato in Gesù e nel suo mistero pasquale il senso della vita, e avverte che tutto ormai deve riferirsi a Lui. Era questo l’atteggiamento dell’apostolo Paolo, che affermava di essersi lasciato tutto alle spalle per poter conoscere Cristo, "la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti" (Fil 3,10-11).

Nell’itinerario quaresimale ci sia guida e maestra Maria Santissima, che, quando Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme per subirvi la Passione, lo seguì con fede totale. Come "anfora nuova", ricevette il "vino nuovo" portato dal Figlio per le nozze messianiche (cfr Mc 2,22). E così, quella grazia che lei stessa, con istinto di Madre, aveva sollecitato per gli sposi di Cana, la ricevette per prima sotto la Croce, versata dal Cuore trafitto del Figlio, incarnazione dell’amore di Dio per l’umanità (cfr Deus caritas est, 13-15).

 

 

Webmaster: Amedeo Lomonaco - Sottofondo: Sonata opera 14 (Beethoven)