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ANGELUS
DEL 27 FEBBRAIO 2011 |
Il
Papa ricorda all’Angelus che non si possono servire due
padroni: Dio e la ricchezza; invita quindi a vivere con
semplicità e sobrietà
Non
si possono servire due padroni: Dio e la ricchezza. Il
Papa all’Angelus chiede di avere fede nella Provvidenza
e di adottare uno stile di vita semplice e sobrio, nel
rispetto del Creato. Il servizio di Roberta Gisotti:
Avere fiducia nella Provvidenza e affidarle tutte le
angosce, difficoltà e preoccupazioni per il futuro.
L’invito di Benedetto XVI, ispirato dalle parole di
Isaia nella liturgia domenicale, e dal Vangelo di Matteo,
dove Gesù esorta i suoi discepoli a non preoccuparsi
delle cose di cui vanno in cerca i pagani, di non
chiedersi dunque “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo?
Che cosa indosseremo” e a confidare nel Padre celeste,
che conosce i nostri bisogni. Un discorso questo di Gesu
– ha osservato il Papa - che “potrebbe apparire poco
realistico, se non evasivo”, “di fronte alla
situazione di tante persone, vicine e lontane, che vivono
in miseria” .
“In realtà, il Signore vuole far capire con
chiarezza che non si può servire a due padroni: Dio e la
ricchezza. Chi crede in Dio, Padre pieno d’amore per i
suoi figli, mette al primo posto la ricerca del suo Regno,
della sua volontà”.
“E ciò – ha osservato il Santo Padre - è proprio
il contrario del fatalismo o di un ingenuo irenismo.”
“La fede nella Provvidenza, infatti, non dispensa
dalla faticosa lotta per una vita dignitosa, ma libera
dall’affanno per le cose e dalla paura del domani”.
“E’ chiaro che questo insegnamento di Gesù, - ha
aggiunto Benedetto XVI - pur rimanendo sempre vero e
valido per tutti, viene praticato in modi diversi a
seconda delle diverse vocazioni”:
“un frate francescano potrà seguirlo in maniera
più radicale, mentre un padre di famiglia dovrà tener
conto dei propri doveri verso la moglie e i figli. In ogni
caso, però, il cristiano si distingue per l’assoluta
fiducia nel Padre celeste, come è stato per Gesù.”
E’ proprio infatti, “la relazione con Dio Padre -
ha spiegato il Papa - che dà senso a tutta la vita di
Cristo, alle sue parole, ai suoi gesti di salvezza, fino
alla sua passione, morte e risurrezione.
“Gesù ci ha dimostrato che cosa significa vivere
con i piedi ben piantati per terra, attenti alle concrete
situazioni del prossimo, e al tempo stesso tenendo sempre
il cuore in Cielo, immerso nella misericordia di Dio”.
Alla Madre della divina Provvidenza Benedetto XVI ha
affidato le nostre vite, il cammino della Chiesa, le
vicende della storia.
“In particolare, invochiamo la sua intercessione
perché tutti impariamo a vivere secondo uno stile più
semplice e sobrio, nella quotidiana operosità e nel
rispetto del creato, che Dio ha affidato alla nostra
custodia”.
Dopo la preghiera mariana, i saluti nelle varie lingue
rivolti ai fedeli e turisti raccolti in piazza S. Pietro.
Un indirizzo particolare è andato alla rappresentanza
giunta in occasione della Giornata internazionale per le
malattie rare, cui il Papa ha assicurato una preghiera
speciale, augurando passi avanti per la ricerca in questo
campo. Giornata che verrà celebrata domani sotto lo
slogan “Rari ma uguali”.
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Domenica, 27 febbraio 2011
Cari
fratelli e sorelle!
Nella
Liturgia odierna riecheggia una delle parole più toccanti
della Sacra Scrittura. Lo Spirito Santo ce l’ha donata
mediante la penna del cosiddetto “secondo Isaia”, il
quale, per consolare Gerusalemme abbattuta dalle sventure,
così si esprime: “Si dimentica forse una donna del suo
bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue
viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non
ti dimenticherò mai” (Is 49,15). Questo invito
alla fiducia nell’indefettibile amore di Dio viene
accostato alla pagina, altrettanto suggestiva, del Vangelo
di Matteo, in cui Gesù esorta i suoi discepoli a
confidare nella provvidenza del Padre celeste, il quale
nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo, e
conosce ogni nostra necessità (cfr 6,24-34). Così si
esprime il Maestro: “Non preoccupatevi dunque dicendo:
Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa
indosseremo? Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani.
Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete
bisogno”.
Di fronte
alla situazione di tante persone, vicine e lontane, che
vivono in miseria, questo discorso di Gesù potrebbe
apparire poco realistico, se non evasivo. In realtà, il
Signore vuole far capire con chiarezza che non si può
servire a due padroni: Dio e la ricchezza. Chi crede in
Dio, Padre pieno d’amore per i suoi figli, mette al
primo posto la ricerca del suo Regno, della sua volontà.
E ciò è proprio il contrario del fatalismo o di un
ingenuo irenismo. La fede nella Provvidenza, infatti, non
dispensa dalla faticosa lotta per una vita dignitosa, ma
libera dall’affanno per le cose e dalla paura del
domani. E’ chiaro che questo insegnamento di Gesù, pur
rimanendo sempre vero e valido per tutti, viene praticato
in modi diversi a seconda delle diverse vocazioni: un
frate francescano potrà seguirlo in maniera più
radicale, mentre un padre di famiglia dovrà tener conto
dei propri doveri verso la moglie e i figli. In ogni caso,
però, il cristiano si distingue per l’assoluta fiducia
nel Padre celeste, come è stato per Gesù. E’ proprio
la relazione con Dio Padre che dà senso a tutta la vita
di Cristo, alle sue parole, ai suoi gesti di salvezza,
fino alla sua passione, morte e risurrezione. Gesù ci ha
dimostrato che cosa significa vivere con i piedi ben
piantati per terra, attenti alle concrete situazioni del
prossimo, e al tempo stesso tenendo sempre il cuore in
Cielo, immerso nella misericordia di Dio.
Cari
amici, alla luce della Parola di Dio di questa domenica,
vi invito ad invocare la Vergine Maria con il titolo di
Madre della divina Provvidenza. A lei affidiamo la nostra
vita, il cammino della Chiesa, le vicende della storia. In
particolare, invochiamo la sua intercessione perché tutti
impariamo a vivere secondo uno stile più semplice e
sobrio, nella quotidiana operosità e nel rispetto del
creato, che Dio ha affidato alla nostra custodia.
Dopo
l'Angelus:
Alors que
la solitude est une épreuve pour de nombreuses personnes,
la liturgie nous rappelle aujourd’hui, chers pèlerins
francophones, que Dieu ne nous oublie pas et que nous
avons du prix à ses yeux. Puissions-nous acquérir un
regard capable de discerner sa présence au cœur de notre
vie! Car rechercher le Royaume de Dieu nous libère de la
peur du lendemain et nous ouvre à la confiance et à l’espérance
qui ne déçoit point. Je vous invite à être pour ceux
qui vous entourent les témoins de l’amour de Dieu, plus
tendre que celui d’une mère pour son enfant, et à
prier pour que la justice et le dialogue l’emportent sur
le profit et la violence. A tous, je souhaite un bon
dimanche!
I welcome
all the English-speaking pilgrims and visitors gathered
for this Angelus prayer. In today’s Gospel Jesus
invites us to trust in the provident care of our heavenly
Father and to seek first his Kingdom and its righteousness.
May his words inspire us to see all things in their true
perspective and to live our lives in joyful faith and sure
hope in God’s promises. Upon you and your families I
invoke the Lord’s abundant blessings!
Gerne grüße
ich die Pilger und Gäste aus den Ländern deutscher
Sprache. Zur Grundhaltung des christlichen Lebens gehört
das Vertrauen in Gottes Güte und Vorsehung. Bei aller
notwendigen Sorge um die Dinge des täglichen Lebens darf
das Eigentliche, das Wesentliche nicht aus dem Blick
geraten, nämlich Gott selbst. „Es muß euch zuerst um
das Reich Gottes und seine Gerechtigkeit gehen, dann wird
euch alles andere dazugegeben“ (vgl. Mt 6,33),
sagt uns der Herr im heutigen Evangelium. So wollen wir
uns auch im Alltag der Gegenwart Gottes öffnen. Er hilft
uns, unsere Aufgaben zu meistern, und macht uns bereit,
den Mitmenschen in Not beizustehen. Euch allen wünsche
ich einen gesegneten Sonntag und eine gute Woche.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española presentes
en esta oración mariana, en particular al grupo de
peregrinos de las parroquias de Santa Eulalia y de Santa
Cruz, de la diócesis de Ibiza, acompañados de su Obispo,
así como a los fieles provenientes de la parroquia de San
Miguel Arcángel de Villanueva, de Córdoba. La liturgia
de este día nos exhorta a confiar en la providencia
divina; recordándonos que somos amados por Dios y
asistidos por su auxilio. Os invito a corresponder a dicho
amor, a imitación de la Virgen María, cuya existencia
terrena se mostró siempre bajo el signo de la gratuidad y
de la alabanza, para que así experimentéis la paz
verdadera y la alegría auténtica. Feliz domingo.
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Liturgia
dzisiejszej niedzieli wzywa nas, abyśmy ufali Bożej
Opatrzności i zawierzyli Jej wszystkie nasze troski,
kłopoty i niepokoje o przyszłość. „Starajcie
się naprzód o królestwo Boga i o Jego sprawiedliwość,
a wszystko będzie wam dodane” – mówi Chrystus
(Mt 6, 33). Niech nie gaśnie w nas ta ufność
i niech budzi gotowość do pomocy tym, którzy ją
tracą na skutek trudnych doświadczeń życiowych.
Niech Bóg wam błogosławi.
[Rivolgo
un cordiale saluto ai polacchi. La liturgia della domenica
odierna ci invita ad avere fiducia nella Divina
Provvidenza e ad affidarLe tutte le nostre angosce,
difficoltà e preoccupazioni per il futuro: “Cercate
prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste
cose vi saranno date in aggiunta”. Non si spenga in noi
questa fiducia e susciti in noi la prontezza ad aiutare
coloro che la perdono a causa delle difficili esperienze
di vita. Dio vi benedica!]
Srdečne
pozdravujem slovenských pútnikov, osobitne z Cirkevného
gymnázia Štefana Mišíka zo Spišskej Novej Vsi. Bratia
a sestry, milí mladí, prajem vám, aby púť do Ríma
posilnila vaše puto s Kristom a s jeho Cirkvou. Všetkých
vás žehnám. Pochválený buď Ježiš Kristus!
[Rivolgo
un cordiale saluto ai pellegrini slovacchi,
particolarmente a quelli del Ginnasio Cattolico Štefan Mišík
di Spišská Nová Ves. Fratelli e sorelle, cari giovani,
vi auguro che il pellegrinaggio a Roma approfondisca il
vostro legame con Cristo e con la sua Chiesa. A tutti la
mia benedizione. Sia lodato Gesù Cristo!]
Infine,
saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare la rappresentanza venuta in occasione della
“Giornata per le malattie rare”, con una preghiera
speciale e un augurio per la ricerca in questo campo.
Saluto i fedeli provenienti da Moncalvo e Ivrea, da
Giussano, Cologno al Serio, Modena, Rimini e Cervia,
Incisa Valdarno, Foligno e Spello, dalla diocesi di
Concordia-Pordenone e dalla parrocchia romana di Santa
Francesca Cabrini; i Salesiani Cooperatori di Latina,
l’associazione culturale “L’Ottimista”, il gruppo
“Arcobaleno” di Modena, i ragazzi di Lodi e gli alunni
della scuola “Don Carlo Costamagna” di Busto Arsizio.
A tutti auguro una buona domenica e una buona settimana.
Grazie per la presenza. Buona domenica!
©
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