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Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 30.07.2006
NEL
NOME DI DIO, DEPONETE LE ARMI: ALL’ANGELUS, A CASTEL
GANDOLFO, L’ACCORATO APPELLO DI BENEDETTO XVI PER LA
PACE IN MEDIO ORIENTE. IL PAPA CHIEDE AI FEDELI DI PREGARE
INCESSANTEMENTE PER LA FINE DEL CONFLITTO E INVOCA
L’INTERCESSIONE DI MARIA, REGINA DELLA PACE
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Deporre
subito le armi e impegnarsi, con coraggio, a
costruire la pace: nel suo primo Angelus nella
residenza estiva di Castel Gandolfo, dopo il periodo
di riposo in Valle d’Aosta, Benedetto XVI ha
levato un nuovo vibrante appello per la fine delle
ostilità in Medio Oriente. E’ un appello accorato
quello del Papa, che ribadisce come la via del
dialogo sia l’unica possibile per costruire una
convivenza stabile e durevole tra i popoli.
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L’appello del Papa è stato accolto da un commovente
grido “Pace! Pace!”, scandito dai fedeli raccolti nel
cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Il
servizio di Alessandro Gisotti:
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Nel
nome di Dio, deponete le armi: è il grido di dolore,
l’accorato appello di Benedetto XVI per la pace in Medio
Oriente. Il Papa è vicino alle sofferenze dei popoli
travolti dal conflitto.
Non c’è solo morte e distruzione, constata.
“Nei cuori di molti – rileva con amarezza - sembrano
crescere l’odio e la volontà di vendetta”. “Questi
fatti – avverte il Pontefice - dimostrano chiaramente
che non si può ristabilire la giustizia, creare un ordine
nuovo ed edificare una pace autentica quando si ricorre
allo strumento della violenza”. Quindi, leva un vibrante
appello per la pace:
“Nel
nome di Dio mi rivolgo a tutti i responsabili di questa
spirale di violenza, perché immediatamente si depongano
le armi da ogni parte! Ai Governanti e alle Istituzioni
internazionali chiedo di non risparmiare nessuno sforzo
per ottenere questa necessaria cessazione delle ostilità
e per poter iniziare così a costruire, mediante il
dialogo, una durevole e stabile convivenza di tutti i
popoli del Medio Oriente… (I FEDELI GRIDANO PACE)…
Pace, sì!”.
Il
Papa incoraggia, dunque, gli uomini di buona volontà ad
intensificare l’invio di aiuti umanitari alle
popolazioni provate. E, ancora una volta, chiede ai fedeli
di unirsi in preghiera per la pace:
“Soprattutto
continui ad elevarsi da ogni cuore la fiduciosa preghiera
a Dio buono e misericordioso, affinché conceda la sua
pace a quella regione e al mondo intero”.
E
affida quest’accorata supplica “all’intercessione di
Maria, Madre del Principe della Pace e Regina della Pace,
tanto venerata nei Paesi mediorientali”, dove,
ribadisce, “speriamo di veder presto regnare quella
riconciliazione per la quale il Signore Gesù ha offerto
il suo Sangue prezioso”. Benedetto XVI ricorda così la
via indicata dalla Chiesa per la costruzione della pace
tra i popoli:
“Più
che mai vediamo come sia profetica e, insieme, realista la
voce della Chiesa, quando, di fronte alle guerre e ai
conflitti di ogni genere, indica il cammino della verità,
della giustizia, dell'amore e della libertà, come
indicato dall’immortale Enciclica ‘Pacem in terris’
del Beato Giovanni XXIII. Questo cammino l’umanità deve
anche oggi percorrere per conseguire il desiderato bene
della vera pace”.
Prima
dell’appello per la pace in Medio Oriente, il Papa ha
rivolto parole d’affetto ai fedeli accorsi a Castel
Gandolfo dove, ha affermato, conta di rimanere sino alla
fine dell’estate, con una breve interruzione in
settembre per il viaggio apostolico in Baviera. Il Papa ha
salutato il vescovo di Albano e le autorità civili.
Quindi, rivolgendosi ai pellegrini ha detto che essi
“contribuiscono a far risaltare, anche nell’ambiente
più familiare della residenza estiva, l’orizzonte
ecclesiale universale di questo nostro appuntamento per la
preghiera mariana”.
Al
momento dei saluti, il Pontefice ha ricordato che nei
prossimi giorni la Chiesa farà memoria di alcuni grandi
Santi: domani, sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei
Gesuiti; il 1° agosto, sant’Alfonso Maria de’ Liguori,
fondatore dei Redentoristi; il 4 agosto, san Giovanni
Maria Vianney, Curato d’Ars, patrono dei parroci.
“L’esempio e l’intercessione di questi luminosi
testimoni – è stato l’auspicio del Papa – ci
aiutino a progredire sulla via della santità”.
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LE
PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS
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FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
fratelli e sorelle!
Due
giorni fa, terminato il soggiorno in Valle d’Aosta, sono
venuto direttamente qui a Castel Gandolfo, dove conto di
rimanere sino alla fine dell’estate, con una breve
interruzione in settembre per il viaggio apostolico in
Baviera. Desidero prima di tutto rivolgere il mio
affettuoso saluto alla comunità ecclesiale e civile di
questa bella cittadina, dove vengo sempre molto
volentieri. Ringrazio cordialmente il Vescovo di Albano,
il Parroco e i Sacerdoti, come pure il Sindaco e
l’Amministrazione Comunale e le altre Autorità civili.
Uno speciale pensiero rivolgo alla Direzione ed al
Personale delle Ville Pontificie, come pure alle Forze
dell’ordine, che ringrazio per il loro prezioso
servizio. Saluto inoltre i numerosi pellegrini che, con la
loro calorosa presenza, contribuiscono a far risaltare,
anche nell’ambiente più familiare della residenza
estiva, l’orizzonte ecclesiale universale di questo
nostro appuntamento per la preghiera mariana.
In questo
momento non posso non pensare alla situazione, sempre più
grave e tragica, che sta vivendo il Medio Oriente:
centinaia di morti, moltissimi feriti, una massa ingente
di senzatetto e di sfollati, case, città ed
infrastrutture distrutte, mentre nei cuori di molti
sembrano crescere l’odio e la volontà di vendetta.
Questi fatti dimostrano chiaramente che non si può
ristabilire la giustizia, creare un ordine nuovo ed
edificare una pace autentica quando si ricorre allo
strumento della violenza. Più che mai vediamo come sia
profetica e, insieme, realista la voce della Chiesa,
quando, di fronte alle guerre e ai conflitti di ogni
genere, indica il cammino della verità, della giustizia,
dell'amore e della libertà (cfr Enc. Pacem in terris).
Questo cammino l’umanità deve anche oggi percorrere per
conseguire il desiderato bene della vera pace.
Nel nome
di Dio mi rivolgo a tutti i responsabili di questa spirale
di violenza, perché immediatamente si depongano le armi
da ogni parte! Ai Governanti e alle Istituzioni
internazionali chiedo di non risparmiare nessuno sforzo
per ottenere questa necessaria cessazione delle ostilità
e per poter iniziare così a costruire, mediante il
dialogo, una durevole e stabile convivenza di tutti i
popoli del Medio Oriente. Agli uomini di buona volontà
chiedo di continuare ed intensificare l’invio degli
aiuti umanitari a quelle popolazioni tanto provate e
bisognose. Ma soprattutto continui ad elevarsi da ogni
cuore la fiduciosa preghiera a Dio buono e misericordioso,
affinché conceda la sua pace a quella regione e al mondo
intero. Affidiamo quest’accorata supplica
all’intercessione di Maria, Madre del Principe della
Pace e Regina della Pace, tanto venerata nei Paesi
mediorientali, dove speriamo di veder presto regnare
quella riconciliazione per la quale il Signore Gesù ha
offerto il suo Sangue prezioso.
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