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ANGELUS
DEL 30 NOVEMBRE 2008 |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 30 novembre 2007
La
preghiera di Benedetto XVI all’Angelus per le vittime in
India e in Nigeria di una violenza “crudele e
insensata”. In apertura dell’Avvento il Papa
sottolinea i ritmi frenetici della vita odierna, e ricorda
che Dio ci dona il suo tempo
La
preghiera del Papa all’Angelus per le vittime dei
tragici avvenimenti di sangue in India e in Nigeria. Nella
prima domenica di Avvento, e nella ricorrenza di sant’Andrea,
Benedetto XVI chiede di riflettere sulle ragioni tanta
“insensata violenza”. Il servizio di Roberta
Gisotti.
Un accorato invito a tutti i fedeli in Piazza San
Pietro di unirsi alla preghiera “per le numerose vittime
sia dei brutali attacchi terroristici di Mumbai, in India,
sia degli scontri scoppiati a Jos, in Nigeria, come pure
per feriti e quanti, in qualsiasi modo sono stati
colpiti”. Cosi Benedetto XVI dopo la recita
dell’Angelus
“Diverse sono le cause e le circostanze di quei
tragici avvenimenti, ma comuni devono essere l’orrore e
la deplorazione per l’esplosione di tanta crudele e
insensata violenza. Chiediamo al Signore di toccare il
cuore di coloro che si illudono che questa sia la via per
risolvere i problemi locali o internazionali e sentiamoci
tutti spronati a dare esempio di mitezza e di amore per
costruire una società degna di Dio e dell’uomo”.
E tempo riflessione particolare è l’inizio oggi
dell’Avvento, che apre il nuovo Anno liturgico.
“Questo fatto – ha osservato il Papa - ci invita a
riflettere sulla dimensione del tempo, che esercita sempre
su di noi un grande fascino”.
“Tutti diciamo che “ci manca il tempo”, perché
il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti
frenetico”.
Ma “la Chiesa - ha aggiunto il Santo Padre - ha una
‘buona notizia’ da portare: Dio ci dona il suo
tempo”.
“Noi abbiamo sempre poco tempo; specialmente per
il Signore non sappiamo o, talvolta, non vogliamo
trovarlo. Ebbene, Dio ha tempo per noi! Questa è la prima
cosa che l’inizio di un anno liturgico ci fa riscoprire
con meraviglia sempre nuova. Sì: Dio ci dona il suo
tempo, perché è entrato nella storia con la sua parola e
le sue opere di salvezza, per aprirla all’eterno, per
farla diventare storia di alleanza”.
In questa prospettiva, il tempo è già in se stesso un
segno fondamentale dell’amore di Dio:
“Un dono che l’uomo, come ogni altra cosa, è in
grado di valorizzare o, al contrario, di sciupare; di
cogliere nel suo significato, o di trascurare con ottusa
superficialità”.
Il Papa ha quindi ricordato i tre grandi “i grandi
‘cardini’ del tempo, che scandiscono la storia della
salvezza”: la creazione, l’incarnazione-redenzione e
la venuta finale con il giudizio universale, ma questi tre
momenti - ha spiegato - non sono “in successione
cronologica”. La creazione è sì all’origine di
tutto, ma è anche continua fino alla fine dei tempi. Così
pure l’incarnazione-redenzione, si estende a prima e
dopo la nascita e morte di Gesù. Mentre l’ultima venuta
e il giudizio finale esercitano il loro influsso sulla
condotta degli uomini di ogni epoca. Quanto mai
opportuno - ha sottolineato Benedetto XVI - è quindi
l’appello di Gesù, riproposto con forza in questa prima
domenica di Avvento:
“'Vegliate!' E’ rivolto ai discepoli, ma anche
“a tutti”, perché ciascuno, nell’ora che solo Dio
conosce, sarà chiamato a rendere conto della propria
esistenza."
“Questo comporta – ha ammonito il Santo Padre - un
giusto distacco dai beni terreni, un sincero pentimento
dei propri errori, una carità operosa verso il prossimo e
soprattutto un umile e fiducioso affidamento alle mani di
Dio”.
Dopo la preghiera
mariana il Papa ha reso ancora omaggio alla figura
dell’apostolo Andrea, fratello di Simon Pietro, patrono
del Patriarcato di Costantinopoli, cui “la Chiesa di
Roma – ha detto - si sente legata da un vincolo di
speciale fraternità.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
Iniziamo
oggi, con la prima
Domenica di Avvento, un nuovo Anno liturgico. Questo
fatto ci invita a riflettere sulla dimensione del tempo,
che esercita sempre su di noi un grande fascino.
Sull’esempio di quanto amava fare Gesù, desidererei
tuttavia partire da una constatazione molto concreta:
tutti diciamo che "ci manca il tempo", perché
il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti
frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una
"buona notizia" da portare: Dio ci dona il suo
tempo. Noi abbiamo sempre poco tempo; specialmente per il
Signore non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo.
Ebbene, Dio ha tempo per noi! Questa è la prima
cosa che l’inizio di un anno liturgico ci fa riscoprire
con meraviglia sempre nuova. Sì: Dio ci dona il suo
tempo, perché è entrato nella storia con la sua parola e
le sue opere di salvezza, per aprirla all’eterno, per
farla diventare storia di alleanza. In questa prospettiva,
il tempo è già in se stesso un segno fondamentale
dell’amore di Dio: un dono che l’uomo, come ogni altra
cosa, è in grado di valorizzare o, al contrario, di
sciupare; di cogliere nel suo significato, o di trascurare
con ottusa superficialità.
Tre poi
sono i grandi "cardini" del tempo, che
scandiscono la storia della salvezza: all’inizio la
creazione, al centro l’incarnazione-redenzione e al
termine la "parusia", la venuta finale che
comprende anche il giudizio universale. Questi tre momenti
però non sono da intendersi semplicemente in successione
cronologica. Infatti, la creazione è sì all’origine di
tutto, ma è anche continua e si attua lungo l’intero
arco del divenire cosmico, fino alla fine dei tempi. Così
pure l’incarnazione-redenzione, se è avvenuta in un
determinato momento storico, il periodo del passaggio di
Gesù sulla terra, tuttavia estende il suo raggio
d’azione a tutto il tempo precedente e a tutto quello
seguente. E a loro volta l’ultima venuta e il giudizio
finale, che proprio nella Croce di Cristo hanno avuto un
decisivo anticipo, esercitano il loro influsso sulla
condotta degli uomini di ogni epoca.
Il tempo
liturgico dell’Avvento celebra la venuta di Dio, nei
suoi due momenti: dapprima ci invita a risvegliare
l’attesa del ritorno glorioso di Cristo; quindi,
avvicinandosi il Natale, ci chiama ad accogliere il Verbo
fatto uomo per la nostra salvezza. Ma il Signore viene
continuamente nella nostra vita. Quanto mai opportuno è
quindi l’appello di Gesù, che in questa prima Domenica
ci viene riproposto con forza: "Vegliate!" (Mc
13,33.35.37). E’ rivolto ai discepoli, ma anche "a
tutti", perché ciascuno, nell’ora che solo Dio
conosce, sarà chiamato a rendere conto della propria
esistenza. Questo comporta un giusto distacco dai beni
terreni, un sincero pentimento dei propri errori, una
carità operosa verso il prossimo e soprattutto un umile e
fiducioso affidamento alle mani di Dio, nostro Padre
tenero e misericordioso. Icona dell’Avvento è la
Vergine Maria, la Madre di Gesù. InvochiamoLa perché
aiuti anche noi a diventare un prolungamento di umanità
per il Signore che viene.

Dopo
l'Angelus
Il 30
novembre ricorre la festa dell’Apostolo sant’Andrea,
fratello di Simon Pietro. Entrambi furono dapprima seguaci
di Giovanni il Battista e, dopo il battesimo di Gesù nel
Giordano, divennero suoi discepoli, riconoscendo in Lui il
Messia. Sant’Andrea è patrono del Patriarcato di
Costantinopoli, così che la Chiesa di Roma si sente
legata a quella costantinopolitana da un vincolo di
speciale fraternità. Perciò, secondo la tradizione, in
questa felice circostanza una delegazione della Santa
Sede, guidata dal Cardinale Walter Kasper, Presidente del
Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei
Cristiani, si è recata in visita al Patriarca Ecumenico
Bartolomeo I. Di tutto cuore rivolgo il mio saluto e il
mio augurio a lui e ai fedeli del Patriarcato, invocando
su tutti l’abbondanza delle celesti benedizioni.
Vorrei
invitarvi a unirvi nella preghiera per le numerose vittime
sia dei brutali attacchi terroristici di Mumbai, in India,
sia degli scontri scoppiati a Jos, in Nigeria, come pure
per i feriti e quanti, in qualsiasi modo, sono stati
colpiti. Diverse sono le cause e le circostanze di quei
tragici avvenimenti, ma comuni devono essere l’orrore e
la deplorazione per l’esplosione di tanta crudele e
insensata violenza. Chiediamo al Signore di toccare il
cuore di coloro che si illudono che questa sia la via per
risolvere i problemi locali o internazionali e sentiamoci
tutti spronati a dare esempio di mitezza e di amore per
costruire una società degna di Dio e dell’uomo.
En ce
premier dimanche de l’Avent, je suis heureux de vous
saluer, chers pèlerins de langue française, particulièrement
les membres, présents sur cette place, des Communautés
Catholiques Africaines Francophones d’Italie. Voici
revenu le temps du désir et de l’espérance où Dieu
nous appelle à veiller et à prier ! Puissiez-vous
savoir prendre du temps pour méditer la Parole de Dieu
afin d’en vivre même dans les moments d’épreuves !
Notre prière rejoint, en ces jours, les victimes et les
familles éprouvées par les attentats et les guerres.
Avec ma Bénédiction Apostolique.
I am
happy to greet all the English-speaking pilgrims and
visitors present for this Angelus prayer. I offer a
special welcome to the participants in the Youth Meeting
at the European University of Rome. Today, the First
Sunday of Advent, the Church begins a new liturgical year.
The Gospel invites to be prepared as faithful servants for
the coming of Christ. May Advent be a time of preparation
that leads us to a life centred on our Christian hope. May
God bless you all!
Mit
Freude grüße ich alle Pilger und Besucher aus den Ländern
deutscher Sprache. Jesus Christus kam in die Welt, um uns
Menschen die Liebe Gottes sichtbar zu machen. Er wird
wiederkommen, um sein Liebeswerk an uns und in
Gemeinschaft mit uns zu vollenden. Die Adventszeit lädt
uns ein, mit wachem Herzen das Kommen des Herrn zu
erwarten. Wie es im heutigen Tagesgebet heißt, wollen wir
auf dem Weg der Gerechtigkeit Christus entgegengehen und
uns durch Taten der Liebe auf seine Ankunft vorbereiten.
Der Heilige Geist helfe uns dabei und führe uns durch die
heilige Zeit des Advents.
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española que
participan en esta oración mariana, en particular al
grupo de profesores y alumnos del Colegio Claret, de
Madrid. Deseo recordar el reciente Encuentro
Latinoamericano de Pastoral Penitenciaria promovido por el
Consejo Episcopal Latinoamericano, y aliento a quienes
trabajan en favor de los hombres y mujeres que han perdido
la libertad, pero no la dignidad. También en estos casos
se han de respetar los derechos humanos fundamentales y
buscar una recuperación y reeducación que permita una
reinserción de los encarcelados en la sociedad. Expreso
mi cercanía a ellos, los encomiendo en la oración y los
bendigo, invitándolos a no sentirse solos y a mantener la
esperanza en el Señor, que es perennemente fiel a sus
promesas de salvación y viene a visitar su viña, que Él
mismo ha plantado entre los hombres. Feliz domingo a todos.
Witam
Polaków. Pozdrawiam szczególnie uczestników Rzymskiego
Spotkania Młodych, którzy przybyli z różnych
krajów świata, aby wspólnie szukać w nauczaniu
Jana Pawła II inspiracji i perspektyw na dalsze
owocne życie. Niech w tej pracy nad budowaniem godnej
przyszłości wspiera was opieka Maryi. Wszystkim
tu obecnym niech Bóg błogosławi.
[Do il
benvenuto ai polacchi. Saluto in particolare i
partecipanti all’Incontro Romano dei Giovani, che sono
giunti qui da diversi Paesi per cercare insieme
nell’insegnamento di Giovanni Paolo II le ispirazioni e
le prospettive per una vita fruttuosa. In questo impegno
per la costruzione di un futuro di felicità vi sostenga
la protezione di Maria. Dio benedica tutti i presenti.]
Saluto
infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i fedeli provenienti da Trieste, Medicina,
Praia a Mare, Diamante, Pozzallo e Modica. A tutti auguro
una buona domenica e un Avvento ricco di frutti
spirituali.
©
Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana
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