|
ANGELUS
DEL 30 OTTOBRE 2011 |
Radio
Vaticana, 30 ottobre 2011
Coerenza
tra insegnamenti e condotta: così il Papa, che esprime
vicinanza alle popolazioni di Thailandia e Italia colpite
da alluvioni
◊
“La buona dottrina va accolta, ma rischia di essere
smentita da una condotta incoerente”: sono parole del
Papa che all’Angelus ha parlato di coerenza e verità di
insegnamenti ricordando che Cristo “pratica per primo il
comandamento dell’amore, che insegna a tutti”.
Benedetto XVI, ha rivolto un pensiero a quanti in
Thailandia e in Italia sono stati colpiti in questi giorni
dalle alluvioni e ha invitato tutti a confidare in Maria
per seguire il cammino del Vangelo, ricordando che si
conclude domani il mese del Rosario. Il servizio di Fausta
Speranza.
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
“Legano fardelli pesanti e difficili da portare e li
pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono
muoverli neppure con un dito”: con queste parole di Gesù,
Benedetto XVI, partendo dal Vangelo odierno, ricorda che
Cristo ha rimproverato senza mezzi termini quanti
“dicono ma non fanno”:
“Egli rimprovera gli scribi e i farisei, che
avevano nella comunità un ruolo di maestri, perché la
loro condotta era apertamente in contrasto con
l’insegnamento che proponevano agli altri con rigore”
Non è in discussione l’insegnamento di “una buona
condotta”, spiega il Papa ma c’è il rischio che venga
smentita dall’incoerenza:
“Gesù dice: «Praticate e osservate tutto ciò
che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere» (Mt
23,3). L’atteggiamento di Gesù è esattamente
l’opposto: Egli pratica per primo il comandamento
dell’amore, che insegna a tutti, e può dire che esso è
un peso leggero e soave proprio perché ci aiuta a
portarlo insieme con Lui”.
Benedetto XVI parla di incoerenza e ricorda che Cristo
è “il nostro vero e unico Maestro”: il Figlio di Dio,
il Verbo incarnato – dice - esprime la verità del suo
insegnamento attraverso la fedeltà alla volontà del
Padre, attraverso il dono di se stesso”. Cita San
Bonaventura ricordando che bisogna riconoscere
“l’autentico Maestro” e che ci sono “maestri che
opprimono la libertà altrui in nome della propria autorità”.
Poi chiarisce il posto che l’umiltà negli insegnamenti
di Cristo:
“Gesù condanna fermamente anche la vanagloria e
osserva che operare «per essere ammirati dalla gente»
(Mt 23,5) pone in balia dell’approvazione umana,
insidiando i valori che fondano l’autenticità della
persona.”
“Cari amici, - dice il Papa - il Signore Gesù si è
presentato al mondo come servo, spogliando totalmente se
stesso e abbassandosi fino a dare sulla croce la più
eloquente lezione di umiltà e di amore.” Poi, dopo la
preghiera mariana, il pensiero alle popolazioni colpite da
forti piogge:
“Vorrei esprimere la mia vicinanza alle
popolazioni della Thailandia colpite da gravi inondazioni,
come pure, in Italia, a quelle della Liguria e della
Toscana, recentemente danneggiate dalle conseguenze di
forti piogge. Assicuro per loro la mia preghiera”.
Nei saluti in varie lingue, in francese l’invito a
guardare a Maria per essere sostenuti nel cammino sulla
via del Vangelo: sostenuti nel vivere gli insegnamenti di
Cristo e confortati nelle sofferenze. In inglese,
l’invito a saper “coniugare umiltà e servizio
caritatevole ai fratelli”, ad imitare il perfetto
esempio di Cristo nella vita di ogni giorno.
In tedesco il Papa ribadisce che il Signore è venuto,
non per essere servito ma per servire e che “la vera
dimensione umana si combina con l'atteggiamento di
servizio”.
In lingua spagnola l’invito a comportarsi sempre
“con rettitudine di spirito”; in polacco
un’affermazione forte: uno solo è il Maestro, Cristo,
“per questo i principi morali provenienti dal Padre non
possono essere oggetto di dubbio, di contrattazione, di
discussione”. Con un invito a farci condurre dal Vangelo
“alle opere concrete, nelle quali si manifesta l’amore
che proviene da Dio Padre”. In italiano “un cordiale
saluto alle Religiose Figlie di Cristo Re, insieme con i
collaboratori laici che condividono il loro carisma e la
loro missione”. Un saluto “con affetto i pellegrini di
lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da
Commessaggio, i ragazzi dell’Oratorio di Petosino, il
gruppo di anziani di Brunello e gli alunni della Scuola
“Settanni” di Rutigliano”. A tutti l’augurio di
una buona domenica.
BENEDETTO
XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Domenica, 30 ottobre 2011
Cari
fratelli e sorelle!
Nella
liturgia di questa domenica, l’apostolo Paolo ci invita
ad accostare il Vangelo «non come parola di uomini, ma
come è veramente, quale Parola di Dio» (1 Ts
2,13). In questo modo possiamo accogliere con fede gli
ammonimenti che Gesù rivolge alla nostra coscienza, per
assumere un comportamento conforme ad essi. Nel brano
odierno, Egli rimprovera gli scribi e i farisei, che
avevano nella comunità un ruolo di maestri, perché la
loro condotta era apertamente in contrasto con
l’insegnamento che proponevano agli altri con rigore.
Gesù sottolinea che costoro «dicono e non fanno» (Mt
23,3); anzi, «legano fardelli pesanti e difficili da
portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non
vogliono muoverli neppure con un dito» (Mt 23,4).
La buona dottrina va accolta, ma rischia di essere
smentita da una condotta incoerente. Per questo Gesù
dice: «Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma
non agite secondo le loro opere» (Mt 23,3).
L’atteggiamento di Gesù è esattamente l’opposto:
Egli pratica per primo il comandamento dell’amore, che
insegna a tutti, e può dire che esso è un peso leggero e
soave proprio perché ci aiuta a portarlo insieme con Lui
(cfr Mt 11,29-30).
Pensando
ai maestri che opprimono la libertà altrui in nome della
propria autorità, San Bonaventura indica chi è
l’autentico Maestro, affermando: «Nessuno può
insegnare e nemmeno operare, né raggiungere le verità
conoscibili senza che sia presente il Figlio di Dio» (Sermo
I de Tempore, Dom. XXII post Pentecosten, Opera omnia,
IX, Quaracchi, 1901, 442). «Gesù siede sulla
“cattedra” come il Mosè più grande, che estende
l’Alleanza a tutti i popoli» (Gesù di Nazaret,
Milano 2007, 89). È Lui il nostro vero e unico Maestro!
Siamo, pertanto, chiamati a seguire il Figlio di Dio, il
Verbo incarnato, che esprime la verità del suo
insegnamento attraverso la fedeltà alla volontà del
Padre, attraverso il dono di se stesso. Scrive il beato
Antonio Rosmini: «Il primo maestro forma tutti gli altri
maestri, come pure forma gli stessi discepoli, perché
[sia gli uni che gli altri] esistono soltanto in virtù di
quel primo tacito, ma potentissimo magistero» (Idea della
Sapienza, 82, in: Introduzione alla filosofia, vol.
II, Roma 1934, 143). Gesù condanna fermamente anche la
vanagloria e osserva che operare «per essere ammirati
dalla gente» (Mt 23,5) pone in balia
dell’approvazione umana, insidiando i valori che fondano
l’autenticità della persona.
Cari
amici, il Signore Gesù si è presentato al mondo come
servo, spogliando totalmente se stesso e abbassandosi fino
a dare sulla croce la più eloquente lezione di umiltà e
di amore. Dal suo esempio scaturisce la proposta di vita:
«Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo» (Mt
23,11). Invochiamo l’intercessione di Maria Santissima e
preghiamo, in particolare, per quanti nella comunità
cristiana sono chiamati al ministero dell’insegnamento,
affinché possano sempre testimoniare con le opere le
verità che trasmettono con la parola.
Dopo
l'Angelus
Cari
fratelli e sorelle,
vorrei
esprimere la mia vicinanza alle popolazioni della
Thailandia colpite da gravi inondazioni, come pure, in
Italia, a quelle della Liguria e della Toscana,
recentemente danneggiate dalle conseguenze di forti
piogge. Assicuro per loro la mia preghiera.
Je suis
heureux de saluer ce matin les pèlerins de langue française,
particulièrement la paroisse Saint-Nicolas, de la
Principauté de Monaco. Alors que s’achève le mois du
Rosaire, je vous invite à vous tourner avec confiance
vers la Vierge Marie. À son école, apprenons à connaître
Jésus, son Fils, afin de marcher à sa suite sur les
chemins de l’Évangile. Que la tendresse maternelle de
la Mère du Seigneur apporte à chacun réconfort et
soutien, en particulier aux personnes qui souffrent ou qui
sont dans l’épreuve ! Bon dimanche à tous !
I am
pleased to greet the English-speaking visitors and
pilgrims present. In the Gospel of today’s liturgy,
Christ urges us to combine humility with our charitable
service towards our brothers and sisters. Indeed, may we
always imitate his perfect example of service in our daily
lives. I invoke God’s blessings upon all of you!
Von
Herzen grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher
Sprache. Im heutigen Evangelium verbindet der Herr wahre
menschliche Größe mit der Haltung des Dienens. Der
Dienende macht deutlich, wie wir auf Gottes Liebe
antworten können. Im Dienen öffnen wir unser Herz für
den Herrn, der selbst gekommen ist, nicht um bedient zu
werden, sondern um zu dienen. Zugleich werden wir zu den
Menschen gesandt, um auch ihnen mit unserer Liebe zu
dienen. Gott befähigt uns dazu, daß in allem, was wir
tun, seine Liebe zu uns durchscheinen kann. Bitten wir
darum, Diener Gottes und damit Diener der Menschen sein zu
können. – Dazu schenke der Herr euch allen seinen Segen.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, en
particular a los fieles de la parroquia de Santa María
Magdalena, de La Nou de Gaià. En el Evangelio de este
domingo, el Señor nos exhorta a comportarnos siempre con
rectitud de espíritu, entregándonos de corazón al
servicio de nuestros hermanos como verdaderos hijos de
Dios. Pidamos a la Virgen María, nuestra Madre celestial,
que interceda por nosotros para que, cada vez más unidos
interiormente a Cristo, sepamos dar un testimonio eficaz
de su amor. Feliz domingo.
Saúdo
agora os peregrinos de língua portuguesa, de modo
especial os fiéis brasileiros da Paróquia de São
Cristovão, da Diocese de São João da Boa Vista. Possa
esta visita a Roma confirmar a vossa fé, como os Apóstolos
Pedro e Paulo, na Boa Nova de Jesus Cristo! Por ela,
sabemos que somos filhos no Filho e entramos no seio da
Santíssima Trindade. Desça, sobre vós e vossas famílias,
a minha Bênção Apostólica.
Pozdrawiam
serdecznie wszystkich Polaków. W dzisiejszej Ewangelii słyszymy:
„Jeden jest Ojciec wasz, Ten w niebie i jeden jest wasz
Nauczyciel, Chrystus” (por. Mt 23, 8-9). To On uczy nas
jak żyć miłością Ojca. Dlatego
pochodzące od Ojca zasady moralne Ewangelii, nie mogą
być przedmiotem wątpliwości, przetargów,
dyskusji. Ewangelia wiedzie nas do konkretnych czynów, w
których przejawia się miłość pochodząca
od Boga Ojca. Na ich wypełnianie z serca wam błogosławię.
[Saluto
cordialmente tutti i Polacchi. Nel Vangelo odierno abbiamo
sentito: “Uno solo è il Padre vostro, quello celeste e
uno solo è il vostro Maestro, il Cristo (cfr. Mt
23, 8-9). È Lui che ci insegna come vivere l’amore del
Padre. Per questo i principi morali provenienti dal Padre
non possono essere oggetto di dubbio, di contrattazione,
di discussione. Il Vangelo ci conduca alle opere concrete,
nelle quali si manifesta l’amore che proviene da Dio
Padre. Per questo impegno vi benedico di cuore.]
Rivolgo
un cordiale saluto alle Religiose Figlie di Cristo Re,
insieme con i collaboratori laici che condividono il loro
carisma e la loro missione. Saluto con affetto i
pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli
provenienti da Commessaggio, i ragazzi dell’Oratorio di
Petosino, il gruppo di anziani di Brunello e gli alunni
della Scuola “Settanni” di Rutigliano. A tutti auguro
una buona domenica, una buona settimana. Grazie. Buona
domenica!
©
Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana
|
|