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ANGELUS
(31 DICEMBRE 2006) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
31 dicembre 2006
ALL’ULTIMO
ANGELUS DELL’ANNO, BENEDETTO XVI PREGA PERCHE’ OGNI
FAMIGLIA UMANA SIA MODELLATA SUL PROTOTIPO DI QUELLA DI
NAZARETH, RESISTENDO ALLE FORZE DISGREGATRICI CHE
VORREBBERO MINARNE LA SACRALITA’
La Famiglia di Nazareth è e resta il
“prototipo” di una famiglia socialmente e
spiritualmente viva, nonostante una certa “mentalità
contemporanea” cerchi di disgregarne l’immagine e la
struttura. E’ questo l’insegnamento che Benedetto XVI
affida al cuore dei fedeli nell’ultimo Angelus del 2006,
giorno in cui la Chiesa fa memoria della Sacra Famiglia.
Al termine della preghiera mariana, il Papa ha rivolto
alle migliaia di persone che affollavano Piazza San Pietro
gli auguri per una “serena fine d’anno”. Il servizio
di Alessandro De Carolis.
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“Invochiamo
ora insieme la protezione di Maria Santissima e di san
Giuseppe per ogni famiglia, specialmente per quelle in
difficoltà. Le sostengano perchè sappiano resistere alle
spinte disgregatrici di una certa cultura contemporanea,
che mina le basi stesse dell’istituto familiare. Aiutino
le famiglie cristiane ad essere, in ogni parte del mondo,
immagine viva dell’amore di Dio”.
Le
ultime parole dell’Angelus, con le quali Benedetto XVI
affida con una preghiera al cielo la consapevolezza di una
preoccupante deriva terrena, calano su una scena che la
decorazione natalizia di Piazza San Pietro rende
particolarmente efficace: mentre il Papa indica e
ribadisce la compiuta bellezza della Famiglia di Nazareth,
la folla che lo ascolta circonda il monumentale presepe
della piazza, quasi a far risaltare il concetto centrale
con il quale Benedetto XVI si rivolge alle mamme, ai papà
e ai figli di ogni parte del mondo: lì, nel presepe, da
duemila anni vive un modello che non passa di moda:
“La
santa Famiglia di Nazaret è veramente il ‘prototipo’
di ogni famiglia cristiana che, unita nel Sacramento del
matrimonio e nutrita dalla Parola e dall’Eucaristia, è
chiamata a realizzare la stupenda vocazione e missione di
essere cellula viva non solo della società, ma della
Chiesa, segno e strumento di unità per tutto il genere
umano”.
L’eccellenza del prototipo è di tipo concreto.
La storia che da Betlemme si dipana per tutto l’arco
della sua infanzia e della sua giovinezza mostra Gesù
sottomesso ai genitori, che lo educano – ha sottolineato
il Pontefice - prima di tutto “con il loro esempio”.
Da loro, ha affermato Benedetto XVI, Gesù impara “che
in primo luogo occorre fare la volontà di Dio, e che il
legame spirituale vale più di quello del sangue”. Del
resto nel Vangelo, ha osservato il Papa, “non troviamo
discorsi sulla famiglia, ma un
avvenimento che vale più di ogni parola”:
“Dio
ha voluto
nascere e crescere in una famiglia umana. In questo
modo l’ha consacrata come prima e ordinaria via del suo
incontro con l’umanità. Nella vita trascorsa a Nazaret,
Gesù ha onorato
la Vergine Maria
e il giusto Giuseppe, rimanendo sottomesso alla loro
autorità per tutto il tempo della sua infanzia e
adolescenza. In tal modo ha messo in luce il valore
primario della famiglia nell’educazione della
persona”.
Nei saluti in cinque lingue al termine
dell’Angelus, Benedetto XVI ha ringraziato Dio per
l’anno appena trascorso, ricordando tra l’altro,
parlando in polacco ai pellegrini nella Piazza, il suo
viaggio in Polonia “sulle orme del Servo di Dio Giovanni
Paolo II”. E a tutti, infine, un saluto e un augurio:
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E la fine dell’anno e l’inizio del nuovo
vedranno come di consueto il Papa impegnato nella
celebrazione dei riti tradizionali, a partire dai primi
Vespri della solennità di Maria Madre di Dio e la
successiva recita del Te
Deum di ringraziamento. La cerimonia sarà seguita in
radiocronaca diretta dalla nostra emittente a partire
dalle 18, con commenti in italiano per la zona di Roma,
sull’onda media di 585 kHz e la modulazione di frequenza
di 105 MHz. Al termine, Benedetto XVI si recherà in
Piazza San Pietro per la visita al grande presepe
inaugurato alla vigila di Natale.
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Cari
fratelli e sorelle!
In
quest’ultima domenica dell’anno celebriamo la festa
della Santa Famiglia di Nazaret. Con gioia rivolgo un
saluto a tutte le famiglie del mondo, augurando loro la
pace e l’amore che Gesù ci ha donato, venendo tra noi
nel Natale. Nel Vangelo non troviamo discorsi sulla
famiglia, ma un avvenimento che vale più di ogni
parola: Dio ha voluto nascere e crescere in una
famiglia umana. In questo modo l’ha consacrata come
prima e ordinaria via del suo incontro con l’umanità.
Nella vita trascorsa a Nazaret, Gesù ha onorato la
Vergine Maria e il giusto Giuseppe, rimanendo sottomesso
alla loro autorità per tutto il tempo della sua infanzia
e adolescenza (cfr Lc 2,51-52). In tal modo ha
messo in luce il valore primario della famiglia
nell’educazione della persona. Da Maria e Giuseppe Gesù
è stato introdotto nella comunità religiosa,
frequentando la sinagoga di Nazaret. Con loro ha imparato
a fare il pellegrinaggio a Gerusalemme, come narra il
brano evangelico che l’odierna liturgia propone alla
nostra meditazione. Quando ebbe dodici anni, rimase nel
Tempio, e i suoi genitori impiegarono ben tre giorni per
ritrovarlo. Con quel gesto fece loro comprendere che egli
si doveva "occupare delle cose del Padre suo",
cioè della missione affidatagli da Dio (cfr Lc
2,41-52).
Questo
episodio evangelico rivela la più autentica e profonda
vocazione della famiglia: quella cioè di accompagnare
ogni suo componente nel cammino di scoperta di Dio e del
disegno che Egli ha predisposto nei suoi riguardi. Maria e
Giuseppe hanno educato Gesù prima di tutto con il loro
esempio: nei suoi Genitori, Egli ha conosciuto tutta la
bellezza della fede, dell’amore per Dio e per la sua
Legge, come pure le esigenze della giustizia, che trova
pieno compimento nell’amore (cfr Rm 13,10). Da
loro ha imparato che in primo luogo occorre fare la volontà
di Dio, e che il legame spirituale vale più di quello del
sangue. La santa Famiglia di Nazaret è veramente il
"prototipo" di ogni famiglia cristiana che,
unita nel Sacramento del matrimonio e nutrita dalla Parola
e dall’Eucaristia, è chiamata a realizzare la stupenda
vocazione e missione di essere cellula viva non solo della
società, ma della Chiesa, segno e strumento di unità per
tutto il genere umano.
Invochiamo
ora insieme la protezione di Maria Santissima e di san
Giuseppe per ogni famiglia, specialmente per quelle in
difficoltà. Le sostengano perchè sappiano resistere alle
spinte disgregatrici di una certa cultura contemporanea,
che mina le basi stesse dell’istituto familiare. Aiutino
le famiglie cristiane ad essere, in ogni parte del mondo,
immagine viva dell’amore di Dio.
DOPO
L’ANGELUS
Je vous
accueille avec joie, chers pèlerins francophones réunis
ce matin pour la prière de l’Angelus, en
particulier Monseigneur Jean-Pierre Cattenoz, Archevêque
d’Avignon, accompagné par un groupe de séminaristes.
Au seuil de la nouvelle année, puissiez-vous rendre grâce
pour l’amour dont le Père vous a comblés, et trouver
dans cet amour l’audace nécessaire pour vivre en
authentiques artisans de paix, de justice, de réconciliation
et de fraternité. Avec tous mes vœux d’heureuse et
sainte année pour vous-mêmes et pour toutes les
personnes qui vous sont chères.
On this
joyful Feast of the Holy Family I am happy to welcome all
the English-speaking pilgrims present for today’s Angelus.
In the Holy Family of Nazareth we are given the true model
of a Christian home. Let us resolve to make our own homes
radiate with Christ’s loving harmony and peace. Our
hearts also turn today to all those for whom family life
is marred by sadness, tragedy, or violence. May they be
uplifted by the hope which Jesus brings to each one of us.
Upon all of you and your loved ones I invoke God’s
abundant blessings of joy and peace!
In
dankbarer Rückschau auf Gottes Güte grüße ich euch,
liebe Pilger und Besucher deutscher Sprache, an diesem
letzten Tag des Jahres 2006. Die Kirche feiert heute auch
das Fest der Heiligen Familie. Mögen euch Jesus, Maria
und Josef, die hier in der Krippe auf dem Petersplatz so
schön dargestellt sind, ein Unterpfand der treuen Fürsorge
Gottes sein und euch ermutigen, einander stets mit
Wohlwollen, Zuneigung und christlicher Liebe zu begegnen.
Euch allen wünsche ich einen friedvollen Sonntag und
einen guten Übergang vom alten zum neuen Jahr unter dem
Segen Gottes.
Doy mi
bienvenida a los peregrinos de lengua española que
participan en el rezo del Ángelus, en este domingo
en el que celebramos la Sagrada Familia. Pidamos por todas
las familias del mundo para que en sus hogares se viva y
transmita la fe, siendo así testigos del amor en el mundo.
¡Feliz día del Señor!
Pozdrawiam
wszystkich Polaków. Dziękujemy Bogu za miniony rok i
otrzymane dobro, a szczególnie za pielgrzymkę do
Polski. Wspominam wędrówkę po śladach Sługi
Bożego Jana Pawła II i wasze świadectwo
wiary. Dzisiaj, w niedzielę Świętej Rodziny
modlę się, aby wasze rodziny były godnym
miejscem wychowania dzieci i młodzieży. Niech Bóg
wam błogosławi!
[Saluto
tutti i polacchi. Ringraziamo Dio per l’anno passato e
per ogni bene ricevuto, e particolarmente per il
pellegrinaggio in Polonia. Ricordo l’itinerario sulle
orme del Servo di Dio Giovanni Paolo II e la vostra
testimonianza di fede. Oggi, nella Domenica della Santa
Famiglia, prego perché le vostre famiglie siano un degno
luogo di educazione dei bambini e dei giovani. Dio vi
benedica!]
Saluto
infine tutti i pellegrini di lingua italiana, augurando
una buona domenica ed una serena fine d’anno.
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