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ANGELUS
DEL 31 GENNAIO 2010 |
Radio
Vaticana, 31 gennaio 2010
Il
Papa all'Angelus: carità, via della perfezione. Appello
per Termini Imerese e Portovesme. Preghiera per i malati
di lebbra, la pace in Terra Santa e i giovani nel giorno
di Don Bosco
◊ La
via della perfezione cristiana è la carità, perché
l’essenza di Dio stesso è l’amore: è quanto ha detto
oggi il Papa all’Angelus ai tanti pellegrini presenti in
Piazza San Pietro nonostante la pioggia. Benedetto XVI ha
poi rivolto alcuni appelli: per la tutela dei lavoratori,
citando in particolare Termini Imerese e Portovesme; per i
malati di lebbra, nella giornata a loro dedicata; per la
pace in Terra Santa e - nella memoria liturgica di San
Giovanni Bosco - per i giovani perché accolgano la
chiamata a dare la vita per Gesù. Due giovani
dell’Azione cattolica hanno quindi affiancato il Papa
alla finestra del suo studio privato per liberare le
colombe della pace. Il servizio di Sergio Centofanti:
Il Papa commenta l’inno alla carità di San Paolo,
proposto dalla liturgia odierna, “una delle pagine più
belle del Nuovo Testamento e di tutta la Bibbia” –
afferma – in cui viene mostrata la “via” della
perfezione. Questa “non consiste nel possedere qualità
eccezionali: parlare lingue nuove, conoscere tutti i
misteri, avere una fede prodigiosa o compiere gesti
eroici. Consiste invece nella carità – agape – cioè
nell’amore autentico, quello che Dio ci ha rivelato in
Gesù Cristo”:
“La carità è il dono ‘più grande’, che dà
valore a tutti gli altri, eppure ‘non si vanta, non si
gonfia d’orgoglio’, anzi, ‘si rallegra della verità’
e del bene altrui. Chi ama veramente ‘non cerca il
proprio interesse’, ‘non tiene conto del male
ricevuto’, ‘tutto scusa, tutto crede, tutto spera,
tutto sopporta’ (cfr 1 Cor 13,4-7). Alla fine, quando ci
incontreremo faccia a faccia con Dio, tutti gli altri doni
verranno meno; l’unico che rimarrà in eterno sarà la
carità, perché Dio è amore e noi saremo simili a Lui,
in comunione perfetta con Lui”.
“La carità – ha sottolineato il Papa - è il
distintivo del cristiano. E’ la sintesi di tutta la sua
vita: di ciò che crede e di ciò che fa”. E per questo
– ha ribadito - ha voluto dedicare la sua prima
Enciclica proprio al tema dell’amore: “Deus caritas
est”:
“L’amore è l’essenza di Dio stesso, è il
senso della creazione e della storia, è la luce che dà
bontà e bellezza all’esistenza di ogni uomo. Al tempo
stesso, l’amore è, per così dire, lo ‘stile’ di
Dio e dell’uomo credente, è il comportamento di chi,
rispondendo all’amore di Dio, imposta la propria vita
come dono di sé a Dio e al prossimo. In Gesù Cristo
questi due aspetti formano una perfetta unità: Egli è
l’Amore incarnato”.
Quindi il Papa ha ricordato che oggi si celebra la
memoria di San Giovanni Bosco, patrono dei giovani e come
gli altri santi, vero “inno alla carità”:
“In questo Anno Sacerdotale vorrei invocare la sua
intercessione affinché i sacerdoti siano sempre educatori
e padri dei giovani; e perché, sperimentando questa carità
pastorale, tanti giovani accolgano la chiamata a dare la
vita per Cristo e per il Vangelo. Maria Ausiliatrice,
modello di carità, ci ottenga queste grazie”.
Dopo la preghiera dell’Angelus Benedetto XVI ha
ricordato anche l’odierna Giornata Mondiale dei Malati
di Lebbra e il suo pensiero è andato a padre Damiano de
Veuster, che diede la vita per questi fratelli e sorelle,
e che nello scorso ottobre ha proclamato santo:
“Alla sua celeste protezione affido tutte le
persone che purtroppo ancora oggi soffrono per questa
malattia, come pure gli operatori sanitari e i volontari
che si prodigano perché possa esistere un mondo senza
lebbra. Saluto in particolare l’Associazione Italiana
Amici di Raoul Follereau”.
Si è quindi unito spiritualmente ai tanti cristiani di
ogni parte del mondo che oggi, nella seconda Giornata di
Intercessione per la Pace in Terra Santa pregano per la
riconciliazione nei luoghi di Gesù.
Poi, riferendosi alla crisi economica che sta causando
la perdita di numerosi posti di lavoro, ha auspicato
“grande senso di responsabilità da parte di tutti:
imprenditori, lavoratori, governanti”:
“Penso ad alcune realtà difficili in Italia,
come, ad esempio, Termini Imerese e Portovesme; mi associo
pertanto all’appello della Conferenza Episcopale
Italiana, che ha incoraggiato a fare tutto il possibile
per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando
un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle
famiglie”.
Al termine dell’Angelus due giovani dell’Azione
cattolica ragazzi, che hanno partecipato all’annuale
Carovana della pace, lo hanno raggiunto alla finestra del
suo studio leggendo un breve messaggio e liberando col
Papa le colombe della pace tra gli applausi dei pellegrini
in Piazza San Pietro.
(applausi)
PAROLE
ALL'ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
Nella
liturgia di questa domenica si legge una delle pagine più
belle del Nuovo Testamento e di tutta la Bibbia: il
cosiddetto “inno alla carità” dell’apostolo Paolo (1
Cor 12,31-13,13). Nella sua Prima Lettera ai
Corinzi, dopo aver spiegato, con l’immagine del
corpo, che i diversi doni dello Spirito Santo concorrono
al bene dell’unica Chiesa, Paolo mostra la “via”
della perfezione. Questa – dice – non consiste nel
possedere qualità eccezionali: parlare lingue nuove,
conoscere tutti i misteri, avere una fede prodigiosa o
compiere gesti eroici. Consiste invece nella carità – agape
– cioè nell’amore autentico, quello che Dio ci ha
rivelato in Gesù Cristo. La carità è il dono “più
grande”, che dà valore a tutti gli altri, eppure “non
si vanta, non si gonfia d’orgoglio”, anzi, “si
rallegra della verità” e del bene altrui. Chi ama
veramente “non cerca il proprio interesse”, “non
tiene conto del male ricevuto”, “tutto scusa, tutto
crede, tutto spera, tutto sopporta” (cfr 1 Cor
13,4-7). Alla fine, quando ci incontreremo faccia a faccia
con Dio, tutti gli altri doni verranno meno; l’unico che
rimarrà in eterno sarà la carità, perché Dio è amore
e noi saremo simili a Lui, in comunione perfetta con Lui.
Per ora,
mentre siamo in questo mondo, la carità è il distintivo
del cristiano. E’ la sintesi di tutta la sua vita: di ciò
che crede e di ciò che fa. Per questo, all’inizio del
mio pontificato, ho voluto dedicare la mia prima Enciclica
proprio al tema dell’amore: Deus
caritas est. Come ricorderete, questa Enciclica si
compone di due parti, che corrispondono ai due aspetti
della carità: il suo significato, e quindi la sua
attuazione pratica. L’amore è l’essenza di Dio
stesso, è il senso della creazione e della storia, è la
luce che dà bontà e bellezza all’esistenza di ogni
uomo. Al tempo stesso, l’amore è, per così dire, lo
“stile” di Dio e dell’uomo credente, è il
comportamento di chi, rispondendo all’amore di Dio,
imposta la propria vita come dono di sé a Dio e al
prossimo. In Gesù Cristo questi due aspetti formano una
perfetta unità: Egli è l’Amore incarnato. Questo Amore
ci è rivelato pienamente nel Cristo crocifisso. Fissando
lo sguardo su di Lui, possiamo confessare con l’apostolo
Giovanni: “Noi abbiamo riconosciuto l’amore che Dio ha
per noi e vi abbiamo creduto” (cfr 1 Gv 4,16; Enc.
Deus
caritas est, 1).
Cari
amici, se pensiamo ai Santi, riconosciamo la varietà dei
loro doni spirituali, e anche dei loro caratteri umani. Ma
la vita di ognuno di essi è un inno alla carità, un
cantico vivente all’amore di Dio! Oggi, 31 gennaio,
ricordiamo in particolare san Giovanni Bosco, fondatore
della Famiglia Salesiana e patrono dei giovani. In questo Anno
Sacerdotale vorrei invocare la sua intercessione
affinché i sacerdoti siano sempre educatori e padri dei
giovani; e perché, sperimentando questa carità
pastorale, tanti giovani accolgano la chiamata a dare la
vita per Cristo e per il Vangelo. Maria Ausiliatrice,
modello di carità, ci ottenga queste grazie.

Dopo
l'Angelus:
L’ultima
domenica di gennaio è la Giornata Mondiale dei Malati di
Lebbra. Il pensiero va spontaneamente a Padre Damiano de
Veuster, che diede la vita per questi fratelli e sorelle,
e che nello scorso ottobre ho proclamato santo. Alla sua
celeste protezione affido tutte le persone che purtroppo
ancora oggi soffrono per questa malattia, come pure gli
operatori sanitari e i volontari che si prodigano perché
possa esistere un mondo senza lebbra. Saluto in
particolare l’Associazione Italiana Amici di Raoul
Follereau.
Oggi si
celebra anche la seconda Giornata di Intercessione per la
Pace in Terra Santa. In comunione con il Patriarca Latino
di Gerusalemme e il Custode di Terrasanta, mi unisco
spiritualmente alla preghiera di tanti cristiani di ogni
parte del mondo, mentre saluto di cuore quanti sono qui
convenuti per tale circostanza.
La crisi
economica sta causando la perdita di numerosi posti di
lavoro, e questa situazione richiede grande senso di
responsabilità da parte di tutti: imprenditori,
lavoratori, governanti. Penso ad alcune realtà difficili
in Italia, come, ad esempio, Termini Imerese e Portovesme;
mi associo pertanto all’appello della Conferenza
Episcopale Italiana, che ha incoraggiato a fare tutto il
possibile per tutelare e far crescere l’occupazione,
assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al
sostentamento delle famiglie.
Un
messaggio di pace ci portano anche i ragazzi e le ragazze
dell’Azione Cattolica di Roma. Qui accanto a me ci sono
due di loro, che saluto insieme a tutti gli altri che si
trovano nella Piazza, accompagnati dal Cardinale Vicario,
dai familiari e dagli educatori. Cari ragazzi, vi
ringrazio perché, con la vostra “Carovana della pace”
e col simbolo delle colombe che tra poco faremo volare,
voi date a tutti un segno di speranza. Ora ascoltiamo il
messaggio che avete preparato.
[un
ragazzo legge il messaggio]
Chers pèlerins
francophones, la Parole de Dieu nous convie aujourd’hui
à accueillir avec foi notre vocation chrétienne, car
chacun de nous est appelé à faire fructifier les dons qu’il
a reçus pour bâtir l’Église. En cette Année
Sacerdotale, demandons au Seigneur que sa Parole bouscule
de nombreux jeunes hommes afin qu’ils puissent entendre
son appel à le suivre comme prêtre et y répondre avec générosité.
Que la Vierge Marie, Mère de l’Église, soutienne tous
ceux qui sont engagés dans l’humble et exaltant ministère
sacerdotal ! Bon dimanche et bonne semaine à tous!
I am
happy to greet all the English-speaking pilgrims and
visitors present for this Angelus prayer. In
today’s Liturgy we are reminded that Jesus, like the
prophets who came before him, was not well received in his
homeland and among his relatives and friends. His message
brings great joy but also requires open minds and generous
hearts. Let us ask for the grace and courage to be always
faithful to Jesus in words and deeds. I wish you all a
pleasant stay in Rome and a blessed Sunday!
Ein
herzliches Grüß Gott sage ich den Pilgern und Gästen
deutscher Sprache. Gott hat uns aus Liebe erschaffen und
will, daß wir ihn mit ungeteiltem Herzen anbeten und die
Menschen lieben, wie er sie liebt (vgl. Tagesgebet).
Bitten wir den Herrn, daß wir fähig werden, seiner großen
Liebe zu entsprechen, die alles vollkommen macht und uns
mit der Ewigkeit verbindet. Die Liebe hört niemals auf,
sagt der Apostel Paulus (1 Kor 13,8). Sie ist Maß
und Richtschnur für unser Reden und Handeln, für unser
Glauben und Hoffen. Dann finden wir das wahre Leben in der
Gemeinschaft mit Gott und mit unseren Mitmenschen. Euch
allen wünsche ich einen gesegneten Sonntag und eine gute
Woche.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, en
particular a las Comunidades parroquiales venidas de San
Sebastián de los Reyes, el Puerto de Santa María, Arcos
de la Frontera, San Fernando y Madrid, así como a los
grupos de estudiantes y profesores de Valdelacalzada,
Talavera La Real y del Colegio San Atón, de Badajoz.
Pidamos a la Virgen María que interceda por nosotros para
que, como nos exhorta san Pablo en la liturgia de ese
domingo, sepamos vivir una vida de auténtico amor. De un
amor que se alimenta del encuentro con Cristo en la
Eucaristía y se manifiesta en gestos concretos de atención
y caridad hacia el prójimo. Feliz domingo
Radujem
se što mogu pozdraviti učenike i profesore klasične
gimnazije iz Pazina, u Hrvatskoj. Dragi prijatelji, želim
vam da vaš posjet Rimu bude koristan za vaš studij, i da
hodočašće na grobove apostola Petra i Pavla učvrsti
u vama vjeru i ljubav prema Crkvi. Bog vas blagoslovio!
[Sono
lieto di salutare gli allievi e i professori del Liceo
Classico di Pazin, in Croazia. Cari amici, vi auguro che
la visita a Roma sia proficua per i vostri studi, e che il
pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli Pietro e Paolo
rafforzi in voi la fede e l’amore alla Chiesa. Il
Signore vi benedica!]
Słowa
pozdrowienia kieruję do Polaków. Dzisiaj święty
Paweł przypomina nam, że bezinteresowna miłość
weryfikuje naszą wiarę, czystość
intencji i wartość dokonań. Jest odbiciem
blasku odwiecznej miłości Boga, w którym odsłania
się ostateczny sens naszego życia i działania.
Prośmy Boga o dar takiej miłości dla nas i
dla wszystkich ludzi. Serdecznie wam błogosławię.
[Parole
di saluto rivolgo ai polacchi. Oggi san Paolo ci ricorda
che l’amore disinteressato verifica la nostra fede, la
chiarezza delle intenzioni e il valore delle opere. Esso
è un riflesso dell’eterno amore di Dio, nel quale si
rivela il senso finale della nostra vita e delle nostre
azioni. Chiediamo a Dio il dono di tale amore per noi e
per tutti gli uomini. Vi benedico di cuore.]
Saluto
con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i fedeli di Bari, Taranto, Nettuno e Cecchina.
A tutti auguro una buona domenica. Ed ora con i ragazzi
dell’A.C.R. (A-CI-ERRE) liberiamo le colombe della pace.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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