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ANGELUS (31 OTTOBRE 2005) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Ascolta l'intervista di Amedeo Lomonaco al cardinale Martins sulla sanità
Radio Vaticana, 31.10.2005
GUSTARE
LA GIOIA DI
ESSERE UNA GRANDE FAMIGLIA DEGLI AMICI DI DIO: COSÌ BENEDETTO XVI, STAMANE ALL’ANGELUS, NELL’ODIERNA FESTA DI TUTTI I SANTI, INTIMAMENTE COLLEGATA ALLA CELEBRAZIONE DEI DEFUNTI
Una festa “che ci fa gustare la gioia di far parte della grande famiglia degli amici di Dio”: con queste parole Benedetto XVI ha colto il significato profondo dell’odierna solennità di Tutti i Santi, collegato alla commemorazione dei defunti. Migliaia i pellegrini raccolti anche stamane in piazza San Pietro per recitare l’Angelus insieme al Papa. Il servizio di Roberta Gisotti:
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“Diventare santi significa realizzare pienamente quello che già siamo in quanto elevati, in Cristo Gesù, alla dignità di figli adottivi di Dio”. Infatti “con l’incarnazione del Figlio, la sua morte e risurrezione, Dio ha voluto rinconciliare a Sé l’umanità ed aprirla alla condivisione della stessa sua vita”. “Chi crede in Cristo Figlio di Dio rinasce dall’alto” – ha spiegato il Papa – un “mistero che si attua nel sacramento del Battesimo, dove la vita nuova ricevuta “non è soggetta alla corruzione e al potere della morte”. Morte
che altro non è che “il passaggio terreno alla patria del Cielo, dove il Padre accoglie tutti i suoi figli”. E significativo e appropriato” – ha sottolineato il Santo Padre – è che dopo la festa di Tutti i Santi” si celebri la commemorazione dei defunti.
“La ‘comunione dei santi’, che professiamo nel Credo, è una realtà che si costruisce quaggiù, ma che si manifesterà pienamente quando noi vedremo Dio ‘così come egli è’”.
“E’ la realtà di una famiglia – ha aggiunto Benedetto XVI – legata da profondi vincoli di spirituale solidarietà, che unisce i fedeli defunti a quanti sono pellegrini nel mondo”.
“Un legame misterioso ma reale, alimentato dalla preghiera e dalla partecipazione al sacramento dell’Eucaristia”.
“Nel Corpo mistico di Cristo le anime dei fedeli si incontrano superando la barriera della morte, pregano le une per le altre” . Cosi “si comprende anche la prassi - ha osservato il Papa - di offrire ai defunti preghiere di suffragio, in modo speciale il sacrificio eucaristico”, “che ha aperto ai credenti il passaggio alla vita eterna”.
“Unendomi spiritualmente a quanti si recano nei cimiteri per pregare per i loro defunti, anch’io domani pomeriggio mi raccoglierò in preghiera nelle Grotte Vaticane presso le tombe dei Papi, che fanno corona al sepolcro dell’apostolo Pietro, e naturalmente avrò un ricordo speciale per l’amato Giovanni Paolo II”.
Poi, un auspicio per tutti:
“Cari amici, la tradizionale sosta di questi giorni presso le tombe dei nostri defunti sia un’occasione per pensare senza timore al mistero della morte e coltivare quell’incessante vigilanza che ci prepara ad affrontarlo con serentà”.
Infine dopo la recita dell’Angelus, i saluti in tante lingue di Benedetto XVI alle migliaia di pellegrini, e un indirizzo particolare a quelli italiani:
“In questa festa di Tutti i Santi penso alla bimillenaria storia di santità che ha arricchito l’Italia e prego perché prosegua oggi e sempre”.
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LA VIA CHE TUTTI I CRISTIANI SONO CHIAMATI A SEGUIRE PER ARRIVARE ALLA SANTITÀ: UN ITINERARIO DI FEDE DA PERCORRERE CON UMILTA’, SEMPLICITÀ E APERTURA ALLA PAROLA DI DIO
L’odierna festa di tutti i Santi celebra una moltitudine di discepoli di ogni tempo che hanno ascoltato e messo in pratica il Vangelo dando una profonda testimonianza di amore a Dio e ai fratelli. Una schiera di “campioni della fede” che ci ricorda come anche tutti noi siamo chiamati alla santità, a vivere in pienezza il cristianesimo. Sul significato della santità per i cristiani, ascoltiamo il prefetto della Congregazione
delle cause dei Santi, il cardinale José Saraiva Martins, intervistato da Amedeo Lomonaco:
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(musica)
R. – La santità non è astratta, generica, ma è concreta, vissuta ed esistenziale. La santità non è qualcosa ‘appiccicata’ all’uomo: è la pienezza stessa dell’umanità. Consiste, essenzialmente, nella conformità a Cristo, nella fedeltà al Vangelo. Il Santo è il vero discepolo di Cristo.
D. – Benedetto XVI ha ricordato come il cristianesimo non debba essere considerato un complesso di norme, ma un’esperienza di vita. Oggi, invece, molti cristiani sembrano spaventati: come far capire che la santità è una meta per tutti?
R. – Il Vangelo di Gesù non è un complesso di norme, di regole: assolutamente no! Il Vangelo non è un trattato dottrinale: il Vangelo è la vita di Cristo proposta a tutti gli uomini, alla quale tutti i cristiani, se vogliono meritare il nome di cristiani, devono certamente tendere!
D. – Nelle storie di uomini che divengono beati e poi santi, quale è l’iter della canonizzazione?
R. – Nella prima tappa diocesana si fa una ricerca su tutti i documenti che possono essere utili per farsi un’idea della personalità, della virtù del candidato agli altari. Questa documentazione viene poi trasmessa a Roma e viene esaminata dai vari organi ecclesiali del dicastero. Bisogna tenere presente che qui, nel dicastero, ci sono più di duemila cause in attesa di essere studiate. Prima o poi, tutti arriveranno alla meta finale.
D. – Santi per folgorazione, santi per amore, martiri Santi: come si deve accogliere Gesù?
R. – Con semplicità, con spirito di umiltà e con spirito di apertura alla Parola di Dio che arriva a noi in tanti modi. Questa è la via, l’unica via della santità. E i santi sono modelli in questo: sono molti i Santi, ma una sola è la santità. Se vogliamo, ognuno deve essere Santo a modo suo, secondo il suo proprio modo di essere …
D. – C’è il pericolo che questa festa sia vissuta quasi un po’ per consuetudine, per abitudine: come superare questo rischio?
R. – Certamente, è un problema di catechesi e di pastorale, di formazione dei fedeli. La festa di Ognissanti è la festa di tutti i nostri fratelli nella fede, non soltanto di quelli che sono stati riconosciuti ufficialmente come tali, ma di tutti i cristiani: dei militi ignoti – come diceva Giovanni Paolo II. Il Santo è colui che vive in pieno la sua umanità, come Cristo, del resto …
(musica)
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