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ANGELUS
(4 DICEMBRE 2011) |
Radio
Vaticana, 4 dicembre 2011
Il
pensiero del Papa per migranti e rifugiati: all’Angelus,
con l’appello alla conversione in Avvento
◊
La sobrietà come stile di vita e la conversione del
cuore: al centro delle parole del Papa che all’Angelus,
partendo dall’odierna liturgia, ricorda la figura e
l’esempio di Giovanni Battista nel particolare tempo di
Avvento. Poi il appello forte di Benedetto XVI alla
solidarietà con chi deve abbandonare il proprio Paese,
ricordando che nei prossimi giorni si celebrano i 50 anni
dall’istituzione dell’Organizzazione Mondiale delle
Migrazioni, il 60esimo della Convenzione sullo status di
rifugiati, il 50esimo della Convenzione sulla riduzione
dei casi di apolidìa. Il servizio di Fausta Speranza:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
In tempo di Avvento è particolarmente significativa la
figura ascetica di Giovanni Battista che richiama ai
significati profondi della conversione. Benedetto XVI lo
ricorda sottolineando che “Gesù stesso, una volta, lo
contrappose a coloro che stanno nei palazzi dei re e che
vestono con abiti di lusso”.
“Lo stile di Giovanni Battista dovrebbe richiamare
tutti i cristiani a scegliere la sobrietà come stile di
vita, specialmente in preparazione alla festa del Natale,
in cui il Signore – come direbbe san Paolo – da ricco
che era, si è fatto povero per voi, perché voi
diventaste ricchi per mezzo della sua povertà”.
Giovanni chiama alla conversione, che Benedetto XVI
definisce così:
“Il suo battesimo “è legato a un ardente invito
a un nuovo modo di pensare e di agire, è legato
soprattutto all’annuncio del giudizio di Dio” e della
imminente comparsa del Messia, definito come “colui che
è più forte di me” e che “battezzerà in Spirito
Santo”.
L’appello di Giovanni Battista – sottolinea il Papa
- chiama ad un cambiamento interiore:
“Mentre ci prepariamo al Natale, è importante che
rientriamo in noi stessi e facciamo una verifica sincera
sulla nostra vita. Lasciamoci illuminare da un raggio
della luce che proviene da Betlemme, la luce di Colui che
è “il più Grande” e si è fatto piccolo, “il più
Forte” e si è fatto debole.”
Il Papa ricorda che tutti e quattro gli Evangelisti
descrivono la predicazione di Giovanni Battista facendo
riferimento ad un passo del profeta Isaia: “Una voce
grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate
nella steppa la strada per il nostro Dio»”. Sono
richiami alle Scritture dell’Antico Testamento –
spiega – che “parlano dell’intervento salvifico di
Dio, che esce dalla sua imperscrutabilità per giudicare e
salvare; a Lui bisogna aprire la porta, preparare la
strada”.
Dopo la preghiera dell’Angelus, il Papa, volge lo
sguardo alla realtà di chi deve abbandonare il proprio
Paese e chiede solidarietà:
“Affido al Signore quanti, spesso forzatamente,
debbono lasciare il proprio Paese, o sono privi di
nazionalità. Mentre incoraggio la solidarietà nei loro
confronti, prego per tutti coloro che si prodigano per
proteggere e assistere questi fratelli in situazioni di
emergenza, esponendosi anche a gravi fatiche e
pericoli".
Poi, tra i saluti in varie lingue, l’invito a
prepararsi a Dio che viene:
“…n’ayons pas peur de vivre dans l’espérance.
Dans notre monde traversé par l’incertitude et la
violence, que ce temps de l’Avent…”
In francese l’incoraggiamento a non avere paura di
essere nella speranza vivendo il tempo di Avvento anche se
non mancano le difficoltà in un mondo che il Papa
riconosce essere “di incertezza e violenza”.
“… God-with-us, may find us ready when he comes….”
In inglese la raccomandazione ad essere pronti alla
venuta di Gesù, l’Emmanuele, il Dio con noi.
“Palabra de Dios ilumina las actitudes
espirituales necesarias para acoger la venida del Señor…”.
In spagnolo l’invito all’ascolto della Parola di
Dio che getta luce sull’attitudine spirituale necessaria
ad accogliere Dio.
Poi un saluto ai pellegrini di lingua italiana:
“…in particolare ai fedeli venuti da Foggia,
Mozzagrogna, Cagliari, Carbonia, Agropoli e Chiusano di
San Domenico, come pure alla Corale di Canale di Ceregnano.”
A tutti l’augurio di Buona Domenica.
BENEDETTO
XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
II Domenica di Avvento, 4 dicembre 2011
Cari
fratelli e sorelle!
L’odierna
domenica segna la seconda tappa del Tempo
di Avvento. Questo periodo dell’anno liturgico mette
in risalto le due figure che hanno avuto un ruolo
preminente nella preparazione della venuta storica del
Signore Gesù: la Vergine Maria e san Giovanni Battista.
Proprio su quest’ultimo si concentra il testo odierno
del Vangelo di Marco. Descrive infatti la personalità e
la missione del Precursore di Cristo (cfr Mc 1,2-8).
Incominciando dall’aspetto esterno, Giovanni viene
presentato come una figura molto ascetica: vestito di
pelle di cammello, si nutre di cavallette e miele
selvatico, che trova nel deserto della Giudea (cfr Mc 1,6).
Gesù stesso, una volta, lo contrappose a coloro che
“stanno nei palazzi dei re” e che “vestono con abiti
di lusso” (Mt 11,8). Lo stile di Giovanni
Battista dovrebbe richiamare tutti i cristiani a scegliere
la sobrietà come stile di vita, specialmente in
preparazione alla festa del Natale, in cui il Signore –
come direbbe san Paolo – “da ricco che era, si è
fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per
mezzo della sua povertà” (2 Cor 8,9).
Per
quanto riguarda la missione di Giovanni, essa fu un
appello straordinario alla conversione: il suo battesimo
“è legato a un ardente invito a un nuovo modo di
pensare e di agire, è legato soprattutto all’annuncio
del giudizio di Dio” (Gesù di Nazaret, I,
Milano 2007, p. 34) e della imminente comparsa del Messia,
definito come “colui che è più forte di me” e che
“battezzerà in Spirito Santo” (Mc 1,7.8).
L’appello di Giovanni va dunque oltre e più in
profondità rispetto alla sobrietà dello stile di vita:
chiama ad un cambiamento interiore, a partire dal
riconoscimento e dalla confessione del proprio peccato.
Mentre ci prepariamo al Natale, è importante che
rientriamo in noi stessi e facciamo una verifica sincera
sulla nostra vita. Lasciamoci illuminare da un raggio
della luce che proviene da Betlemme, la luce di Colui che
è “il più Grande” e si è fatto piccolo, “il più
Forte” e si è fatto debole.
Tutti e
quattro gli Evangelisti descrivono la predicazione di
Giovanni Battista facendo riferimento ad un passo del
profeta Isaia: “Una voce grida: «Nel deserto preparate
la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il
nostro Dio»” (Is 40,3). Marco inserisce anche
una citazione di un altro profeta, Malachia, che dice:
“Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli
preparerà la tua via” (Mc 1,2; cfr Mal
3,1). Questi richiami alle Scritture dell’Antico
Testamento “parlano dell’intervento salvifico di Dio,
che esce dalla sua imperscrutabilità per giudicare e
salvare; a Lui bisogna aprire la porta, preparare la
strada” (Gesù di Nazaret, I, p. 35).
Alla
materna intercessione di Maria, Vergine dell’attesa,
affidiamo il nostro cammino incontro al Signore che viene,
mentre proseguiamo il nostro itinerario di Avvento per
preparare nel nostro cuore e nella nostra vita la venuta
dell’Emmanuele, il Dio-con-noi.
Dopo
l'Angelus
Cari
fratelli e sorelle!
Nei
prossimi giorni, a Ginevra e in altre città, si celebrerà
il 50° anniversario dell’istituzione
dell’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni, il 60°
della Convenzione sullo status dei rifugiati ed
il 50° della Convenzione sulla riduzione dei casi di
apolidìa. Affido al Signore quanti, spesso forzatamente,
debbono lasciare il proprio Paese, o sono privi di
nazionalità. Mentre incoraggio la solidarietà nei loro
confronti, prego per tutti coloro che si prodigano per
proteggere e assistere questi fratelli in situazioni di
emergenza, esponendosi anche a gravi fatiche e pericoli.
Chers pèlerins
francophones, la prière de l’Angélus me donne
la joie de vous accueillir. À la suite de Jean-Baptiste,
n’ayons pas peur de vivre dans l’espérance. Dans
notre monde traversé par l’incertitude et la violence,
que ce temps de l’Avent et de l’attente de la venue du
Prince de la Paix, nous donne de méditer la Parole de
Dieu. Évitons de nous endormir et préparons avec détermination
le chemin du Seigneur, source de paix et de joie, d’amour
et d’espérance, qui vient sans cesse consoler son
peuple. Avec la Vierge Marie, soyons les messagers
impatients de l’espérance dont notre monde a tant
besoin ! Bonne et sainte préparation à la fête de Noël
!
I greet
all the English-speaking pilgrims and visitors present at
today’s Angelus. Today we mark the second Sunday of
Advent by a Gospel passage where John the Baptist calls us
to conversion. May we heed his call to repentance and ask
the Lord to forgive us our sins, so that Emmanuel,
God-with-us, may find us ready when he comes. Upon each of
you and your loved ones at home, I invoke God’s abundant
blessings.
Mit
Freude begrüße ich alle deutschsprachigen Pilger und Gäste.
Der Advent ist die Zeit der Erwartung und der Umkehr.
Warten auf das Kommen des Herrn heißt nicht untätig sein,
sondern das Leben neu auf Gott ausrichten: „Bereitet dem
Herrn den Weg“ (Mk 1,3), mahnt uns Johannes der
Täufer heute im Evangelium. Lassen wir den Herrn wirklich
in unser Leben herein, dann können wir mithelfen, daß
Gott in diese Welt kommt, daß schon jetzt „ein neuer
Himmel und eine neue Erde“ sichtbar werden, „in denen
Gerechtigkeit wohnt“ (vgl. 2 Petr 3,13). Der
Herr geleite euch auf seinen Wegen.
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española, en
particular a los fieles de las Parroquias de la Santísima
Trinidad, de Castellón de la Plana, y de la Preciosísima
Sangre, de Valencia. En este segundo domingo de Adviento,
la Palabra de Dios ilumina las actitudes espirituales
necesarias para acoger la venida del Señor. Llama a la
conversión total que endereza el camino extraviado.
Exhorta a creer en el designio de salvación de Dios e
invita a comprometerse en la construcción de su Reino.
Que la Virgen Madre nos obtenga de su Hijo abundantes
gracias en este santo tiempo y nos ayude a ser siempre
fieles en estos propósitos de vida cristiana. Feliz
domingo.
Słowa
pozdrowienia kieruję do Polaków. W drugą
niedzielę Adwentu liturgia Kościoła wzywa
nas: „Przygotujcie drogę Panu, prostujcie ścieżki
dla Niego” (Mk 1,3). Jak słuchacze św.
Jana Chrzciciela, oczekując na przyjście Pana,
uznajmy własny grzech, obudźmy w sobie
pragnienie nawrócenia i otwierajmy serca na obecność
Boga w naszym życiu. Niech wspiera nas Jego łaska
i błogosławieństwo.
[Rivolgo
ai polacchi una parola di saluto. Nella seconda domenica
dell’Avvento la liturgia della Chiesa ci invita:
“preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi
sentieri” (Mc 1,3). Come gli ascoltatori di San Giovanni
Battista riconosciamo il nostro peccato, risvegliamo il
desiderio di conversione e apriamo i cuori alla presenza
di Dio nella nostra vita. Ci sostenga la Sua grazia e
benedizione.]
Rivolgo
infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua
italiana, in particolare ai fedeli venuti da Foggia,
Mozzagrogna, Cagliari, Carbonia, Agropoli e Chiusano di
San Domenico, come pure alla Corale di Canale di Ceregnano.
A tutti auguro una buona domenica. Buona domenica, buona
settimana. Grazie!
©
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