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Radio Vaticana,
4 gennaio 2009
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Appello
del Papa all'Angelus per la fine del conflitto a
Gaza: la guerra e l'odio non sono la soluzione dei
problemi
Il
Papa all'Angelus, oggi in Piazza San Pietro, ha
lanciato un nuovo accorato appello per la fine
delle violenze a Gaza e per la pace in tutta la
Terra Santa. Ha quindi invitato a contemplare il
mistero del Natale di Cristo per trovare un senso
profondo per la propria vita. Il servizio di Sergio
Centofanti.
Benedetto XVI si unisce ai patriarchi e ai capi
delle Chiese cristiane di Gerusalemme che oggi
hanno invitato i fedeli “a pregare per la fine
del conflitto nella striscia di Gaza e implorare
giustizia e pace” per la Terra Santa. Ha
ricordato quindi “le vittime, i feriti, quanti
hanno il cuore spezzato, chi vive nell'angoscia e
nel timore, perché Dio li benedica con la
consolazione, la pazienza e la pace che vengono da
Lui”:
“Le drammatiche notizie che ci giungono da
Gaza mostrano quanto il rifiuto del dialogo porti
a situazioni che gravano indicibilmente sulle
popolazioni ancora una volta vittime dell’odio e
della guerra. La guerra e l’odio non sono la
soluzione dei problemi. Lo conferma anche la
storia più recente. Preghiamo, dunque, affinché
‘il Bambino nella mangiatoia... ispiri le
autorità e i responsabili di entrambi i fronti,
israeliano e palestinese, a un’azione immediata
per porre fine all’attuale tragica situazione’”.
E il Papa all’Angelus ha esortato a
contemplare, “dopo il frastuono dei giorni
scorsi con la corsa all’acquisto dei regali”,
il mistero del Natale di Cristo, “per coglierne
ancor più il significato profondo e
l’importanza per la nostra vita”. Spiegando il
Prologo del Vangelo di San Giovanni ha
sottolineato come l’evangelista sia stato un
“testimone oculare” della “novità inaudita
e umanamente inconcepibile” del Dio che si è
fatto uomo:
“Non è la parola dotta di un rabbino o di
un dottore della legge, ma la testimonianza
appassionata di un umile pescatore che, attratto
giovane da Gesù di Nazareth, nei tre anni di vita
comune con Lui e con gli altri apostoli ne
sperimentò l’amore – tanto da autodefinirsi
“il discepolo che Gesù amava” – lo vide
morire in croce e apparire risorto, e ricevette
poi con gli altri il suo Spirito. Da tutta questa
esperienza, meditata nel suo cuore, Giovanni
trasse un’intima certezza: Gesù è la Sapienza
di Dio incarnata, è la sua Parola eterna fattasi
uomo mortale”.
“Per un vero Israelita, che conosce le sacre
Scritture – ha aggiunto - questo non è un
controsenso, anzi, è il compimento di tutta
l’antica Alleanza: in Gesù Cristo giunge a
pienezza il mistero di un Dio che parla agli
uomini come ad amici, che si rivela a Mosè nella
Legge, ai sapienti e ai profeti”:
“Ogni uomo e ogni donna ha bisogno di
trovare un senso profondo per la propria
esistenza. E per questo non bastano i libri,
nemmeno le sacre Scritture. Il Bambino di Betlemme
ci rivela e ci comunica il vero ‘volto’ di Dio
buono e fedele, che ci ama e non ci abbandona
nemmeno nella morte”.
La prima ad aprire il cuore e a contemplare
“il Verbo che si fece carne” – ha
sottolineato - è stata Maria, la Madre di Gesù:
“Un’umile ragazza di Galilea è
diventata così la ‘sede della Sapienza’! Come
l’apostolo Giovanni, ognuno di noi è invitato
ad ‘accoglierla con sé’ (Gv 19,27), per
conoscere profondamente Gesù e sperimentarne
l’amore fedele e inesauribile. E’ questo il
mio augurio per ognuno di voi, cari fratelli e
sorelle, all’inizio di questo nuovo anno”.
Dopo
l’Angelus il Papa si è rivolto ai partecipanti
al Congresso internazionale su “Sistema
preventivo di Don Bosco e diritti umani”,
organizzato dai Salesiani. “Si tratta di un tema
molto importante – ha detto - perché anche nel
campo dei diritti dell’uomo è decisivo
l’aspetto educativo”. Infine ha salutato i
numerosi seminaristi, venuti da diversi Paesi per
un incontro formativo del Movimento dei Focolari. |
BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Cari
fratelli e sorelle,
la
liturgia ripropone oggi alla nostra meditazione lo stesso
Vangelo proclamato nel giorno di Natale, cioè il Prologo
di San Giovanni. Dopo il frastuono dei giorni scorsi con
la corsa all’acquisto dei regali, la Chiesa ci invita
nuovamente a contemplare il mistero del Natale di Cristo,
per coglierne ancor più il significato profondo e
l’importanza per la nostra vita. Si tratta di un testo
mirabile, che offre una sintesi vertiginosa di tutta la
fede cristiana. Parte dall’alto: "In principio era
il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era
Dio" (Gv 1,1); ed ecco la novità inaudita e
umanamente inconcepibile: "Il Verbo si fece carne e
venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,14a).
Non è una figura retorica, ma un’esperienza vissuta! A
riferirla è Giovanni, testimone oculare: "Noi
abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio
unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità"
(Gv 1,14b). Non è la parola dotta di un rabbino o
di un dottore della legge, ma la testimonianza
appassionata di un umile pescatore che, attratto giovane
da Gesù di Nazareth, nei tre anni di vita comune con Lui
e con gli altri apostoli ne sperimentò l’amore –
tanto da autodefinirsi "il discepolo che Gesù
amava" –, lo vide morire in croce e apparire
risorto, e ricevette poi con gli altri il suo Spirito. Da
tutta questa esperienza, meditata nel suo cuore, Giovanni
trasse un’intima certezza: Gesù è la Sapienza di Dio
incarnata, è la sua Parola eterna fattasi uomo mortale.
Per un
vero Israelita, che conosce le sacre Scritture, questo non
è un controsenso, anzi, è il compimento di tutta
l’antica Alleanza: in Gesù Cristo giunge a pienezza il
mistero di un Dio che parla agli uomini come ad amici, che
si rivela a Mosè nella Legge, ai sapienti e ai profeti.
Conoscendo Gesù, stando con Lui, ascoltando la sua
predicazione e vedendo i segni che Egli compiva, i
discepoli hanno riconosciuto che in Lui si realizzavano
tutte le Scritture. Come affermerà poi un autore
cristiano: "Tutta la divina Scrittura costituisce un
unico libro e quest’unico libro è Cristo, parla di
Cristo e trova in Cristo il suo compimento" (Ugo di
San Vittore, De arca Noe, 2, 8). Ogni uomo e ogni
donna ha bisogno di trovare un senso profondo per la
propria esistenza. E per questo non bastano i libri,
nemmeno le sacre Scritture. Il Bambino di Betlemme ci
rivelar e ci comunica il vero "volto" di Dio
buono e fedele, che ci ama e non ci abbandona nemmeno
nella morte. "Dio, nessuno lo ha mai visto –
conclude il Prologo di Giovanni –: il Figlio
unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che
lo ha rivelato" (Gv 1,18).
La prima
ad aprire il cuore e a contemplare "il Verbo che si
fece carne" è stata Maria, la Madre di Gesù.
Un’umile ragazza di Galilea è diventata così la
"sede della Sapienza"! Come l’apostolo
Giovanni, ognuno di noi è invitato ad "accoglierla
con sé" (Gv 19,27), per conoscere
profondamente Gesù e sperimentarne l’amore fedele e
inesauribile. E’ questo il mio augurio per ognuno di
voi, cari fratelli e sorelle, all’inizio di questo nuovo
anno.
DOPO
L’ANGELUS
I
Patriarchi ed i Capi delle Chiese cristiane di Gerusalemme
oggi, in tutte le Chiese della Terrasanta, invitano i
fedeli a pregare per la fine del conflitto nella striscia
di Gaza e implorare giustizia e pace per la loro terra. Mi
unisco a loro e chiedo anche a voi di fare altrettanto,
ricordando, come essi dicono, "le vittime, i feriti,
quanti hanno il cuore spezzato, chi vive nell'angoscia e
nel timore, perché Dio li benedica con la consolazione,
la pazienza e la pace che vengono da Lui".
Le
drammatiche notizie che ci giungono da Gaza mostrano
quanto il rifiuto del dialogo porti a situazioni che
gravano indicibilmente sulle popolazioni ancora una volta
vittime dell’odio e della guerra.
La guerra
e l’odio non sono la soluzione dei problemi. Lo conferma
anche la storia più recente. Preghiamo, dunque, affinché
"il Bambino nella mangiatoia... ispiri le autorità e
i responsabili di entrambi i fronti, israeliano e
palestinese, a un’azione immediata per porre fine
all’attuale tragica situazione".
Sono
lieto di salutare i partecipanti al Congresso
internazionale su "Sistema preventivo di Don Bosco e
diritti umani", organizzato dai Salesiani. Si tratta
di un tema molto importante, perché anche nel campo dei
diritti dell’uomo è decisivo l’aspetto educativo.
Auguro pertanto un proficuo lavoro ed assicuro la mia
preghiera. Accolgo inoltre con gioia i numerosi
seminaristi, venuti da diversi Paesi per un incontro
formativo del Movimento dei Focolari. Cari giovani,
benedico di cuore il vostro cammino: la Vergine Maria
vegli sempre su di voi.
Je vous
accueille avec joie pour la prière de l’Angélus,
chers pèlerins francophones, en ce premier dimanche de
l’an nouveau. Pendant ce temps privilégié de Noël,
nous sommes invités à contempler en Jésus la Parole
incarnée de Dieu parmi nous, et à témoigner tout au
long de notre vie, avec force et courage, de la douceur de
l’amitié de Dieu pour chacun de nous ! Que l’exemple
de la Vierge Marie nous aide à vivre chaque jour, en
toute vérité, la rencontre avec le Seigneur ! Avec
ma Bénédiction Apostolique.
I
cordially greet all the English-speaking visitors gathered
for this Angelus prayer! In these first days of the
New Year, as the Church celebrates the birth of the
Saviour, let us pray that the peace proclaimed by the
angels at Bethlehem will take ever deeper root in human
hearts, banish all discord and violence, and inspire the
human family to live in harmony and solidarity. Upon you
and your loved ones I invoke the Lord’s abundant
blessings!
Von
Herzen grüße ich die Pilger und Besucher deutscher
Sprache. Der heutige zweite Sonntag nach Weihnachten, der
erste des neuen Jahres, erstrahlt im Glanz des
Geheimnisses der Heiligen Nacht: „Das Wort ist Fleisch
geworden und hat unter uns gewohnt, und wir haben seine
Herrlichkeit gesehen" (Joh 1, 14). In Jesus
Christus ist das ewige Wort Gottes sichtbar erschienen. In
Ihm ist Gott uns Menschen ganz nahe gekommen, um uns mit
der Fülle seiner Gnade zu beschenken. So wollen wir Jesus
Christus aufnehmen. Er gibt die Macht, Kinder Gottes zu
werden, und weist uns den Weg der Wahrheit, des Lichtes
und des Lebens. Der Herr geleite euch heute und alle Tage
dieses Jahres.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española. Queridos
hermanos: como un eco de la fiesta de Navidad contemplamos
hoy de nuevo a Jesucristo, el Verbo de Dios que se ha
hecho carne y vino a habitar entre nosotros. Pidamos a la
Virgen María que interceda por nosotros, para que
acogiendo con fe la Palabra de Dios en nuestro corazón
lleguemos a vivir plenamente como verdaderos hijos de Dios
¡Feliz domingo!
W duchu
radości okresu Bożego Narodzenia i Nowego Roku
pozdrawiam serdecznie Polaków. „Słowo stało
się ciałem i zamieszkało wśród nas. I
oglądaliśmy Jego chwałę… Tym, którzy
Je przyjęli dało moc, by stali się dziećmi
Bożymi" (por. J 1, 14. 12) Jesteśmy
tego świadkami i uczestnikami. Niech Jezus, Wcielone
Słowo Boga, prowadzi was w nowym roku i wam błogosławi.
[Nello
spirito di gioia del periodo natalizio e del Nuovo Anno,
saluto cordialmente i Polacchi. «E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo
contemplato la sua gloria… A quanti lo hanno accolto ha
dato il potere di diventare figli di Dio» (cfr Gv
1,14.12). Di tutto questo siamo testimoni e partecipi. Che
Gesù, il Verbo di Dio incarnato, vi guidi nel nuovo anno
e vi benedica.]
Saluto
con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i fedeli provenienti da Selvazzàno Dentro,
Castel D’Azzàno e Santa Caterina Villarmosa, come pure
le famiglie dell’associazione "Santa Paola
Frassinetti". Con gioia saluto poi i vari gruppi di
ragazzi e ragazze: i neo-cresimati di Piovéne e i
cresimandi di Grandate e Palanzo; i ragazzi di Sondrio e
di Poncarale; e quelli venuti dal Trentino, dal Friuli e
da Verona: siate sempre grandi amici di Gesù! A tutti
auguro una buona domenica.
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