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ANGELUS
DEL 4 OTTOBRE 2009 |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
All'Angelus
la solidarietà del Papa per le vittime dei disastri
naturali in Asia, nel Pacifico e nel messinese. Appello
alla pace per la Guinea
L’apertura
dei lavori sinodali nella Basilica vaticana ha occupato
anche il pensiero rivolto da Benedetto XVI alle molte
migliaia di persone radunatesi a mezzogiorno in Piazza San
Pietro per la preghiera dell’Angelus. Ma a commuovere la
folla sono state soprattutto le parole di cordoglio del
Papa per le vittime e gli scampati ai numerosi disastri
naturali, che a più riprese nei giorni scorsi hanno
colpito vaste zone dell’Asia, oltre alla tragedia
consumatasi in Sicilia nell’area di Messina. Parole
concluse da un appello alla distensione in Guinea, teatro
di sanguinosi scontri interni. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
I confini geografici si dissolvono davanti ai volti in
lacrime di chi è appena scampato a immani castatrofi come
quelle che nelle ultime settimane hanno disseminato di
lutti e di distruzione interi quadranti del pianeta, a
cadenza drammaticamente serrata come quasi mai avvenuto
nella storia. Ed è dunque con un unico, addolorato
abbraccio di solidarietà e preghiera che Benedetto XVI ha
dedicato le parole successive alla recita dell’Angelus
alle vittime che dal Pacifico al sudest asiatico alla zona
siciliana di Messina hanno perso la vita in “violente
calamità naturali”:
“Lo tsunami nelle Isole Samoa e Tonga; il tifone
nelle Filippine, che successivamente ha riguardato anche
Vietnam, Laos e Cambogia; il devastante terremoto in
Indonesia. Queste catastrofi hanno causato gravi perdite
in vite umane, numerosi dispersi e senzatetto e ingenti
danni materiali. Penso, inoltre, a quanti soffrono a causa
delle inondazioni in Sicilia, specialmente nella zona di
Messina. Invito tutti ad unirsi a me nella preghiera per
le vittime e i loro cari. Sono spiritualmente vicino agli
sfollati e a tutte le persone provate, implorando da Dio
sollievo nella loro pena. Faccio appello perché non
manchi a questi fratelli e sorelle la nostra solidarietà
e il sostegno della Comunità internazionale”.
In precedenza, Benedetto XVI aveva spiegato alle
persone in Piazza S. Pietro l’importanza della cerimonia
conclusa poco prima nella Basilica vaticana. Il Sinodo, ha
detto, “costituisce sempre un’intensa esperienza
ecclesiale” e quello appena inaugurato dei vescovi
dell’Africa è importante perché, ha sottolineato,
riguarda un continente di quasi un miliardo di persone, di
“straordinaria ricchezza umana”, che registra il più
alto tasso di natalità al mondo mentre resta purtroppo
segnato da povertà e “pesanti ingiustizie”. Ma il
Pontefice ha voluto anche spiegare alla gente in cosa
differisca una riunione sinodale da qualsiasi altro tipo
di convocazione:
“E’ importante sottolineare che non si tratta di
un convegno di studio, né di un’assemblea
programmatica. Si ascoltano relazioni ed interventi in
aula, ci si confronta nei gruppi, ma tutti sappiamo bene
che i protagonisti non siamo noi: è il Signore, il Suo
Santo Spirito, che guida la Chiesa. La cosa più
importante, per tutti, è ascoltare: ascoltarsi gli uni
con gli altri e, tutti quanti, ascoltare ciò che il
Signore vuole dirci. Per questo, il Sinodo si svolge in un
clima di fede e di preghiera, in religiosa obbedienza alla
Parola di Dio”.
E dell’Africa, dopo la preghiera mariana, Benedetto
XVI ha pure ricordato i conflitti che, attualmente, ha
constatato, “mettono a rischio la pace e la sicurezza”
dei popoli del continente:
“In questi giorni ho seguito con apprensione i
gravi episodi di violenza che hanno scosso la popolazione
della Guinea. Esprimo le mie condoglianze alle famiglie
delle vittime, invito le parti al dialogo, alla
riconciliazione e sono certo che non si risparmieranno gli
sforzi per raggiungere un'equa e giusta soluzione”.
Sabato pomeriggio prossimo, assieme ai Padri sinodali
il Papa guiderà nell’Aula Paolo VI una speciale recita
del Rosario “con l’Africa e per l’Africa”, animata
dai giovani universitari di Roma. Si uniranno alla
preghiera, in collegamento via satellite, gli studenti di
alcuni Paesi africani, che il Pontefice ha esortato a
partecipare numerosi, per affidare a Maria Sede della
Sapienza, ha detto, “il cammino della Chiesa e della
società nel continente africano”. Infine, Benedetto XVI
ha rivolto saluti particolari a vari gruppi, tra quali
quello degli Oblati benedettini riuniti in congresso
mondiale, ai giovani partecipanti alla missione “Gesù
al Centro”, organizzata in questi giorni a Roma dal
Servizio diocesano di pastorale giovanile, e ai
motociclisti impegnati in favore della sicurezza stradale.
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
Stamani,
nella Basilica di San Pietro, ha avuto luogo la
Celebrazione eucaristica di apertura della Seconda
Assemblea Speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi,
durante la quale si è pregato anche in diverse lingue
africane. Il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II
convocò il primo "Sinodo africano" nel 1994,
nella prospettiva dell’anno 2000 e del terzo millennio
cristiano. Egli, che col suo zelo missionario si fece
tante volte pellegrino in terra africana, ha raccolto i
contenuti emersi da quell’assise nell’Esortazione
apostolica Ecclesia in Africa, rilanciando
l’evangelizzazione del Continente. A distanza di
quindici anni, questa nuova Assemblea si pone in continuità
con la prima, per verificare il cammino compiuto,
approfondire alcuni aspetti ed esaminare le sfide più
recenti. Il tema scelto è: "La Chiesa in Africa al
servizio della riconciliazione, della giustizia e della
pace" – accompagnato da una parola di Cristo
rivolta ai discepoli: "Voi siete il sale della terra
… voi siete la luce del mondo" (Mt 5,13.14).
Il Sinodo
costituisce sempre un’intensa esperienza ecclesiale,
un’esperienza di responsabilità pastorale collegiale
nei confronti di un aspetto specifico della vita della
Chiesa, oppure, come in questo caso, di una parte del
Popolo cristiano determinata in base all’area
geografica. Il Papa e i suoi più stretti collaboratori si
riuniscono insieme con i Membri designati
dell’Assemblea, con gli Esperti e gli Uditori, per
approfondire la tematica prescelta. E’ importante
sottolineare che non si tratta di un convegno di studio, né
di un’assemblea programmatica. Si ascoltano relazioni ed
interventi in aula, ci si confronta nei gruppi, ma tutti
sappiamo bene che i protagonisti non siamo noi: è il
Signore, il suo Santo Spirito, che guida la Chiesa. La
cosa più importante, per tutti, è ascoltare: ascoltarsi
gli uni gli altri e, tutti quanti, ascoltare ciò che il
Signore vuole dirci. Per questo, il Sinodo si svolge in un
clima di fede e di preghiera, in religiosa obbedienza alla
Parola di Dio. Al Successore di Pietro spetta convocare e
guidare le Assemblee sinodali, raccogliere quanto emerso
dai lavori ed offrire poi le opportune indicazioni
pastorali.
Cari
amici, l’Africa è un Continente che ha una
straordinaria ricchezza umana. Attualmente, la sua
popolazione ammonta a circa un miliardo di abitanti e il
suo tasso di natalità complessivo è il più alto a
livello mondiale. L’Africa è una terra feconda di vita
umana, ma questa vita è segnata purtroppo da tante povertà
e patisce talora pesanti ingiustizie. La Chiesa è
impegnata a superarle con la forza del Vangelo e la
solidarietà concreta di tante istituzioni ed iniziative
di carità. Preghiamo la Vergine Maria, perché benedica
la II Assemblea sinodale per l’Africa e ottenga pace e
sviluppo per quel grande e amato Continente.
DOPO
L’ANGELUS
Il mio
pensiero va, in questo momento, alle popolazioni del
Pacifico e del Sud Est asiatico, colpite negli ultimi
giorni da violente calamità naturali: lo tsunami
nelle Isole Samoa e Tonga; il tifone nelle Filippine, che
successivamente ha riguardato anche Vietnam, Laos e
Cambogia; il devastante terremoto in Indonesia. Queste
catastrofi hanno causato gravi perdite in vite umane,
numerosi dispersi e senzatetto e ingenti danni materiali.
Penso, inoltre, a quanti soffrono a causa delle
inondazioni in Sicilia, specialmente nella zona di
Messina. Invito tutti ad unirsi a me nella preghiera per
le vittime e i loro cari. Sono spiritualmente vicino agli
sfollati e a tutte le persone provate, implorando da Dio
sollievo nella loro pena. Faccio appello perché non
manchi a questi fratelli e sorelle la nostra solidarietà
e il sostegno della Comunità Internazionale.
Al
termine della preghiera dell’Angelus di questa
particolare domenica, in cui ho aperto la Seconda
Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei Vescovi,
non posso dimenticare i conflitti che, attualmente,
mettono a rischio la pace e la sicurezza dei Popoli del
Continente africano. In questi giorni ho seguito con
apprensione i gravi episodi di violenza che hanno scosso
la popolazione della Guinea. Esprimo le mie condoglianze
alle famiglie delle vittime, invito le parti al dialogo,
alla riconciliazione e sono certo che non si
risparmieranno gli sforzi per raggiungere un'equa e giusta
soluzione.
Nel
pomeriggio di sabato prossimo, 10 ottobre, insieme con i
Padri sinodali, guiderò nell’Aula Paolo VI una speciale
recita del santo Rosario "con l’Africa e per
l’Africa", animata dai giovani universitari di
Roma. Si uniranno alla preghiera, in collegamento via
satellite, gli studenti di alcuni Paesi africani. Cari
giovani universitari, vi attendo numerosi, per affidare a
Maria Sedes Sapientiae il cammino della Chiesa e
della società nel Continente africano.
Je suis
heureux de saluer les pèlerins francophones présents
pour la prière de l’Angélus. Aujourd’hui s’ouvre
la deuxième Assemblée spéciale pour l’Afrique du
Synode des Évêques. Je vous convie à soutenir par votre
prière la réflexion et les travaux des pères synodaux.
Je vous invite également à prier pour ce cher continent
africain que j’ai visité au mois de mars dernier. Que
Dieu le bénisse et lui concède la paix, la réconciliation
et la justice et qu’il donne à l’Église en Afrique
la force et le courage d’être « sel de la
terre » et « lumière du monde »
pour témoigner de la vraie vie en Jésus-Christ. Je
confie ce Synode à l’intercession maternelle de la
Vierge Marie, protectrice de l’Afrique ! Que Dieu
vous bénisse !
I offer a
warm welcome to the English-speaking visitors gathered for
this Angelus prayer. I invite all of you to join me
in praying for the Second Special Assembly of the Synod of
Bishops for Africa, which opened this morning in Saint
Peter’s Basilica. May this great ecclesial event
strengthen the Church in Africa in her witness to the
Gospel of Jesus Christ and in her efforts to promote
reconciliation, justice and peace among its peoples. May
the Synod also help turn the eyes of the world to that
great continent and inspire renewed solidarity with our
African brothers and sisters. As we entrust these prayers
to the intercession of Our Lady, I invoke upon you and
your families God’s blessings of joy and peace!
Ganz
herzlich heiße ich die Pilger und Besucher aus den Ländern
deutscher Sprache willkommen; besonders grüße ich die
Wallfahrer aus Zuoz in der Schweiz. Mit der heiligen Messe
im Petersdom heute vormittag haben wir die Zweite
Sonderversammlung der Bischofssynode für Afrika begonnen.
Das Thema lautet: „Die Kirche in Afrika im Dienst der
Versöhnung, der Gerechtigkeit und des Friedens. Ihr seid
das Salz der Erde. … Ihr seid das Licht der Welt."
Um wirklich Salz der Erde und Licht der Welt zu sein,
brauchen wir die Gnade Gottes. Bitten wir den Herrn, daß
er unsere Glaubensbrüder in Afrika wie auch uns selber
immer mehr zu Boten der Versöhnung, der Hoffnung und des
Friedens mache. Euch allen wünsche ich einen gesegneten
Sonntag.
Saludo
con afecto a los fieles de lengua española presentes en
esta oración mariana, y a aquellos que se unen a la misma
a través de la radio y la televisión. A la luz del
Evangelio de este domingo, os invito a encomendar
fervientemente en vuestra oración a todas las familias,
en particular a las más necesitadas, para que sus
miembros, con la ayuda de la gracia divina, afiancen su
unión en el amor y la comprensión mutua, sin dejarse
vencer por las dificultades de la vida, sino siendo en
todo momento lámparas vivas de fe, esperanza y caridad.
Muchas gracias.
Bardzo
serdecznie pozdrawiam Polaków. Wspominając świętego
Franciszka, szczególnie pozdrawiam dzisiaj wspólnoty
franciszkanów, którzy świętują w Krakowie
osiemsetlecie zatwierdzenia „reguły zakonnej"
i ich charyzmatu. Módlcie się ze mną, by
wiernie trwali w miłości Chrystusa ubogiego,
czystego i posłusznego, niosąc ludziom
ewangeliczną radość. Całej rodzinie
franciszkańskiej i wam wszystkim z serca błogosławię.
[Saluto
cordialmente i Polacchi. Ricordando oggi San Francesco,
saluto in modo particolare le comunità dei francescani
che a Cracovia festeggiano ottocento anni di approvazione
della "regola monastica" e del loro carisma.
Pregate con me affinché essi rimangano fedeli all’amore
di Cristo povero, casto ed obbediente, portando alla gente
la gioia evangelica. Benedico di cuore la famiglia
francescana e voi tutti.]
Saluto
con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare il gruppo di cresimandi provenienti da Torino,
l’associazione Junior Chamber Italiana e i
motociclisti impegnati in favore della sicurezza stradale.
Desidero inoltre assicurare la mia preghiera per la
missione "Gesù al Centro", una proposta dei
giovani ai giovani, che si svolge in questi giorni a Roma
per iniziativa del Servizio diocesano di pastorale
giovanile. Formulo infine un cordiale augurio per il
Secondo Congresso Mondiale degli Oblati Benedettini sul
tema "Le sfide religiose di oggi. La risposta
benedettina", e che vede la partecipazione di Oblati
di tutti i Continenti, come pure per l’odierna Giornata
nazionale per l’abbattimento delle barriere
architettoniche.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
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