|
ANGELUS A COLONIA (4 SETTEMBRE 2005) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana sull'Angelus
Fonte: Radio Vaticana, 4 settembre 2005
ALL’ANGELUS, BENEDETTO XVI RIBADISCE LA CENTRALITA’ DELL’EUCARISTIA NELLA VITA DELLA CHIESA E RICORDA L’AMORE PER CRISTO DI GIOVANNI PAOLO II. DOPO LA RECITA DELLA PREGHIERA MARIANA, IL PAPA RIVOLGE UN PENSIERO COMMOSSO ALLE VITTIME DELL’URAGANO KATRINA E AGLI IRACHENI MORTI NELLA STRAGE DI BAGHDAD, MERCOLEDI’ SCORSO
- Servizio di Alessandro Gisotti -
|

|
Benedetto XVI è vicino alle popolazioni colpite dall’uragano Katrina e alle vittime del terrorismo in Iraq. All’Angelus domenicale, a Castel Gandolfo, dedicato alla centralità del mistero eucaristico e all’amore per Cristo di Papa Wojtyla, il Pontefice annuncia l’impegno del pontificio consiglio “Cor Unum” in favore delle popolazioni degli Stati Uniti, sconvolte dall’uragano. Ma il pensiero del Papa va anche all’afflitto popolo iracheno, a pochi giorni dalla terribile strage di pellegrini sciiti a Baghdad. Il servizio di Alessandro Gisotti: |
************
“L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”: all’Angelus, Benedetto XVI ha riaffermato “la centralità del Sacramento della presenza reale di Cristo nella vita della Chiesa e in quella di ogni cristiano”. Ha ricordato dunque come l’Anno dell’Eucaristia si avvii ormai verso la sua fase conclusiva, in ottobre, con la celebrazione dell’Assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi in Vaticano:
Quest’Anno speciale dedicato al Mistero eucaristico è stato voluto dall’amato Papa Giovanni Paolo II per ridestare nel popolo cristiano la fede, lo stupore e l’amore verso questo grande Sacramento che costituisce il vero tesoro della Chiesa.
Benedetto XVI ha ricordato come la Santa Messa fosse il centro di ogni giornata del suo amato predecessore, quindi con emozione è tornato agli ultimi momenti della vita terrena di Giovanni Paolo II:
Negli ultimi mesi la malattia lo ha assimilato sempre più a Cristo sofferente. Colpisce il pensiero che, nell’ora della morte, egli si sia trovato ad unire l'offerta della propria vita a quella di Cristo nella Messa che veniva celebrata accanto al suo letto. La sua esistenza terrena si è chiusa nell’Ottava di Pasqua, proprio nel cuore di quest’Anno eucaristico, nel quale si è compiuto il passaggio dal suo grande pontificato al mio.
In vista del Sinodo dei vescovi, il Papa ha chiesto perciò a tutta la comunità ecclesiale che si senta coinvolta in questa fase di preparazione all’importante evento. D’altro canto, Benedetto XVI ha evidenziato come anche nella GMG di Colonia siano stati moltissimi i riferimenti al mistero dell’Eucaristia. In particolare, la veglia nella spianata di Marienfeld, culminata nell’adorazione eucaristica. “Una scelta coraggiosa – l’ha definita il Papa – che ha fatto convergere gli sguardi e i cuori dei giovani su Gesù presente nel Santissimo Sacramento”. “Confido – è stato il
richiamo del Pontefice – che, grazie all’impegno di Pastori e fedeli, in ogni comunità sia sempre più assidua e fervida la partecipazione all’Eucaristia”. Il Papa si è soffermato anche sulla figura di san Gregorio Magno, di cui la Chiesa ha celebrato sabato la memoria liturgica. “Quel grande Papa – ha spiegato – diede un contributo di portata storica alla promozione della liturgia nei suoi vari aspetti e, in particolare, alla conveniente celebrazione dell'Eucaristia”. Dopo la recita dell’Angelus, il Papa ha rivolto un pensiero commosso alle vittime dell’uragano Katrina, negli Stati Uniti:
“Desidero assicurare la mia preghiera per i defunti ed i loro familiari, per i feriti e i senzatetto, per gli ammalati, i bambini, gli anziani; benedico quanti sono impegnati nella difficile opera di soccorso e di ricostruzione. Al Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, l’Arcivescovo Paul Josef Cordes, ho dato incarico di recare alle popolazioni colpite la testimonianza della mia solidarietà. E a pochi giorni dalla
strage di sciiti a Baghdad, riuniti per una commemorazione religiosa, il Papa è tornato a rivolgere un’accorata invocazione per la pace in Iraq:
Voglia l’Onnipotente toccare i cuori di tutti, perché finalmente si instauri in quel tribolato Paese un clima di riconciliazione e di reciproca fiducia.
Al termine dell’Angelus, in un clima particolarmente festoso, Benedetto XVI ha salutato i pellegrini giunti a Castelgandolfo. Tra loro partecipanti al corso di formazione permanente per missionari promosso dall’Università Pontificia Salesiana, come pure i giovani del Movimento dei Focolari e ai numerosi gruppi di fedeli provenienti da ogni parte del mondo.
*********
LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS
Cari fratelli e sorelle!
L’Anno dell’Eucaristia si avvia ormai verso la sua fase conclusiva. Si chiuderà, nel prossimo mese di ottobre, con la celebrazione dell’Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi in Vaticano, che avrà come tema: "L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa". Quest’Anno speciale dedicato al Mistero eucaristico è stato voluto dall’amato Papa Giovanni Paolo II per ridestare nel popolo cristiano la fede, lo stupore e l’amore verso questo grande Sacramento che costituisce il vero tesoro della Chiesa. Con quanta devozione egli celebrava la Santa Messa, centro di ogni sua giornata! E quanto tempo trascorreva in
adorante, silenziosa preghiera davanti al Tabernacolo! Negli ultimi mesi la malattia lo ha assimilato sempre più a Cristo sofferente. Colpisce il pensiero che, nell’ora della morte, egli si sia trovato ad unire l'offerta della propria vita a quella di Cristo nella Messa che veniva celebrata accanto al suo letto. La sua esistenza terrena si è chiusa nell’Ottava di Pasqua, proprio nel cuore di quest’Anno eucaristico, nel quale si è compiuto il passaggio dal suo grande pontificato al mio. Con gioia pertanto, fin dall’inizio di questo servizio che il Signore mi ha chiesto, riaffermo la centralità del Sacramento della presenza reale di Cristo nella vita della Chiesa e in quella di ogni cristiano.
In vista dell’Assemblea sinodale di ottobre, i Vescovi che ne saranno membri, stanno esaminando lo "Strumento di lavoro" appositamente approntato. Chiedo però che l’intera Comunità ecclesiale si senta coinvolta in questa fase di preparazione immediata e vi partecipi con la preghiera e la riflessione, valorizzando ogni occasione, evento e incontro. Anche nella recente Giornata Mondiale della Gioventù moltissimi sono stati i riferimenti al mistero dell’Eucaristia. Ripenso, ad esempio, alla suggestiva Veglia di sabato sera, 20 agosto, a Marienfeld, che ha avuto il suo momento culminante nell’adorazione eucaristica: una scelta coraggiosa, che ha
fatto convergere gli sguardi e i cuori dei giovani su Gesù presente nel Santissimo Sacramento. Ricordo inoltre che, durante quelle memorabili giornate, in alcune chiese di Colonia, di Bonn e di Düsseldorf si è tenuta l'adorazione continua, giorno e notte, con la partecipazione di molti giovani, che hanno potuto così scoprire insieme la bellezza della preghiera contemplativa!
Confido che, grazie all’impegno di Pastori e fedeli, in ogni comunità sia sempre più assidua e fervida la partecipazione all’Eucaristia. Vorrei quest’oggi, in particolare, esortare a santificare con gioia il "giorno del Signore", la Domenica, giorno sacro per i cristiani. Mi piace, in questo contesto, ricordare la figura di san Gregorio Magno, di cui abbiamo celebrato ieri la memoria liturgica. Quel grande Papa diede un contributo di portata storica alla promozione della liturgia nei suoi vari aspetti e, in particolare, alla conveniente celebrazione dell'Eucaristia. La sua intercessione, insieme con quella di Maria Santissima, ci aiuti a vivere
in pienezza ogni domenica la gioia della Pasqua e dell’incontro con il Signore risorto.

Dopo l'Angelus:
In questi giorni siamo tutti addolorati per il disastro provocato da un uragano negli Stati Uniti d’America, specialmente a New Orleans. Desidero assicurare la mia preghiera per i defunti ed i loro familiari, per i feriti e i senzatetto, per gli ammalati, i bambini, gli anziani; benedico quanti sono impegnati nella difficile opera di soccorso e di ricostruzione. Al Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, l’Arcivescovo Paul Josef Cordes, ho dato incarico di recare alle popolazioni colpite la testimonianza della mia solidarietà.
Il mio pensiero va anche agli iracheni che mercoledì scorso hanno visto perire, vittime di un inarrestabile movimento di panico, centinaia di loro concittadini – per lo più anziani, donne e bambini – riuniti a Baghdad per una commemorazione religiosa. Voglia l’Onnipotente toccare i cuori di tutti, perché finalmente si instauri in quel tribolato Paese un clima di riconciliazione e di reciproca fiducia.
Fonte: Sala Stampa della Santa Sede, Domenica, 4.09.2005
|
|