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Radio
Vaticana, 5.03.2006
IL
PAPA ALL’ANGELUS IN QUESTA PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA:
PER DIVENTARE DAVVERO LIBERI OCCORRE SUPERARE LA PROVA
DELLA
TENTAZIONE
"Per
realizzare appieno la vita nella libertà occorre superare
la prova che la stessa libertà comporta, cioè la
tentazione": è quanto ha detto stamane il Papa
all’Angelus in questa prima Domenica di Quaresima.
Benedetto XVI ha invitato i fedeli a vivere questo tempo
forte compiendo un’attenta revisione di vita per
proseguire con più coraggio il cammino verso
la Pasqua
di Gesù, “fonte della misericordia”. Ascoltiamo il
servizio di Sergio Centofanti:
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Il
Papa ha dedicato l’Angelus alla Quaresima appena
iniziata, un tempo – ha detto - che “stimola i
cristiani ad impegnarsi in un cammino di preparazione alla
Pasqua”. Riferendosi al Vangelo odierno ha ricordato la
permanenza di Gesù nel deserto, dove il Signore “superò
le tentazioni di satana”:
“Seguendo
il loro Maestro e Signore, anche i cristiani per
affrontare insieme con Lui il combattimento contro lo
spirito del male entrano spiritualmente nel deserto
quaresimale”.
L’immagine
del deserto – ha sottolineato Benedetto XVI - “è una
metafora assai eloquente della condizione umana”. Il
Libro dell’Esodo narra l’esperienza del popolo di
Israele che, uscito dall’Egitto, peregrina nel deserto
del Sinai per quarant’anni prima di giungere alla terra
promessa:
“Durante
quel lungo viaggio, gli ebrei sperimentarono tutta la
forza e l’insistenza del tentatore, che li spingeva a
perdere la fiducia nel Signore e a tornare indietro; ma,
al tempo stesso, grazie alla mediazione di Mosè,
impararono ad ascoltare la voce di Dio, che li chiamava a
diventare il suo popolo santo. Meditando su questa pagina
biblica, comprendiamo che per realizzare appieno la vita
nella libertà occorre superare la prova che la stessa
libertà comporta, cioè la tentazione. Solo liberata
dalla schiavitù della menzogna e del peccato, la persona
umana, grazie all’obbedienza della fede che la apre alla
verità, trova il senso pieno della sua esistenza e
raggiunge la pace, l’amore e la gioia”.
Proprio
per questo – ha aggiunto il Pontefice - “la Quaresima
costituisce un tempo favorevole per un’attenta revisione
di vita nel raccoglimento, nella preghiera e nella
penitenza. Il Papa ha quindi ricordato che da questa sera
inizierà gli Esercizi Spirituali insieme
ai collaboratori della Curia Romana:
“Cari
fratelli e sorelle, mentre vi chiedo di accompagnarmi con
le vostre preghiere, assicuro per voi un ricordo al
Signore perché
la Quaresima
sia per tutti i cristiani un’occasione di conversione e
di più coraggiosa spinta verso la santità”.
Dopo
la preghiera dell’Angelus Benedetto XVI ha ricordato che
sabato prossimo 11 marzo, alle ore 17, nell’Aula Paolo
VI si terrà una veglia mariana organizzata dai giovani
universitari di Roma. Ad essa parteciperanno, grazie ai
collegamenti radio-televisivi, anche numerosi studenti di
altri Paesi europei e dell’Africa:
“Sarà
una propizia occasione per pregare
la Vergine Santa
perché il Vangelo apra nuove vie alla cooperazione tra i
popoli dell’Europa e dell’Africa. Cari
giovani, vi attendo numerosi !″
Il
Papa si è rivolto poi ai pellegrini polacchi dando loro
appuntamento a maggio quando visiterà la loro terra e
“i luoghi del grande e amato Papa Giovanni Paolo II”.
E
infine ha salutato i componenti del tradizionale Corteo
Storico “Terra
Sancti Benedicti” della Diocesi di Montecassino,
che si preparano a celebrare il Transito di San Benedetto,
il prossimo 21 marzo, “nostra comune festa” - ha detto
il Papa improvvisando e riferendosi al nome del Santo
Patrono d’Europa.
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LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
fratelli e sorelle!
Mercoledì
scorso abbiamo iniziato la Quaresima e oggi celebriamo la
prima domenica di questo tempo liturgico, che stimola i
cristiani ad impegnarsi in un cammino di preparazione alla
Pasqua. Quest’oggi, il Vangelo ci ricorda che Gesù,
dopo essere stato battezzato nel fiume Giordano, spinto
dallo Spirito Santo, che si era posato su di Lui
rivelandoLo come il Cristo, si ritirò per quaranta giorni
nel deserto di Giuda, dove superò le tentazioni di satana
(cfr Mc 1,12-13). Seguendo il loro Maestro e
Signore, anche i cristiani per affrontare insieme con Lui
"il combattimento contro lo spirito del male"
entrano spiritualmente nel deserto quaresimale.
L’immagine
del deserto è una metafora assai eloquente della
condizione umana. Il Libro dell’Esodo narra
l’esperienza del popolo di Israele che, uscito
dall’Egitto, peregrinò nel deserto del Sinai per
quarant’anni prima di giungere alla terra promessa.
Durante quel lungo viaggio, gli ebrei sperimentarono tutta
la forza e l’insistenza del tentatore, che li spingeva a
perdere la fiducia nel Signore e a tornare indietro; ma,
al tempo stesso, grazie alla mediazione di Mosè,
impararono ad ascoltare la voce di Dio, che li chiamava a
diventare il suo popolo santo. Meditando su questa pagina
biblica, comprendiamo che per realizzare appieno la vita
nella libertà occorre superare la prova che la stessa
libertà comporta, cioè la tentazione. Solo liberata
dalla schiavitù della menzogna e del peccato, la persona
umana, grazie all’obbedienza della fede che la apre alla
verità, trova il senso pieno della sua esistenza e
raggiunge la pace, l’amore e la gioia.
Proprio
per questo la Quaresima costituisce un tempo favorevole
per un’attenta revisione di vita nel raccoglimento,
nella preghiera e nella penitenza. Gli Esercizi Spirituali
che, com’è tradizione, si terranno da questa sera fino
a sabato prossimo qui, nel Palazzo Apostolico, aiuteranno
me e i miei collaboratori della Curia Romana ad entrare
con maggior consapevolezza in questo caratteristico clima
quaresimale. Cari fratelli e sorelle, mentre vi chiedo di
accompagnarmi con le vostre preghiere, assicuro per voi un
ricordo al Signore perché la Quaresima sia per tutti i
cristiani un’occasione di conversione e di più
coraggiosa spinta verso la santità. Invochiamo per questo
la materna intercessione della Vergine Maria.
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