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ANGELUS
DEL 6 DICEMBRE 2009 |
Il
Papa all’Angelus: la Conferenza Onu sul clima si impegni
per i poveri e le generazioni future. E, nella seconda
domenica d'Avvento, sottolinea che la Chiesa ha
continuamente bisogno di purificarsi
◊ All’Angelus
in Piazza San Pietro, nella seconda domenica di Avvento,
il pensiero del Papa va alla Conferenza dell’Onu sui
cambiamenti climatici, che si aprirà domani a Copenaghen.
Il Papa chiede alla comunità internazionale un impegno
soprattutto in favore dei poveri e delle generazioni
future. Commentando il brano evangelico di oggi, il Papa
ha quindi ribadito la centralità della Parola di Dio
nella storia dell’uomo. Ha inoltre rammentato che il
peccato insidia sempre i membri della Chiesa, che ha
dunque bisogno continuamente di purificarsi. Infine, un
appello per le famiglie numerose. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
“Individuare azioni rispettose della creazione e
promotrici di uno sviluppo solidale, fondato sulla dignità
della persona umana e orientato al bene comune”: è
l’auspicio di Benedetto XVI alla vigilia dell’apertura
della Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici.
All’Angelus, il Papa si rivolge alla comunità
internazionale, affinché affronti concretamente il
fenomeno del riscaldamento globale:
“La salvaguardia del creato postula l’adozione
di stili di vita sobri e responsabili, soprattutto verso i
poveri e le generazioni future. In questa prospettiva, per
garantire pieno successo alla Conferenza, invito tutte le
persone di buona volontà a rispettare le leggi poste da
Dio nella natura e a riscoprire la dimensione morale della
vita umana”.
Prima dell’appello per la Conferenza di Copenaghen,
il Papa si è soffermato sulla liturgia della seconda
domenica d’Avvento che “punta il riflettore su
Giovanni Battista”, il precursore del Messia.
L’evangelista Luca, annota il Pontefice, “traccia con
grande precisione le coordinate spazio-temporali della sua
predicazione”. Un fatto, rileva, che attira la nostra
attenzione:
“Evidentemente l’Evangelista vuole avvertire chi
legge o ascolta che il Vangelo non è una leggenda, ma il
racconto di una storia vera, che Gesù di Nazaret è un
personaggio storico inserito in quel preciso
contesto".
Il secondo elemento degno di nota, ha detto il Papa, è
che, dopo questa ampia introduzione storica, il soggetto
diventa “la Parola di Dio”, presentata come “una
forza che scende dall’alto e si posa su Giovanni il
Battista”. Evento, questo, sul quale il Pontefice ha
offerto la sua riflessione, riprendendo uno scritto di
Sant’Ambrogio di cui domani ricorre la memoria
liturgica:
“La Parola di Dio è il soggetto che muove la
storia, ispira i profeti, prepara la via del Messia,
convoca la Chiesa. Gesù stesso è la Parola divina che si
è fatta carne nel grembo verginale di Maria: in Lui Dio
si è rivelato pienamente, ci ha detto e dato tutto,
aprendoci i tesori della sua verità e della sua
misericordia. Prosegue ancora Sant’Ambrogio nel suo
commento: “Discese dunque la Parola, affinché la terra,
che prima era un deserto, producesse i suoi frutti per
noi”.
Di qui, ha rivolto il pensiero alla Vergine Maria,
"primizia della Chiesa", "giardino di Dio
sulla Terra":
“Ma, mentre Maria è l’Immacolata – così la
celebreremo dopodomani –, la Chiesa ha continuamente
bisogno di purificarsi, perché il peccato insidia tutti i
suoi membri. Nella Chiesa è sempre in atto una lotta tra
il deserto e il giardino, tra il peccato che inaridisce la
terra e la grazia che la irriga perché produca frutti
abbondanti di santità".
Il Papa ha dunque chiesto ai fedeli di pregare, affinché
la Madre del Signore “ci aiuti, in questo tempo di
Avvento”, a “raddrizzare” le nostre vie,
“lasciandoci guidare dalla Parola di Dio”. Al momento
dei saluti ai pellegrini, che hanno gremito Piazza San
Pietro, parlando in francese ha salutato i responsabili
della Comunità Sant’Egidio che stanno riflettendo sulle
questioni legate alla terza età. In polacco, ha
ringraziato quanti in Polonia e all’estero pregano per
la “Chiesa dell’Est che sta rinascendo”. Quindi,
salutando i fedeli italiani ha rivolto un pensiero
speciale all’“Associazione nazionale famiglie
numerose”, che ha per motto “Più bimbi, più
futuro”:
“Cari amici, prego per voi, perché la Provvidenza
vi accompagni sempre in mezzo alle gioie e alle difficoltà,
ed auspico che si sviluppino dovunque efficaci politiche
di sostegno alle famiglie, specialmente a quelle con più
figli”.
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle!
In questa
seconda domenica di Avvento, la liturgia propone il brano
evangelico in cui san Luca, per così dire, prepara la
scena su cui Gesù sta per apparire e iniziare la sua
missione pubblica (cfr Lc 3,1-6). L’Evangelista
punta il riflettore su Giovanni Battista, che del Messia
fu il precursore, e traccia con grande precisione le
coordinate spazio-temporali della sua predicazione. Scrive
Luca: "Nell’anno quindicesimo dell’impero di
Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della
Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo
fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconitide, e
Lisania tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti
Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio
di Zaccaria, nel deserto" (Lc 3,1-2). Due cose
attirano la nostra attenzione. La prima è l’abbondanza
di riferimenti a tutte le autorità politiche e religiose
della Palestina nel 27/28 d.C. Evidentemente
l’Evangelista vuole avvertire chi legge o ascolta che il
Vangelo non è una leggenda, ma il racconto di una storia
vera, che Gesù di Nazaret è un personaggio storico
inserito in quel preciso contesto. Il secondo elemento
degno di nota è che, dopo questa ampia introduzione
storica, il soggetto diventa "la parola di Dio",
presentata come una forza che scende dall’alto e si posa
su Giovanni il Battista.
Domani
ricorrerà la memoria liturgica di sant’Ambrogio, grande
Vescovo di Milano. Attingo da lui un commento a questo
testo evangelico: "Il Figlio di Dio – egli scrive
-, prima di radunare la Chiesa, agisce anzitutto nel suo
umile servo. Perciò dice bene san Luca che la parola di
Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria nel deserto,
perché la Chiesa non ha preso inizio dagli uomini, ma
dalla Parola" (Espos. del Vangelo di Luca 2,
67). Ecco dunque il significato: la Parola di Dio è il
soggetto che muove la storia, ispira i profeti, prepara la
via del Messia, convoca la Chiesa. Gesù stesso è la
Parola divina che si è fatta carne nel grembo verginale
di Maria: in Lui Dio si è rivelato pienamente, ci ha
detto e dato tutto, aprendoci i tesori della sua verità e
della sua misericordia. Prosegue ancora sant’Ambrogio
nel suo commento: "Discese dunque la Parola, affinché
la terra, che prima era un deserto, producesse i suoi
frutti per noi" (ibid.).
Cari
amici, il fiore più bello germogliato dalla parola di Dio
è la Vergine Maria. Lei è la primizia della Chiesa,
giardino di Dio sulla terra. Ma, mentre Maria è
l’Immacolata – così la celebreremo dopodomani –, la
Chiesa ha continuamente bisogno di purificarsi, perché il
peccato insidia tutti i suoi membri. Nella Chiesa è
sempre in atto una lotta tra il deserto e il giardino, tra
il peccato che inaridisce la terra e la grazia che la
irriga perché produca frutti abbondanti di santità.
Preghiamo dunque la Madre del Signore affinché ci aiuti,
in questo tempo di Avvento, a "raddrizzare" le
nostre vie, lasciandoci guidare dalla parola di Dio.
DOPO
L’ANGELUS
Domani si
aprirà, a Copenhagen, la Conferenza dell’ONU sui
cambiamenti climatici, con cui la comunità internazionale
intende contrastare il fenomeno del riscaldamento globale.
Auspico che i lavori aiuteranno ad individuare azioni
rispettose della creazione e promotrici di uno sviluppo
solidale, fondato sulla dignità della persona umana ed
orientato al bene comune. La salvaguardia del creato
postula l’adozione di stili di vita sobri e
responsabili, soprattutto verso i poveri e le generazioni
future. In questa prospettiva, per garantire pieno
successo alla Conferenza, invito tutte le persone di buona
volontà a rispettare le leggi poste da Dio nella natura e
a riscoprire la dimensione morale della vita umana.
J’accueille
avec joie les pèlerins francophones venus pour la prière
de l’Angélus, et je salue particulièrement les
responsables de la Communauté de Saint-Egidio qui réfléchissent
sur des questions relatives au troisième âge. En ce
dimanche nous recevons la mission d’annoncer et de préparer
la venue du Sauveur qui nous invite à quitter notre robe
de tristesse et de misère et à revêtir la parure de la
gloire de Dieu. A la suite de Jean-Baptiste, laissons Dieu
parler à notre cœur. Il nous parle de paix et de justice,
de libération intérieure et de conversion véritable.
Que la Vierge Marie, qui a accueilli la clarté de la lumière
de Dieu, soit pour nous une source de paix, de joie et
d’amour ! Bonne préparation à la fête de Noël !
I greet
all the English-speaking pilgrims and visitors present for
this Angelus. In today’s Gospel we hear the voice of
John the Baptist calling out in the wilderness, "Prepare
the way of the Lord!" May this Advent season be for
us a time of repentance so that, when Christ comes, we may
welcome Him with joy, share in his wisdom and become one
with him. Upon each of you and your loved ones at home, I
invoke God’s abundant blessings!
Ein
herzliches Grüß Gott sage ich den Pilgern und Besuchern
aus den Ländern deutscher Sprache. Der Advent ist eine
Zeit der Umkehr und der Gnade. Dafür steht der Aufruf
Johannes’ des Täufers: „Bereitet dem Herrn den Weg!"
(Lk 3, 4). Was in unserem Leben krumm, uneben
und schief ist, wollen wir vor Gott hintragen. Er macht
alles recht und gerade, wenn wir uns von seiner heilenden
Liebe anrühren lassen und anderen helfen, den Weg zu Gott
zu finden. Dann sind wir bereit für Weihnachten, für
sein Kommen und seine Gemeinschaft mit uns Menschen. Euch
allen wünsche ich einen gesegneten zweiten Adventssonntag.
Doy una
cordial bienvenida a los fieles de lengua española que
participan en esta oración del Ángelus. En el
camino hacia la Navidad, la liturgia de hoy indica la
conversión, la firme esperanza en la misericordia divina
y el corazón justo como el modo de prepararnos a la
venida del Jesús al mundo. Aprendamos de María a
disponernos interiormente para acoger con gozo y grandeza
de espíritu la Navidad. Feliz domingo.
Serdecznie
pozdrawiam Polaków. „Przygotujcie drogę Panu"
(Łk 3, 4). Oto zadanie, które wyznacza nam
Prorok Adwentu, Jan znad Jordanu. Ci, którzy je wypełnią
„ujrzą zbawienie Boże" (Łk 3,
6). W kontekście tego zadania dziękuję
wszystkim, którzy w Polsce i wśród Polonii modlą
się dzisiaj w intencjach odradzającego się
Kościoła na Wschodzie. Dobrej niedzieli, niech Bóg
wam błogosławi.
[Saluto
cordialmente i Polacchi. "Preparate la strada per il
Signore" (Lc 3, 4). Ecco il compito stabilito
per noi dal Profeta dell’Avvento, Giovanni Battista,
presso il fiume Giordano. Coloro che lo realizzeranno
"vedranno la salvezza di Dio" (cfr. Lc 3, 6).
Nel contesto di tale compito, ringrazio tutti per le
preghiere che oggi vengono innalzate in Polonia e
all’estero per la Chiesa dell’Est, che sta rinascendo.
Buona domenica, Dio vi benedica.]
Saluto
con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare l’"Associazione nazionale famiglie
numerose", che ha per motto "Più bimbi, più
futuro". Cari amici, prego per voi, perché la
Provvidenza vi accompagni sempre in mezzo alle gioie e
alle difficoltà, ed auspico che si sviluppino dovunque
efficaci politiche di sostegno alle famiglie, specialmente
a quelle con più figli. Saluto i fedeli provenienti da
Bergamo, Bracciano e Catania, i ragazzi di Petosìno e
quelli di Gràssina, l’Associazione Volontari per la
Cooperazione Internazionale di Cesena e il gruppo dei
"Cercatori del Graal".
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