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Radio
Vaticana, 7 marzo 2010
L'Angelus
del Papa: Dio non vuole il male ma se permette la
sofferenza è per un bene più grande
Il
Papa, dopo la visita in parrocchia, è rientrato in
Vaticano dove a mezzogiorno ha presieduto, dalla finestra
del suo studio privato, la preghiera mariana
dell’Angelus. Riprendendo le letture proposte
dall’odierna liturgia, ha affermato che Dio è buono,
non vuole il male e se permette la sofferenza è per un
bene più grande. Migliaia i pellegrini giunti in Piazza
San Pietro da tutto il mondo per partecipare
all’Angelus. Il servizio di Sergio Centofanti:
Il Papa all’Angelus offre ulteriori spunti di
riflessione sulle letture domenicali. Commentando
l’epifania divina nel roveto ardente, ricorda come Dio
inviti Mosè a prendere coscienza della sua indegnità. Ma
se quella di Mosè è un’esperienza straordinaria,
“Dio – aggiunge - si manifesta in diversi modi anche
nella vita di ciascuno di noi”:
“Per poter riconoscere la sua presenza è però
necessario che ci accostiamo a lui consapevoli della
nostra miseria e con profondo rispetto. Diversamente ci
rendiamo incapaci di incontrarlo e di entrare in comunione
con Lui. Come scrive l’apostolo Paolo, anche questa
vicenda è raccontata per nostro ammonimento: essa ci
ricorda che Dio si rivela non a quanti sono pervasi da
sufficienza e leggerezza, ma a chi è povero ed umile
davanti a Lui”.
Riprende quindi i fatti drammatici raccontati dal
Vangelo odierno, l’uccisione di alcuni Galilei per
ordine di Ponzio Pilato e il crollo di una torre su alcuni
passanti. “Di fronte alla facile conclusione di
considerare il male come effetto della punizione divina
– rileva - Gesù restituisce la vera immagine di Dio,
che è buono e non può volere il male”. Anzi
“mettendo in guardia dal pensare che le sventure siano
l’effetto immediato delle colpe personali di chi le
subisce” invita “a fare una lettura diversa di quei
fatti, collocandoli nella prospettiva della conversione:
“Le sventure, gli eventi luttuosi, non devono
suscitare in noi curiosità o ricerca di presunti
colpevoli, ma devono rappresentare occasioni per
riflettere, per vincere l’illusione di poter vivere
senza Dio, e per rafforzare, con l’aiuto del Signore,
l’impegno di cambiare vita. Di fronte al peccato, Dio si
rivela pieno di misericordia e non manca di richiamare i
peccatori ad evitare il male, a crescere nel suo amore e
ad aiutare concretamente il prossimo in necessità, per
vivere la gioia della grazia e non andare incontro alla
morte eterna”.
“La possibilità di conversione - prosegue il Papa -
esige che impariamo a leggere i fatti della vita nella
prospettiva della fede, animati cioè dal santo timore di
Dio. In presenza di sofferenze e lutti, vera saggezza è
lasciarsi interpellare dalla precarietà
dell’esistenza…”:
“…e leggere la storia umana con gli occhi di
Dio, il quale, volendo sempre e solo il bene dei suoi
figli, per un disegno imperscrutabile del suo amore,
talora permette che siano provati dal dolore per condurli
a un bene più grande”.
Al termine dell’Angelus il Papa si è rivolto ai
pellegrini francesi esprimendo la propria vicinanza a
quanti hanno sofferto a causa della recente tempesta che
ha causato in Francia decine di vittime:
“Que la Vierge Marie aide toutes les familles…”“Che
la Vergine Maria – ha concluso – aiuti tutte le
famiglie, soprattutto quelle che sono nella difficoltà,
perché non disperino mai dell’amore del suo Figlio!”.
ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle,
la
liturgia di questa terza domenica di Quaresima ci presenta
il tema della conversione. Nella prima lettura, tratta dal
Libro dell’Esodo, Mosè, mentre pascola il
gregge, vede un roveto in fiamme, che non si consuma. Si
avvicina per osservare questo prodigio, quando una voce lo
chiama per nome e, invitandolo a prendere coscienza della
sua indegnità, gli comanda di togliersi i sandali, perché
quel luogo è santo. "Io sono il Dio di tuo padre –
gli dice la voce – il Dio di Abramo, il Dio di Isacco,
il Dio di Giacobbe"; e aggiunge: "Io sono Colui
che sono!" (Es 3,6a.14). Dio si manifesta in
diversi modi anche nella vita di ciascuno di noi. Per
poter riconoscere la sua presenza è però necessario che
ci accostiamo a lui consapevoli della nostra miseria e con
profondo rispetto. Diversamente ci rendiamo incapaci di
incontrarlo e di entrare in comunione con Lui. Come scrive
l’apostolo Paolo, anche questa vicenda è raccontata per
nostro ammonimento: essa ci ricorda che Dio si rivela non
a quanti sono pervasi da sufficienza e leggerezza, ma a
chi è povero ed umile davanti a Lui.
Nel brano
del Vangelo odierno, Gesù viene interpellato circa alcuni
fatti luttuosi: l’uccisione, all’interno del tempio,
di alcuni Galilei per ordine di Ponzio Pilato e il crollo
di una torre su alcuni passanti (cfr Lc 13,1-5). Di
fronte alla facile conclusione di considerare il male come
effetto della punizione divina, Gesù restituisce la vera
immagine di Dio, che è buono e non può volere il male, e
mettendo in guardia dal pensare che le sventure siano
l’effetto immediato delle colpe personali di chi le
subisce, afferma: "Credete che quei Galilei fossero
più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale
sorte? No, ma se non vi convertite, perirete tutti allo
stesso modo" (Lc 13,2-3). Gesù invita a fare
una lettura diversa di quei fatti, collocandoli nella
prospettiva della conversione: le sventure, gli eventi
luttuosi, non devono suscitare in noi curiosità o ricerca
di presunti colpevoli, ma devono rappresentare occasioni
per riflettere, per vincere l’illusione di poter vivere
senza Dio, e per rafforzare, con l’aiuto del Signore,
l’impegno di cambiare vita. Di fronte al peccato, Dio si
rivela pieno di misericordia e non manca di richiamare i
peccatori ad evitare il male, a crescere nel suo amore e
ad aiutare concretamente il prossimo in necessità, per
vivere la gioia della grazia e non andare incontro alla
morte eterna. Ma la possibilità di conversione esige che
impariamo a leggere i fatti della vita nella prospettiva
della fede, animati cioè dal santo timore di Dio. In
presenza di sofferenze e lutti, vera saggezza è lasciarsi
interpellare dalla precarietà dell’esistenza e leggere
la storia umana con gli occhi di Dio, il quale, volendo
sempre e solo il bene dei suoi figli, per un disegno
imperscrutabile del suo amore, talora permette che siano
provati dal dolore per condurli a un bene più grande.
Cari
amici, preghiamo Maria Santissima, che ci accompagna
nell’itinerario quaresimale, affinché aiuti ogni
cristiano a ritornare al Signore con tutto il cuore.
Sostenga la nostra decisione ferma di rinunciare al male e
di accettare con fede la volontà di Dio nella nostra
vita.
DOPO
L’ANGELUS
Je suis
heureux de vous accueillir, chers pèlerins francophones,
et de saluer les familles. Ma pensée va tout particulièrement
vers celles qui ont souffert de la récente tempête qui a
touché la France, faisant de nombreuses victimes. Ce
temps de Carême est une période favorable pour vous
tourner vers le Seigneur, parents et enfants, pour lui présenter
vos joies et vos peines, vos espoirs et vos tristesses et
lui demander de vous accompagner chaque jour. Je vous
invite à retrouver le sens de la prière familiale et à
entretenir ainsi une relation d’amitié avec Dieu. Que
la Vierge Marie aide toutes les familles, surtout celles
qui sont dans la difficulté, à ne jamais désespérer de
l’amour de son Fils ! A tous bon dimanche et bon
Carême !
I greet
all the English-speaking pilgrims and visitors present for
today’s Angelus, especially a group of visitors
from Boston, in the United States. The readings of
today’s liturgy invite all of us to embrace conversion,
and to be humble in allowing the Lord to prepare us to
bear more fruit. Our cooperation with the Lord often
demands great sacrifice, but the fruit which that
conversion bears always leads to freedom and joy. May we
experience these great gifts of God! Upon each of you and
your loved ones at home, I invoke God’s abundant
blessings.
Von
Herzen grüße ich alle Brüder und Schwestern deutscher
Sprache und insbesondere die Teilnehmer der
Siebenkirchenwallfahrt des Collegium Germanicum et
Hungaricum. Im Evangelium dieses Sonntags hören wir
von einem Feigenbaum im Weinberg des Herrn, der keine
Frucht bringt. Der erste Gedanke wäre, ihn umzuhauen und
zu Kleinholz zu machen. Aber der Weingärtner bittet den
Besitzer um Aufschub und erklärt sich selbst bereit,
alles zu tun, damit Besserung eintritt und der Baum doch
noch Frucht bringen kann. So bietet uns auch diese
Fastenzeit eine Chance, äußere Krusten aufzubrechen und
unser Herz Gott und dem Nächsten zu öffnen. Der Herr
segne euch und eure Familien!
Saludo
cordialmente a los peregrinos de lengua española que
participan en esta oración mariana. La Cuaresma es una
ocasión propicia para renunciar al egoísmo y la
superficialidad, para elevar fervientes plegarias al Señor,
intensificar la escucha de su Palabra, participar más
dignamente en los Sacramentos e incrementar las obras de
misericordia y caridad hacia todos los que sufren. Que la
Virgen María ayude con su materna intercesión al pueblo
cristiano en este tiempo santo a seguir con mayor
fidelidad a su Hijo Jesucristo, que espera siempre frutos
de conversión y de santidad de vida. Feliz domingo.
Saúdo
cordialmente a todos os peregrinos de língua portuguesa,
de modo particular aos fiéis paroquianos de Santo António
de Nova Oeiras, no Patriarcado de Lisboa, desejando que
esta vinda a Roma vos confirme na fé e na necessidade de
a transmitir aos outros, porque é dando a fé que ela se
fortalece. A Santíssima Virgem guie maternalmente os
vossos passos. Acompanho estes votos, com a minha Bênção
Apostólica.
"Pan
jest łaskawy, pełen miłosierdzia" –
te słowa z dzisiejszej liturgii kieruję do Polaków.
Jest to przesłanie nadziei dla wszystkich, którzy doświadczają
słabości i grzechu, ale szczerze pragną
nawrócenia i dążą do życia w
zjednoczeniu z Bogiem. Niech to orędzie towarzyszy
wielkopostnym wyrzeczeniom, modlitwom i dziełom
bratniej miłości. Niech Bóg wam błogosławi!
["Il
Signore è benevolo, pieno di misericordia" (Ritornello
al Salmo responsoriale secondo il Lezionario polacco)
– con queste parole della liturgia odierna mi rivolgo ai
polacchi. E’ questo un messaggio di speranza per tutti
coloro che sperimentano la debolezza e il peccato, ma
sinceramente desiderano la conversione e tendono alla vita
in unione con Dio. Questo messaggio accompagni le rinunce
quaresimali, le preghiere e le opere della carità
fraterna. Dio vi benedica!]
Infine,
saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i ragazzi provenienti dalle Diocesi di Milano
e di Lodi, che si preparano alla loro professione di fede;
i cresimandi di Crotone e di Sabbio di Dalmine; i fedeli
di Padova e il gruppo della Polizia Municipale di Agropoli,
gli alunni della Scuola "Alessandro Carrisi" di
Trepuzzi e i ragazzi siriaci-assiri presenti. A tutti
auguro una buona domenica.
©
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