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ANGELUS
DEL 7 FEBBRAIO 2010 |
Radio
Vaticana, 7 febbraio 2010
Benedetto
XVI richiama, nell’odierna Giornata per la Vita, il
dramma della crisi economica che colpisce i più deboli e
indifesi
“Nessuno
è padrone della propria vita” e “tutti siamo chiamati
a custodirla e rispettarla”. Benedetto XVI
all’Angelus, nell’odierna Giornata per la Vita, ha
richiamato ancora una volta il dramma della crisi
economica che colpisce i più deboli e indifesi,
auspicando maggiore impegno per uno “sviluppo umano
integrale”. Il servizio di Roberta Gisotti.
“La forza della vita, una sfida per la povertà”:
“mi associo volentieri” - ha detto il Papa - al
messaggio scelto dai vescovi italiani per la Giornata
nazionale della Vita. “Nell’attuale periodo di
difficoltà economica – ha infatti spiegato - diventano
ancora più drammatici quei meccanismi che, producendo
povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono
e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e
indifesi.
“Tale situazione, pertanto, impegna a promuovere
uno sviluppo umano integrale per superare l’indigenza e
il bisogno, e soprattutto ricorda che il fine dell’uomo
non è il benessere, ma Dio stesso e che l’esistenza
umana va difesa e favorita in ogni suo stadio. Nessuno,
infatti, è padrone della propria vita, ma tutti siamo
chiamati a custodirla e rispettarla, dal momento del
concepimento fino al suo spegnersi naturale”.
Giornata – ha ricordato Benedetto XVI - che nella
Diocesi di Roma si prolunga nella “settimana della vita
e della famiglia”.
Auguro la buona riuscita di questa iniziativa ed
incoraggio l’attività dei consultòri, delle
associazioni e dei movimenti, come pure dei docenti
universitari, impegnati a sostegno della vita e della
famiglia”.
Ispirata dalla liturgia odierna la catechesi del Santo
Padre, che prima di recitare l’Angelus si è soffermato
sulla chiamata divina di Isaia, sulla pesca miracolosa cui
assiste Simon Pietro e sulla coscienza di Paolo di essere
indegno al cospetto di Dio, sottolineando la loro
testimonianza di umiltà.
“In queste tre esperienze vediamo come
l’incontro autentico con Dio porti l’uomo a
riconoscere la propria povertà e inadeguatezza, il
proprio limite e il proprio peccato. Ma, nonostante questa
fragilità, il Signore, ricco di misericordia e di
perdono, trasforma la vita dell’uomo e lo chiama a
seguirlo.”
Quindi l’esortazione del Papa a
“non concentrarsi sui propri limiti, ma a tenere lo
sguardo fisso sul Signore e sulla sua sorprendente
misericordia, per convertire i cuore, e continuare, con
gioia, a lasciare tutto per Lui”.
“‘L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore
vede il cuore’ (1 Sam 16,7), e rende degli uomini poveri
e deboli, ma che hanno fede in Lui, intrepidi apostoli e
annunciatori della salvezza”.
Da qui l’indirizzo speciale rivolto ai presbiteri in
questo Anno sacerdotale:
“Invito tutti i sacerdoti a ravvivare la loro
generosa disponibilità a rispondere ogni giorno alla
chiamata del Signore con la stessa umiltà e fede di
Isaia, di Pietro e di Paolo”.
Poi l’invocazione alla Madonna:
“Maria susciti in ciascuno il desiderio di
pronunciare il proprio “sì” al Signore con gioia e
dedizione piena”.
Nei saluti finali Benedetto XVI ha ricordato ai fedeli
che l’11 febbraio, memoria della beata Vergine di
Lourdes, nella Giornata mondiale del malato, celebrerà al
mattino la Santa Messa con gli ammalati nella Basilica di
San Pietro.
PAROLE
ALL'ANGELUS
Cari
fratelli e sorelle,
la
liturgia di questa quinta domenica del tempo ordinario ci
presenta il tema della chiamata divina. In una visione
maestosa, Isaia si trova al cospetto del Signore tre volte
Santo ed è preso da grande timore e dal sentimento
profondo della propria indegnità. Ma un serafino purifica
le sue labbra con un carbone ardente e cancella il suo
peccato, ed egli, sentendosi pronto a rispondere alla
chiamata, esclama: “Eccomi Signore, manda me!” (cfr Is
6,1-2.3-8). La stessa successione di sentimenti è
presente nell’episodio della pesca miracolosa, di cui ci
parla l’odierno brano evangelico. Invitati da Gesù a
gettare le reti, nonostante una notte infruttuosa, Simon
Pietro e gli altri discepoli, fidandosi della sua parola,
ottengono una pesca sovrabbondante. Di fronte a tale
prodigio, Simon Pietro non si getta al collo di Gesù per
esprimere la gioia di quella pesca inaspettata, ma, come
racconta l’Evangelista San Luca, gli si getta alle
ginocchia dicendo: “Signore, allontanati da me, perché
sono un peccatore”. Gesù, allora, lo rassicura: “Non
temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini” (cfr Lc
5,10); ed egli, lasciato tutto, lo segue.
Anche
Paolo, ricordando di essere stato un persecutore della
Chiesa, si professa indegno di essere chiamato apostolo,
ma riconosce che la grazia di Dio ha compiuto in lui
meraviglie e, nonostante i propri limiti, gli ha affidato
il compito e l’onore di predicare il Vangelo (cfr 1Cor
15, 8-10). In queste tre esperienze vediamo come
l’incontro autentico con Dio porti l’uomo a
riconoscere la propria povertà e inadeguatezza, il
proprio limite e il proprio peccato. Ma, nonostante questa
fragilità, il Signore, ricco di misericordia e di
perdono, trasforma la vita dell’uomo e lo chiama a
seguirlo. L’umiltà testimoniata da Isaia, da Pietro e
da Paolo invita quanti hanno ricevuto il dono della
vocazione divina a non concentrarsi sui propri limiti, ma
a tenere lo sguardo fisso sul Signore e sulla sua
sorprendente misericordia, per convertire il cuore, e
continuare, con gioia, a “lasciare tutto” per Lui.
Egli, infatti, non guarda ciò che è importante per
l’uomo: “L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore
vede il cuore” (1 Sam 16,7), e rende degli uomini
poveri e deboli, ma che hanno fede in Lui, intrepidi
apostoli e annunciatori della salvezza.
In
quest’Anno
Sacerdotale, preghiamo il Padrone della messe, perché
mandi operai alla sua messe e perché quanti sentono
l’invito del Signore a seguirlo, dopo il necessario
discernimento, sappiano rispondergli con generosità, non
confidando nelle proprie forze, ma aprendosi all’azione
della sua grazia. In particolare, invito tutti i sacerdoti
a ravvivare la loro generosa disponibilità a rispondere
ogni giorno alla chiamata del Signore con la stessa umiltà
e fede di Isaia, di Pietro e di Paolo.
Alla
Vergine Santa affidiamo tutte le vocazioni,
particolarmente quelle alla vita religiosa e sacerdotale.
Maria susciti in ciascuno il desiderio di pronunciare il
proprio “sì” al Signore con gioia e dedizione piena.

Dopo
l'Angelus:
Si
celebra oggi in Italia la Giornata per la Vita. Mi
associo volentieri ai Vescovi italiani e al loro messaggio
sul tema: “La forza della vita, una sfida nella
povertà”. Nell’attuale periodo di difficoltà
economica, diventano ancora più drammatici quei
meccanismi che, producendo povertà e creando forti
disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita,
colpendo soprattutto i più deboli e indifesi. Tale
situazione, pertanto, impegna a promuovere uno sviluppo
umano integrale per superare l’indigenza e il bisogno, e
soprattutto ricorda che il fine dell’uomo non è il
benessere, ma Dio stesso e che l’esistenza umana va
difesa e favorita in ogni suo stadio. Nessuno, infatti, è
padrone della propria vita, ma tutti siamo chiamati a
custodirla e rispettarla, dal momento del concepimento
fino al suo spegnersi naturale.
Mentre
esprimo apprezzamento per coloro che più direttamente
operano al servizio dei bambini, dei malati e degli
anziani, saluto con affetto i molti fedeli di Roma qui
convenuti, guidati dal Cardinale Vicario e da alcuni
Vescovi Ausiliari. La Diocesi di Roma dedica speciale
attenzione alla Giornata per la Vita e la prolunga nella
“Settimana della vita e della famiglia”. Auguro la
buona riuscita di questa iniziativa ed incoraggio
l’attività dei consultòri, delle associazioni e dei
movimenti, come pure dei docenti universitari, impegnati a
sostegno della vita e della famiglia.
In questo
contesto ricordo che il prossimo 11 febbraio, memoria
della Beata Vergine di Lourdes e Giornata Mondiale del
Malato, al mattino celebrerò la Santa Messa con gli
ammalati, nella Basilica di San Pietro.
Chers pèlerins
francophones, dans l’Évangile d’aujourd’hui le
Christ nous adresse une invitation à avancer vers le
large et à jeter les filets, car la Bonne Nouvelle doit
s’étendre jusqu’aux extrémités du monde. Comme
disciples de Jésus, quittons le rivage de nos certitudes
humaines pour jeter avec lui les filets de la Parole de
Dieu. En cette Année Sacerdotale, que la force de
l’Esprit guide et remplisse de bonheur et de joie ceux
qui ont accepté de se laisser saisir par le Christ! Que
la Vierge Marie, Mère des prêtres, accompagne chacun
d’eux sur son chemin! Bon dimanche et bonne semaine à
tous!
I greet
all the English-speaking pilgrims and visitors present for
this Angelus. In the liturgy of today, the Gospel
invites us, like the Apostles, to “put out into the deep”,
that is, to be brave and zealous in our following Jesus by
being obedient to his will. Like Saint Peter on the Lake
of Gennesaret, we will discover that fidelity to the Lord
leads to a deeper relationship with God and opens us to
his gifts. Let us overcome all fears and hesitation that
we may rediscover how much God longs to bless us! Upon
each of you and your loved ones at home, I invoke God’s
abundant blessings.
Mit
Freude heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und
Besucher willkommen. Das Evangelium dieses Sonntags läßt
uns an der Begegnung Jesu mit den Fischern von Galiläa
teilhaben: Petrus wirft auf Anweisung Jesu hin nochmals
die Netze aus und macht einen überreichen Fischfang. Die
Macht der Worte Jesu läßt ihn die Gegenwart Gottes
erahnen. In der Nähe des Herrn erkennt er seine Kleinheit,
er erfährt aber auch, daß er am Heilswerk Gottes
mitwirken darf. Auch wir wollen immer neu aufbrechen aus
unserer Beschaulichkeit und für Gottes Wirken in unserem
Leben offen sein. Der Herr will mit uns und durch uns
seine Liebe und seinen Segen allen Menschen schenken. Die
Kraft des Heiligen Geistes begleite euch auf all euren
Wegen.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española presentes
en esta oración mariana, en particular a los fieles
venidos de Caravaca de la Cruz, Alicante, Valencia,
Villafranca de los Barros y Elche. A la luz de la Palabra
de Dios que la Iglesia proclama hoy, invito a todos a
suplicar fervientemente al Señor que suscite en muchos jóvenes
el deseo de responder generosamente a su llamada, para que,
dejándolo todo, consagren su vida por completo a la
hermosa misión de ser mensajeros valientes de la buena
noticia de la salvación, celebrar con dignidad los
Sagrados Misterios y ser testigos fieles y convencidos de
la caridad. Pidamos que en este camino se vean acompañados
por la presencia amorosa de María, Madre de Jesús. Feliz
domingo.
Serdeczne
pozdrowienie kieruję do Polaków. Liturgia
dzisiejszej niedzieli kieruje nasze myśli ku
tajemnicy powołania do świętości.
Chrystus, który zaprasza nas, byśmy z Nim poznawali
i spełniali wolę Ojca, wzywa: „Wypłyń
na głębię...!” i dodaje otuchy: „Nie bój
się...!” Idźmy za Nim z odwagą, a Jego
obecność w naszej codzienności niech ją
uświęca. Niech Bóg wam błogosławi.
[Un
cordiale saluto rivolgo ai polacchi. La liturgia della
domenica odierna indirizza i nostri pensieri verso il
mistero della vocazione alla santità. Cristo, che ci
invita perché con Lui riconosciamo e compiamo la volontà
del Padre, dice: “Prendi il largo...!”, e ci rincuora:
“Non temere...!”. SeguiamoLo con coraggio, e la sua
presenza nel nostro quotidiano lo santifichi. Dio vi
benedica!]
Saluto i
pellegrini di lingua italiana, in particolare
l’Associazione “Amici di Papa Luciani”, di Padova, e
i fedeli provenienti da Milano, Pescara e Valenzano. A
tutti auguro una buona domenica.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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