ANGELUS
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Cari
fratelli e sorelle,
nel
nostro itinerario quaresimale siamo giunti alla
Quinta Domenica, caratterizzata dal Vangelo della
risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-45). Si
tratta dell’ultimo grande "segno"
compiuto da Gesù, dopo il quale i sommi sacerdoti
riunirono il Sinedrio e deliberarono di ucciderlo; e
decisero di uccidere anche lo stesso Lazzaro, che
era la prova vivente della divinità di Cristo,
Signore della vita e della morte. In realtà, questa
pagina evangelica mostra Gesù quale vero Uomo e
vero Dio. Anzitutto l’evangelista insiste sulla
sua amicizia con Lazzaro e le sorelle Marta e Maria.
Egli sottolinea che a loro "Gesù voleva molto
bene" (Gv 11,5), e per questo volle
compiere il grande prodigio. "Il nostro amico
Lazzaro s’è addormentato, ma io vado a
svegliarlo" (Gv 11,11) – così parlò
ai discepoli, esprimendo con la metafora del sonno
il punto di vista di Dio sulla morte fisica: Dio la
vede appunto come un sonno, da cui ci può
risvegliare. Gesù ha dimostrato un potere assoluto
nei confronti di questa morte: lo si vede quando
ridona la vita al giovane figlio della vedova di
Nain (cfr Lc 7,11-17) e alla fanciulla di
dodici anni (cfr Mc 5,35-43). Proprio di lei
disse: "Non è morta, ma dorme" (Mc
5,39), attirandosi la derisione dei presenti. Ma in
verità è proprio così: la morte del corpo è un
sonno da cui Dio ci può ridestare in qualsiasi
momento.
Questa
signoria sulla morte non impedì a Gesù di provare
sincera com-passione per il dolore del distacco.
Vedendo piangere Marta e Maria e quanti erano venuti
a consolarle, anche Gesù "si commosse
profondamente, si turbò" e infine "scoppiò
in pianto" (Gv 11,33.35). Il cuore di
Cristo è divino-umano: in Lui Dio e Uomo si sono
perfettamente incontrati, senza separazione e senza
confusione. Egli è l’immagine, anzi,
l’incarnazione del Dio che è amore, misericordia,
tenerezza paterna e materna, del Dio che è Vita.
Perciò dichiarò solennemente a Marta: "Io
sono la risurrezione e la vita; chi crede in me,
anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me,
non morirà in eterno". E aggiunse: "Credi
tu questo?" (Gv 11,25-26). Una domanda
che Gesù rivolge ad ognuno di noi; una domanda che
certamente ci supera, supera la nostra capacità di
comprendere, e ci chiede di affidarci a Lui, come
Lui si è affidato al Padre. Esemplare è la
risposta di Marta: "Sì, o Signore, io credo
che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve
venire nel mondo" (Gv 11,27). Sì, o
Signore! Anche noi crediamo, malgrado i nostri dubbi
e le nostre oscurità; crediamo in Te, perché Tu
hai parole di vita eterna; vogliamo credere in Te,
che ci doni una speranza affidabile di vita oltre la
vita, di vita autentica e piena nel tuo Regno di
luce e di pace.
Affidiamo
questa preghiera a Maria Santissima. Possa la sua
intercessione rafforzare la nostra fede e la nostra
speranza in Gesù, specialmente nei momenti di
maggiore prova e difficoltà.
DOPO
L’ANGELUS
Nei
giorni scorsi, la violenza e l’orrore hanno
nuovamente insanguinato la Terra Santa, alimentando
una spirale di distruzione e di morte che sembra non
avere fine. Mentre vi invito a domandare con
insistenza al Signore Onnipotente il dono della pace
per quella regione, desidero affidare alla Sua
misericordia le tante vittime innocenti ed esprimere
solidarietà alle famiglie e ai feriti.
Incoraggio,
inoltre, le Autorità israeliane e palestinesi nel
loro proposito di continuare a costruire, attraverso
il negoziato, un futuro pacifico e giusto per i loro
popoli e a tutti chiedo, in nome di Dio, di lasciare
le vie tortuose dell’odio e della vendetta e di
percorrere responsabilmente cammini di dialogo e di
fiducia.
È
questo il mio auspicio anche per l’Iraq, mentre
trepidiamo ancora per la sorte di Sua Eccellenza
Mons. Rahho e di tanti iracheni che continuano a
subire una violenza cieca ed assurda, certamente
contraria ai voleri di Dio.
Giovedì
prossimo, 13 marzo, alle ore 17,30, presiederò
nella Basilica di San Pietro una Liturgia
Penitenziale per i giovani della Diocesi di Roma.
Sarà un momento forte di preparazione alla XXIII
Giornata Mondiale della Gioventù, che celebreremo
la Domenica delle Palme e che culminerà nel luglio
prossimo con il grande incontro di Sydney. Cari
giovani di Roma, vi invito tutti a questo
appuntamento con la Misericordia di Dio! Ai
sacerdoti e ai responsabili raccomando di favorire
la partecipazione dei giovani facendo proprie le
parole dell’apostolo Paolo: "Noi fungiamo da
ambasciatori per Cristo: … lasciatevi riconciliare
con Dio" (2 Cor 5,20).
Je
vous salue, chers amis de langue française,
particulièrement vous, les citoyens haïtiens venus,
à l’occasion du vingt-cinquième anniversaire de
la visite de Jean-Paul II en Haïti, qui coïncide
avec la visite ad limina de vos Évêques. Il
me plaît de rappeler en cette circonstance
particulièrement significative l’invitation lancée
par mon Prédécesseur : Que Dieu vous permette
avec toutes les forces vives de vôtre Nation pleine
de jeunesse de construire pour chaque personne
un avenir digne de l’homme, digne de la foi chrétienne
(9. 3.1983). Avec ma Bénédiction apostolique.
My
greetings to all the English-speaking visitors and
pilgrims, especially to the members of the European
Parents Association and to the staff and students of
Saint Patrick’s Evangelization School from Soho,
London. In this Sunday’s Gospel, we hear how Jesus
raised his friend Lazarus from the dead. We also
hear how Martha, in the midst of her grief, was able
to make her great profession of faith: "Yes,
Lord, I believe that you are the Christ, the Son of
God, he who is coming into the world." As we
approach the season of Our Lord’s Passion, we pray
that our own faith may be strengthened, so that we
too can place all our hope in him who is the
resurrection and the life. Upon all of you here
today, and upon your families and loved ones at
home, I invoke God’s abundant blessings.
Gerne
heiße ich alle Pilger und Besucher aus dem
deutschen Sprachraum willkommen. Gott macht lebendig
und schenkt Leben, das nicht vergeht. Jesus Christus
ist gekommen, um uns dieses unvergängliche Leben zu
bringen. Durch die Macht seiner Liebe hat Er den Tod
besiegt. „Ich bin die Auferstehung und das Leben.
Wer an mich glaubt, wird leben, auch wenn er stirbt",
sagt der Herr. Im Glauben an Christus haben wir
schon jetzt teil an der Auferstehung. Mit Ihm wollen
wir den Weg unseres Lebens gehen. Euch allen wünsche
ich einen gesegneten fünften Fastensonntag und eine
gute Woche.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española que
participan en esta oración mariana, en particular a
los alumnos del Instituto de Enseñanza Secundaria La
Poveda de Arganda del Rey (Madrid). En este
quinto Domingo de Cuaresma, la Iglesia nos invita a
contemplar a Cristo, siempre compasivo con los
tristes y afligidos, y a vivir de aquel mismo amor
que lo movió a entregarse a la muerte por la
salvación del mundo. Muchas gracias.
Saúdo
os peregrinos de língua portuguesa, nomeadamente o
grupo de brasileiros presentes em Roma, a todos
desejando frutuosa caminhada quaresmal que vivifique
e robusteça sua confiança em Cristo, único
Salvador do mundo. Sobre vós e vossas comunidades
de origem e destino, a minha Bênção.
Pozdrawiam
wszystkich Polaków. W liturgii dzisiejszej
niedzieli Chrystus mówi: „Ja jestem
zmartwychwstaniem i życiem. Kto we mnie wierzy,
choćby i umarł, żyć będzie".
Przyjmijmy z wiarą to zapewnienie, aby zawsze
trwała w nas nadzieja na nowe życie w Jego
chwale. Niech przeżywanie tajemnic męki i
śmierci Pana przybliża nas do udziału
w owocach zbawienia. Niech wam Bóg błogosławi.
[Saluto
tutti i polacchi. Nella liturgia odierna Cristo
dice: "Io sono la risurrezione e la vita; chi
crede in me, anche se muore, vivrà".
Accogliamo con fede questa asserzione, affinché
perduri in noi la speranza della vita nuova nella
sua gloria. Vivere i misteri della passione e della
morte del Signore ci conduca a partecipare ai frutti
della salvezza. Dio vi benedica.]
Saluto
con affetto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare i partecipanti al convegno della
Federazione Opere Educative, il folto gruppo di
ragazzi del Decanato di Rho, i fedeli provenienti da
Venezia, Mestre, Perugia e Cremona, il Centro di
Formazione Professionale del quartiere Paolo VI in
Taranto, la Scuola "Don Carlo Costamagna"
di Busto Arsizio, i "Marinai d’Italia" e
i donatori di sangue di Grado. A tutti auguro una
buona domenica.
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