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Radio Vaticana, 9.10.2005
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“Profondo dolore” per le vittime del terremoto in Asia, in particolare in Pakistan, dove sono morte forse 30 mila persone, e per quelle causate in America centrale dalle inondazioni in seguito all’uragano “Stan”. Benedetto XVI lo ha espresso durante l’Angelus in Piazza San Pietro, poco dopo il suo saluto ai fedeli che hanno partecipato nella Basilica Vaticana alla Beatificazione del cardinale tedesco Clemes August von Galen, strenuo oppositore di Hitler durante il nazismo.
Il servizio di Sergio Centofanti: |
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It was with deep sadness that I learned…
Parlando all’Angelus in inglese e poi in spagnolo il Papa ha espresso il suo “profondo dolore” per le vittime del terremoto in Asia e delle inondazioni in America centrale. Regioni tanto distanti accomunate da due catastrofi naturali che hanno provocato così tante vittime e danni in Pakistan, India e Afghanistan e poi in El
Salvador, Guatemala, Hinduras e Nicaragua. Il Papa ha affidato “all'amore misericordioso di Dio” tutto coloro che sono morti - e ha rivolto il suo piu' affettuoso pensiero ai feriti e a quanti hanno perso i cari.
“I pray that the international community will be swift and generous…”
In particolare il Papa ha pregato affinche' la comunita' internazionale possa rispondere con prontezza, solidarietà e generosità a questi disastri, e ha chiesto al Signore di dare ''forza e coraggio a tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di soccorso e ricostruzione''.
In precedenza Benedetto XVI aveva parlato della Beatificazione del cardinale tedesco Clemens August von Galen avvenuta questa mattina nella Basilica di San Pietro, durante una Messa presieduta dal cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, alla presenza di varie migliaia di pellegrini giunti dalla Germania. Von Galen, nato nel 1878 e vescovo di Münster dal 1933, è stato intrepido oppositore del regime nazista. Benedetto XVI è giunto in Basilica alla fine del rito per
venerare le reliquie del Beato e per salutare e benedire i fedeli. A braccio, in tedesco, ha detto:
“Siamo tutti grati, soprattutto noi tedeschi, che Dio ci ha regalato questo grande testimone della fede che ha innalzato in tempi bui la luce della Verità e che ha mostrato il coraggio di resistere alla tirannia. Ci dobbiamo anche domandare da dove gli veniva questo discernimento in un periodo in cui persone intelligenti venivano accecate, da dove gli veniva la forza di resistere in un momento in cui anche persone forti si mostravano deboli e vigliacche. Questo discernimento e questo coraggio sono venuti dalla fede che
gli ha mostrato la Verità e gli aperto gli occhi e il cuore e perché temeva Dio più degli uomini. Una fede che gli ha dato il coraggio di dire e fare ciò che gli altri non osavano”.
Poi all’Angelus, in una Piazza San Pietro piena di sole e affollata di pellegrini di tutto il mondo, ha tracciato ancora un profilo del cardinale von Galen:
“In nome di Dio, denunciò l’ideologia neopagana del nazionalsocialismo, difendendo la libertà della Chiesa e i diritti umani gravemente violati, proteggendo gli ebrei e le persone più deboli, che il regime considerava rifiuti da eliminare. Sono note le tre celebri prediche che quell’intrepido Pastore pronunciò nel 1941. Il Papa Pio XII lo creò Cardinale nel febbraio 1946 e, appena un mese dopo, egli morì, circondato dalla venerazione dei fedeli, che riconobbero in lui un modello di coraggio cristiano. Proprio questo è il messaggio sempre attuale del
beato von Galen: la fede non si riduce a sentimento privato, magari da nascondere quando diventa scomoda, ma implica la coerenza e la testimonianza anche in ambito pubblico in favore dell’uomo, della giustizia, della verità”.
Durante l’omelia della Messa il cardinale Saraiva Martins aveva sottolineato che il cardinale von Galen ha tratto dall’Eucaristia la forza per la sua testimonianza: “In contrasto agli assordanti suoni della musica marziale e alle vuote frasi degli altoparlanti provenienti dalle tribune oratorie – ha detto il porporato - egli contrappose la venerazione della santa Eucaristia, la silenziosa adorazione contemplativa del Signore fattosi pane. Dinanzi al Signore presente sacramentalmente nel pane eucaristico, apparentemente indifeso e così poco riconoscibile, egli trovò la forza e il nutrimento, che
solo potevano riempire in modo durevole il desiderio di vita degli uomini”.
E all’Eucaristia il Papa si è riferito sempre all’Angelus parlando del Sinodo in corso in Vaticano e che costituirà – ha detto - il suo principale impegno in questi giorni. Benedetto XVI ha chiesto ai fedeli di pregare per il Sinodo “affinché possa portare i frutti sperati”. In particolare “in questo mese di ottobre, nel quale ogni comunità ecclesiale è chiamata a rinnovare il proprio impegno missionario”, ha invitato a vivere l’Eucaristia - secondo quanto affermava
Giovanni Paolo II - come “principio e progetto di missione”:
“L’incontro con Cristo, continuamente approfondito nell’intimità eucaristica, suscita nella Chiesa e in ciascun cristiano l’urgenza di testimoniare e di evangelizzare”. Lo sottolinea il congedo alla fine della Messa: “Ite, missa est”, che richiama la “missio”, il compito per chi ha partecipato alla celebrazione di portare a tutti la Buona Notizia ricevuta e di animare con essa la società”.
Il Papa ha affidato questa intenzione “all’intercessione di Maria Santissima e di san Daniele Comboni, che domani verrà ricordato nella liturgia. Egli, che è stato insigne evangelizzatore e protettore del continente africano – ha detto - aiuti la Chiesa del nostro tempo a rispondere con fede e con coraggio al mandato del Signore Risorto, che la invia ad annunciare a tutti i popoli l’amore di Dio”.
Quindi il Papa si è rivolto agli insegnanti di religione cattolica provenienti da tutta Italia, che hanno tenuto in questi giorni il loro primo incontro nazionale:
“Cari amici, il vostro impegno nella scuola è un prezioso contributo alla formazione delle nuove generazioni e alla loro maturazione nella conoscenza della tradizione e della cultura cattolica, nella consapevolezza delle responsabilità personali e nell’adesione ai valori della convivenza civile”.
Infine Benedetto XVI ha salutato i “Ragazzi per l’Unità”, del Movimento dei Focolari, che oggi danno vita a Roma e in molte città del mondo a una staffetta sportiva per l’unità e la pace. “Cari ragazzi e ragazze – ha detto - rimanete sempre uniti a Gesù e sarete costruttori di vera fraternità”.
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LE PAROLE DEL PAPA
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari fratelli e sorelle!
Questa mattina, nella Basilica di San Pietro, ha avuto luogo la beatificazione di Clemens August von Galen, Vescovo di Münster, Cardinale, intrepido oppositore del regime nazista. Ordinato sacerdote nel 1904, egli svolse a lungo il ministero in una parrocchia di Berlino e nel 1933 divenne Vescovo di Münster. In nome di Dio, denunciò l’ideologia neopagana del nazionalsocialismo, difendendo la libertà della Chiesa e i diritti umani gravemente violati, proteggendo gli ebrei e le persone più deboli, che il regime considerava rifiuti da eliminare. Sono note le tre celebri prediche che quell’intrepido Pastore pronunciò nel 1941. Il Papa Pio XII lo creò
Cardinale nel febbraio 1946 e, appena un mese dopo, egli morì, circondato dalla venerazione dei fedeli, che riconobbero in lui un modello di coraggio cristiano. Proprio questo è il messaggio sempre attuale del beato von Galen: la fede non si riduce a sentimento privato, magari da nascondere quando diventa scomoda, ma implica la coerenza e la testimonianza anche in ambito pubblico in favore dell’uomo, della giustizia, della verità. Esprimo vive felicitazioni alla Comunità diocesana di Münster ed alla Chiesa in Germania, invocando su tutti, per intercessione del nuovo Beato, abbondanti grazie del Signore.
In questi giorni, come sapete, si sta svolgendo in Vaticano l’Assemblea del Sinodo dei Vescovi per approfondire il tema dell’Eucaristia nell’oggi della vita e della missione della Chiesa. Ho presieduto le riunioni della prima settimana e anche nelle due che verranno il Sinodo costituirà il mio principale impegno. Per il Sinodo vi chiedo di continuare a pregare, affinché possa portare i frutti sperati. In particolare, in questo mese di ottobre, nel quale ogni comunità ecclesiale è chiamata a rinnovare il proprio impegno missionario, invito a riprendere quanto il Papa Giovanni Paolo II ha scritto nella quarta parte della Lettera apostolica Mane
nobiscum Domine, a proposito dell’Eucaristia come "principio e progetto di missione" (nn. 24-28): "L’incontro con Cristo, continuamente approfondito nell’intimità eucaristica, suscita nella Chiesa e in ciascun cristiano l’urgenza di testimoniare e di evangelizzare" (ivi, 24). Lo sottolinea il congedo alla fine della Messa: "Ite, missa est", che richiama la "missio", il compito per chi ha partecipato alla celebrazione di portare a tutti la Buona Notizia ricevuta e di animare con essa la società.
Affidiamo questa intenzione all’intercessione di Maria Santissima e di san Daniele Comboni, che domani verrà ricordato nella liturgia. Egli, che è stato insigne evangelizzatore e protettore del continente africano, aiuti la Chiesa del nostro tempo a rispondere con fede e con coraggio al mandato del Signore Risorto, che la invia ad annunciare a tutti i popoli l’amore di Dio.
[01229-01.02] [Testo originale: Italiano]
DOPO L’ANGELUS
It was with deep sadness that I learned of yesterday’s earthquake in South Asia, which caused such great damage and loss of life in Pakistan, India and Afghanistan. I commend to God’s loving mercy all those who have died and I extend my deepest sympathy to the many thousands who are injured or bereaved. I pray that the international community will be swift and generous in its response to the disaster and I ask the Lord to grant courage and strength to those involved in the task of rescue work and reconstruction.
To the English-speaking visitors present here today I offer a warm welcome. I ask your prayers for the work of the Synod, and for the Bishops from all over the world who have gathered here for this great event in the life of the Church. Be assured of my prayers for you, your families and those who are dear to you. May God bless you all.
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, principalmente a la delegación de Oficiales de la Marina Militar de Ecuador y a los fieles de Alzira, de Aledo y de Totana (España). En estos momentos, deseo recordar a las queridas Naciones de América Central y México - especialmente El Salvador, Guatemala, Honduras y Nicaragua -, las cuales están padeciendo los efectos de intensas lluvias e inundaciones, que han causado numerosas víctimas, así como cuantiosos daños materiales. Pido al Señor por el eterno descanso de los fallecidos y expreso mi cercanía espiritual y afecto a quienes se ven privados de sus viviendas e instrumentos de trabajo.
Invito, además, a las instituciones y personas de buena voluntad a prestar una ayuda eficaz con espíritu de verdadera solidaridad fraterna.
Je vous salue cordialement, chers pèlerins francophones, vous invitant à vous associer par la prière aux travaux des Pères du Synode et à vivre toujours plus profondément le mystère de l’Eucharistie, qui nous unit intimement au Christ, notre Sauveur et nous donne la force pour notre vie chrétienne.
Mit großer Freude heiße ich alle deutschsprachigen Gäste willkommen. Besonders möchte ich heute die Freunde der Konzertgesellschaft München grüßen sowie die zahlreichen Pilger, die zur Seligsprechung des großen Bischofs von Münster, Clemens August Kardinal von Galen, nach Rom gekommen sind. Das Motto des neuen Seligen lautete: „Nec laudibus, nec timore". Dieses Prinzip soll auch unser Handeln zur Ehre Gottes und zum Wohl der Menschen bestimmen. Euch allen einen gesegneten Tag des Herrn in Rom!
Szeretettel köszöntöm a Magyar Katolikus Püspöki Kar tagjait és a számos magyar zarándokot, akikkel tegnap együtt ünnepelték a Szent Péter-bazilika magyar kápolnája fölszentelésének 25. évfordulóját.
[Saluto di cuore i Membri della Conferenza Episcopale Ungherese, qui presenti, e i numerosi pellegrini ungheresi, con i quali hanno celebrato ieri il 25° anniversario della dedicazione della Cappella ungherese nella Basilica di San Pietro.]
Pozdrawiam pielgrzymów z Polski i tych, którzy jednoczą się z nami za pośrednictwem radia i telewizji. Polecam wszystkich opiece Matki Bożej. Modlitwa różańcowa niech będzie źródłem obfitych darów duchowych. Niech Bóg wam błogosławi!
[Saluto i pellegrini venuti dalla Polonia e coloro che si uniscono a noi attraverso la radio e la televisione. Affido tutti voi alla protezione della Madre di Dio. La preghiera del Rosario sia fonte di abbondanti doni spirituali. Dio vi benedica!]
Saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare gli insegnanti di religione cattolica provenienti da tutta Italia, che hanno tenuto in questi giorni il loro primo incontro nazionale. Cari amici, il vostro impegno nella scuola è un prezioso contributo alla formazione delle nuove generazioni e alla loro maturazione nella conoscenza della tradizione e della cultura cattolica, nella consapevolezza delle responsabilità personali e nell’adesione ai valori della convivenza civile. Per questo vi ricordo nella preghiera e vi auguro buon lavoro.
Sono lieto di accogliere i "Ragazzi per l’Unità", del Movimento dei Focolari, che oggi danno vita qui a Roma e in molte città del mondo a una staffetta sportiva per l’unità e la pace. Cari ragazzi e ragazze, rimanete sempre uniti a Gesù e sarete costruttori di vera fraternità. Saluto inoltre i fedeli di Villastrada e Cavallara, di Pianello Vallesina e di Liscate, come pure il Collegium Tarsicii Martyris di Venezia e gli aderenti alla Federazione Italiana Rettificatori e Ricostruttori di Motori.
Desidero infine inviare un cordiale saluto all’Associazione "Camminando per mano" e ai Padri Francescani della Provincia dell’Emilia Romagna, che hanno realizzato un Centro di servizi per le persone anziane a Pavullo nel Frignano (Diocesi di Modena). A tutti voi, cari pellegrini, l’augurio di una buona domenica.
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