Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
26 dicembre 2006
NELLA
FESTA DI SANTO STEFANO, PRIMO MARTIRE, IL PENSIERO DEL
PAPA ALL’ANGELUS VERSO I CATTOLICI CHE SOFFRONO GRAVI
TRIBOLAZIONI E “SENZA COMPROMESSI” RESTANO FEDELI ALLA
SEDE DI PIETRO
Nell’odierna
ricorrenza di Santo Stefano, diacono e primo martire, il
pensiero particolare del Papa all’Angelus verso quei
cattolici che pure soffrendo gravi tribolazioni, restano
“senza cedere a compromessi” fermamente fedeli al loro
Credo. Il servizio di Roberta Gisotti:
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“Colpisce”
– ha detto Benedetto XVI – nel celebrare oggi la festa
di Santo Stefano, dopo la solennità del Natale, “il
contrasto tra la pace e la gioia di Betlemme ed il dramma
di Stefano, lapidato a Gerusalemme nella prima
persecuzione contro
la Chiesa
nascente”.
“In
realtà, l’apparente stridore viene superato se
consideriamo più in profondità il mistero del Natale. Il
Bambino Gesù, che giace nella grotta, è l’Unigenito
Figlio di Dio fattosi uomo. Egli salverà l’umanità
morendo in croce”.
“Non
caso – ha spiegato il Santo Padre - l’iconografia
natalizia rappresentava talvolta il divino Neonato
adagiato in un piccolo sarcofago, ad indicare che il
Redentore nasce
per morire, nasce per dare la vita in riscatto per
tutti.”
E
“Santo Stefano fu il primo martire a seguire le orme di
Cristo con il martirio; morì, come il divino Maestro,
perdonando e pregando per i suoi uccisori”. E dopo di
lui ‘la candida schiera dei martiri’, lo stuolo
innumerevole di tutti i santi venerati dalla Chiesa nei
primi quattro secoli del Cristianesimo.
“La
loro morte non incuteva paura e tristezza, ma entusiasmo
spirituale che suscitava sempre nuovi cristiani”.
Dunque
“per i credenti, - ha sottolineato il Papa - il giorno
della morte, ed ancor più il giorno del martirio, non è
la fine di tutto, bensì il ‘transito’ verso la vita
immortale, è il giorno della nascita definitiva.
“Si
comprende allora il legame che esiste tra il ‘dies
natalis’ di Cristo e il dies
natalis di Santo Stefano. Se Gesù non fosse nato
sulla terra, gli uomini non avrebbero potuto nascere al
Cielo. Proprio perchè Cristo è nato, noi possiamo ‘rinascere’!”.
Poi
il richiamo a Maria che “soffrì anche Lei un martirio
interiore”. “ A questa Madre che ha conosciuto la
gioia della nascita e lo strazio della morte del suo divin
Figlio”, Benedetto XVI ha affidato “quanti sono
perseguitati e soffrono, in vario modo, per testimoniare
il Vangelo”.
“Con
speciale vicinanza spirituale, penso anche a quei
cattolici che mantengono la propria fedeltà alla Sede di
Pietro senza cedere a compromessi, a volte anche a prezzo
di gravi sofferenze. Tutta
la Chiesa
ne ammira l’esempio e prega perché essi abbiano la
forza di perseverare, sapendo che le loro tribolazioni
sono fonte di vittoria, anche se al momento possono
sembrare un fallimento”.
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BENEDETTO XVI
ANGELUS
Piazza San
Pietro
Cari
fratelli e sorelle!
All’indomani
della solennità del Natale, celebriamo oggi la festa di
santo Stefano, diacono e primo martire. A prima vista
l’accostamento del ricordo del "Protomartire"
alla nascita del Redentore può lasciare stupiti, perché
colpisce il contrasto tra la pace e la gioia di Betlemme e
il dramma di Stefano, lapidato a Gerusalemme nella prima
persecuzione contro la Chiesa nascente. In realtà,
l’apparente stridore viene superato se consideriamo più
in profondità il mistero del Natale. Il Bambino Gesù,
che giace nella grotta, è l’Unigenito Figlio di Dio
fattosi uomo. Egli salverà l’umanità morendo in croce.
Ora lo vediamo in fasce nel presepe; dopo la sua
crocifissione sarà nuovamente avvolto da bende e deposto
in un sepolcro. Non a caso l’iconografia natalizia
rappresentava talvolta il divino Neonato adagiato in un
piccolo sarcofago, ad indicare che il Redentore nasce per
morire, nasce per dare la vita in riscatto per tutti.
Santo
Stefano fu il primo a seguire le orme di Cristo con il
martirio; morì, come il divino Maestro, perdonando e
pregando per i suoi uccisori (cfr At 7,60). Nei
primi quattro secoli del cristianesimo, tutti i santi
venerati dalla Chiesa erano martiri. Si tratta di uno
stuolo innumerevole, che la liturgia chiama "la
candida schiera dei martiri", martyrum candidatus
exercitus. La loro morte non incuteva paura e
tristezza, ma entusiasmo spirituale che suscitava sempre
nuovi cristiani. Per i credenti, il giorno della morte, ed
ancor più il giorno del martirio, non è la fine di
tutto, bensì il "transito" verso la vita
immortale, è il giorno della nascita definitiva, in
latino dies natalis. Si comprende allora il legame
che esiste tra il "dies natalis" di
Cristo e il dies natalis di Santo Stefano. Se Gesù
non fosse nato sulla terra, gli uomini non avrebbero
potuto nascere al Cielo. Proprio perché Cristo è nato,
noi possiamo "rinascere"!
Maria,
che strinse fra le braccia il Redentore a Betlemme, soffrì
anche Lei un martirio interiore. Condivise la sua passione
e dovette, ancora una volta, prenderlo tra le sue braccia
una volta schiodato dalla croce. A questa Madre, che ha
conosciuto la gioia della nascita e lo strazio della morte
del suo divin Figlio, affidiamo quanti sono perseguitati e
soffrono, in vario modo, per testimoniare e servire il
Vangelo. Con speciale vicinanza spirituale, penso anche a
quei cattolici che mantengono la propria fedeltà alla
Sede di Pietro senza cedere a compromessi, a volte anche a
prezzo di gravi sofferenze. Tutta la Chiesa ne ammira
l’esempio e prega perché essi abbiano la forza di
perseverare, sapendo che le loro tribolazioni sono fonte
di vittoria, anche se al momento possono sembrare un
fallimento.
A tutti
ancora una volta, buon Natale!
DOPO
L’ANGELUS
Aux pèlerins
francophones présents ce matin pour la prière de l’Angelus,
j’adresse mes cordiales salutations. Puisse saint Étienne,
qui a vécu sa fidélité au Christ jusqu’au martyre,
vous inviter, vous aussi, à mettre vos pas dans les pas
du Seigneur, témoignant avec audace de l’amour de Dieu
offert à tous les hommes et pleinement révélé dans la
naissance de Jésus. Avec ma Bénédiction apostolique.
I am
happy to greet all the English-speaking pilgrims and
visitors present for this Angelus. Today is the
Feast of Saint Stephen, the first Christian martyr. His
noble death teaches us to be generous of heart, courageous
in living our faith and ready to forgive those who harm us.
May your stay in Rome renew your love of Christ and his
Church. I wish you all joy and peace in our Lord and a
blessed Christmas Season!
Zum
heutigen Fest des Diakons und Märtyrers Stephanus heiße
ich alle Pilger und Besucher aus dem deutschen Sprachraum
hier auf dem Petersplatz willkommen. Das Beispiel des
heiligen Stephanus stärke uns auf unserem Lebensweg,
damit auch wir Christus, den menschgewordenen Gottessohn,
standhaft bezeugen und seine grenzenlose Liebe allen
Menschen verkünden. – Die Gnade und der Segen unseres
Erlösers begleite Euch in dieser Weihnachtszeit!
Doy mi
bienvenida a los peregrinos de lengua española que
participan en el rezo del Angelus. Que en este
tiempo de Navidad, Cristo el Señor que nació por
nosotros, nos aliente a ser testigos de la esperanza, del
amor y de la paz.
Pozdrawiam
obecnych tu Polaków. W dniu św. Szczepana wspominamy
wszystkich, którzy w różnych regionach świata
znoszą cierpienia w imię Chrystusa. Nasza
modlitwa niech będzie dla nich umocnieniem. Niech Bóg
wam błogosławi.
[Saluto
i polacchi qui presenti. Nel giorno dedicato a S. Stefano
ricordiamo coloro che, nelle varie regioni del mondo,
soffrono nel nome di Cristo. La nostra preghiera sia per
loro un sostegno. Dio vi benedica.]
Rivolgo,
infine, il mio cordiale saluto a voi, pellegrini di lingua
italiana, e vi auguro di conservare in questi giorni il
clima spirituale di gioia e di serenità del Santo Natale.