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PRIMO
INCONTRO PROMOSSO DA SANTA SEDE E PATRIARCATO DI
MOSCA |
Radio Vaticana,
4-05-2006
ORTODOSSI
E CATTOLICI COLLABORINO CORAGGIOSAMENTE PER
L’EVANGELIZZAZIONE DELL’EUROPA: COSI’ IL PAPA, IN UN
MESSAGGIO PER IL PRIMO INCONTRO PROMOSSO CONGIUNTAMENTE DA
UN ORGANISMO DELLA SANTA SEDE E DAL PATRIARCATO DI MOSCA.
IL SIMPOSIO SI SVOLGE A VIENNA SUL TEMA:
“DARE UN’ANIMA ALL’EUROPA.
LA MISSIONE E
LA RESPONSABILITA
’ DELLE CHIESE”
Si
è aperto stamane a Vienna il
primo incontro di cultura in Europa organizzato
congiuntamente da un organismo della Santa Sede, il
Pontificio Consiglio della Cultura, e dal Patriarcato di
Mosca. Il Simposio, di rilevante significato ecumenico, si
svolge sul tema “Dare un’anima all’Europa. La
missione e la responsabilità delle Chiese” e vedrà per
tre giorni
la partecipazione di esperti, laici e religiosi, di
tutto il continente. Il Papa, in un messaggio, incoraggia
cattolici e ortodossi a collaborare coraggiosamente per
l’evangelizzazione dell’Europa. Ce ne parla Sergio Centofanti:
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Benedetto
XVI invita cattolici e ortodossi a “condurre insieme una
coraggiosa e rinnovata azione evangelizzatrice
nell’Europa del terzo millennio”, e auspica che
le Nazioni europee
“riscoprano in Cristo la loro comune vocazione al
servizio della pace e dell’autentico progresso
mondiale”.
E’
quanto si legge nel messaggio inviato per l’occasione
dal cardinale Angelo Sodano. Il segretario di Stato
sottolinea che il Papa “non ha mancato di rilevare come
le popolazioni del Continente europeo si trovino, in
questa nostra epoca, interpellate da emergenti domande sul
senso della vita, sul valore della libertà e sul futuro
stesso dell’Europa”. E in questo contesto “le ha
costantemente invitate a costruire il loro presente e il
loro avvenire alla luce dei valori etici e morali che nel
corso dei secoli hanno illuminato la loro storia, facendo
al tempo stesso tesoro pure delle esperienze negative del
passato”. “
La Chiesa
, ‘esperta in umanità’
- scrive il cardinale Sodano - non cessa di ribadire che
solo conservando e valorizzando appieno il patrimonio
valoriale trasmesso dagli antenati, l’Europa, nel
rispetto delle diverse tradizioni spirituali che la
arricchiscono, può scrivere una nuova pagina della sua
storia, rispettando la dignità dell’uomo e bandendo
definitivamente abusi e violenze contro i diritti
umani”.
L’incontro,
definito dal porporato “significativo” e “frutto di
un’incorag-giante cooperazione” tra Santa Sede e
Patriarcato di Mosca, è stato aperto dalle relazioni
introduttive del cardinale Paul
Poupard, presidente del
Pontificio Consiglio della Cultura e del metropolita di Smolensk
e Kaliningrad, Kirill,
presidente del Dipartimento per i Rapporti Esteri del
Patriarcato di Mosca.
Il
cardinale Poupard, nel suo
intervento, ha ricordato le numerose sfide che devono
essere affrontate insieme da cattolici e ortodossi per
“dare un’anima all’Europa”: “il
relativismo morale e lo scetticismo diffuso”, una società
europea che
si presenta sempre più “senza Dio e senza anima …
fredda, imprigionata in una gabbia di leggi e orientata
alla ricerca costante del profitto”. E poi ancora la
“pseudo liberazione
sessuale”, l’aggressività delle sette,
gli sviluppi “a
volte inquietanti della scienza”, le politiche
che insidiano “il
matrimonio e la famiglia”.
Ha quindi parlato del cosiddetto “inverno
demografico europeo” che “progredisce di anno in
anno”: “gli europei – ha
detto - si stanno suicidando per denatalità”.
Di fronte ad un continente minacciato
“dall’amnesia” e da un “vuoto spirituale
vertiginoso” il cardinale Poupard
ha ricordato che “l’Europa non è una semplice
entità geografica, né una pura unione economica”:
ortodossi e cattolici “possono collaborare
strettamente” per “darle uno spirito, un ideale,
un’anima”, a partire – ha concluso il porporato
citando Madre Teresa di Calcutta – dalla testimonianza
concreta del Vangelo dell’amore e della gioia che non
riduca “la fede in Cristo in un moralismo rigido”.
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IL MESSAGGIO DEL PAPA
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Signor
Cardinale,
con
cortese premura, Ella ha voluto aggiornare il Santo Padre
circa il colloquio che si tiene a Vienna dal 3 al 5 maggio
prossimi e dedicato ad una comune riflessione tra
rappresentanti cattolici ed ortodossi sull’impegno dei
cristiani nell’ambito della vita pubblica in Europa.
Tale significativo incontro è frutto di una incoraggiante
cooperazione tra codesto Pontificio Consiglio e il
Patriarcato di Mosca, con il sostegno fattivo della
Fondazione Pro Oriente, e in particolare del suo
Presidente, il Cardinale Christoph Schönborn.
Il Sommo
Pontefice desidera far giungere il Suo cordiale saluto ai
partecipanti all’importante Simposio, che vede
rappresentanti cattolici ed ortodossi impegnati a svolgere
una comune analisi delle sfide che l’Europa vive in
questo momento della sua storia. In molte occasioni il
Sommo Pontefice non ha mancato di rilevare come le
popolazioni del Continente europeo si trovino, in questa
nostra epoca, interpellate da emergenti domande sul senso
della vita, sul valore della libertà e sul futuro stesso
dell’Europa. In tale contesto Egli le ha costantemente
invitate a costruire il loro presente e il loro avvenire
alla luce dei valori etici e morali che nel corso dei
secoli hanno illuminato la loro storia, facendo al tempo
stesso tesoro pure delle esperienze negative del passato.
La
Chiesa, "esperta in umanità", non cessa di
ribadire che solo conservando e valorizzando appieno il
patrimonio valoriale trasmesso dagli antenati, l’Europa,
nel rispetto delle diverse tradizioni spirituali che la
arricchiscono, può scrivere una nuova pagina della sua
storia, rispettando la dignità dell’uomo e bandendo
definitivamente abusi e violenze contro i diritti umani,
perché ciò ostacola gravemente lo sviluppo integrale
delle Nazioni, inquina il cuore dell’uomo e lede
grandemente l’onore del Creatore (cfr Gaudium et spes,
27).
Sua
Santità, mentre auspica che il prossimo Convegno offra a
quanti vi partecipano utili elementi per condurre insieme
una coraggiosa e rinnovata azione evangelizzatrice
nell’Europa del terzo millennio, assicura la Sua
preghiera per le Nazioni europee affinché riscoprano in
Cristo la loro comune vocazione al servizio della pace e
dell’autentico progresso mondiale e invoca su quanti
intervengono ai lavori abbondanti benedizioni divine.
Mi è
gradito profittare della circostanza per confermarmi con
sensi di distinto ossequio
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