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APPELLO
DEL PAPA PER LA LIBERAZIONE DI TOMMASO ONOFRI |
Radio Vaticana,
7 marzo 2006
LIBERATE
IL PICCOLO TOMMASO. APPELLO DEL PAPA AI RAPITORI DEL
BAMBINO
SEQUESTRATO
IN UN TELEGRAMMA INVIATO AL VESCOVO DI PARMA CESARE
BONICELLI
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Intervista con il prelato -
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Appello
del Papa ai rapitori del piccolo Tommaso Onofri:
liberatelo subito. Il Santo Padre scrive al vescovo di
Parma mons. Cesare Bonicelli
per associarsi all’invito rivolto dal presule ai
malviventi perché rilascino il bambino rapito giovedì
scorso. Il servizio di Tiziana Campisi.
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Benedetto
XVI si unisce all’appello del vescovo di Parma mons.
Cesare Bonicelli per la
“liberazione immediata e senza condizioni del piccolo
Tommaso Onofri”. In un
telegramma inviato al presule a firma del cardinale
segretario di Stato Angelo Sodano, il Papa esprime “viva
solidarietà” ai genitori e ai familiari, colpiti da
“profonda angoscia” per il “brutale rapimento” del
bambino di 17 mesi. Il Santo Padre conclude il suo
messaggio invocando la protezione della Vergine,
assicurando la sua preghiera ed impartendo la sua
benedizione apostolica quale proprio gesto di conforto. Intanto
proseguono le indagini sul sequestro. Lucia Musti,
il magistrato della Direzione distrettuale antimafia di
Bologna, ha detto che si tratta di un caso difficilissimo.
In Procura, a Parma, vengono
ora ascoltati due operai come persone informate sui fatti.
I genitori del piccolo Tommaso, invece, convocati nella
caserma dei carabinieri di Fidenza, non hanno riconosciuto
gli oggetti reperiti durante la notte dalle forze
dell’ordine sulle sponde del fiume Taro come
appartenenti al bimbo: un pannolino ed una tutina. Gli
oggetti ritrovati saranno comunque sottoposti a indagini
scientifiche per verificare se sono
stati utilizzati per il piccolo. E nei giorni
scorsi diversi gli appelli dei genitori ai rapitori a
somministrare a Tommaso il Tegretol,
farmaco necessario alla malattia del bambino che soffre di
epilessia.
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E
l’appello del Papa per il rilascio immediato del piccolo
Tommaso viene ribadito con
forza ai nostri microfoni da mons. Cesare Bonicelli,
vescovo di Parma, raggiunto telefonicamente nella città
emiliana da Alessandro Gisotti:
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R.
– Il mio auspicio è tutto consonante a quello del Santo
Padre: “Liberatelo subito! Liberatelo subito!”. Il mio
auspicio è che la sofferenza di questo bambino abbia a
concludersi il più presto possibile e che questo bambino
possa tornare a casa veramente sano
e salvo e possa riprendere con gioia la sua vita.
D.
– Quanta solidarietà ha potuto sperimentare nei
confronti della famiglia del piccolo Tommaso in questi
giorni?
R.
– Una solidarietà enorme. E adesso si è aggiunta anche
la solidarietà del Santo Padre. Qui, restando a Parma,
tutti si sono uniti alla sofferenza della famiglia. In
modo particolare, si è unita la comunità cristiana, che
da domenica, subito, ha iniziato a pregare e a stringersi
attorno alla famiglia.
D.
– Mons. Bonicelli,
vuole rivolgere un appello, rinnovare un appello, ai
rapitori anche dai microfoni della Radio Vaticana?
R.
– Che i rapitori abbiano a mettersi veramente una mano
sul cuore, pensare a quale sofferenza avrebbero loro
stessi se un loro figlio venisse
rapito e che, quindi, questi rapitori abbiano a restituire
alla famiglia il piccolo Tommaso.
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Radio Vaticana,
8 marzo 2006
Tutti
trepidiamo per la sorte del piccolo Tommaso. Rivalersi su
un piccolo innocente, è la crudeltà peggiore che ci possa
essere. Lo ha detto la moglie del presidente della
Repubblica italiana, Franca Ciampi, riferendosi al caso di
Tommaso Onofri, il bimbo di 17
mesi rapito giovedì scorso nei pressi di Parma. Su questa
vicenda, gli inquirenti hanno chiesto un periodo di
silenzio stampa. Oltre ad
aderire a questa richiesta, che riguarda le indagini e le
attività della polizia, ci uniamo anche ai numerosi
appelli per il rilascio del bimbo. A questi appelli, tra i
quali quello rivolto ieri dal Papa per la “liberazione
immediata e senza condizioni del piccolo Tommaso”, si
aggiunge il parroco della chiesa di Sant’Andrea in Antoniano,
a Parma, che chiede ai sequestratori di pentirsi e di
restituire il bimbo all’affetto dei suoi genitori.
Ascoltiamo, al microfono di Antonella Palermo, proprio il
sacerdote, don Giacomo Spini:
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R.
– Tutti siamo sgomenti, siamo turbati di fronte a questa
tragedia. Tutti condannano il rapimento. Oltre a questa
condanna, scaturisce una preghiera, che viene
innalzata in modo costante e continuo, con fiducia, a Dio.
La preghiera che mi sembra forse più significativa è
quella che un bambino, coetaneo del fratello di 8 anni di
Tommaso, ha rivolto domenica scorsa. La preghiera è stata
rivolta nella comunità parrocchiale di Sant’Andrea,
dove Tommaso è stato battezzato il 2 aprile dello scorso
anno. Diceva così: “Pentitevi e non indurite i vostri
cuori”. Che queste parole arrivino ai rapitori, perché
restituiscano presto il piccolo Tommaso ai genitori.
D.
– Un’esortazione assolutamente evangelica. Tra l’altro
fatta in un tempo forte, come questo quaresimale,
che invita proprio da un lato al perdono e dall’altra
alla conversione del cuore…
R.
– Proprio nella liturgia di uno dei giorni scorsi si era
proposto come brano del Vangelo il testo di Matteo,
laddove Gesù ci dice: “Ogni volta che avete fatto
queste cose ad uno di questi miei
fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Il
male che è stato compiuto è già immane. Che ci possa
essere un ripensamento. L’auspicio è che questo
ripensamento possa dare spazio a comportamenti umani, alla
pietà verso un piccolo innocente. Credo che questo sia
anche l’augurio di tutti.
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