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INCONTRO
CON GLI ARCIVESCOVI METROPOLITI (30 GIUGNO
2006) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
30 giugno 2006
INCONTRO
FESTOSO OGGI NELL’AULA PAOLO VI, IN VATICANO, TRA IL
PAPA E GLI
ARCIVESCOVI METROPOLITI CHE IERI HANNO RICEVUTO IL PALLIO,
ACCOMPAGNATI DA FAMILIARI, AMICI E RAPPRESENTANTI DELLE
LORO DIOCESI
Festoso
incontro oggi nell’Aula Paolo VI in Vaticano tra il Papa
e gli arcivescovi metropoliti cui ieri ha imposto il
Pallio durante
la Messa
nella Solennità dei Santi Pietro
e Paolo. I presuli erano accompagnati dai familiari, gli
amici e una folta rappresentanza delle loro comunità
diocesane. Il servizio di Sergio Centofanti.
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Gioia
e affetto sono i due sentimenti che hanno caratterizzato
l’incontro nell’Aula Paolo VI. Tra gli arcivescovi che
ieri hanno ricevuto il Pallio figurano anche due
porporati: il cardinale Crescenzio Sepe,
nuovo arcivescovo di Napoli, e il cardinale Jorge
Liberato Urosa Savino,
arcivescovo di Caracas. Dei 27 metropoliti 11 provengono
dalle Americhe, 8 dall’Europa, 5 dall’Africa, 3
dall’Asia:
“La
diversa loro provenienza manifesta l’indole cattolica
della Chiesa: da ogni parte della terra i fedeli delle
diverse Chiese particolari si sentono uniti alla Sede di
Pietro con un singolare vincolo di comunione, che è ben
espresso anche dall’insegna liturgica del Pallio
rivestito dai loro Metropoliti”.
Il
Papa approfondisce il significato del Pallio: una stola
fatta con la lana di agnello, “simbolo di Gesù,
l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo e Buon
Pastore” che vigila sul suo amato gregge. Il Signore
- ha detto il Papa - continua “a prendersi cura
del suo popolo, non lasciando mancare ad esso pastori e
guide sicure”:
“Non
possiamo non prendere consapevolezza che ciascuno di noi,
secondo la propria vocazione, è chiamato a lavorare
solertemente nella sua vigna, per essere tutti membra vive
del suo Corpo mistico che è
la Chiesa. Siamo
infatti ‘impiegati come
pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale -
ricorda l’apostolo Pietro -per offrire sacrifici
spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo’
”.
Il
Papa, infine, invoca l’intercessione di Maria, Madre
della Chiesa, perché aiuti i pastori “ad essere sempre
fedeli” alla loro missione.
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DISCORSI
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
AGLI ARCIVESCOVI METROPOLITI
CHE HANNO RICEVUTO IL SACRO PALLIO
NELLA SOLENNITÀ DEI SANTI APOSTOLI PIETRO E PAOLO
Aula
Paolo VI
Venerdì, 30 giugno 2006
Cari
fratelli e sorelle,
l’odierno
incontro è come un’eco della solenne celebrazione che
si è svolta ieri nella Basilica Vaticana, durante la
quale ho avuto la gioia di imporre il Pallio agli
Arcivescovi Metropoliti qui presenti con i familiari, gli
amici e una folta rappresentanza delle loro comunità
diocesane. La diversa loro provenienza manifesta
l’indole cattolica della Chiesa: da ogni parte della
terra i fedeli delle diverse Chiese particolari si sentono
uniti alla Sede di Pietro con un singolare vincolo di
comunione, che è ben espresso anche dall’insegna
liturgica del Pallio rivestito dai loro Metropoliti.
Saluto con affetto ciascuno di voi, venerati e cari
Fratelli, e con voi saluto i vostri fedeli venuti in
pellegrinaggio presso la tomba degli Apostoli.
Un
affettuoso saluto in primo luogo a voi, venerati e cari
Pastori della Chiesa che è in Italia! Saluto Lei, Signor
Cardinale Crescenzio Sepe, che, dopo diversi anni di
diretto servizio alla Santa Sede, è stato chiamato ad
essere Pastore dell’illustre Arcidiocesi di Napoli; a
Lei, Mons. Tommaso Valentinetti, Arcivescovo di
Pescara-Penne; a Lei, Mons. Luigi Conti, Arcivescovo di
Fermo; a Lei, Mons. Ignazio Sanna, Arcivescovo di
Oristano; a Lei, Mons. Andrea Mugione, Arcivescovo di
Benevento. Colui che vi ha scelto come Pastori del suo
gregge, il Signore Gesù, vi sostenga nel vostro
quotidiano servizio e con la forza dello Spirito Santo vi
renda fedeli araldi del Vangelo.
Je salue
chaleureusement les pèlerins venus de France et d’Afrique
pour accompagner les nouveaux archevêques métropolitains
auxquels j’ai eu la joie de remettre le pallium, signe
de communion toute particulière avec le Siège de Pierre.
Mes salutations vont à Mgr Odon Razanakolona, archevêque
de Antananarivo (Madagascar), à Mgr Cornelius Esua,
archevêque de Bamenda (Cameroun), à Mgr François-Xavier
Maroy Rusengo, archevêque de Bukavu (RDC), à Mgr
Jean-Pierre Kutwa, archevêque d’Abidjan (Côte d’Ivoire),
à Mgr Georges Pontier, archevêque de Marseille (France).
À travers vous, ce sont tous les fidèles de vos diocèses
et de vos pays que je porte dans la prière. Me sentant
tout spécialement proche en ce moment de l’Afrique, je
demande au Seigneur d’aider les pays à avancer sur le
chemin de la paix et dans la voie du développement des
personnes et des peuples. Puissiez-vous devenir chaque
jour davantage des témoins du Christ, avec le souci d’annoncer
l’Évangile à vos frères et de les aider à aimer
toujours davantage notre Père des cieux et l’Église.
I extend
a cordial greeting to the English-speaking Metropolitan
Archbishops upon whom I conferred the Pallium
yesterday: Archbishop George Niederauer of San Francisco
(USA): Archbishop Daniel DiNardo of Galveston-Houston
(USA); Archbishop José Serofia Palma of Palo (Philippines);
Archbishop Antonio Javellana Ledesma of Cagayan de Oro (Philippines);
Archbishop Sylvain Lavoie of Keewatin-Le Pas (Canada) and
Archbishop Donald Wuerl of Washington (USA). I also
welcome their family members and friends, and the faithful
from their Archdioceses who have accompanied them to Rome.
The Pallium is worn by Archbishops as a symbol of their
hierarchical communion with the Successor of Peter in the
governance of God’s People. It is made of
sheepswool, as a symbol of Jesus Christ, the Lamb of God
who takes away the sins of the world and the Good Shepherd
who keeps vigilant watch over his beloved flock.
This vestment reminds Bishops, as vicars of Christ in
their local Churches, that they are called to be shepherds
after the heart of Jesus. To all of you I
affectionately impart my Apostolic Blessing as a pledge of
joy and peace in the Lord.
Saludo
con afecto a los Arzobispos de lengua española y a
cuantos les han acompañado en la significativa ceremonia
de la imposición del Palio, que los distingue y
manifiesta su función como Metropolitanos. Me refiero a
los Arzobispos Jorge Liberato Urosa Savino, de Caracas;
Jorge Enrique Jiménez Carvajal, de Cartagena; Fabriciano
Sigampa, de Resistencia, y José Luis Mollaghan, de
Rosario. Queridos fieles que los acompañáis, os ruego
que sigáis cercanos a ellos con la oración y la
colaboración generosa, constante y leal, para que cumplan
su misión según los deseos de Dios.Ruego a la Santísima
Virgen María, tan entrañablemente venerada en vuestras
tierras – Venezuela, Colombia y Argentina –, que
aliente el ministerio de los Arzobispos y acompañe con
ternura a los sacerdotes, comunidades religiosas y fieles
de sus Arquidiócesis. Llevadles a todos mi afectuoso
saludo, junto con la Bendición Apostólica, que ahora os
imparto de corazón.
A Igreja
no Brasil alegra-se hoje, pois as sedes arquiepiscopais de
São Luís do Maranhão, Ribeirão Preto e Londrina estão
em festa com a imposição do Pálio aos seus novos
Arcebispos Mons. José Belisário da Silva, Mons. Joviano
de Lima Júnior e Mons. Orlando Brandes, que hoje estão
acompanhados pelos seus sacerdotes, fiéis e familiares.
Por isso, desejo saudar com afeto vossas Igrejas
particulares, fazendo votos por que esta significativa
celebração ajude a reforçar a unidade e a comunhão com
a Sé Apostólica, e estimule uma generosa dedicação
pastoral dos seus bispos para o crescimento da Igreja e a
salvação das almas.
Witam
pielgrzymów z Polski. Jest zwyczajem Kościoła,
że w Uroczystość świętych Apostołów
Piotra i Pawła nowo mianowani metropolici, otrzymują
paliusze. Jest to znak szczególnej więzi każdego
metropolity z Następcą Świętego Piotra.
Wczoraj wśród metropolitów pochodzących z różnych
stron świata, paliusz przyjął również
wasz rodak, nowy metropolita warmiński, arcybiskup
Wojciech Ziemba. Życzę Jemu i wszystkim
metropolitom w Polsce obfitych łask Bożych w posłudze
apostolskiej w jedności z Następcą Piotra.
Obecnym tu pielgrzymom, którzy towarzyszą nowemu
Metropolicie z serca błogosławię. Niech będzie
pochwalony Jezus Chrystus.
[Saluto i
pellegrini provenienti dalla Polonia. E’ un’abitudine
della Chiesa che nella Solennità dei Santi Apostoli
Pietro e Paolo i nuovi Metropoliti ricevano il Pallio.
E’ un segno di un particolare legame di ogni Metropolita
con il Successore di Pietro. Ieri, tra i Metropoliti
provenienti da varie parti del mondo, anche il vostro
connazionale, l’Arcivescovo Wojciech Ziemba, Metropolita
di Warmia, ha ricevuto il Pallio. Auguro a Lui e a tutti i
Metropoliti in Polonia abbondanti doni nel ministero
apostolico, in unione con il Successore di Pietro. A tutti
i pellegrini qui presenti, che accompagnano il nuovo
Metropolita, imparto di cuore la mia benedizione. Sai
lodato Gesù Cristo!]
Z
veseljem pozdravljam mariborskega nadškofa monsignorja
Franca Krambergerja, ki sem mu včeraj podelil palij.
Dragi brat v škofovski službi! Naj Ti bosta sveta
apostola Peter in Pavel, velika služabnika edinosti
Cerkve, vzor pri Tvojem delu za blagor Božjega ljudstva,
ki Ti je zaupano. Pozdravljam tudi vse Slovence - Tvoje
rojake, ki Te danes tukaj spremljajo. Vsem vam iz srca
podeljujem apostolski blagoslov.
[Rivolgo
un cordiale saluto all'Arcivescovo di Maribor, Mons. Franc
Kramberger, al quale ieri ho conferito il pallio. Caro
fratello nell'Episcopato, i santi Apostoli Pietro e Paolo,
grandi servitori dell'unità della Chiesa, ti siano di
modello nel tuo impegno per il bene del Popolo di Dio che
ti è stato affidato. Saluto anche tutti gli Sloveni -
tuoi connazionali - che oggi ti accompagnano. A tutti
imparto di cuore l'Apostolica Benedizione.]
Cari
fratelli e sorelle, anche questo nostro incontro pone in
luce come il Signore continui a prendersi cura del suo
popolo, non lasciando mancare ad esso pastori e guide
sicure. Mentre lo ringraziamo, non possiamo non prendere
consapevolezza che ciascuno di noi, secondo la propria
vocazione, è chiamato a lavorare solertemente nella sua
vigna, per essere tutti membra vive del suo Corpo mistico
che è la Chiesa. Siamo infatti “impiegati come pietre
vive per la costruzione di un edificio spirituale -ricorda
l’apostolo Pietro- per offrire sacrifici spirituali
graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo” (1 Pt
2,5). Maria, Madre della Chiesa, interceda per noi e ci
aiuti ad essere sempre fedeli a questa nostra missione. A
tutti voi e alle comunità diocesane da cui provenite
assicuro un quotidiano ricordo nella preghiera, mentre vi
imparto volentieri la mia Benedizione.
©
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