Benedetto
XVI visiterà fino al 14 settembre i luoghi in cui ha
vissuto ed operato prima della sua elezione a Sommo
Pontefice: il paese natale Marktl am Inn, Altötting,
Ratisbona, Frisinga, Monaco. Il viaggio inizia con la
preghiera del Papa davanti alla Colonna di Maria, nella
Marienplatz di Monaco: Benedetto XVI affida nuovamente la
Baviera alla protezione della Madre di Dio. Ma veniamo
alla cerimonia di benvenuto all’aeroporto di Monaco.
Ecco il testo completo del primo discorso di Benedetto XVI
in Baviera:
************
Signor Presidente della Repubblica,
Signora Cancelliere e Signor Ministro Presidente,
Signori Cardinali, venerati Fratelli nell'Episcopato,
Illustri Signori, gentili Signore!
Con viva emozione metto oggi, per la prima volta dopo la
mia elevazione alla Cattedra di Pietro, il piede su Terra
tedesca e bavarese. Torno nella mia Patria, tra la mia
gente, col programma di visitare alcuni luoghi che hanno
avuto un'importanza fondamentale nella mia vita. Sono
grato al Signor Presidente della Repubblica, Dr. Horst Köhler,
per le espressioni di cordiale benvenuto che mi ha
rivolto. In esse ho percepito l'eco fedele dei sentimenti
dell'intero nostro popolo. Ringrazio la Signora
Cancelliere, Dr. Angela Merkel, e il Signor Ministro
Presidente, Dr. Edmund Stoiber, per la gentilezza con cui
hanno voluto onorare il mio arrivo in terra tedesca. Il
mio saluto riconoscente si estende inoltre ai membri del
Governo, alle Personalità ecclesiastiche, civili e
militari qui convenute, come anche a tutti coloro che
hanno voluto essere presenti per accogliermi in questa
visita per me tanto importante.
In questo momento emergono nel mio animo molti ricordi
degli anni passati a Monaco e Ratisbona: sono ricordi di
persone e di vicende che hanno lasciato in me una traccia
profonda. Consapevole di quanto ho ricevuto, sono qui
innanzitutto per esprimere il vivo senso di riconoscenza
che provo verso tutti coloro che hanno contribuito a
formare la mia personalità. Ma sono qui anche come
Successore dell'apostolo Pietro, per riaffermare e
confermare i profondi legami che esistono tra la Sede di
Roma e la Chiesa nella nostra Patria.
Sono legami che hanno una storia secolare, alimentata
dalla ferma adesione ai valori della fede cristiana, una
adesione della quale possono vantarsi in modo particolare
proprio le regioni bavaresi. Ne danno testimonianza
monumenti famosi, maestose cattedrali, statue e dipinti di
grande valore artistico, opere letterarie, iniziative
culturali e soprattutto tante vicende di singoli e di
comunità nelle quali si rispecchiano le convinzioni
cristiane delle generazioni che si sono succedute su
questa Terra a me tanto cara. I rapporti della Baviera con
la Santa Sede, pur con qualche momento di tensione, sono
sempre stati improntati a rispettosa cordialità. Nelle
ore decisive della sua storia, poi, il popolo bavarese ha
sempre confermato la sua sincera devozione alla Cattedra
di Pietro ed il fermo attaccamento alla fede cattolica. La
Mariensäule, che s'innalza nella piazza centrale di
Monaco, ne è eloquente testimonianza.
Il contesto sociale odierno è sotto molti aspetti diverso
da quello del passato. Penso tuttavia che siamo tutti
uniti nella speranza che le nuove generazioni restino
fedeli al patrimonio spirituale che, attraverso tutte le
crisi della storia, ha resistito. La mia visita alla Terra
che mi ha dato i natali vuol essere anche un
incoraggiamento in questo senso: la Baviera è una parte
della Germania; appartenendo alla storia della Germania
nei suoi alti e bassi, può con buona ragione essere fiera
delle tradizioni ereditate dal passato. Il mio augurio è
che tutti i miei compatrioti nella Baviera e nell'intera
Germania si facciano parte attiva nella trasmissione dei
valori fondamentali della fede cristiana ai cittadini di
domani. Ben volentieri avrei esteso la mia visita anche ad
altre parti della Germania, per toccare tutte le varie
Chiese locali, in particolare quelle alle quali mi legano
personali ricordi. Molti sono stati i segni di affetto che
ho ricevuto da tutte le parti e specialmente dalle Diocesi
bavaresi in questo inizio di Pontificato. Colgo volentieri
anche questa occasione per esprimere a tutti la mia
gratitudine, mentre affido alla Provvidenza la possibilità
di futuri incontri con quelle Chiese particolari.
Adempio infine il gradito dovere di rivolgere una sentita
parola di apprezzamento per quanto è stato fatto in
preparazione degli appuntamenti previsti per i prossimi
giorni per assicurare il sereno svolgimento delle varie
fasi della visita. Inoltre desidero salutare con grande
affetto tutti gli abitanti della Baviera e dell'intera
Germania: non penso soltanto ai fedeli cattolici, ai quali
la mia visita è in primo luogo diretta, ma anche agli
aderenti alle altre Chiese e Comunità ecclesiali, in modo
particolare ai cristiani luterani e ortodossi. Saluto
infine i seguaci di altre religioni, come pure tutte le
persone di buona volontà che hanno a cuore la pace e la
serenità del Paese. Voglia il Signore benedire gli sforzi
di tutti in vista dell'edificazione di un futuro di
autentico benessere umano a vantaggio dell'intera comunità
nazionale. Affido questi voti alla Vergine Maria, venerata
in questa Terra col titolo di Patrona Bavariae. Lo faccio
con le parole di Jakob Balde, consegnate in una
invocazione divenuta classica: Rem regem regimen regionem
religionem conserva Bavaris, Virgo Patrona, tuis! -
Conserva ai tuoi Bavaresi, o Vergine Patrona, i beni,
l'autorità politica, il Paese, la religione!
A tutti i presenti un cordiale "Grüß Gott!"
*************
CERIMONIA
DI BENVENUTO
-
FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Signor
Presidente della Repubblica,
Signora Cancelliere e Signor Ministro Presidente,
Signori Cardinali, venerati Fratelli nell'Episcopato,
Illustri Signori, gentili Signore,
Cari compaesani!
Con viva
emozione metto oggi, per la prima volta dopo la mia
elevazione alla Cattedra di Pietro, il piede su Terra
tedesca-bavarese. Torno nella mia Patria, tra la mia
gente, col programma di visitare alcuni luoghi che hanno
avuto un'importanza fondamentale nella mia vita. La
ringrazio, Signor Presidente della Repubblica, per le
espressioni di cordiale benvenuto che mi ha rivolto. In
queste parole ho percepito l'eco fedele dei sentimenti
dell'intero nostro popolo. Ringrazio la Signora
Cancelliere, Dr. Angela Merkel, e il Signor Ministro
Presidente, Dr. Edmund Stoiber, per la gentilezza con cui
hanno voluto onorare il mio arrivo in terra tedesca e
bavarese. Il mio saluto riconoscente si estende inoltre ai
membri del Governo, alle Personalità ecclesiastiche,
civili e militari qui convenute, come anche a tutti coloro
che hanno voluto essere presenti per accogliermi in questa
visita per me tanto importante.
In questo
momento emergono nel mio animo molti ricordi degli anni
passati a Monaco e Ratisbona: sono ricordi di persone e di
vicende che hanno lasciato in me una traccia profonda.
Consapevole di quanto ho ricevuto, sono qui innanzitutto
per esprimere il vivo senso di riconoscenza che provo
verso tutti coloro che hanno contribuito a formare la mia
personalità nei decenni della mia vita. Ma sono qui anche
come Successore dell'apostolo Pietro, per riaffermare e
confermare i profondi legami che esistono tra la Sede di
Roma e la Chiesa nella nostra Patria.
Sono
legami che hanno una storia secolare, alimentata dalla
ferma adesione ai valori della fede cristiana, una
adesione della quale possono vantarsi in modo particolare
proprio le regioni bavaresi. Ne danno testimonianza
monumenti famosi, maestose cattedrali, statue e dipinti di
grande valore artistico, opere letterarie, iniziative
culturali e soprattutto tante vicende di singoli e di
comunità nelle quali si rispecchiano le convinzioni
cristiane delle generazioni che si sono succedute su
questa Terra a me tanto cara. I rapporti della Baviera con
la Santa Sede, pur con qualche momento di tensione, sono
sempre stati improntati a rispettosa cordialità. Nelle
ore decisive della sua storia, poi, il popolo bavarese ha
sempre confermato la sua profonda devozione alla Cattedra
di Pietro ed il fermo attaccamento alla fede cattolica. La
Mariensäule, che s'innalza nella piazza centrale
della nostra capitale Monaco, ne è eloquente
testimonianza.
Il
contesto sociale odierno è sotto molti aspetti diverso da
quello del passato. Penso tuttavia che siamo tutti uniti
nella speranza che le nuove generazioni restino fedeli al
patrimonio spirituale che, attraverso tutte le crisi della
storia, ha resistito. La mia visita alla Terra che mi ha
dato i natali vuol essere anche un incoraggiamento in
questo senso: la Baviera è una parte della Germania,
appartenendo alla storia della Germania nei suoi alti e
bassi, e può con buona ragione essere fiera delle
tradizioni ereditate dal passato. Il mio augurio è che
tutti i miei compatrioti nella Baviera e nell'intera
Germania si facciano parte attiva nella
trasmissione ai cittadini di domani dei valori
fondamentali della fede cristiana, che ci sostiene tutti e
che non divide, ma apre e avvicina le persone appartenenti
a popoli, culture e religioni diverse. Ben volentieri
avrei esteso la mia visita anche ad altre parti della
Germania, per toccare tutte le varie Chiese locali, in
particolare quelle alle quali mi legano personali ricordi.
Molti sono stati i segni di affetto che ho ricevuto da
tutte le parti e specialmente dalle Diocesi bavaresi in
questo inizio di Pontificato e nel corso di tutti questi
anni. Ciò mi rafforza di giorno in giorno. Per questo
desidero cogliere questa occasione per esprimere a voi
tutti la mia profonda gratitudine. Ho anche potuto leggere
e seguire quanto è stato fatto in queste settimane e in
questi mesi, quante persone hanno contribuito con tutte le
loro forze, affinché questa visita sia bella. E ora
rendiamo grazie al Signore che ci dona anche il cielo
bavarese, perché questo noi non lo potevamo ordinare.
Grazie! Che Dio vi ripaghi per tutto quello che è stato
fatto dalle più diverse parti – avrò modo di tornarci
ancora anche in altre occasioni – per garantire uno
svolgimento sereno di questa visita e di questi giorni.
Oltre
questo saluto a voi, cari compatrioti – vedo qui davanti
a me le tappe del mio cammino, da Marktl e Tittmoning ad
Aschau, Traunstein, Regensburg, e München – oltre che a
voi desidero naturalmente rivolgere il mio saluto con
grande affetto a tutti gli abitanti della Baviera e
dell'intera Germania: non penso soltanto ai fedeli
cattolici, ai quali la mia visita è in primo luogo
diretta, ma anche agli aderenti alle altre Chiese e
Comunità ecclesiali, in modo particolare ai cristiani
evangelici e ortodossi. Lei, caro signor Presidente della
Repubblica, con le sue parole ha interpretato i pensieri
del mio cuore: anche se cinquecento anni non si possono
semplicemente rimuovere in modo burocratico o per mezzo di
discorsi intelligenti, ci impegneremo col cuore e con la
ragione a convergere gli uni verso gli altri.
Saluto
infine i seguaci di altre religioni e tutte le persone di
buona volontà che hanno a cuore la pace e la serenità
del Paese e del mondo. Voglia il Signore benedire gli
sforzi di tutti in vista dell'edificazione di un futuro di
autentico benessere e basato su quella giustizia che crea
la pace. Affido questi voti alla Vergine Maria, venerata
in questa nostra Terra col titolo di Patrona Bavariae. Lo
faccio con le parole classiche di Jakob Balde, iscritte
qui ai piedi della Mariensäule: Rem regem regimen
regionem religionem conserva Bavaris, Virgo Patrona, tuis!
- Conserva ai tuoi Bavaresi, o Vergine Patrona, i
beni, o come si dice in dialetto "la roba",
l'autorità politica, il Paese, la religione!