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UDIENZA
AI DELEGATI DELLE CONF. EPISCOPALI E ORGANISMI
ECUMENICI D'EUROPA |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
26 gennaio 2006
BENEDETTO
XVI RINNOVA IL SUO L’IMPEGNO PRIORITARIO PER LA PIENA
E
VISIBILE UNITA’
DEI CRISTIANI. OGGI L’UDIENZA A 150 DELEGATI DI CHIESE,
CONFERENZE EPISCOPALI, COMUNITA’ E ORGANISMI ECUMENICI
D’EUROPA: IL PAPA RACCOMANDA DI
RISCOPRIRE LE RADICI CRISTIANE DEL CONTINENTE, DANDO
SPAZIO AI VALORI ETICI
Benedetto
XVI ha rinnovato il suo impegno prioritario – già
espresso all’inizio del suo Pontificato - per la piena e
visibile unità di tutti i cristiani. La solenne promessa
durante l’udienza stamane in Vaticano alla Commissione
preparatoria della III Assemblea ecumenica europea,
riunita in questi giorni a Roma, prima tappa di un
itinerario spirituale che avrà il suo culmine a Sibiu, in
Romania, nel settembre 2007. L’incontro di oggi nella
Sala Clementina - presenti 150 delegati di Chiese,
Conferenze episcopali, comunità e organismi ecumenici
d'Europa - giunge dopo la cerimonia di chiusura ieri
pomeriggio nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, alla
quale ha partecipato il Santo Padre, della Settimana di
preghiera per l’Unità dei cristiani. Il servizio di
Roberta Gisotti.
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Proprio
qui a Roma – ha detto il Papa - avete iniziato il vostro
pellegrinaggio, dove gli apostoli Pietro e Paolo per primi
hanno annunciato quel Vangelo “che come cristiani siamo
chiamati a proclamare e testimoniare all’Europa di
oggi”. Ed il tema scelto, “La luce di Cristo illumina
tutti. Speranza di rinnovamento e unità in Europa”,
indica – ha sottolineato Benedetto XVI - “la vera
priorità” di professare la fede “nell’odierno
contesto culturale, spesso segnato dal relativismo e
dall’indifferenza”, quindi “un servizio
indispensabile da rendere alla Comunità Europea, che in
questi anni ha allargato i suoi confini”. Ma “perché
sia fruttuoso il processo di unificazione” – ha
aggiunto - “l’Europa ha bisogno di riscoprire le sue
radici cristiane, dando spazio ai valori etici, che fanno
parte del suo vasto e consolidato patrimonio
spirituale”. Ma c’è una condizione da rispettare:
“Tuttavia
la presenza di noi cristiani sarà incisiva e illuminante
solo se avremo il coraggio di percorrere con decisione la
via della riconciliazione e dell’unità”.
E
questo “sforzo” è richiesto a tutti - ha spiegato il
Santo Padre - perché tutti abbiamo “una specifica
responsabilità” nel cammino ecumenico dei cristiani in
Europa e nel mondo:
“Dopo la caduta
del muro, che divideva i Paesi dell’Oriente e
dell’Occidente in Europa, è più facile l’incontro
tra i popoli; ci sono più opportunità per accrescere la
conoscenza e la stima reciproca, con un arricchente mutuo
scambio di doni; si avverte il bisogno di affrontare uniti
le grandi sfide del momento, a iniziare da quella della
modernità e della secolarizzazione. L’esperienza
dimostra ampiamente che il dialogo sincero e fraterno
genera fiducia, elimina le paure e i preconcetti, scioglie
le difficoltà e apre al confronto sereno e
costruttivo”.
Poi
la rinnovata promessa di Benedetto XVI:
“Cari
amici, per quanto mi concerne rinnovo qui la decisa volontà,
manifestata all’inizio del mio pontificato, di assumermi
come prioritario impegno quello di lavorare senza
risparmio di energie alla ricostituzione della piena e
visibile unità di tutti i seguaci di Cristo”.
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DISCORSO
DEL PAPA
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FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
fratelli e sorelle!
Con gioia
vi do il benvenuto e vi ringrazio per la vostra presenza.
Saluto ciascuno di voi e, attraverso voi, saluto le
Conferenze episcopali, le comunità e gli organismi
ecumenici dell’Europa. Un saluto speciale rivolgo ai
Presidenti del Consiglio delle Conferenze episcopali
d’Europa e della Conferenza delle Chiese europee e li
ringrazio perché hanno voluto farsi interpreti dei vostri
fraterni sentimenti. La vostra visita è un’ulteriore
occasione per porre in luce i vincoli di comunione che ci
legano in Cristo, e rinnovare la volontà di operare
insieme perché quanto prima si giunga alla piena unità.
Sono
particolarmente contento quest’oggi di incontrarvi
nuovamente dopo aver partecipato ieri nella Basilica di
san Paolo alla conclusione della Settimana di preghiera
per l’unità dei Cristiani. Voi avete voluto iniziare il
pellegrinaggio ecumenico europeo, che avrà il suo culmine
nell’assemblea di Sibiu, in Romania, nel settembre 2007,
proprio qui da Roma, dove ebbero luogo la predicazione e
il martirio degli apostoli Pietro e Paolo. E questo è
quanto mai significativo perché gli Apostoli ci hanno per
primi annunciato quel Vangelo che, come cristiani, siamo
chiamati a proclamare e testimoniare all’Europa di oggi.
E’ proprio per dare maggior efficacia a tale annuncio
che noi vogliamo procedere con coraggio nel cammino della
ricerca della piena comunione. Il tema che avete scelto
per tale itinerario spirituale - "La luce di
Cristo illumina tutti. Speranza di rinnovamento e unità
in Europa" - indica che è questa la vera priorità
per l’Europa: impegnarsi perché la luce di Cristo
risplenda e illumini con rinnovato vigore i passi del
Continente europeo all’inizio del nuovo millennio. Mi
auguro che ogni tappa di questo pellegrinaggio sia segnata
dalla luce di Cristo e che la prossima Assemblea Ecumenica
Europea possa contribuire a rendere più consapevoli i
cristiani dei nostri Paesi circa il dovere di testimoniare
la fede nell’odierno contesto culturale, spesso segnato
dal relativismo e dall’indifferenza. E’ questo un
servizio indispensabile da rendere alla Comunità Europea,
che in questi anni ha allargato i suoi confini.
In
effetti, perché sia fruttuoso il processo di unificazione
che ha avviato, l’Europa ha bisogno di riscoprire le sue
radici cristiane, dando spazio ai valori etici che fanno
parte del suo vasto e consolidato patrimonio spirituale.
Tocca a noi discepoli di Cristo il compito di aiutare
l’Europa a prendere coscienza di questa sua peculiare
responsabilità nel consesso dei popoli. Tuttavia la
presenza di noi cristiani sarà incisiva e illuminante
solo se avremo il coraggio di percorrere con decisione la
via della riconciliazione e dell’unità. Mi risuona
nella mente l’interrogativo che l’amato Predecessore
Giovanni Paolo II ebbe a porsi nell’Omelia durante la
celebrazione ecumenica in occasione della prima Assemblea
speciale del Sinodo dei Vescovi per l’Europa il 7
dicembre 1991: "Nell’Europa in cammino verso
l’unità politica possiamo forse ammettere che sia
proprio la Chiesa di Cristo un fattore di disunione e di
discordia? Non sarebbe questo uno degli scandali più
grandi del nostro tempo?" (Insegnamenti,
XIV/2, 1991, p. 1330). Quanto importante è trovare
in Cristo la luce per avanzare in maniera concreta verso
l’unità! Questo sforzo è richiesto a tutti, cari
rappresentanti delle Chiese e delle Comunità ecclesiali
in Europa, perché tutti abbiamo una specifica
responsabilità per quanto concerne il cammino ecumenico
dei cristiani nel nostro Continente e nel resto del mondo.
Dopo la caduta del muro, che divideva i Paesi
dell’Oriente e dell’Occidente in Europa, è più
facile l’incontro tra i popoli; ci sono più opportunità
per accrescere la conoscenza e la stima reciproca, con un
arricchente mutuo scambio di doni; si avverte il bisogno
di affrontare uniti le grandi sfide del momento, a
iniziare da quella della modernità e della
secolarizzazione. L’esperienza dimostra ampiamente che
il dialogo sincero e fraterno genera fiducia, elimina le
paure e i preconcetti, scioglie le difficoltà e apre al
confronto sereno e costruttivo.
Cari
amici, per quanto mi concerne rinnovo qui la decisa volontà,
manifestata all’inizio del mio pontificato, di assumermi
come prioritario impegno quello di lavorare senza
risparmio di energie alla ricostituzione della piena e
visibile unità di tutti i seguaci di Cristo. Vi ringrazio
ancora per la vostra gradita visita e chiedo a Dio di
accompagnare con il suo Spirito i vostri sforzi per
preparare la prossima Assemblea Ecumenica Europea a Sibiu.
Il Signore benedica le vostre famiglie, le Comunità, le
Chiese e quanti in ogni regione d’Europa si proclamano
discepoli di Cristo.
©
Copyright 2005 - Libreria Editrice Vaticana
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