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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 15 agosto 2007
L'amore,
apparente debolezza di Dio, vince il potere dell'egoismo
assoluto, del terrore e della violenza: così il Papa
nella Messa per la Festa dell'Assunta
“Tutta
la storia umana è una lotta tra due amori: l’amore di
Dio fino al dono di sé e l’amore di sé fino al
disprezzo di Dio, fino all’odio degli altri”: è
quanto ha detto il Papa questa mattina, citando Sant’Agostino,
durante la Messa da lui presieduta nella Parrocchia di San
Tommaso da Villanova, a Castel Gandolfo, nella Solennità
dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Benedetto XVI
ha affermato che la festa odierna c'invita alla fiducia,
perchè l'amore, apparente debolezza di Dio, alla fine,
vince quello che sembra il potere assoluto dell'odio e
della violenza. Poi, all'Angelus, a mezzogiorno, il Papa
ha rivolto il suo saluto ai giovani partecipanti ad un
pellegrinaggio al Santuario mariano di Mariazell, dove si
recherà l'8 settembre prossimo. Il servizio di Sergio
Centofanti.
Il Pontefice ha commentato la lettura odierna
dell’Apocalisse con le due immagini della donna vestita
di sole, segno dell'amore di Dio, e dell’enorme drago
rosso, segno dell'amore di sé. Con la figura del drago -
ha sottolineato - San Giovanni voleva indicare il potere
degli imperatori romani anticristiani da Nerone a
Domiziano: “un potere che appariva illimitato, un potere
militare, politico, economico, propagandistico”:
"Davanti a questo potere la fede, la Chiesa,
appariva come una donna inerme, senza possibilità di
sopravvivere, tanto meno di vincere. Chi poteva opporsi a
questo potere onnipresente che sembrava in grado di fare
tutto? E tuttavia sappiamo che alla fine ha vinto la donna
inerme, ha vinto non l’egoismo, non l’odio; ha vinto
l’amore di Dio e l’Impero romano si è aperto alla
fede cristiana”.
Il drago dunque – ha affermato – rappresenta “il
potere dell’egoismo assoluto, del terrore, della
violenza”. E rappresenta le dittature anticristiane di
tutti i tempi, come il nazismo e lo stalinismo, nel secolo
scorso. Sembrava impossibile che "la fede potesse
sopravvivere": ma anche qui alla fine "l’amore
è stato più forte dell’odio”. E oggi il drago – ha
aggiunto – esiste in forme nuove:
“Esiste nella forma delle ideologie materialiste,
che ci dicono: 'è assurdo pensare a Dio, è assurdo
osservare i comandamenti di Dio, è cosa di un tempo
passato. Vale soltanto vivere la vita per sé. Prendere in
questo breve momento della vita tutto quanto ci è
possibile prendere. Vale solo il consumo, l’egoismo, il
divertimento. Questa è la vita. Così dobbiamo vivere!' E
di nuovo sembra assurdo, impossibile opporsi a questa
mentalità dominante, con tutta la sua forza mediatica,
propagandista. Sembra impossibile oggi ancora pensare a un
Dio che ha creato l’uomo e che si è fatto bambino e che
sarebbe il vero dominatore. Anche adesso questo dragone
appare invincibile, ma anche adesso resta vero che Dio è
più forte del dragone, che vince l’amore e non
l’egoismo”.
Poi il Papa ha commentato la figura della donna: è
vestita di sole perché vive della luce di Dio, e ha la
luna sotto i piedi, perché "ha lasciato dietro di sé
la morte". E ci dice: “Coraggio! Alla fine vince
l’amore!" Abbiate il coraggio di vivere nell'amore
"anche contro tutte le minacce del dragone”. La
donna – ricorda il Papa – partorisce nel dolore: segno
della “Chiesa pellegrina di tutti i tempi: in tutte le
generazioni deve partorire di nuovo Cristo, portarlo al
mondo con grande dolore in questo mondo sofferente”. Una
Chiesa perseguitata dal drago in tutti i tempi ma che in
tutti i tempi vive della luce di Dio. E così in tutte le
tribolazioni la Chiesa, soffrendo, vince "contro
tutte le ideologie dell’odio e dell’egoismo". E
il drago anche oggi vuol divorare il Dio fattosi bambino
ma non bisogna temere perchè "anche oggi questo Dio
debole è forte, è la vera forza". E così la festa
dell’Assunzione è un invito ad avere fiducia:
"E' l'invito ad avere fiducia in Dio e anche un
invito ad imitare Maria, come Ella stessa ha detto: 'Sono
la serva del Signore, mi metto a disposizione del Signore'.
Questa è la lezione: andare sulla sua strada; dare la
nostra vita e non prendere la vita. E proprio così siamo
sul cammino dell'amore che è un perdersi, ma un perdersi
che in realtà è l’unico cammino per trovarsi
veramente, per trovare la vera vita".
La festa dell’Assunzione è allora la "festa
della gioia" – ha concluso il Papa: "Dio
vince. La fede apparentemente debole è la vera forza del
mondo. L’amore è più forte dell’odio”.
Il Papa all’Angelus, nella residenza di Castel
Gandolfo, ha poi ricordato che la festa dell’Assunzione
ha “il suo fondamento ultimo nella Sacra Scrittura”
che presenta la Vergine Maria strettamente unita a Gesù
“nella lotta contro il nemico infernale fino alla piena
vittoria su di lui”. Una vittoria che “si esprime, in
particolare, nel superamento del peccato e della morte”
e per questo Maria, solidale con Gesù anche nella
risurrezione, è stata “preservata dalla corruzione del
sepolcro” per “essere innalzata in anima e corpo alla
gloria del Cielo” come ha affermato Pio XII proclamando
il 1° novembre 1950 il Dogma dell’Assunzione nella
Costituzione apostolica “Munificentissimus Deus”.
“Assunta in cielo – ha detto il Papa - Maria non si è
allontanata da noi, ma ci resta ancor più vicina e la sua
luce si proietta sulla nostra vita e sulla storia
dell’intera umanità":
“Attratti dal fulgore celeste della
Madre del Redentore, ricorriamo con fiducia a Colei che
dall’alto ci guarda e ci protegge. Abbiamo tutti bisogno
del suo aiuto e del suo conforto per affrontare le prove e
le sfide di ogni giorno; abbiamo bisogno di sentirla madre
e sorella nelle concrete situazioni della nostra
esistenza. E per poter condividere un giorno anche noi per
sempre il suo medesimo destino, imitiamola ora nella
docile sequela di Cristo e nel generoso servizio dei
fratelli. E’ questo l’unico modo per pregustare, già
nel nostro pellegrinaggio terreno, la gioia e la pace che
vive in pienezza chi giunge alla meta immortale del
Paradiso”.
Dopo la recita dell’Angelus il Papa ha salutato i
giovani, collegati tramite la televisione, che hanno
partecipato ad un pellegrinaggio giovanile nel Santuario
mariano di Mariazell, in Austria, dove si recherà l’8
settembre prossimo. “L’esempio di Maria – ha detto
il Papa in tedesco - ci mostra che Dio cerca persone in
cui può stabilire la propria dimora. Cristo vuole vivere
anche nel nostro cuore. La Chiesa, casa di Dio – ha
concluso - cresce se noi uomini accogliamo il Signore con
la nostra fede, con la nostra adorazione, con speranza e
amore, divenendo in tal modo pietre vive di questa casa
spirituale”.