VIAGGIO
APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
A SYDNEY (AUSTRALIA) IN OCCASIONE DELLA
XXIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ
(13 - 21 LUGLIO 2008)
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 19 luglio 2008
"Credete
nella potenza dello Spirito Santo per trasformare il
mondo!". Così il Papa ai giovani durante la Veglia
della GMG
◊
“Riconoscete e credete nella potenza dello Spirito Santo
nella vostra vita” per trasformare il mondo! Questo
l’invito del Papa ai tantissimi giovani radunati
all'ippodromo di Randwick a Sydney per la Veglia della 23.ma
Giornata mondiale della gioventù. Benedetto XVI ha svolto
una intensa catechesi sullo Spirito Santo, che – ha
detto – è "la Persona dimenticata della Santissima
Trinità". Tuttavia, "benché silenzioso e
invisibile" e difficile da conoscere, è proprio lo
Spirito ad essere "l’artefice delle opere di
Dio". Il Papa ha anche ricordato che lo Spirito
realizza l’unità nell’amore contro ogni tentazione di
divisione e contro quelle utopie spirituali che vogliono
costruire comunità perfette scavalcando le debolezze e i
fallimenti umani. Ma ascoltiamo sulla Veglia il servizio
del nostro inviato a Sydney Roberto Piermarini.
(Canti e applausi)
L’immenso ippodromo di Randwick come un nuovo
Cenacolo. Lo spirito della Pentecoste ha aleggiato questa
sera sui 200 mila giovani giunti a Sydney da ogni parte
del mondo per la Giornata mondiale della gioventù.
Applausi scroscianti, cori ritmati e un agitarsi frenetico
di bandiere di ogni colore hanno salutato l’arrivo del
Papa, accompagnato da 12 pellegrini, sul gigantesco palco
rosso sormontato da una croce luminosa e il
“Marjorie’s bird”, l’immagine dello Spirito Santo
dipinta da un’artista aborigena.
(Inno della GMG)
Con l’inno di questa GMG cantato da un coro di 300
elementi in tutte le lingue, il suo ingresso è stato
preceduto dai segni della Giornata – la croce e
l’icona della Vergine. Quando una ragazza aborigena ha
acceso una candela, dal fuoco del cero pasquale, simbolo
di Cristo e dello Spirito Santo, 12 giovani lo hanno
offerto a tutti i presenti. Improvvisamente la grande
spianata si è trasformata in un cielo stellato. Quindi 7
giovani hanno invocato lo Spirito Santo per
l’intercessione dei Patroni della GMG.
“In accepting the power of the Holy Spirit you too
can transform…
Accogliendo la potenza dello Spirito Santo potete
trasformare le vostre famiglie, le comunità, le nazioni.
Fate sì che i doni di sapienza, intelletto, fortezza,
scienza e pietà siano i segni della vostra grandezza!”.
Questa la consegna del Papa ai giovani raccolti a
Randwick. Il suo discorso è stato un inno allo Spirito
Santo, che dobbiamo conoscere – ha detto – se vogliamo
diventare suoi testimoni . Benedetto XVI ha riaffermato
che davanti ad un mondo frammentato che ha bisogno di pace
e di armonia, non possiamo raggiungere l’unità e la
riconciliazione mediante i nostri sforzi ma soltanto in
Dio e nella Chiesa. Chi vi farà aiutare i vostri amici
che non hanno un senso alla vita? ha chiesto il Papa.
“Dal bimbo derelitto in un campo nel Darfur ad un
adolescente turbato, ad un genitore in ansia in una
qualsiasi periferia, emerge un grido che anela all’unità.
Chi ci guiderà alla verità per dare testimonianza? Lo
Spirito Santo che porta a compimento l’opera di Cristo.
Chi è tentato di ricercare un certo appagamento fuori di
Dio – ha proseguito il Papa – sta fuggendo da se
stesso. “Dio è in noi nella realtà della vita e non
nella fantasia. La realtà va affrontata non sfuggita. Ed
è sempre lo Spirito Santo che ci attira in ciò che è
vero e reale e ci riporta alla comunione con la Santissima
Trinità, che è il centro della vita cristiana. Una realtà
difficile da comprendere. E il Papa ha ripreso Sant’Agostino
per parlare dello Spirito Santo come vincolo di unità
all’interno della Santissima Trinità: unità come
comunione dove il Padre e il Figlio si donano l’uno
all’altro; unità come amore durevole, dove lo Spirito
fa dimorare Dio in noi che è amore; ed unità come dono
dove lo Spirito Santo è Dio che eternamente si dona.
“It is the Holy Spirit who brings about the
wonderful communion…
E’ lo Spirito Santo a realizzare la meravigliosa
comunione dei credenti in Cristo Gesù. Fedele alla sua
natura di datore e insieme di dono, egli è ora
all’opera mediante voi giovani. Ispirati da Sant’Agostino
fate sì che l’amore unificante sia la vostra misura;
l’amore durevole sia la vostra sfida e l’amore che si
dona la vostra missione”.
La Chiesa – ha detto – deve crescere nell’unità,
deve rafforzarsi nella santità, ringiovanirsi e
costantemente rinnovarsi, grazie allo Spirito Santo. Dopo
il discorso del Papa momenti di forte raccoglimento e
preghiera con l’esposizione del Santissimo Sacramento.
Quindi rivolgendosi ai gruppi presenti, ha salutato
anche i giovani italiani:
“Custodite la fiamma che lo Spirito Santo ha
acceso nei vostri cuori, perché non abbia a spegnersi, ma
anzi arda sempre più e diffonda luce e calore a chi
incontrerete sulla vostra strada, specialmente a quanti
hanno smarrito la fede e la speranza. La Vergine Maria
vegli su di voi in questa notte ed ogni giorno della
vostra vita”.
Benedetto XVI ha concluso il suo discorso con una frase
della beata australiana Mary McKillop:
“Believe in the whisperings of God to your heart!”...
“Credi a ciò che Dio sussurra al tuo cuore!” - ha
esortato il Papa citando la Beata. E ha aggiunto:
"Credete in Lui! Credete alla potenza dello Spirito
dell’amore”.
La notte per i giovani trascorrerà con l’Adorazione
eucaristica alternata a momenti di silenzio e meditazione.
Resteranno lì sotto le stelle, tra coperte e sacchi a
pelo ad attendere il Papa per la Messa di domani che
concluderà la Giornata mondiale della gioventù. Avranno
modo di ammirare la costellazione della “Croce del
sud”, visibile solo dall’emisfero australe e che da
oggi darà il nome a tutta l’area di Randwick, teatro di
questa nuova Pentecoste.
(Canti)
VIAGGIO
APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
A SYDNEY (AUSTRALIA) IN OCCASIONE DELLA
XXIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ
(13 - 21 LUGLIO 2008)
VEGLIA CON I
GIOVANI
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Ippodromo
di Randwick
Sabato, 19
luglio 2008
Carissimi
giovani,
ancora
una volta, questa sera, abbiamo udito la grande promessa
di Cristo – “avrete forza dallo Spirito Santo che
scenderà su di voi” – ed abbiamo ascoltato il suo
comando – “mi sarete testimoni… fino agli estremi
confini della terra” (At 1,8). Furono proprio
queste le ultime parole che Gesù pronunciò prima della
sua ascensione al cielo. Cosa abbiano provato gli Apostoli
nell’udirle possiamo soltanto immaginarlo. Ma sappiamo
che il loro profondo amore per Gesù e la loro fiducia
nella sua parola li spinse a radunarsi e ad attendere; non
ad attendere senza scopo, ma insieme, uniti nella
preghiera, con le donne e con Maria nella sala superiore (cfr
At 1,14). Questa sera noi facciamo lo stesso.
Radunati davanti alla nostra Croce che ha tanto viaggiato
e all’icona di Maria, sotto lo splendore celeste della
costellazione della Croce del Sud, noi preghiamo. Questa
sera, io prego per voi e per i giovani di ogni parte del
mondo. Lasciatevi ispirare dall’esempio dei vostri
Patroni! Accogliete nel vostro cuore e nella vostra mente
i sette doni dello Spirito Santo! Riconoscete e credete
nella potenza dello Spirito Santo nella vostra vita!
L’altro
giorno abbiamo parlato dell’unità e dell’armonia
della creazione di Dio e del nostro posto in essa. Abbiamo
ricordato come, mediante il grande dono del Battesimo,
noi, che siamo creati ad immagine e somiglianza di Dio,
siamo rinati, siamo divenuti figli adottivi di Dio, nuove
creature. Ed è perciò come figli della luce di Cristo
– simboleggiata dalle candele accese che ora tenete in
mano – che diamo testimonianza nel nostro mondo allo
splendore che nessuna tenebra può vincere (cfr Gv 1,5).
Questa
sera fissiamo la nostra attenzione sul “come”
diventare testimoni. Abbiamo bisogno di conoscere la
persona dello Spirito Santo e la sua presenza vivificante
nella nostra vita. Non è cosa facile! In effetti, la
varietà di immagini che troviamo nella Scrittura a
riguardo dello Spirito – vento, fuoco, soffio – sono
un segno della nostra difficoltà ad esprimere su di lui
una nostra comprensione articolata. E tuttavia sappiamo
che è lo Spirito Santo che, benché silenzioso e
invisibile, offre direzione e definizione alla nostra
testimonianza su Gesù Cristo.
Voi già
sapete che la nostra testimonianza cristiana è offerta ad
un mondo che per molti aspetti è fragile. L’unità
della creazione di Dio è indebolita da ferite che vanno
in profondità, quando le relazioni sociali si rompono o
quando lo spirito umano è quasi completamente schiacciato
mediante lo sfruttamento e l’abuso delle persone. Di
fatto, la società contemporanea subisce un processo di
frammentazione a causa di un modo di pensare che è per
natura sua di corta visione, perché trascura l’intero
orizzonte della verità – della verità riguardo a Dio e
riguardo a noi. Per sua natura il relativismo non riesce a
vedere l’intero quadro. Ignora quegli stessi principi
che ci rendono capaci di vivere e di crescere nell’unità,
nell’ordine e nell’armonia.
Qual è
la nostra risposta, come testimoni cristiani, a un mondo
diviso e frammentato? Come possiamo offrire la speranza di
pace, di guarigione e di armonia a quelle “stazioni”
di conflitto, di sofferenza e di tensione attraverso le
quali voi avete scelto di passare con questa Croce della
Giornata Mondiale della Gioventù? L’unità e la
riconciliazione non possono essere raggiunte mediante i
nostri sforzi soltanto. Dio ci ha fatto l’uno per
l’altro (cfr Gn 2,24) e soltanto in Dio e nella
sua Chiesa possiamo trovare quell’unità che cerchiamo.
Eppure, a fronte delle imperfezioni e delle delusioni sia
individuali che istituzionali, noi siamo tentati a volte
di costruire artificialmente una comunità “perfetta”.
Non si tratta di una tentazione nuova. La storia della
Chiesa contiene molti esempi di tentativi di aggirare o
scavalcare le debolezze ed i fallimenti umani per creare
un’unità perfetta, un’utopia spirituale.
Tali
tentativi di costruire l’unità in realtà la minano!
Separare lo Spirito Santo dal Cristo presente nella
struttura istituzionale della Chiesa comprometterebbe
l’unità della comunità cristiana, che è precisamente
il dono dello Spirito! Ciò tradirebbe la natura della
Chiesa quale Tempio vivo dello Spirito Santo (cfr 1 Cor
3,16). E’ lo Spirito infatti che guida la Chiesa sulla
via della piena verità e la unifica nella comunione e
nelle opere del ministero (cfr Lumen
gentium, 4). Purtroppo la tentazione di “andare
avanti da soli” persiste. Alcuni parlano della loro
comunità locale come di un qualcosa di separato dalla
cosiddetta Chiesa istituzionale, descrivendo la prima come
flessibile ed aperta allo Spirito, e la seconda come
rigida e priva dello Spirito.
L’unità
appartiene all’essenza della Chiesa (cfr Catechismo
della Chiesa Cattolica, 813); è un dono
che dobbiamo riconoscere e aver caro. Questa sera
preghiamo per il nostro proposito di coltivare l’unità:
di contribuire ad essa! di resistere ad ogni tentazione di
andarcene via! Poiché è esattamente l’ampiezza, la
vasta visione della nostra fede – solida ed insieme
aperta, consistente e insieme dinamica, vera e tuttavia
sempre protesa ad una conoscenza più profonda – che
possiamo offrire al nostro mondo. Cari giovani, non è
forse a causa della vostra fede che amici in difficoltà o
alla ricerca di senso nella loro vita si sono rivolti a
voi? Siate vigilanti! Sappiate ascoltare! Attraverso le
dissonanze e le divisioni del mondo, potete voi udire la
voce concorde dell’umanità? Dal bimbo derelitto di un
campo nel Darfur ad un adolescente turbato, ad un genitore
in ansia in una qualsiasi periferia, o forse proprio ora
dalle profondità del vostro cuore, emerge il medesimo
grido umano che anela ad un riconoscimento, ad
un’appartenenza, all’unità. Chi soddisfa questo
desiderio umano essenziale ad essere uno, ad essere
immerso nella comunione, ad essere edificato, ad essere
guidato alla verità? Lo Spirito Santo! Questo è il suo
ruolo: portare a compimento l’opera di Cristo.
Arricchiti dei doni dello Spirito, voi avrete la forza di
andare oltre le visioni parziali, la vuota utopia, la
precarietà fugace, per offrire la coerenza e la certezza
della testimonianza cristiana!
Amici,
quando recitiamo il Credo affermiamo: “Credo nello
Spirito Santo, che è Signore e dà la vita”. Lo
“Spirito creatore” è la potenza di Dio che dà la
vita a tutta la creazione ed è la fonte di vita nuova e
abbondante in Cristo. Lo Spirito mantiene la Chiesa unita
al suo Signore e fedele alla Tradizione apostolica. Egli
è l’ispiratore delle Sacre Scritture e guida il Popolo
di Dio alla pienezza della verità (cfr Gv 16,13).
In tutti questi modi lo Spirito è il “datore di
vita”, che ci conduce al cuore stesso di Dio. Così,
quanto più consentiamo allo Spirito di dirigerci, tanto
maggiore sarà la nostra configurazione a Cristo e tanto
più profonda la nostra immersione nella vita del Dio uno
e trino.
Questa
partecipazione alla natura stessa di Dio (cfr 2 Pt,1,4)
avviene, nello svolgersi dei quotidiani eventi della vita,
in cui Egli è sempre presente (cfr Bar 3,38). Vi
sono momenti, tuttavia, nei quali possiamo essere tentati
di ricercare un certo appagamento fuori di Dio. Gesù
stesso chiese ai Dodici: “Forse anche voi volete
andarvene?” (Gv 6,67). Un tale allontanamento
magari offre l’illusione della libertà. Ma dove ci
porta? Da chi possiamo noi andare? Nei nostri cuori,
infatti, sappiamo che solo il Signore ha “parole di vita
eterna” (Gv 6,67-69). L’allontanamento da lui
è solo un futile tentativo di fuggire da noi stessi (cfr
S. Agostino, Confessioni VIII,7). Dio è con noi
nella realtà della vita e non nella fantasia! Affrontare
la realtà, non di sfuggirla: è questo ciò che noi
cerchiamo! Perciò lo Spirito Santo con delicatezza, ma
anche con risolutezza ci attira a ciò che è reale, a ciò
che è durevole, a ciò che è vero. E’ lo Spirito che
ci riporta alla comunione con la Trinità Santissima!
Lo
Spirito Santo è stato in vari modi la Persona dimenticata
della Santissima Trinità. Una chiara comprensione di lui
sembra quasi fuori della nostra portata. E tuttavia quando
ero ancora ragazzino, i miei genitori, come i vostri, mi
insegnarono il segno della Croce e così giunsi presto a
capire che c’è un Dio in tre Persone, e che la Trinità
è al centro della fede e della vita cristiana. Quando
crebbi in modo da avere una certa comprensione di Dio
Padre e di Dio Figlio - i nomi significavano già
parecchio - la mia comprensione della terza Persona della
Trinità rimaneva molto carente. Perciò, da giovane
sacerdote incaricato di insegnare teologia, decisi di
studiare i testimoni eminenti dello Spirito nella storia
della Chiesa. Fu in questo itinerario che mi ritrovai a
leggere, tra gli altri, il grande sant’Agostino.
La sua
comprensione dello Spirito Santo si sviluppò in modo
graduale; fu una lotta. Da giovane aveva seguito il
Manicheismo – uno di quei tentativi che ho menzionato
prima, di creare un’utopia spirituale separando le cose
dello spirito da quelle della carne. Di conseguenza,
all’inizio egli era sospettoso di fronte
all’insegnamento cristiano sull’incarnazione di Dio. E
tuttavia la sua esperienza dell’amore di Dio presente
nella Chiesa lo portò a cercarne la fonte nella vita del
Dio uno e trino. Questo lo portò a tre particolari
intuizioni sullo Spirito Santo come vincolo di unità
all’interno della Santissima Trinità: unità come
comunione, unità come amore durevole, unità come donante
e dono. Queste tre intuizioni non sono soltanto teoriche.
Esse aiutano a spiegare come opera lo Spirito. In un mondo
in cui sia gli individui sia le comunità spesso soffrono
dell’assenza di unità e di coesione, tali intuizioni ci
aiutano a rimanere sintonizzati con lo Spirito e ad
estendere e chiarire l’ambito della nostra
testimonianza.
Perciò
con l’aiuto di sant’Agostino, cerchiamo di illustrare
qualcosa dell’opera dello Spirito Santo. Egli annota che
le due parole “Spirito” e “Santo” si riferiscono a
ciò che appartiene alla natura divina; in altre parole, a
ciò che è condiviso dal Padre e dal Figlio, alla loro comunione.
Per cui, se la caratteristica propria dello Spirito è di
essere ciò che è condiviso dal Padre e dal
Figlio, Agostino ne conclude che la qualità peculiare
dello Spirito è l’unità. Un’unità di
comunione vissuta: un’unità di persone in relazione
vicendevole di costante dono; il Padre e il Figlio che si
donano l’uno all’altro. Cominciamo così ad
intravedere, penso, quanto illuminante sia tale
comprensione dello Spirito Santo come unità, come
comunione. Una vera unità non può mai essere fondata su
relazioni che neghino l’uguale dignità delle altre
persone. E neppure l’unità è semplicemente la somma
totale dei gruppi mediante i quali noi a volte cerchiamo
di “definire” noi stessi. Di fatto, solo nella vita di
comunione l’unità si sostiene e l’identità umana si
realizza appieno: riconosciamo il comune bisogno di Dio,
rispondiamo all’unificante presenza dello Spirito Santo
e ci doniamo vicendevolmente nel servizio degli uni agli
altri.
La
seconda intuizione di Agostino – cioè, lo Spirito Santo
come amore che permane – discende dallo studio che egli
fece della Prima Lettera di san Giovanni, là dove
l’autore ci dice che “Dio è amore” (1 Gv
4,16). Agostino suggerisce che queste parole, pur
riferendosi alla Trinità nel suo insieme, debbono
intendersi anche come espressive di una caratteristica
particolare dello Spirito Santo. Riflettendo sulla natura
permanente dell’amore – “chi resta nell’amore
rimane in Dio e Dio rimane in lui” (ibid.) –
Agostino si chiede: è l’amore o lo Spirito che
garantisce il dono durevole? E questa è la conclusione
alla quale egli arriva: “Lo Spirito Santo fa dimorare
noi in Dio e Dio in noi; ma è l’amore che causa ciò.
Lo Spirito pertanto è Dio come amore!” (De Trinitate
15,17,31). È una magnifica spiegazione: Dio
condivide se stesso come amore nello Spirito Santo. Che
cosa d’altro possiamo sapere sulla base di questa
intuizione? L’amore è il segno della presenza dello
Spirito Santo! Le idee o le parole che mancano di amore
– anche se appaiono sofisticate o sagaci – non possono
essere “dello Spirito”. Di più: l’amore ha un
tratto particolare; lungi dall’essere indulgente o
volubile, ha un compito o un fine da adempiere: quello di
permanere. Per sua natura l’amore è durevole. Ancora
una volta, cari amici, possiamo gettare un ulteriore colpo
d’occhio su quanto lo Spirito Santo offre al mondo:
amore che dissolve l’incertezza; amore che supera la
paura del tradimento; amore che porta in sé l’eternità;
il vero amore che ci introduce in una unità che permane!
La terza
intuizione – lo Spirito Santo come dono - Agostino la
deduce dalla riflessione su un passo evangelico che
tutti conosciamo ed amiamo: il colloquio di Cristo con la
samaritana presso il pozzo. Qui Gesù si rivela come il
datore dell’acqua viva (cfr Gv 4,10), che viene
poi qualificata come lo Spirito (cfr Gv 7,39; 1
Cor 12,13). Lo Spirito è “il dono di Dio” (Gv
4,10) – la sorgente interiore (cfr Gv 4,14) –
che soddisfa davvero la nostra sete più profonda e ci
conduce al Padre. Da tale osservazione Agostino conclude
che il Dio che si concede a noi come dono è lo Spirito
Santo (cfr De Trinitate, 15,18,32). Amici, ancora
una volta gettiamo uno sguardo sulla Trinità all’opera:
lo Spirito Santo è Dio che eternamente si dona; al pari
di una sorgente perenne, egli offre niente di meno che se
stesso. Osservando questo dono incessante, giungiamo a
vedere i limiti di tutto ciò che perisce, la follia di
una mentalità consumistica. In particolare, cominciamo a
comprendere perché la ricerca di novità ci lascia
insoddisfatti e desiderosi di qualcos’altro. Non stiamo
noi forse ricercando un dono eterno? La sorgente che mai
si esaurirà? Con la samaritana esclamiamo: Dammi di
quest’acqua, così che non abbia più sete (cfr Gv
4,15)!
Carissimi
giovani, abbiamo visto che è lo Spirito Santo a
realizzare la meravigliosa comunione dei credenti in
Cristo Gesù. Fedele alla sua natura di datore e insieme
di dono, egli è ora all’opera mediante voi. Ispirati
dalle intuizioni di sant’Agostino, fate sì che l’amore
unificante sia la vostra misura; l’amore durevole
sia la vostra sfida; l’amore che si dona la
vostra missione!
Domani
quello stesso dono dello Spirito verrà solennemente
conferito ai nostri candidati alla Cresima. Io pregherò:
“Dona loro lo spirito di sapienza e di intelletto,
spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e
di pietà e riempili dello spirito del tuo santo
timore”. Questi doni dello Spirito – ciascuno dei
quali, come ci ricorda san Francesco di Sales, è un modo
per partecipare all’unico amore di Dio – non sono né
un premio né un riconoscimento. Sono semplicemente donati
(cfr 1 Cor 12,11). Ed essi esigono da parte del
ricevente soltanto una risposta: “Accetto”! Percepiamo
qui qualcosa del mistero profondo che è l’essere
cristiani. Ciò che costituisce la nostra fede non è in
primo luogo ciò che facciamo, ma ciò che riceviamo. Dopo
tutto, molte persone generose che non sono cristiane
possono realizzare ben di più di ciò che facciamo noi.
Amici, accettate di essere introdotti nella vita
trinitaria di Dio? Accettate di essere introdotti nella
sua comunione d’amore?
I doni
dello Spirito che operano in noi imprimono la direzione e
danno la definizione della nostra testimonianza. Orientati
per loro natura all’unità, i doni dello Spirito ci
vincolano ancor più strettamente all’insieme del Corpo
di Cristo (cfr Lumen
gentium, 11), mettendoci meglio in grado di
edificare la Chiesa, per servire così il mondo (cfr Ef
4,13). Ci chiamano ad un’attiva e gioiosa partecipazione
alla vita della Chiesa: nelle parrocchie e nei movimenti
ecclesiali, nelle lezioni di religione a scuola, nelle
cappellanie universitarie e nelle altre organizzazioni
cattoliche. Sì, la Chiesa deve crescere nell’unità,
deve rafforzarsi nella santità, ringiovanirsi, e
costantemente rinnovarsi (cfr Lumen
gentium, 4). Ma secondo quali criteri? Quelli
dello Spirito Santo! Volgetevi a lui, cari giovani, e
scoprirete il vero senso del rinnovamento.
Questa
sera, radunati sotto la bellezza di questo cielo notturno,
i nostri cuori e le nostre menti sono ripiene di
gratitudine verso Dio per il grande dono della nostra fede
nella Trinità. Ricordiamo i nostri genitori e nonni, che
hanno camminato al nostro fianco quando, mentre eravamo
bambini, hanno sostenuto i primi passi del nostro cammino
di fede. Ora, dopo molti anni, vi siete raccolti come
giovani adulti intorno al Successore di Pietro. Sono
ricolmo di profonda gioia nell’essere con voi.
Invochiamo lo Spirito Santo: è lui l’artefice delle
opere di Dio (cfr Catechismo
della Chiesa Cattolica, 741). Lasciate che
i suoi doni vi plasmino! Come la Chiesa compie lo stesso
viaggio con l’intera umanità, così anche voi siete
chiamati ad esercitare i doni dello Spirito tra gli alti e
i bassi della vita quotidiana. Fate sì che la vostra fede
maturi attraverso i vostri studi, il lavoro, lo sport, la
musica, l’arte. Fate in modo che sia sostenuta mediante
la preghiera e nutrita mediante i Sacramenti, per essere
così sorgente di ispirazione e di aiuto per quanti sono
intorno a voi. Alla fine, la vita non è semplicemente
accumulare, ed è ben più che avere successo. Essere
veramente vivi è essere trasformati dal di dentro, essere
aperti alla forza dell’amore di Dio. Accogliendo la
potenza dello Spirito Santo, anche voi potete trasformare
le vostre famiglie, le comunità, le nazioni. Liberate
questi doni! Fate sì che sapienza, intelletto, fortezza,
scienza e pietà siano i segni della vostra grandezza!
***
Cari
giovani italiani! Un saluto speciale a tutti voi!
Custodite la fiamma che lo Spirito Santo ha acceso nei
vostri cuori, perché non abbia a spegnersi, ma anzi arda
sempre più e diffonda luce e calore a chi incontrerete
sulla vostra strada, specialmente a quanti hanno smarrito
la fede e la speranza. La Vergine Maria vegli su di voi in
questa notte ed ogni giorno della vostra vita.
Chers
jeunes de langue française, vous êtes venus prier ce
soir l’Esprit-Saint. Sa présence silencieuse en votre cœur
vous fera comprendre peu à peu le dessein de Dieu sur
vous. Puisse-t-Il vous accompagner dans votre vie
quotidienne et vous conduire vers une meilleure
connaissance de Dieu et de votre prochain! C’est Lui qui
du plus profond de votre être vous pousse vers l’unique
Vérité divine et vous fait vivre authentiquement en frères.
[Cari
giovani di lingua francese, siete venuti a pregare questa
sera lo Spirito Santo. La sua presenza silenziosa nel
vostro cuore vi farà comprendere poco a poco il disegno
di Dio per voi. Possa Egli accompagnarvi nella vostra vita
quotidiana e condurvi verso una migliore conoscenza di Dio
e del vostro prossimo! È Lui che dal più profondo del
vostro essere vi spinge verso l'unica Verità divina e vi
fa vivere autenticamente come fratelli].
Einen
frohen Gruß richte ich an euch, liebe junge Christen aus
den Ländern deutscher Sprache. Der Heilige Geist, der
Botschafter der göttlichen Liebe, will in euren Herzen
wohnen. Gebt ihm Raum in euch im Hören auf Gottes Wort,
im Gebet und in eurer Solidarität mit den Armen und
Leidenden. Bringt den Geist des Friedens und der Versöhnung
zu den Menschen. Gott, von dem alles Gute kommt, vollende
jedes gute Werk, das ihr zu seiner Ehre tut.
[Vi
rivolgo un cordiale saluto cari giovani cristiani dei
Paesi di lingua tedesca. Lo Spirito Santo, ambasciatore
dell'amore di Dio, vuole dimorare nei vostri cuori.
Concedetegli spazio in voi nell'ascolto della Parola di
Dio, nella preghiera e nella vostra solidarietà verso i
poveri e i sofferenti. Portate alle persone lo spirito
della pace e della riconciliazione. Dio, dal quale
proviene tutto il bene, realizzi ogni buona opera che
realizzate in suo onore].
Queridos
amigos, el Espíritu Santo dirige nuestros pasos para
seguir a Jesucristo en el mundo de hoy, que espera de los
cristianos una palabra de aliento y un testimonio de vida
que inviten a mirar confiadamente hacia el futuro. Os
encomiendo en mis plegarias, para que respondáis
generosamente a lo que el Señor os pide y a lo que todos
los hombres anhelan. Que Dios os bendiga.
[Cari
amici, lo Spirito Santo guida i nostri passi per seguire
Gesù Cristo nel mondo di oggi, che si aspetta dai
cristiani una parola di incoraggiamento e una
testimonianza di vita che invitino a guardare con fiducia
verso il futuro. Vi ricordo nelle mie preghiere, affinché
rispondiate generosamente a quello che il Signore vi
chiede e a quello a cui tutti gli uomini anelano. Che Dio
vi benedica!].
Meus
queridos amigos, recebei o Espírito Santo, para serdes
Igreja! Igreja quer dizer todos nós unidos como um corpo
que recebe o seu influxo vital de Jesus ressuscitado. Este
dom é maior que os nossos corações, porque brota das
entranhas da Santíssima Trindade. Fruto e condição:
sentir-se parte uns dos outros, viver em comunhão. Para
isso, jovens caríssimos, acolhei dentro de vós a força
de vida que há em Jesus. Deixai-O entrar no vosso coração.
Deixai-vos plasmar pelo Espírito Santo.
[Miei
cari amici, ricevete lo Spirito Santo, per essere Chiesa!
Chiesa vuol dire tutti noi uniti come un corpo che riceve
il suo influsso vitale da Gesù Cristo risorto. Questo
dono è più grande dei nostri cuori, poiché nasce dal
centro stesso della Santissima Trinità. Frutto e
condizione: sentirsi parte gli uni degli altri,
vivere in comunione. Per questo, giovani carissimi,
accogliete dentro di voi la forza di vita che vi è in Gesù.
Lasciatelo entrare nel vostro cuore. Lasciatevi plasmare
dallo Spirito Santo].
親愛的中國青年,你們好。願天主保佑你們!
Ed ora,
mentre ci disponiamo all’adorazione del Santissimo
Sacramento, nel silenzio e nell’attesa ripeto a voi le
parole pronunciate dalla beata Mary MacKillop quando aveva
giusto ventisei anni: “Credi a ciò che Dio sussurra al
tuo cuore!”. Credete in lui! Credete alla potenza dello
Spirito dell’amore!
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