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VIAGGIO APOSTOLICO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
A SYDNEY (AUSTRALIA) IN OCCASIONE DELLA
XXIII GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ
(13 - 21 LUGLIO 2008)

 

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana 18 luglio 2008

Il rito della Via Crucis e gli incontri con i leader di altre Chiese e di altre religioni hanno scandito la seconda giornata pubblica di Benedetto XVI a Sydney. Il Papa a pranzo con 12 giovani di tutto il mondo. La testimonianza di un ragazzo congolese

Un “ambasciatore di pace” giunto in un Paese che “riconosce la libertà religiosa” e la “tiene in grande considerazione”. L’esordio della seconda giornata di impegni pubblici a Sydney ha visto Benedetto XVI dare spazio alla dimensione ecumenica e interreligiosa del suo nono viaggio apostolico. In due incontri ravvicinati nella St. Mary’s Cathedral, il Papa si è intrattenuto dapprima con i rappresentanti di altre Chiese e confessioni cristiane dell’Australia e, poco dopo, con una quarantina di leader di altre religioni. Ma ciò che ha “acceso” il pomeriggio e la serata di Sydney è stata la spettacolare Via Crucis lungo i moli e le strade della città che ha coinvolto, alla presenza di Benedetto XVI, oltre 200 mila giovani presenti alla 23.ma Giornata mondiale della gioventù. Il racconto dell’evento, e della giornata trascorsa dal Pontefice, è nelle parole del nostro inviato a Sydney, Roberto Piermarini:

(Musica Via Crucis)

 
Sydney in versione “Gerusalemme del Terzo Millennio” ha fatto da sfondo alla Via Crucis della GMG: 14 stazioni dalla cattedrale di St. Mary fino al molo di Barangaroo che si affaccia sulla baia. Scenari naturali mozzafiato, un giovane italo-australiano di 26 anni nel ruolo di Gesù che ha commosso i presenti per la sua interpretazione, una Madonna dal volto della Vergine di Zeffirelli, cento attori in costume, un aborigeno nei panni del cireneo che ha portato la croce, i testi delle meditazioni preparate dal gesuita Peter Steele, ma anche musiche - dal gospel al rock fino al gregoriano - danze, giochi di luce. Il regista don Franco Cavanna, sacerdote di origini italiane, vocazione adulta, con un passato da regista lirico è riuscito nel difficile compito di calare il cammino “doloroso” della croce, dai grattacieli della City alle sponde della baia, tra due ali di giovani in raccoglimento e preghiera. Di forte impatto emotivo la crocifissione e la deposizione in una Sydney avvolta dal buio della notte, rischiarata solo dalla luce della Croce.

 
(Inserto canto)

 
Benedetto XVI, che a St.Mary ha letto una preghiera dopo la prima stazione, ha seguito l’itinerario, raccolto in preghiera davanti ad uno schermo nella cripta della cattedrale. Quella del Papa è stata una giornata intensa iniziata questa mattina con le visite del governatore e del premier del Nuovo Galles del Sud e del sindaco di Sydney. Al termine si è trasferito nella cripta della cattedrale dove lo attendevano i rappresentanti delle Chiese cristiane presenti in Australia. Il Papa - che ha ricordato l’Accordo siglato nel 2004 dal Consiglio nazionale delle Chiese il quale ha raggiunto punti di convergenza rispettando le differenze – ha detto che “il cammino dell’ecumenismo parte dal Battesimo ma mira ad una comune celebrazione dell’Eucarestia, sacramento per eccellenza dell’unità della Chiesa”:

 
For this reason, a candid dialogue concerning the place of the…”

 
"Per questa ragione un sincero dialogo concernente l’Eucaristia, gioverà a far avanzare il movimento ecumenico e ad unificare la nostra testimonianza davanti al mondo". Il Papa non ha nascosto che l’ecumenismo è giunto ad un punto critico. Solo la prassi infatti non basta per l’unità dei cristiani ma “dobbiamo stare in guardia contro ogni tentazione di considerare la dottrina come fonte di divisione” ed avere il coraggio di affrontarla in quello che ci divide. Successivamente, in una sala della cattedrale, l’incontro con gli esponenti di tutte le religioni. Negli indirizzi di saluto il rabbino Lawrence ha citato i passi avanti fatti in questi anni nel dialogo ebraico-cristiano mentre lo Sheik Saleem ha affermato che “il vero fondamentalismo è quello dell’amore”. Per il Papa è stata un’occasione per riaffermare che la correlazione tra religione e vita pubblica è importante in questa nostra epoca che ritiene la religione causa di divisione più che forza di unità. La religione – ha affermato – si pone al servizio dell’umanità se mostra la sua innata aspirazione a vivere in comunione e in armonia con gli altri. Se coltiva l’abnegazione, la temperanza e l’uso moderato dei beni naturali, può educare i giovani i quali, quando si vedono presentare ideali elevati, sono attratti all’ascetismo e alla pratica della virtù morale attraverso il rispetto di sé e l’attenzione verso gli altri.

I have come to Australia as an ambassador of peace …”

 

 

 

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