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ALL'AVIAZIONE
CIVILE (20 FEBBRAIO 2010) |
Radio
Vaticana, 20 febbraio 2010
Benedetto
XVI all’Aviazione civile italiana: negli affollati
crocevia degli aeroporti, prima di tutto il rispetto della
persona
◊
E’ la persona umana “il primo capitale” da
salvaguardare “nella sua integrità” all’interno di
quei “crocevia” del villaggio globale che sono oggi
gli aeroporti. Lo ha detto il Papa nell’udienza
riservata questa mattina ai membri dell’Aviazione civile
italiana. Benedetto XVI ha messo in risalto l’importanza
dei voli anche dal punto di vista pastorale, definendo
l’aereo “un insostituibile strumento di
evangelizzazione”. Il servizio di Alessandro De
Carolis:
Milioni di persone in transito: per un viaggio di
lavoro, una vacanza, un esilio da un Paese diventato
inospitale verso uno migliore. Questa è la varia umanità
che popola oggi un aeroporto, definito dal Papa un
complesso “snodo della vita contemporanea”, in stretta
relazione con le rotte aree chiamate “autostrade della
viabilità moderna”. Rivolgendosi ai circa seimila
addetti dell’Enac, l’Ente nazionale dell’Aviazione
civile, e dell’Enav, la Società nazionale degli
assistenti di volo, presenti in Aula Paolo VI assieme al
ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero
Matteoli, Benedetto XVI ha voluto riconoscere e apprezzare
le difficoltà gestionali e organizzative di uno scalo
aeroportuale, “lavoro – ha detto – spesso discreto e
poco conosciuto” dagli utenti:
"Siete chiamati a regolare e controllare il
traffico aereo e a provvedere all'efficienza del sistema
nazionale dei trasporti, nel rispetto degli impegni
internazionali del Paese; a garantire agli utenti ed alle
imprese la sicurezza dei voli, la tutela dei diritti, la
qualità dei servizi negli scali e l'equa competitività
nel rispetto dell'ambiente. In tali molteplici impegni, è
importante ricordare che, in ogni progetto e attività, il
primo capitale da salvaguardare e valorizzare è la
persona, nella sua integrità. Essa, infatti, deve
rappresentare il fine e non il mezzo a cui tendere
incessantemente”.
Tuttavia, ha osservato subito dopo il Pontefice, “il
rispetto di tali principi..."
“…può apparire particolarmente complesso e
difficile nell’attuale contesto, a motivo della crisi
economica, che provoca problematici effetti nel settore
dell’aviazione civile, e della minaccia del terrorismo
internazionale, che prende di mira pure gli aeroporti e
gli aerei per attuare le proprie trame eversive”.
Ma anche in questa situazione, ha ripetuto, “occorre
non perdere mai di vista che il rispetto del primato della
persona e l’attenzione alle sue necessità, non solo non
rendono meno efficace il servizio e non penalizzano la
gestione economica, ma, al contrario, rappresentano
importanti garanzie di vera efficienza e di autentica
qualità”. Quindi, lo sguardo di Benedetto XVI si è
soffermato sui motivi che spingono quotidianamente folle
di gente a salire su un aereo. Accanto ai più ovvii, il
Papa ha notato che in questi anni:
“L’aeroporto è diventato luogo dove migranti e
profughi vivono vicende di attesa, di speranza e di timori
per il loro futuro. Inoltre, si rivela sempre più
consistente la presenza di bambini e anziani, handicappati
e malati, bisognosi di cure e di attenzioni speciali.
Negli ultimi decenni, anche per il Successore di
Pietro, l’aereo è diventato un insostituibile strumento
di evangelizzazione”.
E ringraziando tutti i professionisti dell’aria –
che solo nei 40 scali italiani muovono un traffico annuale
di 135 milioni di persone – il Papa ha concluso
l’udienza riaffidando le loro persone e il loro lavoro
alla Vergine di Loreto, che il 24 marzo 1920 Benedetto XV
proclamava Patrona di tutti gli aeronaviganti.
DISCORSO
DEL
SANTO PADRE BENEDETTO XVI
ALL'AVIAZIONE CIVILE ITALIANA
(ENAC - ENAV)
Aula Paolo VI
Sabato, 20 febbraio 2010
Cari
Fratelli e Sorelle,
sono
lieto di accogliervi e di rivolgere il mio cordiale
benvenuto a tutti voi, che rappresentate il variegato
mondo dell’aviazione civile italiana. Saluto con
deferenza le Autorità civili e militari, con un pensiero
speciale per il Signor Ministro delle Infrastrutture e dei
Trasporti, il Senatore Altero Matteoli, e il Prof. Vito
Riggio, presidente dell’ENAC (Ente Nazionale per
l’Aviazione Civile), che ringrazio per le cortesi
parole che mi hanno rivolto. Saluto il Dott. Gianni Letta,
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri, che ha voluto presenziare a questo importante
incontro. Rivolgo infine il mio pensiero ai dirigenti e a
tutti gli operatori dell’ENAC, dell’ENAV (Società
Nazionale per l’Assistenza al Volo) e delle altre
realtà che compongono il sistema dell’aviazione civile.
Durante
l’ultimo secolo, le frontiere della mobilità si sono
enormemente ampliate con l’utilizzazione sempre più
frequente dell’aereo. I cieli rappresentano oggi in
maniera crescente quelle che potremmo chiamare le
“autostrade” della viabilità moderna e, di
conseguenza, gli aeroporti sono diventati crocevia
privilegiati del villaggio globale; in essi, ogni giorno,
come è stato ricordato, transitano milioni di persone. A
voi e alla realtà che rappresentate è affidata la
gestione e l’organizzazione sempre più complessa di
questo snodo della vita contemporanea e della
comunicazione tra persone e popoli. Si tratta di un lavoro
spesso discreto e poco conosciuto, che non sempre viene
notato dagli utenti, ma che non sfugge agli occhi di Dio,
il quale vede la fatica dell'uomo, anche quella nascosta
(cfr Mt 6,6).
I compiti
a voi affidati sono veramente notevoli! Siete chiamati a
regolare e controllare il traffico aereo e a provvedere
all'efficienza del sistema nazionale dei trasporti, nel
rispetto degli impegni internazionali del Paese; a
garantire agli utenti ed alle imprese la sicurezza dei
voli, la tutela dei diritti, la qualità dei servizi negli
scali e l'equa competitività nel rispetto dell'ambiente.
In tali molteplici impegni, è importante ricordare che,
in ogni progetto e attività, il primo capitale da
salvaguardare e valorizzare è la persona, nella sua
integrità (cfr Lett. enc. Caritas
in veritate, n. 25). Essa, infatti, deve
rappresentare il fine e non il mezzo a cui tendere
incessantemente. Sant’Ambrogio ci ricorda che
“l’uomo è il culmine e quasi il compendio
dell’universo, e la suprema bellezza della creazione”
(Exameron IX, 75). Il rispetto di tali principi può
apparire particolarmente complesso e difficile
nell’attuale contesto, a motivo della crisi economica,
che provoca problematici effetti nel settore
dell’aviazione civile, e della minaccia del terrorismo
internazionale, che prende di mira pure gli aeroporti e
gli aerei per attuare le proprie trame eversive. Anche in
questa situazione occorre non perdere mai di vista che il
rispetto del primato della persona e l’attenzione alle
sue necessità, non solo non rendono meno efficace il
servizio e non penalizzano la gestione economica, ma, al
contrario, rappresentano importanti garanzie di vera
efficienza e di autentica qualità.
L’odierno
aeroporto appare sempre più specchio del mondo e
“luogo” di umanità, dove s’incontrano persone di
varie nazionalità, culture e religioni. Nelle
aerostazioni passano ogni anno milioni di passeggeri per
recarsi nei luoghi di vacanza o di lavoro, per raggiungere
i familiari con cui condividere momenti felici o dolorosi.
Molti utilizzano l’aereo per compiere un pellegrinaggio
alla ricerca di momenti di spiritualità e di esperienza
di Dio. In questi anni, poi, l’aeroporto è diventato
luogo dove migranti e profughi vivono vicende di attesa,
di speranza e di timori per il loro futuro. Inoltre, si
rivela sempre più consistente la presenza di bambini e
anziani, handicappati e malati, bisognosi di cure e di
attenzioni speciali. Negli ultimi decenni, anche per il
Successore di Pietro, l’aereo è diventato un
insostituibile strumento di evangelizzazione. Come non
ricordare qui lo spazio che hanno avuto gli aeroporti e
gli aerei nei Viaggi apostolici compiuti da me e dai miei
Venerati Predecessori? Di questo prezioso servizio non
posso che ringraziare voi tutti!
La
Chiesa, inoltre, riserva per il mondo dell’Aviazione
civile una particolare cura pastorale. Infatti, come
ricordava il Venerabile Papa Giovanni
Paolo II pensando proprio al vostro ambiente così
vario e complesso: ”quanto si desidera… incontrare un
volto amico, ascoltare una parola serena, ricevere un
gesto di cortesia e di concreta comprensione!” (Omelia
all’Aeroporto di Fiumicinio, 10 dicembre 1991).
A tali esigenze la Comunità cristiana risponde con il
servizio delle Cappelle e dei Cappellani degli Aeroporti,
rivolto principalmente al personale di volo e di terra, a
quello di polizia, dogana e sicurezza, e a quello medico e
paramedico, ma anche a tutti coloro che passano negli
aeroporti. Questa presenza ricorda che ogni persona ha una
dimensione trascendente, spirituale, e aiuta a
riconoscersi una sola famiglia, composta da soggetti che
non sono semplicemente uno accanto all’altro, ma che,
ponendosi in relazione con gli altri e con Dio, realizzano
una solidarietà fraterna fondata sulla giustizia e sulla
pace (cfr Lett. enc. Caritas
in veritate, nn. 53-54).
Cari
amici, il 24 marzo 1920 il mio predecessore Benedetto
XV, di venerata memoria, coronando il desiderio di
alcuni pionieri dell’aviazione, proclamava la Beata
Vergine di Loreto Patrona di tutti gli aeronaviganti, con
riferimento all’“arcangelo Gabriele, che dal cielo è
sceso per portare a Maria ‘il lieto annuncio’ della
Divina Maternità” (Lc 1,26-38) e alla devota tradizione
legata alla Santa Casa. Alla Vergine Lauretana affido il
vostro lavoro e ogni vostra iniziativa. Ella vi aiuti a
cercare sempre e in ogni cosa “il regno di Dio e la sua
giustizia” (Mt 6,33). Vi accompagni la
Benedizione Apostolica, che di cuore imparto a ciascuno di
voi ed ai vostri cari.
©
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