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DISCORSO
AGLI AMBASCIATORI |
Radio
Vaticana, 19 dicembre 2009
Il
Papa ai ragazzi dell'Azione Cattolica: Gesù, vostro
amico, anche se gli adulti non vi considerano
◊ Gesù
è sempre al fianco dei più piccoli, anche se i grandi
non li considerano: è quanto ha detto il Papa stamani
durante l’incontro con l’Acr, l’Azione Cattolica dei
Ragazzi che sta dedicando quest’anno al tema “Siamo in
onda” per mettersi in comunicazione con Gesù e con gli
altri, avendo come riferimento l’immagine biblica di
Zaccheo. Il servizio di Sergio Centofanti.
Zaccheo è colui che incontra il Signore e lo accoglie
con gioia. Capo degli odiati esattori delle tasse a
Gerico, considerati ladri e pubblici peccatori, e uomo
molto ricco, per vedere Gesù in mezzo alla folla sale su
un albero perché era piccolo di statura. Il Signore si
accorge subito di lui, come fa con tutti i piccoli del
mondo:
“Gesù vi vede e vi sente anche se siete piccoli,
anche se a volte gli adulti non vi considerano come
vorreste. Gesù non solo vi vede, ma si sintonizza sulla
vostra onda, vuole fermarsi da voi, stare con voi,
stabilire con ciascuno di voi una forte amicizia. Questo
lo ha fatto nascendo a Betlemme e facendosi vicino ai
ragazzi e agli uomini di ogni tempo, anche a ciascuno di
noi”.
Il Papa invita i giovani a imitare l’esempio di
Zaccheo che, sceso dall'albero, ha accolto Gesù “pieno
di gioia nella sua casa e non ha più smesso dì fargli
festa!”:
“Accoglietelo nella vostra vita tutti i giorni,
tra i giochi e tra gli impegni, nelle preghiere, quando
chiede la vostra amicizia e la vostra generosità, quando
siete felici e quando avete paura. A Natale, ancora una
volta, l’amico Gesù vi viene incontro e vi chiama! E’
il Figlio di Dio, è il Signore che vedete ogni giorno
nelle immagini presenti nelle chiese, nelle strade, nelle
case. Egli vi parla sempre dell’amore ‘più grande’,
capace di donarsi senza limiti, di portare pace e
perdono”.
Benedetto XVI esorta quindi i giovani dell’Acr “a
prendere la linea con Gesù” nella capacità “di stare
accanto a tanti ragazzi e ragazze che soffrono,
specialmente a coloro che vengono da Paesi lontani e
spesso sono abbandonati, senza genitori e senza amici”.
Qui sta la vera felicità:
“Solo la presenza di Gesù nelle vostre vite dà
la gioia piena, perché lui è capace di rendere sempre
nuova e bella ogni cosa. Lui non vi dimentica mai”.
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