E’ l’identikit che Benedetto XVI ha tracciato questa mattina dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, dove si è recato per un visita commovente e insieme festosa. La cronaca dell’avvenimento, nel servizio del nostro inviato, Alessandro De Carolis:
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Sguardi intimiditi da bambino davanti a un adulto, occhi incuriositi dalla novità di quel “nonno” vestito di bianco e occhi fissi, inespressivi, che un male più forte della vitalità dei bambini ha reso incapaci di reagire a qualsiasi stimolo. Sono le istantanee della visita di Benedetto XVI al Bambino Gesù, struttura pediatrica di assoluta avanguardia sia in ambito italiano che internazionale. La visita di Benedetto XVI si è inserita nel solco di una tradizione iniziata a Natale del 1958 da Giovanni XXIII, anch’egli eletto Papa da pochi mesi, proseguita nel 1968 da Paolo VI, e ripresa da Giovanni Paolo II, che nel ’79 e nell’82
volle incontrare per due volte la realtà drammatica della sofferenza infantile ospitata dall’Ospedale pediatrico.
Una realtà che ha visto e toccato con mano questa mattina anche Benedetto XVI, accompagnato nel suo giro dal cardinale segretario di Stato, Angelo Sodano, e dal cardinale vicario Camillo Ruini, oltre che dalle autorità del nosocomio. In particolare, nel Reparto Neurotraumatologia e in quello di Cardiologia, il Papa ha potuto salutare alcuni piccoli pazienti, ha scambiato quando possibile qualche parola con loro, li ha benedetti insieme ai loro genitori. Una visita a contatto con la malattia e i suoi segni visibili - tanto più commoventi quanto più fragile era il fisico costretto a sopportarli - e insieme una visita nel segno di una gioia
affettuosa, quella mostrata a più riprese con applausi e acclamazioni da tutti i presenti – degenti, famiglie, personale sanitario – assiepati lungo i numerosi corridoi che il Pontefice ha attraversato tra le 10.45 – ora d’inizio della visita – e le 12, quando Benedetto XVI ha tenuto il suo discorso davanti al presidente del Bambino Gesù, il dott. Francesco Silvano, e alle massime autorità della struttura sanitaria, affiancate da quelle civili di Roma.
Nel salutare i presenti, Il Papa ha subito chiarito il primo motivo della sua presenza nell’Ospedale: il desiderio di essere alla sequela di Gesù che, ha detto, aveva “una speciale predilezione per l’infanzia”. Ed ha aggiunto quindi il secondo motivo che lo ha spinto a questa visita:
“Per testimoniare anch’io l’amore di Gesù per i bambini, un amore che si effonde spontaneo dal cuore e che lo spirito cristiano accresce e rafforza. Il Signore ha detto: ‘Quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a me’. In ogni persona sofferente, ancor più se piccola e indifesa, è Gesù che ci accoglie e attende il nostro amore”.
Ai medici e al personale che a vari livelli presta servizio al Bambino Gesù, il Papa ha mostrato grande apprezzamento e gratitudine per quell’insieme di “attenzione, spirito di sacrificio, pazienza e amore disinteressato per far sì – ha affermato – che le mamme e i papà possano trovare qui un luogo dove si respiri speranza e serenità anche nei momenti di più acuta apprensione:
“Qui è vostra preoccupazione assicurare un trattamento eccellente non solo sotto il profilo sanitario, ma anche sotto l’aspetto umano. Voi cercate di dare una famiglia ai degenti e ai loro accompagnatori, e questo richiede il contributo di tutti (...) Questo stile, che vale per ogni casa di cura, deve contraddistinguere in modo speciale quelle che si ispirano ai principi evangelici. Per i bambini, poi, non va lesinata alcuna risorsa. Al centro di ogni progetto e programma ci sia pertanto sempre il bene del malato, il bene del bambino ammalato”.
Un’“opera di alto valore umano”, dunque, ha proseguito Benedetto XVI che ha voluto “leggere” anche a un altro livello, più squisitamente pastorale – “da vescovo di Roma”, ha spiegato - il senso del lavoro che da decenni svolge con merito la struttura pediatrica vaticana:
“L’Ospedale ‘Bambino Gesù’, oltre ad essere una immediata e concreta opera di aiuto della Santa Sede verso i bambini ammalati, rappresenta un avamposto dell’azione evangelizzatrice della comunità cristiana nella nostra città. Qui si può offrire una testimonianza concreta ed efficace del Vangelo a contatto con l’umanità sofferente; qui si proclama con i fatti la potenza di Cristo che con il suo spirito guarisce e trasforma l’umana esistenza”.
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Per la visita del Papa i bambini hanno preparato tanti disegni e preghierine: sono state esposte nella ludoteca dell’Ospedale. Ce ne parla Sergio Centofanti.
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C’è un disegno con un grande sole e tanti cuori con il Papa che gioca con i bambini. C’è un piccolo foglietto con una croce colorata: un bambino la vuole regalare al Pontefice. C’è Davide che prega la Madonna: “Mi fai compagnia? Mi mandi all’asilo?” Andrea scrive invece a Benedetto XVI: “Ciao Papa, prego Gesù e la Madonna perchè il mio rene vada bene e così torno a casa e mamma e papà non piangono più per me”. Fabiana scrive alla Madre di Gesù: “Voglio ricamminare al più presto comunque ti ringrazio tanto tanto di avermi fatto
fare tanti progressi”. Veronica chiede al Papa: “fa’ che questa sia l’ultima terapia. Ti voglio molto bene”. E Fabiola: “Caro Papa, prega per me la Madonna perché io non debba fare più la trasfusione. Fammi camminare così vado alle giostre con Simone e poi anche a scuola”. Un altro bambino fa una richiesta particolare al Papa: “che tu abbia sempre la pazienza di affacciarti dalla finestra di San Pietro per salutarci e benedirci”. Infine una bimba di 9 anni è preoccupata più per i genitori che per se stessa e chiede al Papa di spiegare alla mamma: “Gesù e la Madonna mi vogliono tanto bene così come sono e io sono felice”.
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L’Ospedale pediatrico “Bambino Gesù”, fondato nel 1869 dai duchi Salviati fu affidato alle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli che tuttora svolgono nell’Istituto la loro missione. Dal 1924 l’Ospedale è proprietà della Santa Sede. Oggi vi lavorano 476 medici, quasi 1000 infermieri, circa 700 tra addetti tecnici e amministrativi. Nel 2004 sono stati effettuati quasi 34 mila ricoveri, 18 mila interventi chirurgici, 93 mila accessi in “day ospital”, oltre 800 mila visite ambulatoriali e 55 mila prestazioni di “pronto soccorso”.
All’Ospedale accorrono piccoli malati da tutta Italia. Sui motivi di questo successo Eliana Astorri ha intervistato Marco Maghèri, responsabile delle relazioni esterne del “Bambino Gesù”:
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R. – Con la dedizione di chi opera al suo interno, accogliendo i bambini con amorevole carità cristiana e con una professionalità sempre attenta all’aggiornamento del personale.
D. – In cosa è specializzato maggiormente il vostro ospedale?
R. – L’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” assicura la possibilità di curare praticamente a 360 gradi tutte le patologie pediatriche. L’Ospedale punta cioè ad affrontare quelli che sono i casi che in altre realtà italiane e in molti casi straniere non riescono ad essere affrontati.
D. – Per quanto riguarda le attività scientifiche?
R. – C’è una significativa azione di ricerca e di collaborazione internazionale con i centri più importanti, sempre relativi alla pediatria, sia in Europa che negli Stati Uniti.
D. – C’è un’assistenza ed un’accoglienza per i genitori che accompagnano i loro bambini per interventi chirurgici, per un soggiorno presso l’Ospedale pediatrico “Bambino Gesù”?
R. – Parte integrante dell’assistenza riguarda ovviamente l’accoglienza nei confronti della famiglia in quanto tale. Non ci può essere salute se non c’è un generale stato di benessere psicofisico ed affettivo e sociale. Anche con l’aiuto del mondo del volontariato, l’Ospedale è impegnato nell’assicurare la presenza più decorosa possibile dei genitori accanto al bambino.
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DISCORSO DEL SANTO PADRE
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Signori Amministratori dell’Ospedale e distinte Autorità,
Cari bambini!
Al termine di questa mia visita, sono lieto di intrattenermi con voi, ringraziandovi per la vostra cordiale accoglienza. Sono riconoscente al Signor Presidente di questo Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" per le parole che mi ha rivolto a nome di tutti voi. Saluto i Presidenti della Regione e della Provincia, il Sindaco di Roma e le altre Autorità qui convenute. La mia gratitudine va poi agli Amministratori, ai Direttori ed ai Coordinatori dei Dipartimenti dell’Ospedale, come ai medici, agli infermieri ed a tutto il personale. Con affetto mi rivolgo soprattutto a voi, cari bambini, e ai vostri familiari che vi stanno accanto con molta premura. Un
grazie di cuore al vostro rappresentante, che mi ha offerto un gentile omaggio a nome dell’intera famiglia del "Bambino Gesù". Sono vicino a ciascuno di voi e vorrei farvi sentire il conforto e la benedizione di Dio. Gli stessi voti desidero esprimere a coloro che si trovano nelle succursali di Palidoro e di Santa Marinella, parimenti a me tanto vicini.
Per questa prima visita ad un ospedale, ho scelto il "Bambino Gesù" per due motivi: anzitutto perché questo Istituto appartiene alla Santa Sede, ed è seguito con sollecitudine dal Cardinale Segretario di Stato, che è qui presente. Passando per alcuni reparti, imbattendomi con tanti piccoli che soffrono, ho pensato spontaneamente a Gesù che amava teneramente i bambini e voleva che li lasciassero andare a Lui. Sì, come Gesù, anche la Chiesa manifesta una speciale predilezione per l’infanzia, specialmente quando si tratta di fanciulli sofferenti. Ed ecco, allora, il secondo motivo per cui sono venuto tra voi: per testimoniare anch’io l’amore
di Gesù per i bambini, un amore che si effonde spontaneo dal cuore e che lo spirito cristiano accresce e rafforza. Il Signore ha detto: "Quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli, l’avete fatto a me" (cfr Mt 25,40.45). In ogni persona sofferente, ancor più se piccola e indifesa, è Gesù che ci accoglie e attende il nostro amore.
Importante è pertanto, cari amici, il lavoro che voi qui svolgete. Penso agli interventi d’avanguardia che rendono rinomato il "Bambino Gesù"; ma penso anche e soprattutto al lavoro ordinario, di ogni giorno: all’accoglienza, al ricovero, alla cura solerte dei piccoli degenti – e sono tanti! – che si rivolgono alle vostre strutture sanitarie. Ciò richiede una disponibilità grande, una costante ricerca di moltiplicare le risorse disponibili; domanda attenzione, spirito di sacrificio, pazienza e amore disinteressato, per far sì che le mamme e i papà possano trovare qui un luogo dove si respiri speranza e serenità anche nei momenti di più
acuta apprensione.
Lasciate che spenda ancora una parola proprio sulla qualità dell’accoglienza e della cura che va riservata a chi è ammalato. Qui è vostra preoccupazione assicurare un trattamento eccellente non solo sotto il profilo sanitario, ma anche sotto l’aspetto umano. Voi cercate di dare una famiglia ai degenti e ai loro accompagnatori, e questo richiede il contributo di tutti: dei dirigenti, dei medici, degli infermieri e degli operatori nei vari reparti, del personale e delle numerose e benemerite Organizzazioni di volontari, che quotidianamente offrono il loro prezioso servizio. Questo stile, che vale per ogni Casa di cura, deve contraddistinguere in modo
speciale quelle che si ispirano ai principi evangelici. Per i bambini, poi, non va lesinata alcuna risorsa. Al centro di ogni progetto e programma ci sia pertanto sempre il bene del malato, il bene del bambino ammalato.
Cari amici, grazie per la vostra collaborazione a quest’opera di alto valore umano, che rappresenta anche un apostolato quanto mai efficace. Io prego per voi, sapendo che non è agevole questa vostra missione. Sono certo però che tutto risulterà meno difficile se, dedicando le vostre energie a ogni piccolo ospite, saprete riconoscere nel suo volto quello di Gesù. Sostando nella Cappella, ho incontrato i sacerdoti, le religiose e quanti accompagnano il vostro lavoro con la loro dedizione, in particolare assicurando un’opportuna animazione spirituale. Sia proprio la Chiesa il cuore dell’Ospedale: da Gesù realmente presente nell’Eucaristia, dal dolce
Medico dei corpi e delle anime, attingete la forza spirituale per confortare e curare quanti qui sono ricoverati.
Infine, permettetemi una riflessione squisitamente pastorale, come Vescovo di Roma. L’Ospedale "Bambino Gesù", oltre ad essere una immediata e concreta opera di aiuto della Santa Sede verso i bambini ammalati, rappresenta un avamposto dell’azione evangelizzatrice della Comunità cristiana nella nostra Città. Qui si può offrire una testimonianza concreta ed efficace del Vangelo a contatto con l’umanità sofferente; qui si proclama con i fatti la potenza di Cristo che con il suo spirito guarisce e trasforma l’umana esistenza. Preghiamo perché, insieme con le cure, sia comunicato ai piccoli ospiti l’amore di Gesù. Maria Santissima, Salus
infirmorum - Salute dei malati, che sentiamo ancor più vicina, quale Madre del Bambino Gesù e di tutti i bambini, protegga voi, cari ammalati, e le vostre famiglie, i dirigenti, i medici e l’intera Comunità dell’Ospedale. A tutti con affetto imparto la Benedizione Apostolica.