Radio
Vaticana 30 novembre 2008
Messaggio
di Benedetto XVI a Bartolomeo I nella Festa di Sant’Andrea:
il mondo ha bisogno della testimonianza di unità dei
cristiani
Il
rafforzamento dei legami tra la Chiesa di Roma e il
Patriarcato di Costantinopoli è un segno di speranza per
il cammino ecumenico: è quanto scrive Benedetto XVI nel
Messaggio al Patriarca Bartolomeo I, in occasione
dell’odierna solennità di Sant’Andrea Apostolo,
Patrono della Chiesa di Costantinopoli. Il messaggio
pontificio è stato consegnato oggi al Patriarca dal
cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio
Consiglio per l’Unità dei Cristiani, che guida la
delegazione della Santa Sede al Fanar ad Istanbul in
occasione delle celebrazioni per la festa di Sant’Andrea.
Messaggio, che è stato letto questa mattina durante la
Divina Liturgia nella chiesa patriarcale del Fanar. Il
servizio di Alessandro Gisotti:
“La vita interiore delle nostre Chiese e le sfide del
mondo moderno richiedono urgentemente” la
“testimonianza di unità dei discepoli di Cristo”: è
l’esortazione di Benedetto XVI nel messaggio al
Patriarca ecumenico Bartolomeo I, in occasione della festa
di Sant’Andrea Apostolo. Il Papa ringrazia Dio per aver
permesso un “rafforzamento dei legami di amore
reciproco” tra le Chiesa di Roma e di Costantinopoli.
Legami, ha aggiunto, “sostenuti dalla preghiera e da
contatti fraterni sempre più frequenti”. In
particolare, Benedetto XVI ricorda che Bartolomeo I è
stato a Roma tre volte nell’anno che volge al termine:
in occasione della sua Lectio magistralis al Pontificio
istituto orientale, per l’apertura dell’Anno Paolino e
al Sinodo sulla Parola di Dio.
D’altro canto, ricorda il Pontefice, la Chiesa
cattolica ha partecipato, con un simposio e un
pellegrinaggio in Asia Minore, alle celebrazioni promosse
dal Patriarca ecumenico per l’Anno Paolino. E’ questo,
si legge nel messaggio, “un segno della nostra comunione
crescente e della vicinanza spirituale”. E aggiunge:
“Queste esperienze di incontro e preghiera comune
contribuiscono a rafforzare l’impegno per raggiungere il
traguardo del nostro cammino ecumenico”. Benedetto XVI
accoglie inoltre con soddisfazione e speranza l’esito
positivo dell’incontro dei Primati e Rappresentanti
delle Chiese ortodosse, svoltosi recentemente al Fanar.
“Credo e spero – scrive il Papa – che questi
sviluppi avranno un impatto costruttivo sul dialogo
teologico ufficiale tra la Chiesa ortodossa e quella
Cattolica e porterà alla risoluzione delle difficoltà
sperimentate nelle due ultime sessioni”.
In questa festa di Sant’Andrea, si legge ancora,
costatiamo “con gioia e gratitudine” che le relazioni
tra noi si stanno progressivamente approfondendo. E
“rinnoviamo il nostro impegno” a proseguire sul
“sentiero della preghiera e del dialogo”.
“Confidiamo – conclude Benedetto XVI – che il nostro
cammino comune affretterà l’arrivo di quel giorno
benedetto nel quale pregheremo Dio assieme in una
condivisa celebrazione dell’Eucaristia”.
MESSAGGIO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
A SUA SANTITÀ BARTOLOMEO I,
ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI, PATRIARCA ECUMENICO,
PER LA FESTA DI SANT’ANDREA
A Sua
Santità Bartolomeo I
Arcivescovo di Costantinopoli
Patriarca Ecumenico
"Grazia
a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù
Cristo" (Gal 1, 3)
È con
profonda gioia che rivolgo queste parole di San Paolo a
Vostra Santità, al Santo Sinodo e a tutto il Clero
ortodosso e ai fedeli radunati per la festa di Sant’Andrea,
il fratello di San Pietro e, come lui, un grande apostolo
e martire per Cristo. Sono lieto di essere rappresentato
in questa occasione di festa da una delegazione guidata
dal mio venerato fratello il Cardinale Walter Kasper,
Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione
dell'Unità dei Cristiani, al quale ho affidato questo
Messaggio augurale. Le mie preghiere si uniscono alle
vostre per invocare dal Signore il benessere e l'unità
dei discepoli di Cristo nel mondo intero.
Rendo
grazie a Dio che ci ha permesso di approfondire i vincoli
di amore reciproco fra noi, sostenuti dalla preghiera e da
un contatto fraterno sempre più regolare. Nel corso
dell'anno che ora sta volgendo al termine, siamo stati
benedetti tre volte dalla presenza di Vostra Santità a
Roma: in occasione della Vostra lezione magistrale al
Pontificio Istituto Orientale, che si onora di annoverarLa
tra i suoi Alunni; all'apertura
dell'Anno Paolino nella Festa dei Santi patroni di
Roma, Pietro e Paolo; ed alla dodicesima
Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi della
Chiesa Cattolica, tenutasi in ottobre sul tema della
Parola di Dio nella Vita e nella Missione della Chiesa,
quando avete pronunciato un discorso di profonda
riflessione.
Come
segno della crescente comunione e vicinanza spirituale, la
Chiesa Cattolica, per parte sua, è stata rappresentata
alle celebrazioni dell'Anno Paolino guidato da Vostra
Santità, incluso un simposio e un pellegrinaggio ai
luoghi paolini in Asia Minore. Queste esperienze di
incontro e di preghiera condivisa contribuiscono ad un
aumento nel nostro impegno per raggiungere la meta del
nostro cammino ecumenico.
In questo
stesso spirito, Vostra Santità mi ha informato del
risultato positivo della Synaxis dei Primati e dei
Rappresentanti delle Chiese Ortodosse, che ha avuto luogo
recentemente al Fanar. I segni di speranza che sono
emersi dai rapporti inter-ortodossi e l'impegno ecumenico
sono stati accolti con gioia. Credo e prego che questi
sviluppi possano avere un effetto costruttivo sul dialogo
teologico ufficiale fra le Chiese Ortodosse e la Chiesa
Cattolica, e possano condurre ad una soluzione delle
difficoltà incontrate nelle ultime due sessioni. Come
Vostra Santità ha rilevato durante l’allocuzione al
Sinodo dei Vescovi della Chiesa Cattolica, la Commissione
Internazionale Mista per il Dialogo Teologico fra
cattolici ed ortodossi sta ora affrontando un argomento
cruciale che, una volta risolto, ci porterebbe più vicino
alla piena comunione.
In questa
festa di Sant’Andrea, riflettiamo con gioia e con animo
grato che le relazioni fra noi stanno entrando
progressivamente a livelli più profondi, mentre
rinnoviamo il nostro impegno sulla via della preghiera e
del dialogo. Crediamo che il nostro cammino comune
accelererà l'arrivo di quel giorno benedetto in cui
loderemo insieme Dio in una Celebrazione condivisa
dell’Eucaristia. La vita interiore delle nostre Chiese e
le sfide del mondo contemporaneo richiedono urgentemente
questa testimonianza di unità fra i discepoli di Cristo.
È con
questi sentimenti fraterni che estendo a Vostra Santità i
miei saluti cordiali nel Signore, Che assicura a noi
la Sua Grazia e la Sua Pace.
Dal
Vaticano, 26 novembre 2008
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