La
basilica originaria era stata ripetutamente abbellita nel
corso dei secoli, anche con opere di Giotto,
fin quando, a metà del XV
secolo, Nicolò
V decise di avviarne una sostanziale ristrutturazione
dopo un furioso incendio che (casualmente o no) distrusse
buona parte della costruzione. Con la morte
di quest'ultimo i lavori si interruppero e vennero ripresi
da Giulio
II che ne affidò la direzione al Bramante,
il quale demolì completamente la vecchia basilica,
progettandone una nuova a pianta centrale.
All'insieme
delle opere necessarie per la sua realizzazione edile ed
artistica, fu preposto un ente,
la Reverenda "Fabrica Sancti Petri", del
quale recentemente il Vaticano
ha aperto gli archivi
agli studiosi: fra i preziosi documenti catalogati vi sono
migliaia di note, progetti, contratti, ricevute, corrispondenze
(ad esempio fra Michelangelo e la Curia),
che costituiscono una documentazione del tutto sui
generis sulla quotidianità pratica degli artisti
coinvolti. L'ente è tuttora
operante per la gestione del complesso.
La
campagna per la raccolta di fondi per la costruzione della
basilica, effettuata in Germania con la vendita di
indulgenze dal frate domenicano Johann
Tetzel, fu una delle cause della riforma
guidata da Martin
Lutero.
La
Basilica ha una lunghezza di 186 metri, la cima della
cupola è alta 119 e la superficie
totale supera i 15.000 metri quadrati. L’edificio può
contenere, si calcola, 80.000 persone. La basilica ospita
quella che secondo la tradizione è la tomba
di San Pietro, posta sotto l'altare
principale, che è coperto da un baldacchino
sorretto da quattro immensi pilastri,
tutti disegnati dal Bernini.
Anche altri Papi sono sepolti nella basilica.
La
Basilica sotto Clemente
VIII
Con la
morte di Giacomo
della Porta, nel 1602,
assunse la direzione della fabbrica Carlo
Maderno, nel 1603
il papa Clemente VIII affidò la decorazione a mosaico
della cupola al Cavalier d'Arpino, in essa erano rappresentati: Cristo, gli
apostoli e busti di papi e santi, il tutto concluso entro
il 1612,
per la realizzazione delle pale d'altare, riportate
successivamente a mosaico, il papa si valse di Pomarancio,
Cesare
Nebbia, Francesco
Vanni, Bernardo
Castello, Giovanni
Baglione, del Cigoli
e del Passignano.
La
Basilica sotto Paolo
V
Sotto
papa Paolo V, il Maderno iniziò nel 1607
la facciata e nel 1609
la navata, entrambe concluse nel 1612,
mentre tra il 1615
e il 1616,
costruì la confessione a ferro di cavallo aperta davanti
l'altrare maggiore. Per la decorazione scultore il papa si
servì maggiormente dell'opera di Ambrogio
Bonvicino: suo è il rilievo con La consegna delle
chiavi posto sotto l'entrata principale, mentre per la
decorazione ad affresco si servì di Giovan
Battista Ricci di Novara, che lavorò agli affreschi
della confessione e alla decorazione in stucco. Tra il
1616 e il 1617, Martino
Ferrabosco innalzò la torre dell'orologio, abbattuta
successivamente per far posto al colonnato del Bernini.
Quando
nel 1626 fu infine dedicata da Urbano
VIII, la basilica aveva la forma di una croce latina.
L'arte
La
basilica è in sé un'opera d'arte, ma è anche composta
da diversi elementi artistici di autonomo valore.
Molti
famosi artisti lavorarono alla "Fabbrica di San
Pietro". Dopo la morte del Bramante iniziò a
lavorarvi Raffaello
Sanzio, che modificò l'originaria pianta
a croce
greca in una a croce
latina. Michelangelo,
che servì come capo architetto
per un certo periodo dopo Raffaello, riportò la pianta a
croce greca ed eseguì il disegnò della cupola.
L'opera fu completata da Carlo
Maderno, che tornò di nuovo alla pianta a croce
latina (stavolta su espresso ordine del Papa).
All'interno
trovano posto centinaia di statue
in marmo,, stucco
e bronzo.
Tra i monumenti
funebri ne troviamo uno del Bernini e uno di Antonio
Canova. Celebre è la scultura
di Michelangelo "La
Pietà".
Artisticamente
San Pietro rappresenta il trionfo del barocco
romano, in auge proprio nel momento in cui la Chiesa, stato
politicamente
centrale nella storia europea,
avvertiva il crescere del prestigio e della potenza degli stati
nazionali di Francia
e Spagna.
La sontuosità architettonica e la ridondanza decorativa,
già proprie dei canoni
del barocco, ben rispondevano all'esigenza della Curia di
rappresentarsi con una sperabilmente inarrivabile
magnificenza. La
basilica venne finalmente consacrata
nel 1626
da Urbano
VIII.
La
sistemazione della piazza (1656
- 67)
è dovuta a Gian
Lorenzo Bernini (1598
- 1680),
che realizza qui la sua opera più importante. Lo spazio
è suddiviso in due parti: la prima a forma di trapezio
rovescio con il lato maggiore lungo la facciata, la
seconda di forma ellittica con l'imponente colonnato
dorico sormontato da una robusta architrave. Nel progetto
berniniano compariva uno spicchio centrale in prosecuzione
del colonnato, che, se realizzato, avrebbe nascosto la
piazza e la basilica rispetto alla veduta frontale. In
questo modo, provenendo da Ponte Sant'Angelo, il visitatore, dopo aver percorso le vie
anguste del Borgo, si sarebbe trovato all'improvviso in
uno spazio vasto e solenne e avrebbe provato di stupore e
meraviglia. Va considerato a questo proposito che
l'attuale Via
della Conciliazione è il risultato della sciagurata
opera di demolizione di un isolato lungo e stretto (Spina
dei Borghi), concepita nel periodo fascista.
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Sinfonia numero 40 (Mozart)