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Cristo
nuova speranza in un mondo buio e freddo: così il Papa
nell'udienza ai pellegrini della Bassa Austria
Il
Papa ha ricevuto stamattina i partecipanti al
pellegrinaggio dalla Bassa Austria, giunti in Vaticano per
l’accensione dell’albero di Natale, dono del comune di
Gutenstein, che si svolgerà sabato pomeriggio in Piazza
San Pietro. L’albero e il presepe sono stati definiti
dal Papa come “simboli di vita” che “ci rimandano al
mistero della Notte Santa” quando Cristo porta “nel
mondo buio, freddo e non redento, nel quale viene a
nascere, una nuova speranza ed un nuovo splendore”.
“Quando l’uomo si lascia illuminare dalla luce della
verità vivente che è Cristo – ha aggiunto Benedetto
XVI - sperimenta la pace interiore nel suo cuore e diventa
operatore di pace in una società che ha tanta nostalgia
di riconciliazione e di salvezza”.
Parlando della visita dello scorso anno in Austria,
Benedetto XVI ha ricordato la “storia profondamente
cristiana” del Paese mitteleuropeo come dimostra la
presenza di tanti conventi. Pertanto ha esortato i fedeli
a “fare in modo che anche in futuro questa testimonianza
per Cristo rimanga viva, per dare agli uomini sostegno e
orientamento nella loro vita”. Nel ringraziare per il
dono ricevuto, il Papa ha espresso i migliori auguri per
“una festa di Natale colma di grazia” ed ha assicurato
le sue preghiere, raccomandando tutti all’intercessione
di “Maria, patrona dell’Austria, e del patrono della
regione, Leopoldo”. (Radio Vaticana, 12 dicembre
2008)
UDIENZA
AI PARTECIPANTI AL PELLEGRINAGGIO DALLA BASSA AUSTRIA PER
IL DONO DELL’ALBERO DI NATALE IN PIAZZA SAN PIETRO ,
12.12.2008
Un
cordialissimo "Grü$ Gott" a voi tutti che siete
venuti a portare in dono al Santo Padre e alla Chiesa di
Roma l’albero di Natale che, insieme al presepe, adornerà
nel prossimo periodo natalizio Piazza San Pietro. Un
benvenuto particolare al governatore regionale della Bassa
Austria, dr. Erwin Pröll, ed un ringraziamento per le
parole gentili che mi ha rivolto anche a nome di tutti i
presenti. Saluto anche il vescovo di Sankt Pölten, mons.
Klaus Küng – anche a Lei un cordiale ringraziamento per
le parole che mi hanno taccato il cuore! In rappresentanza
della delegazione e di tutti gli ospiti della Bassa
Austria saluto il sindaco del comune di Gutenstein, il
signor Johann Seper, nel cui territorio è cresciuto
questo albero maestoso – finora il più alto nella
storia degli alberi natalizi in Piazza san Pietro. Il mio
saluto particolare va, non da ultimo, ai giovani cantori
di Altenburg ed ai suonatori di Ziersdorf, che con la loro
esecuzione musicale hanno dato al nostro incontro un tono
festoso e sono, per così dire, messaggeri della ricca
cultura del vostro Paese e delle sue molteplici
tradizioni. Grazie di cuore! Dove c’è l’Austria, c’è
musica: lo possiamo sperimentare anche oggi in modo
meraviglioso.
Il dono
che viene dai boschi del vostro bel Paese – di cui fanno
parte anche altri abeti che avete portati per conferire al
Palazzo apostolico e a diversi luoghi in Vaticano, fra cui
il mio studio, un’atmosfera natalizia – questo dono
dai boschi della vostra regione richiama alla mia memoria
la visita che, l’anno scorso, ho potuto compiere nella
vostra Patria. In quell’occasione, mi sono fermato in
uno dei grandi conventi che caratterizzano il vostro Paese
e che rendono testimonianza della sua storia profondamente
cristiana. Dovrà essere l’impegno di tutti i fedeli
fare in modo che anche in futuro questa testimonianza per
Cristo rimanga viva per dare agli uomini sostegno e
orientamento nella loro vita o – come Lei, signor
governatore regionale, ha detto in modo molto concreto –
una ringhiera a cui appoggiarci per andare avanti.
L’albero
di Natale sarà, nelle prossime settimane, motivo di gioia
per i romani e per i molti pellegrini di ogni parte del
mondo che verranno nella Città eterna in occasione della
festività della Natività di Cristo. Anch’io lo vedrò
guardando dalla mia finestra e ne gioirò sempre di nuovo,
quando dall’alto potrò rimirare l’albero e il
presepe. Ma ci sarà anche occasione perché io ci vada
direttamente, preghi davanti al Bambino Gesù e mi
rallegri per la luce dell’albero e per la sua bellezza.
La forma svettante, il suo verde e le luci sui suoi rami
sono simboli di vita. Inoltre, essi ci rimandano al
mistero della Notte Santa. Cristo, il Figlio di Dio porta,
nel mondo buio, freddo e non redento nel quale viene a
nascere, una nuova speranza ed un nuovo splendore. Se
l’uomo si lascia toccare ed illuminare dallo splendore
della verità vivente che è Cristo, sperimenterà una
pace interiore nel suo cuore e diventerà egli stesso
operatore di pace in una società che ha tanta nostalgia
di riconciliazione e di redenzione.
Cari
amici! Ancora una volta, un sincero "Vergelt’s Gott"
per questo bel dono! Ringrazio anche tutti i collaboratori
che oggi non possono essere presenti, gli sponsor e quanti
hanno curato il trasporto dell’albero. Il Signore vi
ricompensi per la vostra disponibilità con cui avete
generosamente contribuito alla consegna dell’albero. Fin
da oggi vi esprimo i miei migliori auguri per una festa di
Natale colma di grazia e vi prego di riferire questi voti
alle vostre famiglie ed a tutti i vostri concittadini. Vi
assicuro la mia preghiera per le vostre famiglie e per il
vostro stupendo Paese e vi raccomando tutti
all’intercessione di Maria, Patrona dell’Austria, e
del Patrono della regione, Leopoldo, che ora, come
bellissima scultura, potrà sentirsi "a casa"
anche nella mia abitazione. Il Signore protegga la vostra
regione e benedica tutta l’Austria!
©
Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana
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