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SOLENNITA' DEL BATTESIMO DEL SIGNORE  (7 GENNAIO 2007) 

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana, 7 gennaio 2007

OGNI BAMBINO CHE NASCE CI RECA IL SORRISO DI DIO: COSI’, BENEDETTO XVI NELLA MESSA IN CAPPELLA SISTINA, DOVE STAMANI HA BATTEZZATO 13 BIMBI, NELLA SOLENNITA’ DEL BATTESIMO DEL SIGNORE. ALL’ANGELUS, IL PAPA RIBADISCE CHE TUTTI I BATTEZZATI SONO CHIAMATI ALLA SANTITA’  

Nell’odierna Festa del Battesimo del Signore, Benedetto XVI ha battezzato nella Cappella Sistina 13 bimbi di diversa nazionalità. Durante la Santa Messa, il Papa ha esortato i genitori cristiani a seguire il modello di semplicità e armonia della Famiglia di Nazareth. Poi, all’Angelus, in Piazza San Pietro, ha ribadito che i cristiani sono chiamati a tendere alla santità, una vocazione che appartiene a tutti i battezzati. Il servizio di Alessandro Gisotti:  

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Nella straordinaria cornice della Cappella Sistina, una celebrazione famigliare, come il Papa stesso l’ha definita, accompagnata dal tenero vagito di 13 piccoli bimbi, nel giorno del loro Battesimo. Benedetto XVI sottolinea l’unicità di ogni nascita, un evento che ci porta il sorriso di Dio:  

“Ogni bambino che nasce ci reca il sorriso di Dio e ci invita a riconoscere che la vita è dono Suo, dono da accogliere con amore e da custodire con cura sempre, in ogni momento”.

 Ogni figlio che nasce, avverte, Dio lo affida ai suoi genitori. Di qui l’importanza della famiglia fondata sul matrimonio, “culla della vita e dell’amore”. Il Pontefice indica la Casa di Nazareth, dove vive la Santa Famiglia quale modello di “semplicità, pazienza e armonia per tutte le famiglie cristiane”. Parole corredate da una viva esortazione rivolta ai genitori dei bimbi battezzati e con loro a tutte le famiglie:  

“Non dimenticate che è la vostra testimonianza e il vostro esempio ad incidere maggiormente sulla maturazione umana e spirituale della libertà dei vostri bambini. Pur presi dalle quotidiane attività, spesso vorticose, non tralasciate di coltivare personalmente e in famiglia la preghiera, che costituisce il segreto della perseveranza cristiana”.  

Ricordando le parole dell’evangelista Luca, il Papa sottolinea che, dopo aver ricevuto il Battesimo sulle rive del Giordano, Gesù parla con il Padre. Prega non solo per sé, ma per tutti noi. Ed è allora che si apre il cielo. Da questo evento, rileva, comprendiamo che quanto più viviamo in comunione con Gesù nella realtà del nostro Battesimo, tanto più il cielo si apre sopra di noi. Il Battesimo, sottolinea, è adozione nella famiglia di Dio. Rivolge poi il pensiero alle parole di San Paolo, nella seconda lettura della liturgia, laddove afferma che possiamo essere salvati mediante un lavacro di rigenerazione e rinnovamento nello Spirito Santo. Il Battesimo, aggiunge il Santo Padre, non è solo parola, né solo una cosa spirituale. “La spiritualità dell’uomo concerne l’uomo nella sua totalità, corpo e anima”. Di qui una riflessione sulla vera dimensione del cristianesimo:  

“Vediamo che il cristianesimo non è una cosa solo spirituale, individuale, una posizione oggettiva che io prendo, ma è una cosa reale, concreta, anche materiale; la famiglia di Dio è concreta nella famiglia reale, concreta della Chiesa; l’adozione a figli di Dio del Dio trinitario è nello stesso momento assunzione nella concreta famiglia dove viviamo con la Madre  Chiesa, come fratelli e sorelle in questa grande famiglia di Dio. E solo inserendoci in questo ‘noi’ dei figli, come fratelli e sorelle, possiamo dire: ‘Padre nostro’!”.  

Il Papa si sofferma anche sull’acqua, segno forte del Battesimo. Ricorda così che in tutte le religioni l’acqua è segno di fecondità. Per i Padri della Chiesa, l’acqua “è il simbolo del grembo materno della Chiesa”, e cita Tertulliano, che diceva: “Cristo non è mai senza acqua”. Nel Battesimo, afferma ancora, siamo dunque adottati dal Padre Celeste e dalla Madre Chiesa. In Gesù Cristo, ribadisce, Dio ci viene incontro, ma non limita la nostra libertà:  

“Naturalmente, Dio non agisce in modo ‘magico’; agisce solo con la nostra libertà. Non possiamo rinunciare alla nostra libertà. Dio provoca la nostra libertà, ci invita alla cooperazione con il fuoco dello Spirito Santo: queste due cose devono andare insieme. Il Battesimo rimane in tutta la vita il dono di Dio che ha messo il suo sigillo nelle nostre anime e la nostra cooperazione, l’apertura della nostra libertà che dice ‘sì’ a questa azione divina”.  

A conclusione dell’omelia, l’esortazione del Papa ai genitori dei bimbi battezzati, affinché insegnino ai propri figli a pregare e a sentirsi membri attivi della comunità ecclesiale. E indica il Catechismo della Chiesa cattolica quale strumento per crescere nella fede e trasmetterla ai loro bambini. Nota di cronaca, tra i bimbi battezzati stamani anche il figlio del Comandante delle Guardie Svizzere.    

 

 

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