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Benedetto
III fu Papa dall'855 al 7
aprile 858. Benedetto godeva di
stima per la sua pietà e per la
sua sapienza. La sua elezione
avvenne in seguito al rifiuto di
Adriano, scelto inizialmente dal
clero e dal popolo, mentre un
gruppo di persone influenti
preferiva Anastasio. |
Questi
ultimi disconobbero l'elezione di Benedetto e
installarono Anastasio. Ad ogni modo, l'opinione
popolare fu così forte da imporre la
consacrazione di Benedetto. Gli inviati
dell'Imperatore Lodovico II costrinsero Benedetto
a trattare Anastasio e i suoi sostenitori con
indulgenza. Questo scisma aiutò ad indebolire il
potere degli imperatori sui papi, in particolare
sulla loro elezione.
Bendetto
intervenne nel conflitto tra i figli di Lotario I
(i futuri Lotario II, Lodovico II e Carlo il
Calvo) alla morte di questi. Fu attivo in altre
questioni ed assunse una posizione ferma nei
confronti di Costantinopoli.
Ethelwulf
del Wessex e suo figlio, il futuro Alfredo il
Grande, visitarono Roma durante il pontificato di
Benedetto. La Papessa Giovanna viene di solito
collocata tra il regno di Leone IV e quello di
Benedetto.
Fonte:
Cronologia
Romano di nascita, già cardinale di San Callisto (nda: probabilmente
del sito catacombale perchè non risulta esservi stata diocesi).
Fu consacrato il 29 settembre dopo una travagliatissima vicissitudine perchè,
diversamente dai suoi predecessori, Benedetto III scelse la strada della conferma
imperiale che ricercò inviando due legati presso la corte di Ludovico
II. Gli incaricati furono Nicola vescovo di Ananagni e Mercurio magister militum
e recarono con loro il decreto dell'avvenuta elezione del pontefice. Ma appena fuori Roma, ad Orte i due incontrarono il vescovo di Gubbio Arsenio
il quale intrapprese il viaggio di ritorno in loro compagnia convincendoli,
strada facendo, di perorare la causa del proprio nipote Anastasio rifugiato
ad Aquileia, cardinale già deposto da San Leone IV, con la scusa che
egli era comunque ben introdotto presso la casa imperiale.
I due legati si presentarono all'imperatore, consegnarono il protocollo contenente
l'elezione di Benedetto III ma perorarono la causa di Anastasio.
Ludovico II insoddisfatto del comportamento dei due legati, poco dopo la partenza
di questi ultimi, decise di inviare a Roma i conti Bernardo ed Adalberto per
sincerarsi di come fossero avvenute le elezioni papali. Nuovamente ad Orte si reincontrarono i due conti, i due legati, Anastasio
e suo zio Arsenio, nonchè i vescovi Ronaldo, di Porto ed Agatone, di
Todi a loro volta in viaggio verso Roma.
Il conciliabolo non pensò di meglio che eleggere pontefice Anastasio
e di dirigersi verso l' urbe. Nel frattempo il pontefice inviò il secondicerio
Adriano, il capitano dell'esercito Graziano ed il duca Gregorio quali messaggeri
per ricevere gli inviati imperiali. A cinque miglia dalla città, presso
la basilica di San Leucio i due gruppi si incontrarono. I messaggeri pontificali
furono presi prigionieri e trascinati attraverso i Prati Neroniani fino al
palazzo in Laterano.
Il 21 settembre 855 Anastasio entrò a San Pietro, preso dall'ira fece
a brandelli le tele dov'erano impresse le sentenze dei due concili tenuti
da San Leone IV, tra le quali quella dov'era iscritta la sua scomunica e danneggiando
le immagini di Cristo e della Madonna.
Anastasio si spostò poi in Laterano dove ad attenderlo vi era Benedetto
III seduto sul soglio, attorniato dal clero a lui fedele. Una milizia armata
del vescovo di Bagnorea, aggregatosi ad Anastasio tolse di peso il pontefice
dal proprio trono, gli strappò il pallio e lo affidò ad altri
due cardinali scomunicati dal suo predecessore. Il 25 settembre 855 il popolo venuto a conoscenza degli scempi e dell' usurpazione
fatta da Anastasio scese in piazza, i messi imperiali convocarono impensieriti
dalla situazione, e quello stesso giorno convocarono un'assemblea generale.
L'assemblea popolare capitanata dai vescovi di Ostia ed Albano dichiarò
che Benedetto III era stato eletto secondo i dettami del diritto canonico. Gli inviati imperiali non poterono far altro che prendere atto della situazione,
liberare Benedetto III, allontanare Anastasio e, con "mille scuse"
portarlo in processione sul cavallo di Leone IV fino alla cattedrale di Santa
Maria Maggiore in transtevere. Le "mille scuse" furono ben gradite ma per contro il pontefice dovette
riammettere Anastasio nel clero e guarda caso fu proclamato abate del monastero
di Santa Maria Maggiore in Transtevere, mentre per gli altri congiuri il non
luogo a procedere.
Ma come spesso accade la sorte non giovò a Ludovico II, imperatore
in pectore ed effettivo imperatore per un solo giorno, infatti il padre Lotario,
ritiratosi a vita monastica nel convento di Prum, presso Treviri morì
il 28 settembre 855 lasciando il lascito testamentario della suddivisione
dell'impero tra i figli: a Ludovico II l' Italia, a Lotario II le terre del
Nord chiamate successivamente Lotaringia e a Carlo la Provenza.
Benedetto III papa semplice ed umile, probabilmente già in avanti con
gli anni non si rese conto dello schiaffo morale inferto al potere imperiale
e pertanto non se ne seppe giovare, nè per se nè per la comunità
romana.
Il pontefice spirò il 17 aprile 858 e fu sepolto davanti le porte della
basilica di San Pietro.
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