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CARDINALE
BERTONE NUOVO SEGRETARIO DI STATO (15 SETTEMBRE 2006) |
Radio Vaticana,
15 settembre 2006
IL
CARDINALE TARCISIO BERTONE E’ UFFICIALMENTE DA OGGI IL
NUOVO SEGRETARIO DI STATO.
BENEDETTO
XVI HA PUBBLICAMENTE ESPRESSO DURANTE LA CERIMONIA A
CASTEL GANDOLFO LA PROPRIA GRATITUDINE AL CARDINALE ANGELO
SODANO, CHE LASCIA DOPO 15 ANNI ALLA GUIDA DELLA
SEGRETERIA DI STATO. L’ARCIVESCOVO DOMINIQUE MAMBERTI
NOMINATO DAL PAPA
NUOVO
SEGRETARIO PER I RAPPORTI CON GLI STATI
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Tre
lustri al fianco di due Papi con “dedizione e
competenza”, prudenza e zelo. E’ pieno di
riconoscenza il pubblico elogio che Benedetto XVI ha
fatto del cardinale Angelo Sodano, che questa
mattina - nel corso di una cerimonia nella Sala
degli Svizzeri a Castel Gandolfo – ha lasciato
l’incarico di segretario di Stato, ufficialmente
assunto dall’ex arcivescovo di Genova, il
cardinale Tarcisio Bertone. |
Davanti
al personale della Segreteria di Stato, il Papa ha
ripercorso le tappe salienti del servizio svolto dal
cardinale Sodano, accogliendo i propositi di fedeltà e
collaborazione manifestati dal successore. La giornata è
stata completata dalla nomina del nuovo segretario per i
Rapporti con gli Stati: si tratta dell’arcivescovo Dominique
Mamberti, finora nunzio in Sudan ed Eritrea. I
particolari dell’evento nel servizio di Alessandro De
Carolis:
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Un
servizio intessuto di grande esperienza e misura, spesso
oscuro ma incessante come la laboriosità di un alveare.
Nel giorno in cui la Segreteria di Stato ha vissuto, in un
clima di commozione, il suo primo cambio della guardia del
nuovo secolo, il responsabile uscente e quello entrante
hanno entrambi individuato nel sollecito “lavoro di
squadra”, svolto quotidianamente nelle due sezioni
dell’ufficio vaticano, il valore più autentico portato
al Papa nel governo della Chiesa universale. Un atto di
modestia e insieme di realismo, quello del cardinale
Sodano e del cardinale Bertone, che ha significato per i
presenti alla cerimonia di questa mattina molto più del
pur importante avvicendamento tra due illustri personalità
ecclesiali.
“In
così significativa circostanza – ha esordito Benedetto
XVI nel rivolgersi al segretario di Stato uscente -
avverto l’intimo bisogno di rinnovarle il più vivo
ringraziamento per la fedeltà, l’illuminata competenza,
la dedizione e l’amore che Ella ha posto nell’operare
per il bene
della Chiesa, accanto a diversi Successori dell’apostolo
Pietro”. Una gratitudine che il Papa ha voluto
sottolineare a più riprese, ripercorrendo il ministero
diplomatico del cardinale Sodano nell’America Latina e
quindi all’interno della Curia, fino alla nomina di
primo collaboratore di Giovanni Paolo II, il 29 giugno del
1991. Anch’io, ha riconosciuto Benedetto XVI, ho potuto
“di persona apprezzare le sue doti “del suo animo di
pastore interamente dedicato al servizio della Sede Apostolica”:
“Nel
momento in cui Ella consegna al Suo Successore tale
responsabilità, oltre ad esprimerLe i miei grati
sentimenti, mi faccio interprete anche di quelli di tutti
coloro che nel corso degli anni L’hanno conosciuta e
hanno ammirato il buon senso, la prudente saggezza e
l’indefesso zelo con cui, senza risparmio di energie, ha
svolto
la Sua
missione, tenendo conto unicamente del bene supremo della
Chiesa”.
Il
cardinale Sodano, da parte sua, si è subito fatto
interprete “del profondo spirito di fede” che anima la
“comunità di lavoro” della Segreteria di Stato: una
dedizione, ha detto, che trova un’adeguata espressione
nel motto del profeta Isaia che dice “nell’abbandono
confidente sta la vostra forza”. “In varie sale del
Vaticano – ha osservato il 79.enne porporato - ci è
dato di poter ammirare le famose api che distinguono lo
stemma del Papa Urbano VIII. Ebbene mi sembra che i
presenti siano ben simboleggiati da quelle umili api poste
dal Papa Barberini nel suo scudo”:
“Padre
Santo, credo che oggi un ringraziamento debba essere
rivolto non tanto a me, quanto a coloro che mi hanno
aiutato in questi anni. Preziosa mi è stata, in
particolare, la collaborazione dei successivi sostituti
per gli Affari Generali, gli arcivescovi Re e Sandri, come
dei Segretari per i Rapporti con gli Stati, gli
arcivescovi Tauran e Lajolo. Tutti insieme, abbiamo potuto
svolgere un lavoro di squadra, con un grande senso
ecclesiale che ci ha accomunato nel servizio, prima
intorno al venerato Giovanni Paolo II ed ora accanto a
Lei, chiamato dallo Spirito Santo a raccoglierne
l’eredità ed a guidare la nave della Chiesa verso nuovi
lidi”.
A
condividere con Benedetto XVI
“la complessità delle questioni” che comportano
una simile guida c’è da oggi il cardinale Bertone, 71
anni, piemontese come il suo predecessore. Il neo
segretario di Stato non ha fatto mistero della “pesante
responsabilità” che comporta il suo nuovo incarico, ma
ha anche dichiarato di avere come “unica ambizione”
quella di realizzare quanto espresso dal suo motto
episcopale: “Custodire la fede, conservare la
concordia”:
“La
comunione profonda che ci lega nel condiviso impegno a
servizio della Chiesa - e quindi della dignità umana e
della pacifica convivenza fra i Popoli – non potranno
che tradursi in leale e fedele collaborazione, rafforzata
per molti di noi dallo spirito sacerdotale e dalla carità
pastorale che deve sempre animarci nelle nostre attività”.
Sotto
il quadro della Vergine, che troneggia nella bella Sala
degli Svizzeri, il cardinale Bertone ha affidato il nuovo
impegno alla Madonna, invitando tutti i suoi collaboratori
a sostenerlo con la preghiera e annunciando di aver
rivolto questa stessa richiesta, tramite una lettera, a
molti monasteri contemplativi.
Al
termine della cerimonia, alzandosi in piedi, Benedetto XVI
ha voluto ancora una volta ringraziare il cardinale Sodano
per i suoi lunghi anni di servizio. Nel ricordare i giorni
del viaggio apostolico concluso ieri in Baviera –
l’ultimo da segretario di Stato per il cardinale Sodano
– il Papa ha donato al porporato una piccola statua
raffigurante la Madonna nera custodita nel Santuario di
Altötting:
“Penso
che la Madonna di Altötting possa essere non solo il
segno della mia permanente gratitudine ma anche il segno
della nostra comunicazione nella preghiera. La Madonna sia
sempre accanto a lei, la protegga sempre e la guidi. E’
espressione della mia sincera gratitudine”.
Al
momento dei saluti finali, Benedetto XVI ha reso noto il
nome di uno dei primi collaboratori del nuovo segretario
di Stato: il 54.enne arcivescovo Dominique
Mamberti, nato a Marrakech, in
Marocco, incardinato ad Ajaccio, in Corsica, e
attualmente nunzio Apostolico in Sudan e in Eritrea è
stato nominato segretario per i Rapporti con gli Stati.
Poliglotta, laureato in Diritto canonico e civile, mons.
Mamberti succede all’arcivescovo Giovanni Lajolo,
nominato presidente del Governatorato della Città del
Vaticano in sostituzione del cardinale Edmund Casimir
Szoka.
Grande ovviamente è stata la riconoscenza nei confronti
del Pontefice da parte di mons. Mamberti, che si esprime
così al microfono della nostra collega della redazione
francese, Laure Stephan:
R.
- Ho ricevuto con grande gioia e come un grandissimo onore
questa nomina. Servo la Santa Sede da venti anni, per un
servizio alla comunità delle nazioni, per proclamare il
Vangelo in questo mondo particolare che è quello della
diplomazia. Ringrazio di cuore. Non ho parole per
ringraziare il Santo Padre, il cardinale segretario di
Stato per l’onore che mi hanno fatto e non posso non
esprimere la mia fiducia nel Signore e nell’affetto e
nella fiducia dei superiori che mi hanno chiamato a tale
incarico.
**********
CERIMONIA
DI CONGEDO DA SEGRETARIO DI STATO DEL CARDINALE SODANO E
NOMINA DEL CARDINALE BERTONE
 | LETTERA
DEL SANTO PADRE ALL’EM.MO CARD. ANGELO SODANO
Al venerato Fratello
il Signor Cardinale ANGELO SODANO
Decano del Collegio Cardinalizio
Nel
mese di settembre 2002, all’approssimarsi del
compimento del Suo 75° genetliaco, venerato e caro
Fratello, il mio compianto Predecessore, il Servo di
Dio Giovanni Paolo II, Le chiese di continuare
nell’ufficio di suo primo Collaboratore, a cui
L’aveva chiamata dapprima come Pro-Segretario di
Stato, il 1° dicembre 1990, e successivamente, il 29
giugno 1991, come Segretario di Stato.
Quando
il Signore ha voluto che toccasse a me assumere il
mandato di supremo Pastore del Popolo di Dio, ho
ritenuto opportuno di domandarLe, Signor Cardinale, di
proseguire nel prestarmi il Suo aiuto come mio diretto
Collaboratore, condividendo le quotidiane
sollecitudini per il governo della Chiesa universale,
e per questo L’ho confermata nell’ufficio di
Segretario di Stato, compito che Ella ha adempiuto con
generosa dedizione e competenza sino ad oggi. Come
ebbi modo di comunicare il 24 giugno scorso, con
quest’oggi, 15 settembre, Le succede nel medesimo
incarico l’Em.mo Signor Cardinale Tarcisio Bertone,
già Arcivescovo di Genova.
In
così significativa circostanza avverto l’intimo
bisogno di rinnovarLe il più vivo ringraziamento per
la fedeltà, l’illuminata competenza, la dedizione e
l’amore che Ella ha posto nell’operare per il bene
della Chiesa, accanto a diversi Successori
dell’apostolo Pietro. Penso qui alle varie tappe del
lungo ed intenso servizio da Lei reso alla Sede
Apostolica fin dal 1961, sotto il Pontificato del
Beato Giovanni XXIII: dapprima nelle Rappresentanze
Pontificie in Ecuador, Uruguay e Cile e in seguito
presso il Consiglio per gli Affari Pubblici della
Chiesa. Nominato quindi Nunzio Apostolico in Cile,
dopo anni di non facile ma prudente e coraggiosa
azione diplomatica e pastorale in quella cara nazione,
Ella è stata richiamata in Vaticano quale Segretario
del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa,
che nel frattempo assunse il nome di Sezione per i
Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato. Alla
fine del 1990, con la elevazione al gradino più alto
della Segreteria di Stato, la Sua collaborazione al
fianco dell’indimenticabile mio Predecessore si è
fatta più stretta ed impegnativa, proseguendo per
oltre tre lustri sino a quando egli, l’amato
Giovanni Paolo II, ci ha lasciati il 2 aprile dello
scorso anno. Successivamente, in questi primi mesi di
Pontificato, ho potuto anch’io di persona apprezzare
le doti del Suo animo di Pastore interamente dedicato
al servizio della Sede Apostolica. Le sono
particolarmente grato per la dedizione con cui ha
seguito il lavoro quotidiano della Segreteria di Stato
e delle Rappresentanze Pontificie nei vari Paesi del
mondo, come della sollecitudine da Lei dimostrata
verso tutto il loro personale.
Nel
momento in cui Ella consegna al Suo Successore tale
responsabilità, oltre ad esprimerLe i miei grati
sentimenti, mi faccio interprete anche di quelli di
tutti coloro che nel corso degli anni L’hanno
conosciuta e hanno ammirato il buon senso, la prudente
saggezza e l’indefesso zelo con cui, senza risparmio
di energie, ha svolto la Sua missione, tenendo conto
unicamente del bene supremo della Chiesa. La Santa
Sede continuerà a beneficiare anche in futuro del Suo
apporto, e di questo anche Le sono grato, perché Ella
con eguale entusiasmo e generosità opererà
nell’importante ufficio di Decano del Collegio
Cardinalizio e come Membro di diversi Dicasteri della
Curia Romana e del Governatorato dello Stato della
Città del Vaticano. Il Signore, a cui affido ogni
desiderio del Suo animo sacerdotale, Le sia di
conforto e La sostenga negli anni a venire, dandoLe
salute fisica e infondendo nel suo animo gioia e
serenità. Vegli su di Lei in maniera tutta speciale
la Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa e Regina
degli Angeli. La accompagni anche la costante
assicurazione della mia stima e del mio affetto,
mentre, in auspicio di copiose ricompense divine ed in
pegno della mia fraterna vicinanza, di cuore Le
imparto l’Apostolica Benedizione, che volentieri
estendo a tutto il personale della Segreteria di Stato
ed alle altre persone che Le sono care.
Da
Castel Gandolfo, il 15 Settembre dell’anno 2006,
secondo del mio Pontificato.
BENEDICTUS
PP. XVI
[01264-01.03]
[Testo originale: Italiano]
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INDIRIZZO
DI SALUTO DELL’EM.MO CARD. ANGELO SODANO
Beatissimo
Padre,
Il 1°
dicembre del 1990, il Papa Giovanni Paolo II, di
venerata memoria, convocava il personale della
Segreteria di Stato nella Sala del Concistoro del
Palazzo Apostolico Vaticano, per ringraziare il
compianto Cardinale Agostino Casaroli a motivo del suo
lungo e generoso servizio e per presentare,
successivamente, il sottoscritto come nuovo Segretario
di Stato.
Oggi,
Vostra Santità ha voluto rinnovare quel gesto
paterno, invitando intorno a sé i collaboratori e le
collaboratrici della Segreteria di Stato, per dare a
me un saluto, nel momento in cui lascio in nuove mani
la guida di detto Ufficio, e per dare il benvenuto
ufficiale al Cardinale Tarcisio Bertone.
Anche
a nome del mio Successore, ringrazio vivamente Vostra
Santità per quest’incontro fraterno, assicurandoLa
della venerazione e dell’affetto di tutti i
presenti.
In
realtà, si tratta di sacerdoti, di laici, di
religiosi e di religiose, che sono lieti di dedicare
il proprio lavoro quotidiano al servizio del
Successore di Pietro. Animati da un profondo spirito
di fede, essi costituiscono una comunità di lavoro,
desiderosa di prestare al Papa un’opera silenziosa e
discreta.
In
varie sale del Vaticano ci è dato di poter ammirare
le famose api che distinguono lo stemma del Papa
Urbano VIII. Ebbene mi sembra che i presenti siano ben
simboleggiati da quelle umili api poste dal Papa
Barberini nel suo scudo.
Padre
Santo, credo che oggi un ringraziamento debba essere
rivolto non tanto a me, quanto a coloro che mi hanno
aiutato in questi anni. Preziosa mi è stata, in
particolare, la collaborazione dei successivi
Sostituti per gli Affari Generali, gli Arcivescovi Re
e Sandri, come dei Segretari per i Rapporti con gli
Stati, gli Arcivescovi Tauran e Lajolo.
Tutti
insieme, abbiamo potuto svolgere un lavoro di squadra,
con un grande senso ecclesiale che ci ha accomunato
nel servizio, prima intorno al venerato Giovanni Paolo
II ed ora accanto a Lei, chiamato dallo Spirito Santo
a raccoglierne l’eredità ed a guidare la nave della
Chiesa verso nuovi lidi.
In
questi ultimi anni, ho avuto l’occasione di
concedere, a nome del Papa, molte medaglie "Pro
Ecclesia et Pontifice" a persone benemerite
presentate da Vescovi di tutto il mondo. Credo, però,
che ognuno dei Collaboratori della Segreteria di Stato
abbia pure meritato in questi anni il riconoscimento
di aver lavorato "Pro Ecclesia et Pontifice".
Ora
essi continueranno a prestarLe generosamente la loro
opera, sotto l’attenta guida del nuovo Segretario di
Stato, ben lieti di proseguire in quella nobile
tradizione di servizio che sempre li ha distinti, un
servizio fatto di discrezione e di grande fiducia nel
Signore, ricordando le parole del profeta Isaia:
"In silentio et spe erit fortitudo vestra"
(Is 30, 15). Del resto è questo il richiamo
dei Santi: "Il bene non fa rumore ed il rumore
non fa del bene".
Spiritualmente
presenti fra noi quest’oggi sono anche i membri
delle Rappresentanze Pontificie sparse per il mondo.
Essi svolgono un’opera preziosa presso i Vescovi e
le autorità civili dei Paesi ove operano. Altrettanto
fanno i Rappresentanti Pontifici presso le
Organizzazioni Internazionali: è un’opera
importante per portare il lievito del Vangelo nella
vita dei popoli.
Personalmente
ho lasciato come ricordo ad ognuno dei collaboratori
un mio scritto che porta proprio questo titolo: "Il
lievito del Vangelo: La presenza della Santa Sede
nella vita dei popoli."
Beatissimo
Padre,
per
tutti i presenti mi permetto di chiedere una Sua
parola d’incoraggiamento perché sotto la guida
premurosa del nuovo Segretario di Stato possano
continuare ad aiutarLa nell’alta missione che lo
Spirito Santo Le ha affidato.
Se la
Chiesa è una nave che deve sempre affrontare nuove
sfide per l’evangelizzazione del mondo, noi sappiamo
bene che il Papa ne è il nocchiero e che la Santa
Sede in generale, con tutta la sua struttura ben
compaginata, è come la prora di questa nave.
Vincolati
da questo comune impegno apostolico, tutti i membri
della Segreteria di Stato Le porgono, per mezzo mio,
il saluto più devoto e l’assicurazione della loro
collaborazione e della loro preghiera.
Ci
benedica, Padre Santo!
[01265-01.01]
[Testo originale: Italiano]
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INDIRIZZO
DI SALUTO DELL’EM.MO CARD. TARCISIO BERTONE, NUOVO
SEGRETARIO DI STATO
Beatissimo
Padre,
Nel
giorno in cui assumo l’incarico di Segretario di
Stato di Vostra Santità, il mio pensiero
s’indirizza anzitutto a Lei, che mi ha chiamato a
succedere al venerato Card. Angelo Sodano. A Lei,
Padre Santo, rivolgo i sentimenti del mio più filiale
e fedele ossequio, mentre ricevo quella
"fiaccola" che un capace e fecondo ministero
di primo Collaboratore del Santo Padre ha saputo far
"ardere", di generazione in generazione, a
servizio della Chiesa e del mondo. Oggi porto con me
la croce del Card. Agostino Casaroli, che un illustre
Prelato mi ha benevolmente donato.
Intraprendo
una missione peculiare e diversa rispetto a quelle che
finora mi sono state affidate. Sono tuttavia lieto che
la sua indole innegabilmente pastorale dia continuità
alle missioni che ho già svolto e che ben
s’incastoni nell’evidente specificità di questo
ufficio. Confido, inoltre, che le esperienze che ho
maturato in passato, guidato dalla sapiente mano della
Divina Providenza, contribuiranno, in modo non
indifferente, all’espletamento del compito che oggi
assumo. Sono consapevole della pesante responsabilità
che esso comporta, come pure della gravità e della
complessità delle questioni che, quotidianamente,
dovrò affrontare. Unica ambizione che nutro è quella
di realizzare il motto del mio servizio episcopale: fidem
custodire, concordiam servare, e mi
conforta la convinzione che avrò l’opportunità di
contribuire in modo speciale a realizzare tale ideale.
Mi è
poi di grande incoraggiamento la certezza di poter
contare, anzitutto, sulla guida sapiente e
impareggiabile del Santo Padre e insieme sulla
competenza, sull’esperienza e sulla laboriosità dei
Superiori della Segreteria di Stato. Ma ho anche
grande fiducia nel lavoro insostituibile e spesso
nascosto che tutto il personale della Segreteria di
Stato e delle Rappresentanze Pontificie svolge
quotidianamente e con spirito di sincera ed ammirevole
abnegazione. La comunione profonda che ci lega nel
condiviso impegno a servizio della Chiesa - e quindi
della dignità umana e della pacifica convivenza fra i
Popoli – non potranno che tradursi in leale e fedele
collaborazione, rafforzata per molti di noi dallo
spirito sacerdotale e dalla carità pastorale che deve
sempre animarci nelle nostre attività.
È
dagli anni della mia precedente attività a Roma che
elevo ogni mattina questa invocazione: "Ricordati
Signore del Papa con i Suoi collaboratori presenti e
futuri". E proprio oggi ho scritto una lettera a
molti monasteri contemplativi chiedendo loro l’aiuto
permanente della preghiera di intercessione.
Fin
d’ora quindi depongo con filiale confidenza questa
collaborazione ed il mio nuovo ministero nelle mani di
Maria, Madre della Chiesa. Ella ci aiuterà a fare
tutto ciò che il Signore ci dirà, per il tramite di
Vostra Santità!
A
conclusione della cerimonia di congedo dall’ufficio
di Segretario di Stato del Cardinale Angelo Sodano e
della nomina a Segretario di Stato del Cardinale
Tarcisio Bertone, avvenuta questa mattina nel Palazzo
Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre
Benedetto XVI ha pronunciato le parole che riportiamo
di seguito:
PAROLE
DEL SANTO PADRE
Eminenze,
Eccellenze,
Cari Collaboratori e Collaboratrici,
Non
posso terminare questo incontro senza aggiungere
ancora una volta una parola che mi viene in questo
momento dal cuore. È un momento, in un certo senso,
di tristezza; ma soprattutto è un momento di profonda
gratitudine. Lei, Eminenza, ha lavorato con tanti
Papi, e alla fine con me, in veste di Segretario di
Stato, con la dedizione, la competenza, la volontà di
servire delle quali ho già parlato. Vorrei,
associandomi al Suo discorso, estendere questo mio
ringraziamento a tutti i Collaboratori e le
Collaboratrici, e alle Rappresentanze Pontificie nel
mondo. Ho capito sempre di più come solo questa
grande rete di collaborazione rende possibile
rispondere al mandato del Signore: "Confirma
fratres tuos in fide". Solo in virtù del
confluire di tutte queste competenze, solo in virtù
dell’umiltà di un impegno laborioso e molto esperto
di tante persone, alla fine può scaturire questa
"conferma dei fratelli", nella quale il Papa
obbedisce al Signore. Egli può realizzare
adeguatamente la sua missione grazie a questa ampia
collaborazione.
Solo
in questi ultimi anni, essendo Prefetto della
Congregazione per la Dottrina della Fede, ho capito
sempre di più quanta competenza è qui presente,
quanta dedizione, quanta umiltà e quanta volontà di
servire realmente il Signore nella sua Chiesa. Questo
lavoro curiale è, in realtà, un lavoro pastorale in
un senso eminente, perché aiuta realmente a guidare
il popolo di Dio sui pascoli erbosi – come dice il
Salmo – dove la Parola di Dio è presente e ci nutre
per tutta la nostra vita.
Eminenza,
ho riflettuto nelle ultime settimane su quale segno
della mia gratitudine avrei potuto darLe in questo
momento. Ho avuto la gioia di essere accompagnato da
Lei nel mio Viaggio in Baviera. Abbiamo visitato Sedi
episcopali importanti – München, Regensburg e
l’antica Sede di Freising – e abbiamo visitato il
nostro Santuario nazionale, per così dire, di Altötting,
che è chiamato da secoli "cuore" della
Baviera. Esso è il vero "cuore" di questo
Paese, perché lì, trovando la Madre, troviamo il
Signore. Lì, in tutte le vicissitudini della storia,
in tutte le difficoltà anche del presente, ritroviamo
con la protezione della Madre anche di nuovo la gioia
della fede. Lì si rinnova il nostro popolo.
Lei,
Signor Cardinale, è stato testimone del fatto che il
Vescovo di Passau mi ha consegnato a perenne ricordo
una copia della figura quattrocentesca della Madonna,
che attira sempre di nuovo i pellegrini che desiderano
sperimentare l’amore della Madre di noi tutti. Ho
potuto ottenere una copia fedele – ci sono copie
meno preziose – della Madonna di Altötting. E penso
che potrebbe essere questa Madonna di Altötting il
segno non solo della mia perenne gratitudine, ma anche
il segno della nostra comunicazione nella preghiera.
La Madonna sia sempre accanto a Lei, La protegga
sempre, La guidi. Questa è l’espressione della mia
sincera gratitudine.
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