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VISITA
ALLA BIBLIOTECA VATICANA |
Radio Vaticana,
18 dicembre 2010
Benedetto
XVI alla Biblioteca Apostolica Vaticana: chi indaga il
vero sia a servizio di un mondo più umano
Lo
aveva promesso tre anni fa, al momento della chiusura per
una lunga pausa di restauri. E questa mattina Benedetto
XVI ha tenuto fede alla sua parola, tornando in visita
nella Biblioteca Apostolica Vaticana, rinnovata e riaperta
anzitutto per il suo più illustre visitatore. Per circa
un’ora, il Papa si è trattenuto nelle sale per
osservare il lavoro svolto e ricevere alcuni doni
simbolici da parte del cardinale bibliotecario, Raffaele
Farina, e dei suoi collaboratori. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
Poco più di un mese fa, l’11 novembre, in una
lettera al cardinale archivista e bibliotecario di Santa
Romana Chiesa, Raffaele Farina, il Papa aveva messo in
risalto le due qualità principali della Biblioteca
Apostolica Vaticana: un “luogo eminente della memoria
storica della Chiesa” e un “mezzo prezioso” che
aiuta il Pontefice nello svolgimento del suo ministero. E
oggi, per una intera ora, Benedetto XVI è tornato a
toccare con mano lo spessore di queste due qualità,
immerso passo dopo passo in quello scrinium di tesori di
cultura e di scienza che in modo sistematico, dalla metà
del 1400, generazioni di Papi hanno fatto raccogliere e
catalogare con rigore e passione. Il Papa ha elevato la
sua preghiera a Dio:
“Grande tu sei, Signore Dio nostro. Ascolta la
nostra preghiera e benedici quanti frequenteranno questa
Biblioteca apostolica per coltivare le scienze e le arti.
Fa' che, da onesti indagatori del vero, illuminati dalla
sapienza del tuo Verbo, orientino i loro sforzi alla
costruzione di un mondo più umano”.
Giunto all’ingresso della Biblioteca Apostolica poco
prima delle 11 – accolto fra gli altri dal Cardinale
Farina, dall’arcivescovo prefetto, Cesare Pasini, e dal
viceprefetto, Ambrogio M. Piazzoni – il Papa ha fatto il
suo ingresso nell’atrio dominato dal doppio scalone,
lungo il quale si erano disposti diversi impiegati, poi
salutati dal Pontefice. Quindi la visita è proseguita al
piano superiore lungo diverse sale, da quella di
consultazione degli stampati a quella di consultazione dei
manoscritti, nelle quali Benedetto XVI ha potuto prendere
visione sia della rinnovata estetica della Biblioteca dei
Papi, sia di alcuni pezzi pregiati di vario genere. Tra
quelli di rilievo mostrati al Papa, un incunabolo (cioè
un libro realizzato con la stampa a caratteri mobili
dell’epoca di Gutenberg), due monete e una stampa
antica, due manoscritti e un documento d’archivio. Da un
cassetto sono stati mostrati due papiri al Pontefice, il
quale in due successive soste all’interno
dell’Archivio fotografico e del Laboratorio di restauro
ha ascoltato una breve presentazione dei lavori e degli
apparati curati da entrambi le sezioni.
Poco prima, nell’Ufficio del prefetto sono stati
mostrati a Benedetto XVI alcuni doni simbolici: una
medaglia fusa in bronzo commemorativa della riapertura
della Biblioteca Apostolica, coniata da Collezioni
Numismatiche e offerta dalla ditta Pessina, l“Agenda
2011” della Biblioteca con raffigurazioni di
manoscritti, stampe e medaglie della Biblioteca, rilegata
in pelle bianca, e infine una pubblicazione delle Romite
ambrosiane dell’Ordine di Sant’Ambrogio ad Nemus, nei
presi di Varese, dal titolo “La casa sulla roccia”. In
ogni ufficio o sala, il Papa non ha mancato di salutare
responsabili, impiegati e collaboratori. In ciascuno –
ha spiegato il viceprefetto Ambrogio Piazzoni
– accanto agli impegni del lavoro quotidiano convive una
chiara coscienza:
“Naturalmente, la nostra consapevolezza è molto alta
per quanto riguarda il nostro servizio al ministero
petrino – come l’ha definito lui stesso –
specialmente nel senso che conserviamo qui alcuni testi
che sono veramente importanti, direi fondamentali, ad
esempio per quanto riguarda la storia del testo della
Bibbia: noi abbiamo alcuni dei tre manoscritti più
antichi. Senza dimenticare, però, che la funzione della
Biblioteca non è – strettamente parlando – solamente
di carattere religioso: nel senso che, tutto ciò che noi
conserviamo, a partire dai manoscritti, ma anche i libri
antichi e i libri moderni che abbiamo, sono una
testimonianza della cultura dell’umanità in generale,
non soltanto della religione cristiana. E quindi, la
funzione è ancor più accresciuta in questa apertura a
tutto il sapere dell’umanità: quello passato, quello
presente e – speriamo – anche quello futuro.
Nella lettera del novembre scorso, con la quale si
complimentava con il cardinale Farina per la riapertura
della Biblioteca Apostolica, Benedetto XVI sottolineava la
sua “vocazione” alla custodia e alla valorizzazione
della cultura prodotto dall’uomo in senso ampio, non
solo religioso. Ciò perché, affermava, “nulla di
quanto è veramente umano è estraneo alla Chiesa”. Con
questi sentimenti, il Pontefice si è congedato al termine
della visita:
“Cari amici, vorrei dire grazie per il vostro
lavoro. Nel mio messaggio per la Biblioteca, ho già detto
quanto penso circa la necessità e la grande importanza
della Biblioteca. Quindi, concludo con la mia benedizione
e buon Natale a tutti voi. Grazie!” (applausi)
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